rientrando nella quotidianità. 7-8 luglio 2005 – 325

da M., Sun, 3 Jul 2005 15:26:04

Salve!
Spero che il viaggio e il soggiorno africano siano andati come desideravi.
Qui i soliti problemi e lo stress di fine anno scolastico.
Allego la bozza del modulo 2 di Piazza elaborata con il contributo della collega C..
Se puoi, fammi sapere al più presto cosa ne pensi perchè il tempo stringe e c’è da elaborare ancora il Modulo 3 con la Visione.
A presto
M. C.

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a M. Thu, 7 Jul 2005 20:51:01

cara M.,

ben trovata al mio sfigatissimo ritorno in Germania, con perdita dei bagagli a Malpensa e fusione del motore della macchina in Svizzera alle 8 di sera di lunedì!
mi sto appena appena riprendendo da un periodo di stress non facile.

l’Etiopia è stata sconvolgente, da ogni punto di vista, un breve assaggio di quella tragedia che chiamano Africa ma che non si può capire fino a che non si tocca con mano. aggiungi che l’occasione del mio soggiorno è stata quella dei primi passi nella costruzione di una dittatura che è già feroce e sanguinosa e promette di diventare sanguinaria, col sangue versato ancora fresco nelle strade.

ma di questo parleremo meglio alla prossima occasione di vederci (sabato).

ora passo con le mie ultime forze a dare un’occhiata al vostro lavoro e poi vi riscrivo.

m.b.

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a Ro. 7 luglio 2005, orario non definito

cara Ro.,

ti leggo di ritorno da una delle giornate lunghe della settimana scolastica, oggi ancora più lunga perché io sto ancora col fuso orario di Addis e stamattina sono arrivato in ufficio alle 9,30 (o alle 8,30 secondo l’orario dell’Etiopia!)!

Ho avuto un paio di giorni di “sfiga” fuori del comune, sto aspettando che ritrovino i bagagli andati persi nel volo e devo comprarmi una macchina nuova perché di quella che avevo si è fuso il motore in Svizzera lunedì.

Ti ringrazio dei tuoi giudizi, anche se in questo momento mi sento meno ottimista e vitale del solito.

Addis è stata un’esperienza per me profonda e indimenticabile; in negativo per il contesto di quella povertà drammatica e senza nome. mi sembrava di stare in un lager senza barriere apparenti; in positivo per la ricchezza delle relazioni umane e per l’affetto da cui mi sono sentito circondato.

Ottima l’idea dei viaggi, anche se in questo momento l’acquisto di una nuova macchina potrebbe costringermi a rivedere l’ipotesi messicana; devo anche ritoccare il calendario delle mie ferie!

Mi ero dimenticato dei tuoi problemi alle caviglie vedendoti ballare coi ragazzi, perfettamente ragazza in mezzo a loro!!!

Spero di rileggerti presto. Un abbraccio.

Mauro

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a Zollgarage FAX    […] Stuttgart, 8.7.2005

          Zollgarage

          Zollstrasse 1

          Rheintal AG

          SWITZERLAND

          Mit Bezug auf mein Wagen, das ich Ihnen gelassen habe, um wegzuwerfen, teile ich Ihnen, dass ich brauche das Schild und die Dokumente zurück, die ich Ihnen gelassen habe.

          Ich bitte Sie sie mir zu senden; sonst kann ich sie den nächsten Sonntag am Abend persönlich entnehmen, wenn wir sofort ein Termin vereinbaren.

          Mit freundlichen Grüssen.

Mauro Bortoletto

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a Zollgarage … Svizzera

Con riferimento alla mia auto che vi ho lasciato per la demolizione, Vi comunico che mi servono di ritorno la targa e i documenti che Vi ho lasciato. Vi prego di mandarmeli; altrimenti domenica prossima la sera posso riprenderli personalmente, se concordiamo subito un appuntamento. Cordiali saluti.

in volo su Germania, Svizzera, Val Padana. videodiario 4 luglio 2005. – 322

               ciao papi mi sono appena svegliata. sono a bs e ho io le chiavi della macchina. Potremmo vederci per pranzo.

               sono un po’  in ritardo ma aspettami. [Marta]

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               il treno è fermo non preoccuparti.

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una mail di qualche giorno dopo racconta quel che successe alla fine del volo di trasferimento da Frankfurt a Malpensa:

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6 luglio 2005

cara R.,

devo essere stato punito per non avere pronunciato la formula [sacra buddista, Nam Myoho Renghe Kyo, che lei mi aveva consigliato; vedi post 324]: infatti sono sì arrivato regolarmente a Malpensa lunedì mattina [il 4 luglio], ma non sono arrivati i miei bagagli, dai quali avevo almeno miracolosamente tolto all’ultimo momento le chiavi di casa, altrimenti sarei anche fuori.
(fuori di casa, intendo, eh eh, sul resto non mi pronuncio).
sinora nessuna traccia del mio bagaglio, con abiti, regali, verbali e quant’altro, e soprattutto le due cassette girate con la videocamera e una ventina di pagine da me scritte in quei giorni sull’esperienza etiopica, e che se non ritrovo non saprò più ripetere. e quest’ultima è la cosa che mi dispiace di più. […]

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così ecco l’ultimo colpo di coda della disorganizzazione etiope, o il primo impatto con la disorganizzazione italica.

ma passiamo al riepilogo del volo, con riprese girate prima di scoprire la perdita dei bagagli: 5 minuti che sintetizzano un volo di circa un’ora.

volo dalle cascate del Reno alla Val Padana. 4 luglio 2005. – 321

che cosa aggiungere a quel che si vede già benissimo nel video?

la seconda parte del volo di rientro in Italia da Frankfurt, dopo il volo notturno da Addis Ababa, passa sopra la Svizzera, con i suoi laghi, non facilmente identificabili e poi sulle Alpi. spettacoli visivi di straordinaria bellezza che la tecnologia ha banalizzato, spegnendo l’emozione da uomo primitivo che dovremmo portarci dentro, sorpresi sempre di riuscire a volare.

il finestrino opaco dell’aereo rende le riprese alquanto scadenti, ma questo non basta a cancellare l’emozione nel rivivere questi momenti.

Colmar e Luzern/Lucerna, diario di una giornata spesa bene. 28 marzo 2005 – quando si poteva viaggiare – 114r

oramai il mio recente tic di videomaker lo si conosce, se qualcuno segue questo blog: alla fine della visita di un sito o di una città, se vi sono stati più video, c’è il video che li assembla per favorire una visione complessiva e potrebbe interessare chi vuole farsi un’idea del luogo; e alla fine di una giornata di viaggio tra località diverse, c’è il video che è una specie di mini-diario visivo, che la riassume tutta, e questo, sinceramente, non può interessare che me, o semmai anche chi ha condiviso con me quel viaggio.

quindi, eccoci al diario del 28 marzo 2005, per inciso compleanno di mia sorella, che però non partecipò al viaggio (allora mi parlava ancora): giorno passato tra Colmar e Lucerna, e poi speso per il rientro in Italia, però questo senza riprese.

direi che il video scorre, alternando vedute delle due città, abbastanza fascinose entrambe, ma più ancora Colmar, con episodietti familiari dal gusto strettamente privato.

non lo avrei pubblicato su Youtube, come già detto, se non per salvare in qualche modo ulteriore i filmati, già andati persi in una prima versione.

se qualcuno c’è che se lo guarda, buona visione: dura in tutto quasi 24 minuti.

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ma Youtube mi avvisa che il video non sarà visibile in Italia, per violazione di un copyright musicale.

ed ecco risolti tutti i problemi in un colpo solo: me lo potrà guardare soltanto io…

Luzern/Lucerna, ritratto vintage di una grigia città svizzera, però non priva di fascino – 28 marzo 2005 – quando si poteva viaggiare – 114q

la fusione dei cinque videclip più brevi dedicati alla breve visita a Luzern/Lucerna con i miei tre figli, il 28 marzo 2005, restituisce un ritrattino di questa cittadina nel cuore della Svizzera: essenziale, ma a me pare abbastanza efficace nel descriverla in un approccio indubbiamene rapido e anche un po’ superficiale, ma che spero abbia colto i tratti più caratteristici del suo nucleo storico.

sono un poco impersonali e non emerge nessun tratto originale e netto; siamo in un qualcosa di mediamente elvetico, anche se non per questo banale.

arrivederci a Luzern/Lucerna. 28 marzo 2005 – quando si poteva viaggiare – 114p

nonostante il titolo del post, a Luzern/Lucerna sono passato altre volte, nei miei su e giù tra Italia e Germania, ma quasi sempre e soltanto in autostrada, mi pare; conservo un ricordo confuso, che ho verificato, e ci fu soltanto un’altra sosta molto breve, di passaggio, il 3 febbraio 2008, ma senza riprese, solo fotografie.

eppure in questo ultimo filmato, montato con le riprese del 28 marzo 2005, questa città, sospesa tra lago e monti, finisce col rivelare un suo fascino segreto, pur nel grigiore della giornata, e non fa rimpiangere di averla visitata, anche se solo sommariamente.

le mura di Luzern/Lucerna. 28 marzo 2005 – quando si poteva viaggiare – 114o

nel titolo del video ho chiamato questo tratto delle mura di Lucerna castello, perché questa è l’impressione che danno le antiche mura medievali della città con le loro otto torri sopravvissute.

sono certamente un punto monumentale di notevole effetto, anche per la vista che aprono su lago e montagne sottostanti; tuttavia, stranamente, non figurano tra i punti turistici più celebrati su internet.

ma chi vedrà questo video sarà in disaccordo con questa sottovalutazione, credo: il luogo è abbastanza incantato.

aggiungo che, nonostante il titolo, nel video dominano i rumori della natura e il canto degli uccelli, le immagini degli alberi, ancora spogli, e del verde, in cui sono spuntate le primule.

tanto che, ancora una volta qui a Luzern, non ho sentito il bisogno di aggiungere una base musicale alle immagini, per non sciupare i suoni naturali.

Luzern/Lucerna, il ponte coperto medievale di legno. 28 marzo 2005 – quando si poteva viaggiare – 114m

il ponte coperto medievale di legno di Luzern/Lucerna è indubbiamente il monumento più affascinante della città, ma anche uno dei punti più caratteristici dell’intera Svizzera, e contrassegna il paesaggio lacustre della città in modo indimenticabile, procedendo sul fiume a zigzag..

è il più antico d’Europa nel suo genere; infatti risale al 1333; in Italia abbiamo il ponte di Bassano simile, e altrettanto famoso, ma più piccolo: fu costruito nel 1209, ma quello attuale è una ricostruzione del 1567, su progetto del Palladio, della struttura precedente, distrutta da una piena.

anche il ponte di Luzern attuale è parzialmente una ricostruzione, ma fedele all’originale, perché un terzo circa andò bruciato nel 1993 in un incendio provocato da fiamme partite da un battello che ci stava passando sotto.

irrecuperabili invece 86 dipinti del Seicento che ne scandivano le campate con varie scene sacre; se ne salvarono solo 25, pur se danneggiate e poi restaurate, e sono quelle che qua e là vengono riprese nel video.

infatti in tedesco questo è chiamato Kapellbrücke, il ponte della cappella, perché raggiunge la Cappella di San Pietro, e costituisce quindi una parte introduttiva di un antico percorso devozionale.

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ecco la presentazione della passeggiata del 28 marzo 2005, che permette di attraversarlo, a me e ai miei figli, mentre io riprendo qua e là le loro reazioni in mezzo al resto dei turisti o dei semplici passanti, abitanti locali che si spostano fra le due parti del centro storico.

da Malpensa a Frankfurt, volo sulle Alpi. vintage 19 giugno 2005 – 116a

il resoconto dei viaggi, abbastanza frenetici, seguiti a quello del 24 aprile 2005 l’ho già pubblicato, in maniera molto accurata, qui:

Addis Ababa: i preparativi (con intermezzo berlinese) e la partenza. 4 – 19 giugno 2005 – quando si poteva viaggiare. 116

è un post ricco anche di molte notizie autobiografiche riferite alla mia attività lavorativa di allora.

spiega anche bene l’incredibile tour de force che mi portò a Brescia, e successivamente alla Malpensa, tra il 18 e il 19 giugno, in vista della partenza per Addis Ababa (uso la grafia locale e non quella usuale da noi, più aderente alla effettiva pronuncia) via Frankfurt; andavo in Etiopia a fare gli esami di stato nella scuola italiana.

in pratica posso limitarmi ora ad aggiungere il video molto breve sul trasvolo delle Alpi, considerando questo post una mera appendice di quello indicato sopra.

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è peraltro la prima e forse l’unica volta che riprendo lo spettacolo superbo delle Alpi viste dall’alto, e la scena è particolarmente vintage perché il 19 giugno appaiono ancora piene di neve: 17 anni di riscaldamento globale fanno indubbiamente la differenza.