Sri Lanka 2004-2005

raccoglierò in questa pagina tutto quello che mi resta dei miei due viaggi in Sri Lanka del 2004 e del 2005, in attesa, mi auguro, di aggiungere anche i resoconti di un prossimo viaggio 2020.

i post saranno pubblicati giorno per giorno in ordine cronologico inverso, in modo che chi entra nella pagina si trovi sempre davanti gli ultimi.

in altre parole, qui si segue il vangelo: gli ultimi saranno i primi! 🙂

nb. i resoconti verranno integrati con quelli già scritti qualche anno fa…

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5. l’invisibile viaggio a Colombo. Negambo, la gente. Induismo e cristianesimo a Negambo.

15 luglio 2004  Macondo Colombo Negambo

ehi, ragazzi, vi mando una mail a tutti giusto per farvi sapere che sono vivo.
ho ricevuto la telefonata di Rocco, ma da qui la rete non funziona.
mi sono fermato nell’hotel di Negambo, che assomiglia molto come nome e come posto fuori della realtà a Macondo di Garcia Marquez, ma oggi sono andato alla capitale, Colombo, in treno (40 km, andata e ritorno 2,5 euro!!!!): i treni viaggiano senza porte per il caldo e sopra c e l’umanità piu varia e diversa del mondo.
Colombo è talmente immensa che ho visto poche cose, tra cui il museo nazionale, con una raccolta di statue e maschere davvero straordinaria.
qui raramente le case hanno piu di un piano solo, per cui anche Negambo, che ha 120.000 abitanti, non sembra affatto una città.
ma Colombo ha i suoi grattacieli: ho scoperto dove stanno i ricchi delle Sri Lanka, asserragliati in un isola dell’immensa Colombo, totalmente militarizzata, con posti di blocco e guardie armate ad ogni angolo.
di fronte l’oceano oggi più tempestoso che abbia mai visto, con onde immense che venivano addosso a degli scogli lisci, e un tempio buddista costruito sopra quattro archi di cemento armato e sospeso nel cielo.
i templi buddisti sono straordinari, almeno la prima volta, sono così diversi dalla nostra idea di arte e di religione e nello stesso tempo ti pare di stare a Napoli ai presepi, per i colori e la fantasia sfrenata che dire barocca e poco.
insomma, ho finito il mio conciso resoconto e mando un bacio a tutti.
mauro

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purtroppo del viaggio a Colombo non furono fatte riprese video, quella volta.

rimangono solo queste, di quella giornata, montate in brevi spezzoni, del ritorno già al pomeriggio e poi dell’ultima passeggiata per Negambo la sera e la notte, ma i montaggi video sono stati ristrutturati, rendendoli più brevi, e quindi un poco più appetibili in tempi di fruizione bulimica e frettolosa.

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nel primo videoclip il protagonista indiscusso ritorna ad essere il mare risuonante vicino alla guesthouse, come nel giorno precedente, sempre affascinate nonostante l’incerta stagione che prepara il monsone; ma anche di nuovo la gente del posto, che è certamente l’elemento che mi attrae di più in questo primo contatto con lo Sri Lanka e con l’oriente.

ed ecco un venditore di giocattolini di legno, un aitante pescatore che entra nell’oceano con la sua canna da pesca usando ostriche come esca, ed Helen, l’audace ragazza scozzese globetrotter dai capelli rossi che entra in dialogo con lui e con me; ma più tardi rabbrividisco sentendo il mio inglese libresco di allora, quindici anni dopo: come potevano capirmi? sicuramente soltanto dai sorrisi e dai gesti di simpatia.

qui, ma anche nei video successivi, onnipresenti sono le cornacchie, che assumono anche quasi il ruolo di presagi di morte, considerando che cinque mesi dopo molta di questa gente sarebbe morta travolta dallo tsunami.

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poi, dopo uno scambio di parole e sorrisi in amicizia con una giovane coppia di genitori e le loro bambine, in una capanna di foglie di palma,  la sera che cala mi conduce ad un villaggio di pescatori su una punta sabbiosa della spiaggia; villaggio a volerlo chiamare così, ma è piuttosto un accampamento, quasi un riparo qualunque sulla spiaggia.

i pesci della giornata sono ancora disposti sui banchi, le donne hanno un’aria mite e rassegnata; un giovane uomo mi si avvicina ed accompagna, mostrandomi amicizia, non ricordo quanto interessata, ma probabilmente lo era; anche se questa non è una colpa dove la povertà stringe e rende le persone comunque più gentili, anche nel chiedere, spesso senza neppure parole, perché la dignità sopravvive anche alla fame, qui.

animali, uccelli ed esseri umani appaiono qui veramente fratelli in qualcosa che va anche oltre la fede nella reincarnazione, ma è semplicemente la condivisione della povertà dell’esistenza: quella povertà che è la sua ricchezza segreta.

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vicino al villaggetto appena visto sta una zona che viene pomposamente chiamata “archeologica”, e consiste nelle rovine di un forte olandese, al momento visitabile soltanto dall’esterno, e con un campaniletto che spunta dalle mura.

dunque l’archeologia del paese consiste nel suo passato coloniale e nel dominio europeo, che del resto è testimoniato bene anche da una ulteriore vicina chiesa cattolica; Negambo, come ho già ricordato, vede una forte presenza cattolica.

poi quell’uomo, che ha spontaneamente deciso di farmi da guida, mi accompagna oltre la spiaggia, verso il porto, con le variopinte barche accostate fra loro alla foce di un fiume; un ponte risonante di traffico dà un’idea della vita economica del posto.

ma il video si conclude con le immagini di ragazzotti che giocano a pallone, felici e quasi orgogliosi di essere ripresi, perché la giovinezza si piace sotto qualunque cielo.

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poi, nell’ultimo video che sta arrivando, ecco la grande cattedrale della città, in pieno rito religioso, messa a confronto con un piccolo tempio induista, dunque della minoranza tamil (i tamil sono gli abitanti della punta sud-orientale dell’India, di fronte allo Sri Lanka, separato, più che congiunto, dal cosiddetto “ponte di Adamo” e dalle tensioni politiche dei due paesi.

qui per la prima volta non presento un video veramente nuovo, ma soltanto una modesta revisione di quello montato sul viaggio nel 2011, ed era il terzo, allora; l’ho soltanto schiarito un poco nelle scene del povero culto hinduista praticato qui, nelle tenebre che sembrano quasi quelle di una semiclandestinità, e ho fatto qualche altra piccola modifica nella distribuzione delle riprese.

ecco i riti religiosi tanto diversi in una grande cattedrale cristiana e in un piccolo tempio induista, attraverso una serie di contrapposizioni con le quali cerco di chiarire a me stesso – forse non sempre in modo del tutto appropriato – il mio primo contatto con quella religione affascinante che è l’induismo:
parola contro silenzio
luce contro buio
massa contro individuo
un dio solo contro molti dei
compassione contro devozione

e qui venni anche ascritto all’elenco degli amici dei Tamil, per una piccola offerta fatta al guardiano del tempio; e tale sono rimasto negli anni: amico di questa, come di ogni altra minoranza oppressa nel mondo.

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4. l’arrivo a Negambo

14 luglio 2004 

ed ora eccomi invece nel piu’ incredibile negozietto di Negambo, cittadina a 40 km da Colombo dove sono finito a passare una giornata di restauri psicofisici.
lo Sri Lanka e il più incredibile paese del mondo per la gentilezza della gente. supera ogni immaginazione.
un bacione
Mauro

lettera da M.? 15 luglio 2004
ma papà quando sei partito???!!!
non si capisce niente!!
ma soprattutto ki sapeva che andavi in sri lanka!!!!..
e poi dici a me che non ti dico niente… bha.
Io sn tornata martedi dal mare e sn tutta abbronzatissima! ti racconterò però meglio quando ci vediamo…
stai attento che non mi sembra una bellisssima zona…
bacioni

[da 204. MY SRI LANKA 2004: IN VIAGGIO SENZA BLOG. 1. NEGAMBO, LA SPIAGGIA. quarta parte
2 aprile 2011 · di bortocal
in Sri Lanka, viaggi]

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chissà perché sono sempre stato convinto che Negambo fosse poco più che un paesotto, fino a che non ho controllato ieri con google, e ho scoperto che ha 150mila abitanti: ma è come se la povertà li contraesse e desse l’impressione di un abitante ogni dieci.

turisticamente il suo punto di forza è che si trova molto vicino all’aeroporto internazionale di Colombo, e quindi non occorre andare fino alla capitale per sistemarsi in una delle guesthouse lungo la costa.

basta prendere un tuctuc dall’aeroporto e farcisi portare in pochi chilometri; è quello che ho fatto, come si vede all’inizio del video: il driver sembra molto simpatico a me, che sono in un evidente stato di euforia da tropici; ma poi mi fece un effetto orribile quando mi propose di fare sesso con delle bambine, se volevo (se era lui e non un altro; ora non riesco a ricordare bene).

ne ho parlato di sicuro già nei blog da qualche altra parte; quindi tornerò su questo impatto brutale con la povertà singalese, quando troverò testimonianza più vicine ai fatti e più attendibili.

il mio sguardo da reporter gira sui luoghi che il veicolo attraversa e si sofferma alla fine sulla pensioncina prescelta; poi si esce subito, per verificare il mare, il sole, la spiaggia; e trovo una grande chiesa cattolica, a conferma del legame tra cattolicesimo e prostituzione che quel tanto del mondo che ho visto mi conferma, e che non saprei neppure spiegare.

in sostituzione del montaggio video sinora pubblicato e che comprende anche le riprese di un giorno successivo, metto ora il link ad un video più breve, che ho montato adesso, e che riguarda soltanto il primo giorno.

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non era strettamente necessario, vista la povera qualità delle riprese, ma per l’occasione ho rifatto – con qualche piccolo miglioramento tecnico, spero – anche la seconda parte del video, nella quale scopro una enorme cattedrale accanto alla guesthouse, i primi sorrisi singalesi e l’oceano, prima di ritornare alla zanzariera della mia cameretta.

3.

13 luglio 2004 [Frankfurt: la partenza]

cucu 13 luglio 2004
sono all’aereoporto di Frankfurt – tra l’altro tutt’altra città da Stoccarda: vivace, futurista, allegra.
anche qui il saluto è ciao più che tschüss.
e, come vedi c’è anche internet gratis mentre si aspet(…)

13 luglio 2004
Frankfurt è avveniristica come Londra e vivace come Basilea, bella città.
all’aeroporto c’è internet gratis, così puoi sapere che sono all’aeroporto + grande d’Europa, dopo London.
c’è troppa coda però, ciaoooo

[da 204. MY SRI LANKA 2004: IN VIAGGIO SENZA BLOG. 1. NEGAMBO, LA SPIAGGIA. terza parte  2 aprile 2011 · di bortocal
in Sri Lanka, viaggi]

frammentini di mail comunque veloci; ma dopo che li ricopio c’è comunque una sorpresa che mi attende, nella cartellina dove ho raccolto le riprese di quel viaggio e nella sottocartella dove stanno le foto della giornata: una sequenza di riprese anche abbastanza lunga, 11 minuti, dell’aeroporto e della città di Frankfurt: avevo completamente dimenticato di averle fatte, ma ora mi restituiscono qualche frammento di memoria di quella giornata, sia pure spenta e grigia, se non altro dal punto di vista climatico e della luce.

ma prima fatemi dire ancora il senso di iniziare il resoconto di un viaggio nello Sri Lanka con ben sei montaggi video su Frankfurt: è il necessario contrasto; senza queste immagini del cuore dell’Europa non si può capire bene e fino in fondo l’effetto che mi fece quel paese e il mio primo contatto con l’Asia profonda.

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non facevo ancora foto di viaggio nel 2004, avevo soltanto una telecamera, forse neppure digitale, ma ancora analogica, se era ancora quella un poco imponente e semi-professionale comperata nel 1991, in occasione del viaggio a Berlino con i figli e la moglie da cui ero separato: il che spiegherebbe perché era addirittura escluso alternare fotografie a riprese, come invece mi sono abituato a fare in seguito; a comperare una fotocamera digitale arrivai soltanto nel 2006, in occasione del mio terzo viaggio in India, e fu solo da maggio di quell’anno che cominciai a fare foto digitali viaggiando (e a pubblicarle sul blog, e più tardi, montandole in piccoli video, sul mio canale Youtube).

le mie riprese video qui (e anche in seguito) sono molto maldestre, instabili; non soltanto pochissimo professionali, ma direi decisamente brutte; si aggiunga che anche la macchina che usavo è molto al di sotto degli standard attuali, enormemente migliorati tecnologicamente nel giro di neppure vent’anni; pertanto non meritano per niente di essere guardate e le ho riassemblate sostanzialmente per me, come un gioco per la memoria personale; il montaggio attuale le migliora di poco, eliminando soltanto le parti decisamente di scarto, movimentando un poco le sequenze, che non sono più rigidamente cronologiche, e aggiungendo delle musiche, a volte abbastanza appropriate, a volte no.

ciò non toglie che rivederle aiuta a ricostruire una sequenza di impressioni, che a volte diventano addirittura emozioni.

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quindi avevo del tutto dimenticato che, nell’andare a Frankfurt, per il volo verso lo Sri Lanka, che si sarebbe svolto di notte, ero partito con qualche ora di anticipo, per dare un’occhiata alla città, che vedevo per la prima volta; prima, ci ero passato soltanto ai margini della periferia, per andare a prendere i miei figli e un paio di amici, che venivano a visitarmi in quelle mie prime settimane tedesche, al cosiddetto aeroporto Ryanair di Frankfurt Hahn, economicissimo, con voli che costavano 5 euro, ma a 120 hm – dico – dalla città, e altri 180, credo da Stuttgart; ma ero curioso di conoscerla, Frankfurt, in quanto capitale economica della Germania, ma anche dell’Unione Europea, come sede della Banca Centrale Europea.

le prime riprese mi vedono all’aeroporto, a cui si arrivava direttamente da Stuttgart in un’ora e un quarto con un ICE, treno super-veloce molto caro, ma efficiente (sono ora nell’inizio del sesto video); da lì poi il metrò, suppongo, piuttosto che un altro treno, mi aveva portato alla stazione centrale, nel centro della città.

questa, rivedendola ora, mi fa un effetto molto diverso da quel che ne raccontavo allora, in tono decisamente troppo entusiasta: grigia e perfino un po’ tetra, anche se indubbiamente viva.

il primo montaggio video mostra la city finanziaria e, in un passaggio, anche la sede della Banca Centrale Europea, individuabile per il monumento all’euro, col contorno di una musica pomposa e ironica ricavata dalla sinfonia L’orso di Haydn.

lo sguardo si sofferma, in modo abbastanza ingenuo anche 15 anni fa, sui grattacieli, che oggi impallidiscono al confronto con quelli della city di Milano, ben più creativi e sorprendenti; ma Stuttgart li aveva esclusi dalla propria identità architettonica: il più alto della città era quello dove abitavo io all’undicesimo piano; e ce n’erano in tutto 13, di piani, per dire, ed erano il massimo ammesso a un paio di km dal centro storico; qui a Frankfurt, invece, come del resto nel resto del mondo, i grattacieli dominavano già una parte importante del paesaggio urbano, come simbolo del nuovo potere finanziario, peraltro qui particolarmente grigio e aridamente tecnocratico.

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il video successivo ci porta invece nel cuore della città culturale e verso metà ci mostra anche la casa natale di Goethe, trasformata in museo, ma ovviamente ricostruita dopo i devastanti bombardamenti della seconda guerra mondiale, che  rasero praticamente al suolo quasi tutto il tessuto urbano, come del resto avvenne anche a Stuttgart; questo spiega, credo, quell’aria un poco post-moderna, da grande periferia, che presenta questo centro rimesso in piedi con i criteri più moderni degli anni Cinquanta ed è oggi aperto ad un traffico automobilistico scorrevole, grazie alle larghe strade che lo attraversano, snaturandone ogni carattere antico, che non bastano a restituirgli le modeste rovine romane riportate alla luce vicino al duomo.

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il terzo momento di questa visita a Frankfurt consiste nella visita del suo monumento più importante di carattere religioso e storico: il Duomo; rigorosamente protestante nella severità delle strutture, ma non privo di qualche opera d’arte antica, attraversato da una musica d’organo, che tuttavia non riesce ad animarlo.

in questo appare ai miei occhi latini, o alla parte latina del mio sguardo, rigido, quasi indifferente, chiuso in se stesso, incapace di slancio emotivo.

il video, comunque, è fra tutti il peggiore, pieno di incertezze e povero a sua volta di pathos, come fosse stato raggelato dal clima che si respira sotto quelle volte austere.

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all’uscita dal duomo, musica e suoni attirano verso una piazza, che ha come sfondo una finta architettura di case gotiche dipinte a chiudere il cantiere di una ristrutturazione: è attraversata da bambini che giocano e dove si sta svolgendo una piccola manifestazione di protesta; si chiedono piccole classi per i bambini piccoli; loro intanto si divertono scorrazzando liberamente qua e là.

mi è venuto naturale collegare a questa un’altra ripresa di un concertino in piazza dove dei ragazzi con cilindro sotto la guida che immagina abbastanza scolastica di una donna con lo stesso copricapo suonano Fra Martino campanaro in versione tedesca, ma tanto la musica è un linguaggio universale.

l’idea vorrebbe essere creativa, ma non riesce ad esserlo: siamo in Germania.

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la visita della città, verso il tramonto, si conclude sulle rive del Meno, che già si va oscurando col calare del crepuscolo: c’è ancora qualcosa di tedesco nel ritmo della remata ai colpi che un’istruttrice implacabile come un orologio scandisce su un tamburo posto a prua; sullo sfondo un traghetto su questa corrente larga e maestosa, che ha qualcosa di marino.

per fortuna anche qui uccelli trasvolano imprevisti le riprese, come spesso anche nei video precedenti: sembrano esprimere un bisogno di fuga dai cliché troppo costrittivi.

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si rientra all’aeroporto e alle sue strutture di vetro avveniristiche da cui era iniziato questo percorso di esplorazione: aerei vanno e vengono nella sera che cala: non resta che prendere il proprio, per passarvi la notte…

e sbarcare, la mattina dopo, allo scalo di Colombo, nello Sri Lanka, vicino a Negambo…

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2. nelle giungle misteriose

9 luglio 2004 nelle giungle misteriose

cara F.,
non ho saputo niente dei Tamil, leggo così poco i giornali e l’unico argomento ke mi interessa puoi immaginare qual è: il Berlusca!!! e la sua fine indegna come tutto il suo vissuto.
ma grazie della notizia, eviterò il nord allora.
però se mi dici meglio come dove e quando, mi fai un favore.
tieni conto che parto martedì mattina.
quindi questo è anche un addio, spero non definitivo, fino a fine luglio insciallah.
la nuova impiegata arrivata in questi giorni – che è davvero un tesoro – mi ha detto che lo Sri Lanka è meraviglioso e se c’era il paradiso terrestre era lì.
lei ci è andata a trovare un suo amico che ci viveva e che però nell’eden è morto a 36 anni per il morso di un serpente velenoso.
dice che ce ne sono tanti nella giungla – giusto per incoraggiare….
viva sandokan, cmq, la jungla c’è e i Tamil al posto dei thugs, basta che non ci siano integralisti di Allah (sono solo il 10%…).
io farò Yanez, l’imperturbabile, cmq, anche senza sigaretta. […]
domani collegio docenti e poi il pomeriggio entro in ferie. sono stati giorni pienissimi e duri.
bacioni.
mauro

10 luglio 2014 rubacuori  lettera da F.
[…] Sui tamil non ho grandi notizie, era stato un piccolo flash tg.
Per piacere però, non rifare lo stesso errore di accettare le mele nell’Eden……
vorrei vivere senza lavorare nella prossima vita.
Ah ah ah, umorismo da strapazzo.
Stai bene, assapora comunque l’aria del grande oriente e sappimi dire.
Bacioni

Attacco suicida a Colombo, ricomincia la guerra? Scritto da Rosalba Castelletti mercoledì, 07 luglio 2004 15:05
La violenza terroristica è tornata a colpire nel centro di Colombo, capitale dello Sri Lanka, con un attentato suicida che potrebbe compromettere la già fragile tregua tra governo e i ribelli indipendentisti tamil (Ltte, Liberation Tigers of Tamil Eelam) durata appena diciotto mesi.
Una donna si è fatta esplodere stamani davanti ad una caserma di polizia nella zona di sicurezza della capitale dello Sri Lanka, dove sorgono la residenza del primo ministro e le ambasciate statunitense e britannica, provocando, riferiscono le tv locali, la morte di cinque persone ed il ferimento di altre tredici.
Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte dall’Associated Press e dalla Reuters, la donna si trovava vicino all’ufficio del Ministro dell’agricoltura Douglas Devananda, Tamil lui stesso, leader del Partito Democratico del popolo dell’Eelam (Epdp), ma duro oppositore dei ribelli tamil ed accusato da questi ultimi di aver aiutato il leader di una fazione secessionista del gruppo a dar vita ad un partito politico.
Insospettite dal suo comportamento, due poliziotte avevano chiesto alla donna di mostrare i documenti e, dato che questa aveva rifiutato di sottoporsi al controllo, l’avevano condotta nella sede del vicino commissariato di Kollupitiya, dove l’attentatrice ha azionato l’ordigno esplosivo che aveva addosso.
Una complice è stata successivamente arrestata all’interno della sede del ministero davanti al quale era stata fermata la kamikaze.
Due i possibili obiettivi della donna, secondo gli inquirenti: il Ministero per gli affari hindu, che si occupa anche della minoranza tamil o, più probabilmente, l’ufficio del Ministro Devananda.
Le Tigri tamil non hanno al momento rivendicato l’attentato, ma le autorità dello Sri Lanka ritengono che ci siano loro dietro l’azione della kamikaze.
L’ultimo omicidio kamikaze a Colombo risaliva allo scorso ottobre 2001, quando un ribelle dell’Ltte si fece esplodere dopo essere stato fermato da una guardia dell’allora premier Ratnasiri Wickremanayake.
L’attentato compiuto oggi è il primo da quando, il 23 febbraio 2002, i rappresentanti dell’Ltte, in lotta da decenni per ottenere l’indipendenza della regione nordorientale del paese dove è concentrata la minoranza etnica e religiosa dei Tamil, avevano firmato un accordo di “cessate il fuoco”.
La tregua, siglata grazie alla mediazione dei Norvegesi, aveva posto fine ad una guerriglia di 30 anni e ad una mattanza di oltre 60 mila persone.
I colloqui erano però entrati in una fase di stallo lo scorso aprile 2003.
Nelle ultime settimane i ribelli avevano accusato i militari di Colombo di avere legami con il leader secessionista del gruppo che ad aprile scorso ha spaccato il movimento, il colonnello Karuna, un tempo leader dell’ala militare del Ltte nei distretti di Batticaloa e Ampara, nell’est del paese.
L’attentato di oggi segue di due giorni il cosiddetto “Giorno della Tigre Nera”, anniversario del primo attacco suicida di un soldato tamil ribelle il 5 luglio del 1987.
Proprio nel giorno dell’anniversario, i Tamil, dopo aver subito due attacchi, avevano minacciato nuove azioni, accusando il governo di disattendere le loro richieste e di essere corresponsabile degli attacchi in aperta violazione dunque del “cessate il fuoco”.
Le Tigri nere
Le “Tigri nere”, gruppo scelto di uomini e donne votati al suicidio, sono stati tra i primi negli anni ’80 a inaugurare la tecnica degli attentati suicidi.
Ne hanno compiuti più di 240 nei 15 anni di guerra civile.
Le loro identità sono segrete.
La notte precedente l’attacco, il guerrigliero prescelto ha “l’onore” di cenare col capo del gruppo, Velupillai Prabakharan, e, prima di compiere la missione suicida, riceve una pasticca di veleno da ingoiare in caso di cattura.
Rosalba Castelletti
(Ultimo aggiornamento mercoledì, 07 luglio 2004 15:16)

Sri

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Sri2

La rivolta delle Tigri Tamil: 7 ribelli uccisi. Inviato da Christian Benna lunedì, 26 aprile 2004 15:46
Raffiche di mitra contro la casa dei disabili di Batticaloa.
Tre guardie e quattro ospiti del centro di rieducazione Tamil per gli invalidi di guerra sono rimasti uccisi durante un violento scontro a fuoco.
Secondo fonti della Sri Lanka Monitoring Mission dietro gli attacchi ci sarebbero i combattenti dissidenti dell’LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam), seguaci del Colonnello Karuna.
Agli inizi del mese di aprile la crisi all’interno del movimento ribelle tamil, che lotta per l’indipendenza della parte nord orientale dell’isola dal 1983, sembrava definitivamente rientrata.
Dopo quattro giorni di combattimenti (più di trenta morti) il Colonnello Vinayagamoorthi Muralitharan, più noto con il nome di battaglia di Karuna (gentilezza in lingua tamil), ha ordinato ai suoi 6000 guerriglieri di porre fine delle ostilità, esplose per una lotta di potere ai vertici del gruppo ribelle.
Ieri l’ennesima doccia fredda.
E a Batticaloa, città feudo di Karuna dove per anni è stato comandante delle operazioni del LTTE, è tornata la parola al kalashnikov.
L’esercito di Colombo, che controlla la zona, ha confermato l’uccisione di sette persone, ma mantiene il riserbo sugli autori dell’attacco.
Anche i mediatori norvegesi, in visita nella capitale per riallacciare le trattative dopo l’abbandono in seguito alla crisi di governo, non smentiscono i fatti e affermano di voler aprire un’inchiesta sugli incidenti.
Da circa vent’anni le tigri Tamil, minoranza di religione hindu (20% della popolazione), si battono per l’indipendenza contro il regime di Colombo, cingalese e di confessione buddista.
Più di 64 mila persone sono morte durante la guerra civile. La tregua del 2002 pur barcollante ha retto fino a oggi, ma l’uscita dei Tamil dai negoziati (2003) pone seri rischi per una recrudescenza degli scontri.
Christian Benna (Ultimo aggiornamento martedì, 27 aprile 2004 02:43)

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11 luglio 2004, lettera a S.
cara Sara,
questa volta sono io in ritardo, giusto per ristabilire le parti (neppure tu mi hai mandato la cartolina però!!! e quindi sono tornato in vantaggio) e per mostrare che qualche volta sanno essere ritardatari e distratti anche i papi`s (hai notato l’inglesismo? è in omaggio alla tua adorata London…).
però queste due settimane di lavoro dopo Basilea sono state tremende – anche la casa e il corso di tedesco sono stati abbandonati a se stessi – ho lavorato a un ritmo infernale, sabati compresi.
sono però contento perché in questi giorni ho portato a casa il frutto del lavoro di questi 5 mesi e le cose sul lavoro vanno proprio per il verso giusto (i dettagli te li risparmio…)
da oggi sono in ferie però e dopodomani parto per lo Sri Lanka, torno a fine mese: la settimana scorsa però lì è ripartita la guerriglia dei Tamil, sono annunciati monsoni tremendi, l’amico di un’impiegata è morto per un serpente velenoso, insomma… che emozione, vedremo come me la cavo!
dicono però tutti che è un paradiso terrestre, anzi, per essere + precisi è IL paradiso terrestre, perché – è storia!!! – l’Eden era proprio lì e la montagna più alta si chiama picco di Adamo e ci si sale con una scala di 5.555 scalini (non c’è la virgola, è un punto!)
non ti dico il tempo che fa qui, Sara!
sono mezzo raffreddato perché ieri sera sono andato alla Lichterfest del parco Killesberg (festa delle luci); il parco era quasi tutto buio e si doveva girare con dei lampioncini giapponesi colorati: bellissimo! ma faceva un freddo boia e la giacca non bastava.
al pomeriggio ero uscito in camicia – e pioveva – e i tedeschi mi guardavano come se fossi un tedesco, ah ah, perché loro avevano tutti il giubbino.
le discoteche di Stuttgart me non mi conoscono ancora, ma ho visto che ce ne sono anche qui in centro; ieri c’era del jazz mica male nella Schloßplatz.
beh, penso che devo cominciare a preparare le valigie.
baci

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[da 204. MY SRI LANKA 2004: IN VIAGGIO SENZA BLOG. 1. NEGAMBO, LA SPIAGGIA. seconda parte  2 aprile 2011 · di bortocal
in Sri Lanka, viaggi]

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1. la vigilia del viaggio

com’era per me viaggiare prima di avere aperto il blog?
quasi come adesso: scrivevo lo stesso.
ecco il mio primo viaggio in Oriente, e un Bortocal di sette anni più ingenuo… – ma oggi dovrei dire di 15 anni più entusiasta.

29 giugno 2004 lettera da F.
[…] Allora sei già a casina, per così dire. E te ne parti quasi già! Beato te. Ma vieni a Brescia un po’ o no? Non capisco più niente delle tue ferie a singhiozzo.
Certo che lo Sri deve essere bello, un altro mondo, affascinante da scoprire. E quando tornerai? 
[…]

1 luglio 2004, lettera a F.
cara Fabia, (…)
le mie ferie: l’urgenza di viaggiare si è molto ridotta – faccio già una scorpacciata di esotismo ogni giorno (esilarante il dialogo con una vicina oggi che mi mostrava un Kamm (pettine) bianco chiedendomi se era mio e io che credevo che parlasse del mio sacchetto bianco di biancheria sporca andato misteriosamente perduto.
fantastici i due incredibili ciccioni vestiti di bianco con una pancia immensa e mezza, che davanti all’Umweltakademie (A. per l’ambiente) su due sedie a sdraio e due sguardi fissi nel vuoto (mancava solo l’ombrellone – ah già e poi anche il mare…) senza muoversi per un giorno intero col braccio dritto e un pulsante in mano contavano le auto che passano – pochine, nonostante tutto…
cmq devo parlarti del clima qui: continua questa primavera quieta, solo tre notti ho dormito con le finestre socchiuse (tieni conto che il mio monolocale è un fornellino per l’esposizione e cmq sempre mi sono dovuto alzare di notte per il freddo – e oggi le temperature sono – non rifiutarti di crederlo – 16-21, addirittura le giornate si sono già accorciate di un’ora e c’era quasi l’aria dell’inverno che avanza.
mah, dicono che è un anno speciale, ma si lavora sereni e tranquilli, senza traccia dei calori di laggiù.
per forza le verdure sono profumate e gli uomini passionali in Italia: il sole picchia dentro.
le mie vacanze, l’altroieri con 500 euro ho prenotato il mio volo Frankfurt Colombo e ritorno, più per non avere rimorsi che per voglia vera – comunque mi attende di bello almeno il Picco di Adamo e la sua scala di 5.500 scalini (8 volte quelli della Tour Eifel e un dislivello di 2.500 metri – ci vuole un giorno per farla),
parto il 13 e ritorno il 28 – starò in aereo due giorni interi, quasi come in traghetto, ma sarà + noioso – e poi le mie ferie sono concluse, salvo una ulteriore settimana dal 15 al 21 agosto, che farò venendo a brescia due o tre giorni. […]

8 luglio 2004, lettera da F.
Caro Mauro, così dopo due anni di tregua i Tamil hanno ricominciato  gli attentati e lo Sri Lanka è un paese inquieto: ho pensato subito a te e al tuo viaggio, speriamo bene. […]

LTTE sotto attacco nel “giorno della tigre nera“ Scritto da Fulvio Poglio
lunedì, 05 luglio 2004 16:28
Le Tigri Tamil sempre più sotto tiro ed una tregua sempre più fragile.
Un morto e tre feriti in due attacchi separati nell’est dello Sri Lanka, condotti contro i militanti delle Tigri, riporta la BBC.
Nessuna rivendicazione, anche se il sito Tamilweb del movimento separatista solleva più che dei semplici sospetti sulla collusione dell’esercito regolare con i responsabili.
Stessa la dinamica: agguati tesi da motociclisti con i testa il casco per non farsi riconoscere.
Nel primo agguato è morto un ufficiale dei ribelli, mentre un suo accompagnatore è rimasto ferito, nel secondo sono stati feriti due altri ribelli.
Sono azioni che mirano ad esacerbare gli animi delle parti in lotta per spezzare la tregua tra Tamil e governo, stipulata nel febbraio del 2002 e già resa fragile da trattative ora incagliate ed inoltre dall’avvenuta frantumazione dello stesso fronte tamil.
Due mesi fa un ufficiale delle Tigri, il colonnello Karuna, ha spaccato il movimento occupando con 5-6.000 uomini a lui fedeli alcune aree dell’est dell’isola.
Da allora è in atto il tentativo da parte delle Tigri di riprendersi con le armi il controllo delle aree perdute: agguati e scaramucce sono all’ordine del giorno in tutto l’est dell’isola.
I separatisti accusano, inoltre, l’esercito regolare di aiutare e rifornire di armi Karuna ed i suoi dissidenti con l’obbiettivo di indebolire il LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam, così si chiama il movimento delle Tigri) spalleggiando segretamente i suoi avversari.
I colloqui di pace non potranno riprendere seriamente se il flusso di armi e supporto a Karuna ed i suoi non cesseranno, dichiarano i portavoce del LTTE.
La scorsa settimana è fallito il secondo tentativo di mediazione tra le parti, condotto dalla Norvegia: l’inviato di pace Erik Solheim è dovuto tornarsene a casa senza essere riuscito a sbloccare i colloqui arenatisi sulla questione Karuna ed a riaprire il dialogo.
Ed i toni si fanno sempre più minacciosi: secondo l’LTTE la tregua sarebbe già stata violata ed i canti di guerra delle Tigri si leverebbero sempre più alti.
Questi agguati hanno anche una valenza simbolica: sono avvenuti, infatti, nel giorno nel quale le Tigri Tamil commemorano la macabra ricorrenza del primo attacco suicida (il “giorno della tigre nera”) e gli altri 241 che sono seguiti nei 20 anni di guerra separatista; si calcola che più di 1.000 persone siano morte nel corso di questi attacchi, su un totale di 64.000 morti civili ed almeno un milione di sfollati.
Fulvio Poglio
(Ultimo aggiornamento lunedì, 05 luglio 2004 17:10)

Sri Lanka

[da 204. MY SRI LANKA 2004: IN VIAGGIO SENZA BLOG. 1. NEGAMBO, LA SPIAGGIA. prima parte
2 aprile 2011 · di bortocal
in Sri Lanka, viaggi]

. . .

5 risposte a "Sri Lanka 2004-2005"

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