Itsukushima Jinja, Miyajima, Giappone – my roundtheworld 109 1a parte -141

salto al momento un passaggio di questa mia cronaca, e cioe` tutto quello che e` avvenuto ieri dal momento del mio arrivo all’ostello di Hiroshima e fino alla partenza, perche` oramai e` assodato che non riesco a rimanere in pari, ma, pubblicando qualche notizia aggiornata, almeno chi mi legge per motivi pratici sa qualcosa di recente su di me e su quello che sto facendo.

. . .

20 ottobre 2014

tra i post n. 58 e n. 59, tutti e due riferiti al mio passaggio ad Hiroshima il 12 e il 13 settembre scorso, avevo saltato un passaggio, nello sforzo di non restare troppo indietro con le cronache del momento, e provo adesso a riempire in qualche maniera questo vuoto.

* * *

impiego le ore del 12 settembre che restano dopo la sistemazione all’ostello di Hiroshima per visitare l’isola di Miyajima, altro luogo UNESCO (ma sulle mappe google la trovate col nome di Itsukushima), e ci si arriva abbastanza rapidamente, con un aliscafo, che la raggiunge in mezzora, nella parte nord-occidentale della baia.

non c’e` scritto altro nel post del 2014 su questo momento della giornata, e forse altro non ci sarebbe da dire.

e forse neppure il videoclip meritava di essere organizzato e ora proposto, perche` descrive una navigazione piuttosto anonima, tra foto e riprese di qualita` molto scadente, non fosse che in un viaggio ogni momento di spostamento ha dentro di se` una sua felicita`, che puo` diventare anche gioia esprssiva, nonostante tutti i limiti tecnici ed estetici.

la gioia per niente futurista del movimento, visto come strumento di esplorazione e di conoscenza.

la baia di Hiroshima, in questo documento visivo, riappare comunque comunque con tutta la forza scostante e lo spessore pesante del Giappone tecnocratico, ribadendo una scissione che a volte sembra diventare pura schizofrenia.

salvo che al momento finale dell’avvicinamento al tempio di Miyajima, nel quale nuovamente abbandoniamo il mondo della tecnologia per tornare ad immergerci nel passato e nella natura.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

. . .

tornano allo sbarco, in maniera molto ridotta e quasi appena accennata, ma con la stessa dolce invadenza, i cervi sacri buddisti che gia` a centinaia si spargevano nei giardini e nelle verdissime strade di Nara, dei quali foto e riprese sono andati perduti.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

ma il monumento che certamente domina il paesaggio, non soltanto esteriore, dell’isola e` il celebre portale di accesso per via d’acqua al suo tempio principale, un tempo raggiungibile solo dal mare, mentre oggi si approda qualche centinaio di metri prima e ci si arriva via terra.

e` il motivo per il quale questa isola e` famosa. 

images (1)

purtroppo la vista diretta dal tempio del grande portale rosso, davvero monumentale, e` abbastanza sciupata dalla espansione urbana selvaggia sull’altra parte della riva di fronte, cosi` che bisogna cercare degli angoli particolari per trovare qualche immagine che restituisca almeno l’idea di come doveva essere questa veduta nei tempi che hanno preceduto la globalizzazione.

. . .

trovo soltanto questo brano da citare qui dal diario steso durante il viaggio intorno al mondo 2014.

ma non e` del tutto appropriato al contenuto del videoclip che vi presento: al massimo va bene per qualche immagine staccata.

ma il video si occupa piuttosto di restituire il clima particolare di questo tempio, patrimonio culturale dell’umanita’ UNESCO, e il suo rapporto con l’acqua.

certo, anche il torli fluttuante, il grande ingresso monumentale piantato nell’acqua, che sembra quasi nascere da essa, fa parte non secondaria dell’immagine del tempio.

ma, come si vede nel video, l’edificio ha anche molti altri motivi di interesse.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

la struttura e’ della fine del VI secolo, piu‘ o meno per noi, l’eta’ di Teodorico. ma non vi sembrera’ cosi’ antico.

in Asia, dove si risente del clima molto caldo e dove molti edifici sono in legno e dunque fortemente deperibili, si sviluppa un concetto dell’architettura molto diverso dal nostro.

per noi l’idea architettonica si identifica con l’edificio stesso che la incarna, ad esempio il duomo di Parma e’ l’edificio stesso del duomo, con i segni del tempo e la sua irripetibilita’, che nasce dalla sua storia fisica.

in oriente un edificio si identifica invece con l’idea architettonica astratta che viene continuamente mantenuta e ripetuta, e l’originalita’ fisica non e’ necessaria.

in questo modo l’architettura orientale viene ad avvicinarsi alla musica, un’arte che esiste soltanto attraverso l’esecuzione:

anche il tempio orientale puo’ essere considerato come uno spartito, che nel tempo viene eseguito attraverso diversi interventi attorno alla sua struttura ideale e nel luogo fisico originario.

cosi’ puo’ capitare – come effettivamente avviene in un’altra citta’, che mi pare fosse Nara – che un tempio in legno sia oggi la riproduzione perfetta in una scala 2:3 di un piu’ imponente tempio originario che non si aveva piu’ la forza di ricostruire nelle sue mastodontiche dimensioni che noi oggi diremmo autentiche.

insomma lo snobismo artistico in Giappone non esiste ed ecco perche’ si puo’ visitare l’Itsukushima Jinja (Jinja significa tempio), che ha 1500 anni e pero’ e’ formato con materiali molto piu’ moderni.

. . .

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

dalle immagini dell’interno del tempio o Jinja Itsukushima, che sorge sull’acqua, ho estrapolato delle riprese che riguardano alcuni riti che vi si svolgono e la consultazione del futuro, con appositi cassettini.

gesti e riti curiosi di un Giappone senza tempo, per alcuni aspetti, e senza apparente passato per altri.

il culto del passato residuo sembra qui inversamente proporzionale alla intensita` della sua distruzione: una serena nostalgia di massa, che attraversa la vita quotidiana.

. . .

il video di oggi, dedicato alla grande struttura di legno rosso che e` l’ingresso originario dall’acqua al grande tempio di Miyajima, in fondo documenta piu` che altro la banalizzazione turistica di questo torii, detto fluttuante, perche`sorge dalle acque, talmente bello che qualcuno lo considera come uno dei simboli stessi del Giappone, assieme a grande vulcano Fuji.

merita, piu` che altro, secondo me, la musica.

. . .

commenti:

dafnevisconti 15 novembre 2014 alle 14:21`
che struttura fantastica

bortocal 15 novembre 2014 alle 16:39`
e` un haiku architettonico perfetto. 🙂

. . .

Patrizia Caffiero 20 ottobre 2014 alle 13:11`
che meraviglia Mauro…

bortocal 20 ottobre 2014 alle 15:09
vero? 🙂

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto l’inizio del post  DA HIROSHIMA A TOKYO – MY ROUNDTHEWORLD N. 59 – 540. e la prima parte del post MIYAJIMA, GIAPPONE, 12 SETTEMBRE – MY ROUNDTHEWORLD N. 109 – 611.

e vi ho integrato questi altri post:

navigazione da Hiroshima a Miyajima – VIDEOCLIP n. 357

cervi a Miyajima – VIDEOCLIP n. 358

Miyajima, Itsukushima Jinja, il tempio – VIDEOCLIP n. 359

Miyajima, cerimonie buddiste nel tempio Itsukushima Jinja – VIDEOCLIP n. 360

Miyajima, i turisti e il torii fluttuante del tempio Itsukushima Jinja – VIDEOCLIP n. 361

 

Una risposta a "Itsukushima Jinja, Miyajima, Giappone – my roundtheworld 109 1a parte -141"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...