Sri Lanka 2004-2005 – 1a parte

PRESENTAZIONE 2019

raccoglierò in questa pagina tutto quello che mi resta dei miei due viaggi in Sri Lanka del 2004 e del 2005, in attesa, mi auguro, di aggiungere anche i resoconti di un prossimo viaggio 2020.

i post saranno pubblicati giorno per giorno in ordine cronologico inverso, in modo che chi entra nella pagina si trovi sempre davanti gli ultimi.

in altre parole, qui si segue il vangelo: gli ultimi saranno i primi! 🙂

nb. i resoconti del 2004 verranno integrati con quelli già scritti qualche anno fa, nel 2011, e con le mie osservazioni di oggi…; queste ultime sono in neretto; le citazioni dalle mail del 2004 e dai post del 2011 in carattere normale.

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PRESENTAZIONE 2020

a conclusione del primo viaggio del luglio 2004 risistemo i post in ordine cronologico, così che vengano a costituire quasi la prima parte di un libro, leggibile in sequenza, e con l’occasione procedo alle ultime integrazioni, correzioni e ritocchi.

presento prima l’indice con i link ai post originali, nei quali si può anche prendere visione dei commenti, e di seguito il testo completo.

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PARTE PRIMA 2004

1. la vigilia del viaggio 29 giugno – 9 luglio 2004

2. verso le giungle misteriose 9-11 luglio 2004

3. Frankfurt: la partenza – 13 luglio 2004

4. l’arrivo a Negombo – 14 luglio 2004

5. viaggio a Colombo. Negombo – 15 luglio 2004

6. da Negombo ad Anuradhapura – 16 luglio 2004

7. Anuradhapura – 17 luglio 2004

8. da Anuradhapura a Mihintale – 18 luglio 2004

9. da Mihintale a Trincomalee – 19 luglio 2004

10. da Trincomalee a Polonnaruwa – 20 luglio 2004

11. da Polonnaruwa al parco nazionale di Kaudulla e a Dambulla – 21 luglio 2004

prosegue nella seconda parte:

[12. da Dambulla a Sigiriya e ritorno. – 22 luglio 2004

13. da Dambulla a Ritigala e ritorno. – 23 luglio 2004

14. da Dambulla a Matale, Aluvihara e Kandy. – 24 luglio 2004

15. Kandy. – 25 luglio 2004

16. da Kandy a Negombo. – 26 luglio 2004

17. Negombo. – 27 luglio 2004

18. da Negombo a Stuttgart. – 27-29 luglio 2004]

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1. la vigilia del viaggio 29 giugno – 9 luglio 2004
Sri Lanka

2. verso le giungle misteriose 9-11 luglio 2004
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3. Frankfurt: la partenza – 13 luglio 2004
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4. l’arrivo a Negombo – 14 luglio 2004
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5. viaggio a Colombo. Negombo. – 15 luglio 2004
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Negombo, la gente. Induismo e cristianesimo a Negombo.

6. da Negombo ad Anuradhapura – 16 luglio 2004
arrivo ad Anuradhapura.

7. Anuradhapura – 17 luglio 2004
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7a. lo stupa Jewatana di Anuradhapura.
7b. girando per le rovine di Anuradhapura; il cobra.
7c. Anuradhapura: il pellegrinaggio.
7d. Anuradhapura: il fiume, i laghi, gli uccelli, le scimmie.
7e. Anuradhapura: il buddismo e i fiori.
7f. Anuradhapura: i giardini reali, i panorami, le rocce.
7g.  Anuradhapura: pipistrelli sacri e antichi monasteri.
7h. Anuradhapura: la gente dello Sri Lanka.

8. Anuradhapura, secondo giorno, e Mihintale. – 18 luglio 2004

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8a. Anuradhapura: un santuario di Buddha.
8b. Anuradhapura: un antico monastero buddista.
8c. Anuradhapura: turisti singalesi fra le rovine.
8d. Anuradhapura: un altro gigantesco dagoba.
8e. Anuradhapura: Kuttam Pokuna, le vasche gemelle.
8f. Anuradhapura: la statua Buddha Samadhi e il passaggio a Mihintale.
8g. Mihintale: prime esperienze.
8h. Mihintale: un piccolo monastero buddista.
8i. Mihintale: la salita al santuario.
8l. Mihintale, l’ultima parte della salita
8m.  Mihintale, la discesa: cantando nel tramonto.

9. da Mihintale a Trincomalee – 19 luglio 2004

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9a. partenza da Mihintale, in compagnia di un gruppo di universitari.
9b. verso Trincomalee attraverso una zona della guerra civile con i tamil.
9c. Trincomalee, la spiaggia.
9d. Trincomalee, Fort Frederick, il promontorio.
9e. Trincomalee, il tempio induista sul promontorio.
9fg. Trincomalee, preparativi per un rito induista sul promontorio; l rito induista.
9h. Trincomalee, all’interno del tempio induista sul promontorio.
9i. Trincomalee, musica tamil nel tempio induista sul promontorio.
9l. Trincomalee, ultime immagini del tempio induista sul promontorio.
9m. addio a Trincomalee. [1]

10. da Trincomalee a Polonnaruwa – 20 luglio 2004

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10a. addio a Trincomalee. [2]
10b. da Trincomalee a Dambulla e a Polonnaruwa: treno e bus.
10c. Polonnaruwa: magie del tramonto; il lago nel tramonto e le volpi volanti.
10d. [la guesthouse di Polonnaruwa] 1

11. da Polonnaruwa al parco nazionale di Kaudulla e a Dambulla – 21 luglio 2004

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11a. [la guesthouse di Polonnaruwa] 2
11b. Polonnaruwa: visita ai grandi Buddha.
11c. Polonnaruwa: i templi.
11d. Polonnaruwa e i turisti.
11e. nel Parco Nazionale di Kaudulla.
11f.  l’attacco degli elefanti: ultime avventure nel Parco Nazionale di Kaudulla.

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PARTE PRIMA 2004

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1. la vigilia del viaggio

Sri Lanka

29 giugno – 9 luglio 2004

com’era per me viaggiare prima di avere aperto il blog?
quasi come adesso: scrivevo lo stesso.
ecco il mio primo viaggio in Oriente, e un Bortocal di sette anni più ingenuo… – ma oggi dovrei dire di 15 anni più entusiasta.

29 giugno 2004 lettera da F.
[…] Allora sei già a casina, per così dire. E te ne parti quasi già! Beato te. Ma vieni a Brescia un po’ o no? Non capisco più niente delle tue ferie a singhiozzo.
Certo che lo Sri deve essere bello, un altro mondo, affascinante da scoprire. E quando tornerai? 
[…]

1 luglio 2004, lettera a F.
cara Fabia, (…)
le mie ferie: l’urgenza di viaggiare si è molto ridotta – faccio già una scorpacciata di esotismo ogni giorno (esilarante il dialogo con una vicina oggi che mi mostrava un Kamm (pettine) bianco chiedendomi se era mio e io che credevo che parlasse del mio sacchetto bianco di biancheria sporca andato misteriosamente perduto).
fantastici i due incredibili ciccioni vestiti di bianco con una pancia immensa e mezza, che davanti all’Umweltakademie (A. per l’ambiente) su due sedie a sdraio e due sguardi fissi nel vuoto (mancava solo l’ombrellone – ah già e poi anche il mare…) senza muoversi per un giorno intero col braccio dritto e un pulsante in mano contavano le auto che passano – pochine, nonostante tutto…
cmq devo parlarti del clima qui: continua questa primavera quieta, solo tre notti ho dormito con le finestre socchiuse (tieni conto che il mio monolocale è un fornellino per l’esposizione e cmq sempre mi sono dovuto alzare di notte per il freddo – e oggi le temperature sono – non rifiutarti di crederlo – 16-21, addirittura le giornate si sono già accorciate di un’ora e c’era quasi l’aria dell’inverno che avanza.
mah, dicono che è un anno speciale, ma si lavora sereni e tranquilli, senza traccia dei calori di laggiù.
per forza le verdure sono profumate e gli uomini passionali in Italia: il sole picchia dentro.
le mie vacanze, l’altroieri con 500 euro ho prenotato il mio volo Frankfurt Colombo e ritorno, più per non avere rimorsi che per voglia vera – comunque mi attende di bello almeno il Picco di Adamo e la sua scala di 5.500 scalini (8 volte quelli della Tour Eifel e un dislivello di 2.500 metri – ci vuole un giorno per farla),
parto il 13 e ritorno il 28 – starò in aereo due giorni interi, quasi come in traghetto, ma sarà + noioso – e poi le mie ferie sono concluse, salvo una ulteriore settimana dal 15 al 21 agosto, che farò venendo a brescia due o tre giorni. […]

8 luglio 2004, lettera da F.
Caro Mauro, così dopo due anni di tregua i Tamil hanno ricominciato  gli attentati e lo Sri Lanka è un paese inquieto: ho pensato subito a te e al tuo viaggio, speriamo bene. […]

LTTE sotto attacco nel “giorno della tigre nera“ Scritto da Fulvio Poglio
lunedì, 05 luglio 2004 16:28
Le Tigri Tamil sempre più sotto tiro ed una tregua sempre più fragile.
Un morto e tre feriti in due attacchi separati nell’est dello Sri Lanka, condotti contro i militanti delle Tigri, riporta la BBC.
Nessuna rivendicazione, anche se il sito Tamilweb del movimento separatista solleva più che dei semplici sospetti sulla collusione dell’esercito regolare con i responsabili.
Stessa la dinamica: agguati tesi da motociclisti con i testa il casco per non farsi riconoscere.
Nel primo agguato è morto un ufficiale dei ribelli, mentre un suo accompagnatore è rimasto ferito, nel secondo sono stati feriti due altri ribelli.
Sono azioni che mirano ad esacerbare gli animi delle parti in lotta per spezzare la tregua tra Tamil e governo, stipulata nel febbraio del 2002 e già resa fragile da trattative ora incagliate ed inoltre dall’avvenuta frantumazione dello stesso fronte tamil.
Due mesi fa un ufficiale delle Tigri, il colonnello Karuna, ha spaccato il movimento occupando con 5-6.000 uomini a lui fedeli alcune aree dell’est dell’isola.
Da allora è in atto il tentativo da parte delle Tigri di riprendersi con le armi il controllo delle aree perdute: agguati e scaramucce sono all’ordine del giorno in tutto l’est dell’isola.
I separatisti accusano, inoltre, l’esercito regolare di aiutare e rifornire di armi Karuna ed i suoi dissidenti con l’obbiettivo di indebolire il LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam, così si chiama il movimento delle Tigri) spalleggiando segretamente i suoi avversari.
I colloqui di pace non potranno riprendere seriamente se il flusso di armi e supporto a Karuna ed i suoi non cesseranno, dichiarano i portavoce del LTTE.
La scorsa settimana è fallito il secondo tentativo di mediazione tra le parti, condotto dalla Norvegia: l’inviato di pace Erik Solheim è dovuto tornarsene a casa senza essere riuscito a sbloccare i colloqui arenatisi sulla questione Karuna ed a riaprire il dialogo.
Ed i toni si fanno sempre più minacciosi: secondo l’LTTE la tregua sarebbe già stata violata ed i canti di guerra delle Tigri si leverebbero sempre più alti.
Questi agguati hanno anche una valenza simbolica: sono avvenuti, infatti, nel giorno nel quale le Tigri Tamil commemorano la macabra ricorrenza del primo attacco suicida (il “giorno della tigre nera”) e gli altri 241 che sono seguiti nei 20 anni di guerra separatista; si calcola che più di 1.000 persone siano morte nel corso di questi attacchi, su un totale di 64.000 morti civili ed almeno un milione di sfollati.
Fulvio Poglio
(Ultimo aggiornamento lunedì, 05 luglio 2004 17:10)

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2. verso le giungle misteriose

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9-11 luglio 2004

9 luglio 2004 nelle giungle misteriose
cara F.,
non ho saputo niente dei Tamil, leggo così poco i giornali e l’unico argomento ke mi interessa puoi immaginare qual è: il Berlusca!!! e la sua fine indegna come tutto il suo vissuto.
ma grazie della notizia, eviterò il nord allora.
però se mi dici meglio come dove e quando, mi fai un favore.
tieni conto che parto martedì mattina.
quindi questo è anche un addio, spero non definitivo, fino a fine luglio insciallah.
la nuova impiegata arrivata in questi giorni – che è davvero un tesoro – mi ha detto che lo Sri Lanka è meraviglioso e se c’era il paradiso terrestre era lì.
lei ci è andata a trovare un suo amico che ci viveva e che però nell’eden è morto a 36 anni per il morso di un serpente velenoso.
dice che ce ne sono tanti nella giungla – giusto per incoraggiare….
viva sandokan, cmq, la jungla c’è e i Tamil al posto dei thugs, basta che non ci siano integralisti di Allah (sono solo il 10%…).
io farò Yanez, l’imperturbabile, cmq, anche senza sigaretta. […]
domani collegio docenti e poi il pomeriggio entro in ferie. sono stati giorni pienissimi e duri.
bacioni.
mauro

10 luglio 2014 rubacuori  lettera da F.
[…] Sui tamil non ho grandi notizie, era stato un piccolo flash tg.
Per piacere però, non rifare lo stesso errore di accettare le mele nell’Eden……
vorrei vivere senza lavorare nella prossima vita.
Ah ah ah, umorismo da strapazzo.
Stai bene, assapora comunque l’aria del grande oriente e sappimi dire.
Bacioni

Attacco suicida a Colombo, ricomincia la guerra? Scritto da Rosalba Castelletti mercoledì, 07 luglio 2004 15:05
La violenza terroristica è tornata a colpire nel centro di Colombo, capitale dello Sri Lanka, con un attentato suicida che potrebbe compromettere la già fragile tregua tra governo e i ribelli indipendentisti tamil (Ltte, Liberation Tigers of Tamil Eelam) durata appena diciotto mesi.
Una donna si è fatta esplodere stamani davanti ad una caserma di polizia nella zona di sicurezza della capitale dello Sri Lanka, dove sorgono la residenza del primo ministro e le ambasciate statunitense e britannica, provocando, riferiscono le tv locali, la morte di cinque persone ed il ferimento di altre tredici.
Secondo le prime ricostruzioni e le testimonianze raccolte dall’Associated Press e dalla Reuters, la donna si trovava vicino all’ufficio del Ministro dell’agricoltura Douglas Devananda, Tamil lui stesso, leader del Partito Democratico del popolo dell’Eelam (Epdp), ma duro oppositore dei ribelli tamil ed accusato da questi ultimi di aver aiutato il leader di una fazione secessionista del gruppo a dar vita ad un partito politico.
Insospettite dal suo comportamento, due poliziotte avevano chiesto alla donna di mostrare i documenti e, dato che questa aveva rifiutato di sottoporsi al controllo, l’avevano condotta nella sede del vicino commissariato di Kollupitiya, dove l’attentatrice ha azionato l’ordigno esplosivo che aveva addosso.
Una complice è stata successivamente arrestata all’interno della sede del ministero davanti al quale era stata fermata la kamikaze.
Due i possibili obiettivi della donna, secondo gli inquirenti: il Ministero per gli affari hindu, che si occupa anche della minoranza tamil o, più probabilmente, l’ufficio del Ministro Devananda.
Le Tigri tamil non hanno al momento rivendicato l’attentato, ma le autorità dello Sri Lanka ritengono che ci siano loro dietro l’azione della kamikaze.
L’ultimo omicidio kamikaze a Colombo risaliva allo scorso ottobre 2001, quando un ribelle dell’Ltte si fece esplodere dopo essere stato fermato da una guardia dell’allora premier Ratnasiri Wickremanayake.
L’attentato compiuto oggi è il primo da quando, il 23 febbraio 2002, i rappresentanti dell’Ltte, in lotta da decenni per ottenere l’indipendenza della regione nordorientale del paese dove è concentrata la minoranza etnica e religiosa dei Tamil, avevano firmato un accordo di “cessate il fuoco”.
La tregua, siglata grazie alla mediazione dei Norvegesi, aveva posto fine ad una guerriglia di 30 anni e ad una mattanza di oltre 60 mila persone.
I colloqui erano però entrati in una fase di stallo lo scorso aprile 2003.
Nelle ultime settimane i ribelli avevano accusato i militari di Colombo di avere legami con il leader secessionista del gruppo che ad aprile scorso ha spaccato il movimento, il colonnello Karuna, un tempo leader dell’ala militare del Ltte nei distretti di Batticaloa e Ampara, nell’est del paese.
L’attentato di oggi segue di due giorni il cosiddetto “Giorno della Tigre Nera”, anniversario del primo attacco suicida di un soldato tamil ribelle il 5 luglio del 1987.
Proprio nel giorno dell’anniversario, i Tamil, dopo aver subito due attacchi, avevano minacciato nuove azioni, accusando il governo di disattendere le loro richieste e di essere corresponsabile degli attacchi in aperta violazione dunque del “cessate il fuoco”.
Le Tigri nere
Le “Tigri nere”, gruppo scelto di uomini e donne votati al suicidio, sono stati tra i primi negli anni ’80 a inaugurare la tecnica degli attentati suicidi.
Ne hanno compiuti più di 240 nei 15 anni di guerra civile.
Le loro identità sono segrete.
La notte precedente l’attacco, il guerrigliero prescelto ha “l’onore” di cenare col capo del gruppo, Velupillai Prabakharan, e, prima di compiere la missione suicida, riceve una pasticca di veleno da ingoiare in caso di cattura.
Rosalba Castelletti
(Ultimo aggiornamento mercoledì, 07 luglio 2004 15:16)

Sri

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La rivolta delle Tigri Tamil: 7 ribelli uccisi. Inviato da Christian Benna lunedì, 26 aprile 2004 15:46
Raffiche di mitra contro la casa dei disabili di Batticaloa.
Tre guardie e quattro ospiti del centro di rieducazione Tamil per gli invalidi di guerra sono rimasti uccisi durante un violento scontro a fuoco.
Secondo fonti della Sri Lanka Monitoring Mission dietro gli attacchi ci sarebbero i combattenti dissidenti dell’LTTE (Liberation Tigers of Tamil Eelam), seguaci del Colonnello Karuna.
Agli inizi del mese di aprile la crisi all’interno del movimento ribelle tamil, che lotta per l’indipendenza della parte nord orientale dell’isola dal 1983, sembrava definitivamente rientrata.
Dopo quattro giorni di combattimenti (più di trenta morti) il Colonnello Vinayagamoorthi Muralitharan, più noto con il nome di battaglia di Karuna (gentilezza in lingua tamil), ha ordinato ai suoi 6000 guerriglieri di porre fine delle ostilità, esplose per una lotta di potere ai vertici del gruppo ribelle.
Ieri l’ennesima doccia fredda.
E a Batticaloa, città feudo di Karuna dove per anni è stato comandante delle operazioni del LTTE, è tornata la parola al kalashnikov.
L’esercito di Colombo, che controlla la zona, ha confermato l’uccisione di sette persone, ma mantiene il riserbo sugli autori dell’attacco.
Anche i mediatori norvegesi, in visita nella capitale per riallacciare le trattative dopo l’abbandono in seguito alla crisi di governo, non smentiscono i fatti e affermano di voler aprire un’inchiesta sugli incidenti.
Da circa vent’anni le tigri Tamil, minoranza di religione hindu (20% della popolazione), si battono per l’indipendenza contro il regime di Colombo, cingalese e di confessione buddista.
Più di 64 mila persone sono morte durante la guerra civile. La tregua del 2002 pur barcollante ha retto fino a oggi, ma l’uscita dei Tamil dai negoziati (2003) pone seri rischi per una recrudescenza degli scontri.
Christian Benna (Ultimo aggiornamento martedì, 27 aprile 2004 02:43)

ma è veramente incredibile l’incoscienza con la quale mi preparavo a viaggiare in un paese colpito dal terrorismo e sull’orlo della guerra civile; di queste messe in guardia, del resto, mi dimenticai quasi completamente, perfino quando l’evidenza mi metteva davanti la gravità della situazione; né colsi mai nell’atteggiamento della gente il riflesso di quei gravi avvenimenti appena successi.

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11 luglio 2004, lettera a S.
cara Sara,
questa volta sono io in ritardo, giusto per ristabilire le parti (neppure tu mi hai mandato la cartolina però!!! e quindi sono tornato in vantaggio) e per mostrare che qualche volta sanno essere ritardatari e distratti anche i papi`s (hai notato l’inglesismo? è in omaggio alla tua adorata London…).
però queste due settimane di lavoro dopo Basilea sono state tremende – anche la casa e il corso di tedesco sono stati abbandonati a se stessi – ho lavorato a un ritmo infernale, sabati compresi.
sono però contento perché in questi giorni ho portato a casa il frutto del lavoro di questi 5 mesi e le cose sul lavoro vanno proprio per il verso giusto (i dettagli te li risparmio…)
da oggi sono in ferie però e dopodomani parto per lo Sri Lanka, torno a fine mese: la settimana scorsa però lì è ripartita la guerriglia dei Tamil, sono annunciati monsoni tremendi, l’amico di un’impiegata è morto per un serpente velenoso, insomma… che emozione, vedremo come me la cavo!
dicono però tutti che è un paradiso terrestre, anzi, per essere + precisi è IL paradiso terrestre, perché – è storia!!! – l’Eden era proprio lì e la montagna più alta si chiama picco di Adamo e ci si sale con una scala di 5.555 scalini (non c’è la virgola, è un punto!)
non ti dico il tempo che fa qui, Sara!
sono mezzo raffreddato perché ieri sera sono andato alla Lichterfest del parco Killesberg (festa delle luci); il parco era quasi tutto buio e si doveva girare con dei lampioncini giapponesi colorati: bellissimo! ma faceva un freddo boia e la giacca non bastava.
al pomeriggio ero uscito in camicia – e pioveva – e i tedeschi mi guardavano come se fossi un tedesco, ah ah, perché loro avevano tutti il giubbino.
le discoteche di Stuttgart me non mi conoscono ancora, ma ho visto che ce ne sono anche qui in centro; ieri c’era del jazz mica male nella Schloßplatz.
beh, penso che devo cominciare a preparare le valigie.
baci

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3. Frankfurt: la partenza

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https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/03/frankfurt-la-partenza-sri-lanka-2004-2005-3-13-14-luglio-2004/

13 luglio 2004

cucu
sono all’aereoporto di Frankfurt – tra l’altro tutt’altra città da Stoccarda: vivace, futurista, allegra.
anche qui il saluto è ciao più che tschüss.
e, come vedi c’è anche internet gratis mentre si aspet(…)

13 luglio 2004
Frankfurt è avveniristica come Londra e vivace come Basilea, bella città.
all’aeroporto c’è internet gratis, così puoi sapere che sono all’aeroporto + grande d’Europa, dopo London.
c’è troppa coda però, ciaoooo

frammentini di mail comunque veloci; ma dopo che li ricopio c’è comunque una sorpresa che mi attende, nella cartellina dove ho raccolto le riprese di quel viaggio e nella sottocartella dove stanno le foto della giornata: una sequenza di riprese anche abbastanza lunga, 11 minuti, dell’aeroporto e della città di Frankfurt: avevo completamente dimenticato di averle fatte, ma ora mi restituiscono qualche frammento di memoria di quella giornata, sia pure spenta e grigia, se non altro dal punto di vista climatico e della luce.

ma prima fatemi dire ancora il senso di iniziare il resoconto di un viaggio nello Sri Lanka con ben sei montaggi video su Frankfurt: è il necessario contrasto; senza queste immagini del cuore dell’Europa non si può capire bene e fino in fondo l’effetto che mi fece quel paese e il mio primo contatto con l’Asia profonda.

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non facevo ancora foto di viaggio nel 2004, avevo soltanto una telecamera, forse neppure digitale, ma ancora analogica, se era ancora quella un poco imponente e semi-professionale comperata nel 1991, in occasione del viaggio a Berlino con i figli e la moglie da cui ero separato: il che spiegherebbe perché era addirittura escluso alternare fotografie a riprese, come invece mi sono abituato a fare in seguito; a comperare una fotocamera digitale arrivai soltanto nel 2006, in occasione del mio terzo viaggio in India, e fu solo da maggio di quell’anno che cominciai a fare foto digitali viaggiando (e a pubblicarle sul blog, e più tardi, montandole in piccoli video, sul mio canale Youtube).

le mie riprese video qui (e anche in seguito) sono molto maldestre, instabili; non soltanto pochissimo professionali, ma direi decisamente brutte; si aggiunga che anche la macchina che usavo è molto al di sotto degli standard attuali, enormemente migliorati tecnologicamente nel giro di neppure vent’anni; pertanto non meritano per niente di essere guardate e le ho ri-assemblate sostanzialmente per me, come un gioco per la memoria personale; il montaggio attuale le migliora di poco, eliminando soltanto le parti decisamente di scarto, movimentando un poco le sequenze, che non sono più rigidamente cronologiche, e aggiungendo delle musiche, a volte abbastanza appropriate, a volte no.

ciò non toglie che rivederle aiuta a ricostruire una sequenza di impressioni, che a volte diventano addirittura emozioni.

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quindi avevo del tutto dimenticato che, nell’andare a Frankfurt, per il volo verso lo Sri Lanka, che si sarebbe svolto di notte, ero partito con qualche ora di anticipo, per dare un’occhiata alla città, che vedevo per la prima volta; prima, ci ero passato soltanto ai margini della periferia, per andare a prendere i miei figli e un paio di amici, che venivano a visitarmi in quelle mie prime settimane tedesche, al cosiddetto aeroporto Ryanair di Frankfurt Hahn, economicissimo, con voli che costavano 5 euro, ma a 120 hm – dico – dalla città, e altri 180, credo da Stuttgart; ma ero curioso di conoscerla, Frankfurt, in quanto capitale economica della Germania, ma anche dell’Unione Europea, come sede della Banca Centrale Europea.

le prime riprese mi vedono all’aeroporto, a cui si arrivava direttamente da Stuttgart in un’ora e un quarto con un ICE, treno super-veloce molto caro, ma efficiente (sono ora nell’inizio del sesto video); da lì poi il metrò, suppongo, piuttosto che un altro treno, mi aveva portato alla stazione centrale, nel centro della città.

questa, rivedendola ora, mi fa un effetto molto diverso da quel che ne raccontavo allora, in tono decisamente troppo entusiasta: grigia e perfino un po’ tetra, anche se indubbiamente viva.

il primo montaggio video mostra la city finanziaria e, in un passaggio, anche la sede della Banca Centrale Europea, individuabile per il monumento all’euro, col contorno di una musica pomposa e ironica ricavata dalla sinfonia L’orso di Haydn.

lo sguardo si sofferma, in modo abbastanza ingenuo anche 15 anni fa, sui grattacieli, che oggi impallidiscono al confronto con quelli della city di Milano, ben più creativi e sorprendenti; ma Stuttgart li aveva esclusi dalla propria identità architettonica: il più alto della città era quello dove abitavo io all’undicesimo piano; e ce n’erano in tutto 13, di piani, per dire, ed erano il massimo ammesso a un paio di km dal centro storico; qui a Frankfurt, invece, come del resto nel resto del mondo, i grattacieli dominavano già una parte importante del paesaggio urbano, come simbolo del nuovo potere finanziario, peraltro qui particolarmente grigio e aridamente tecnocratico.

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il video successivo ci porta invece nel cuore della città culturale e verso metà ci mostra anche la casa natale di Goethe, trasformata in museo, ma ovviamente ricostruita dopo i devastanti bombardamenti della seconda guerra mondiale, che  rasero praticamente al suolo quasi tutto il tessuto urbano, come del resto avvenne anche a Stuttgart; questo spiega, credo, quell’aria un poco post-moderna, da grande periferia, che presenta questo centro rimesso in piedi con i criteri più moderni degli anni Cinquanta ed è oggi aperto ad un traffico automobilistico scorrevole, grazie alle larghe strade che lo attraversano, snaturandone ogni carattere antico, che non bastano a restituirgli le modeste rovine romane riportate alla luce vicino al duomo.

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il terzo momento di questa visita a Frankfurt consiste nella visita del suo monumento più importante di carattere religioso e storico: il Duomo; rigorosamente protestante nella severità delle strutture, ma non privo di qualche opera d’arte antica, attraversato da una musica d’organo, che tuttavia non riesce ad animarlo.

in questo appare ai miei occhi latini, o alla parte latina del mio sguardo, rigido, quasi indifferente, chiuso in se stesso, incapace di slancio emotivo.

il video, comunque, è fra tutti il peggiore, pieno di incertezze e povero a sua volta di pathos, come fosse stato raggelato dal clima che si respira sotto quelle volte austere.

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all’uscita dal duomo, musica e suoni attirano verso una piazza, che ha come sfondo una finta architettura di case gotiche dipinte a chiudere il cantiere di una ristrutturazione: è attraversata da bambini che giocano e dove si sta svolgendo una piccola manifestazione di protesta; si chiedono piccole classi per i bambini piccoli; loro intanto si divertono scorrazzando liberamente qua e là.

mi è venuto naturale collegare a questa un’altra ripresa di un concertino in piazza dove dei ragazzi con cilindro sotto la guida che immagina abbastanza scolastica di una donna con lo stesso copricapo suonano Fra Martino campanaro in versione tedesca, ma tanto la musica è un linguaggio universale.

l’idea vorrebbe essere creativa, ma non riesce ad esserlo: siamo in Germania.

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la visita della città, verso il tramonto, si conclude sulle rive del Meno, che già si va oscurando col calare del crepuscolo: c’è ancora qualcosa di tedesco nel ritmo della remata ai colpi che un’istruttrice implacabile come un orologio scandisce su un tamburo posto a prua; sullo sfondo un traghetto su questa corrente larga e maestosa, che ha qualcosa di marino.

per fortuna anche qui uccelli trasvolano imprevisti le riprese, come spesso anche nei video precedenti: sembrano esprimere un bisogno di fuga dai cliché troppo costrittivi.

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si rientra all’aeroporto e alle sue strutture di vetro avveniristiche da cui era iniziato questo percorso di esplorazione: aerei vanno e vengono nella sera che cala: non resta che prendere il proprio, per passarvi la notte…

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spero solo che l aereo non sia una carrioletta della Corea come all andata che al decollo scricchiolava tutto e si sentivano gli spifferi… (questa seconda e tutta immaginazione…) compagnia aerea sconsigliata da Repubblica….

da una mail a casa del 22 luglio

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e sbarcare, la mattina dopo, allo scalo di Colombo, nello Sri Lanka, vicino a Negambo… – così chiamavo, credo sulla scorta della Lonely Planet, quella che oggi è stata ribattezzata Negombo.

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4. l’arrivo a Negombo

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https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/04/larrivo-a-negambo-14-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-4/

14 luglio 2004 
ed ora eccomi invece nel piu’ incredibile negozietto di Negambo, cittadina a 40 km da Colombo dove sono finito a passare una giornata di restauri psicofisici.
lo Sri Lanka e il più incredibile paese del mondo per la gentilezza della gente. supera ogni immaginazione.
un bacione
Mauro

lettera da M.? 15 luglio 2004
ma papà quando sei partito???!!!
non si capisce niente!!
ma soprattutto ki sapeva che andavi in sri lanka!!!!..
e poi dici a me che non ti dico niente… bha.
Io sn tornata martedi dal mare e sn tutta abbronzatissima! ti racconterò però meglio quando ci vediamo…
stai attento che non mi sembra una bellisssima zona…
bacioni

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chissà perché sono sempre stato convinto che Negambo, come lo chiamavo allora, sulla scorta della guida dello Sri Lanka Lonely Planet – ma in realtà il suo nome oggi si scrive correttamente Negombo -, fosse poco più che un paesotto, fino a che non ho controllato ieri con google, e ho scoperto che ha 150mila abitanti: ma è come se la povertà li contraesse e desse l’impressione di un abitante ogni dieci.

turisticamente il suo punto di forza è che si trova molto vicino all’aeroporto internazionale di Colombo, e quindi non occorre andare fino alla capitale per sistemarsi in una delle guesthouse lungo la costa.

basta prendere un tuctuc dall’aeroporto e farcisi portare in pochi chilometri; è quello che ho fatto, come si vede all’inizio del video: il driver sembra molto simpatico a me, che sono in un evidente stato di euforia da tropici; ma poi mi fece un effetto orribile quando mi propose di fare sesso con delle bambine, se volevo (se era lui e non un altro; ora non riesco a ricordare bene; ne ho parlato di sicuro già nei blog da qualche altra parte; quindi tornerò su questo impatto brutale con la povertà singalese, quando troverò testimonianza più vicine ai fatti e più attendibili. (e in effetti il driver era un altro: l’episodio accadde alla fine del viaggio e non all’inizio)

il mio sguardo da reporter gira sui luoghi che il veicolo attraversa e si sofferma alla fine sulla pensioncina prescelta; poi si esce subito, per verificare il mare, il sole, la spiaggia; e trovo una grande chiesa cattolica, a conferma del legame tra cattolicesimo e prostituzione che quel tanto del mondo che ho visto mi conferma, e che non saprei neppure spiegare.

sostituisco il montaggio video pubblicato nel 2011, che comprendeva anche le riprese di un giorno successivo, e metto ora il link ad un video più breve, che ho montato adesso, e che riguarda soltanto il primo giorno.

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non era strettamente necessario, vista la povera qualità delle riprese, ma per l’occasione ho rifatto – con qualche piccolo miglioramento tecnico, spero – anche la seconda parte del video, nella quale scopro una enorme cattedrale accanto alla guesthouse, i primi sorrisi singalesi e l’oceano, prima di ritornare alla zanzariera della mia cameretta.

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5. l’invisibile viaggio a Colombo. Negombo, la gente. Induismo e cristianesimo a Negombo.

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https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/05/linvisibile-viaggio-a-colombo-negambo-la-gente-induismo-e-cristianesimo-15-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-5/

15 luglio 2004 

Macondo Colombo Negombo
ehi, ragazzi, vi mando una mail a tutti giusto per farvi sapere che sono vivo.
ho ricevuto la telefonata di Rocco, ma da qui la rete non funziona.
mi sono fermato nell’hotel di Negambo, che assomiglia molto come nome e come posto fuori della realtà a Macondo di Garcia Marquez, ma oggi sono andato alla capitale, Colombo, in treno (40 km, andata e ritorno 2,5 euro!!!!): i treni viaggiano senza porte per il caldo e sopra c e l’umanità piu varia e diversa del mondo.
Colombo è talmente immensa che ho visto poche cose, tra cui il museo nazionale, con una raccolta di statue e maschere davvero straordinaria.
qui raramente le case hanno piu di un piano solo, per cui anche Negambo, che ha 120.000 abitanti, non sembra affatto una città.
ma Colombo ha i suoi grattacieli: ho scoperto dove stanno i ricchi delle Sri Lanka, asserragliati in un isola dell’immensa Colombo, totalmente militarizzata, con posti di blocco e guardie armate ad ogni angolo.
di fronte l’oceano oggi più tempestoso che abbia mai visto, con onde immense che venivano addosso a degli scogli lisci, e un tempio buddista costruito sopra quattro archi di cemento armato e sospeso nel cielo.
i templi buddisti sono straordinari, almeno la prima volta, sono così diversi dalla nostra idea di arte e di religione e nello stesso tempo ti pare di stare a Napoli ai presepi, per i colori e la fantasia sfrenata che dire barocca e poco.
insomma, ho finito il mio conciso resoconto e mando un bacio a tutti.
mauro

* * *

purtroppo del viaggio a Colombo non furono fatte riprese video, quella volta.

rimangono solo queste, di quella giornata, montate in brevi spezzoni, del ritorno già al pomeriggio e poi dell’ultima passeggiata per Negombo la sera e la notte, ma i montaggi video sono stati ristrutturati, rendendoli più brevi, e quindi un poco più appetibili in tempi di fruizione bulimica e frettolosa.

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nel primo videoclip il protagonista indiscusso ritorna ad essere il mare risuonante vicino alla guesthouse, come nel giorno precedente, sempre affascinate nonostante l’incerta stagione che prepara il monsone; ma anche di nuovo la gente del posto, che è certamente l’elemento che mi attrae di più in questo primo contatto con lo Sri Lanka e con l’oriente.

ed ecco un venditore di giocattolini di legno, un aitante pescatore che entra nell’oceano con la sua canna da pesca usando ostriche come esca, ed Helen, l’audace ragazza scozzese globetrotter dai capelli rossi che entra in dialogo con lui e con me; ma più tardi rabbrividisco sentendo il mio inglese libresco di allora, quindici anni dopo: come potevano capirmi? sicuramente soltanto dai sorrisi e dai gesti di simpatia.

qui, ma anche nei video successivi, onnipresenti sono le cornacchie, che assumono anche quasi il ruolo di presagi di morte, considerando che cinque mesi dopo molta di questa gente sarebbe morta travolta dallo tsunami.

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poi, dopo uno scambio di parole e sorrisi in amicizia con una giovane coppia di genitori e le loro bambine, in una capanna di foglie di palma,  la sera che cala mi conduce ad un villaggio di pescatori su una punta sabbiosa della spiaggia; villaggio a volerlo chiamare così, ma è piuttosto un accampamento, quasi un riparo qualunque sulla spiaggia.

i pesci della giornata sono ancora disposti sui banchi, le donne hanno un’aria mite e rassegnata; un giovane uomo mi si avvicina ed accompagna, mostrandomi amicizia, non ricordo quanto interessata, ma probabilmente lo era; anche se questa non è una colpa dove la povertà stringe e rende le persone comunque più gentili, anche nel chiedere, spesso senza neppure parole, perché la dignità sopravvive anche alla fame, qui.

animali, uccelli ed esseri umani appaiono qui veramente fratelli in qualcosa che va anche oltre la fede nella reincarnazione, ma è semplicemente la condivisione della povertà dell’esistenza: quella povertà che è la sua ricchezza segreta.

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vicino al villaggetto appena visto sta una zona che viene pomposamente chiamata “archeologica”, e consiste nelle rovine di un forte olandese, al momento visitabile soltanto dall’esterno, e con un campaniletto che spunta dalle mura.

dunque l’archeologia del paese consiste nel suo passato coloniale e nel dominio europeo, che del resto è testimoniato bene anche da una ulteriore vicina chiesa cattolica; Negambo, come ho già ricordato, vede una forte presenza cattolica.

poi quell’uomo, che ha spontaneamente deciso di farmi da guida, mi accompagna oltre la spiaggia, verso il porto, con le variopinte barche accostate fra loro alla foce di un fiume; un ponte risonante di traffico dà un’idea della vita economica del posto.

ma il video si conclude con le immagini di ragazzotti che giocano a pallone, felici e quasi orgogliosi di essere ripresi, perché la giovinezza si piace sotto qualunque cielo.

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poi, nell’ultimo video che sta arrivando, ecco la grande cattedrale della città, in pieno rito religioso, messa a confronto con un piccolo tempio induista, dunque della minoranza tamil (i tamil sono gli abitanti della punta sud-orientale dell’India, di fronte allo Sri Lanka, separato, più che congiunto, dal cosiddetto “ponte di Adamo” e dalle tensioni politiche dei due paesi.

qui per la prima volta non presento un video veramente nuovo, ma soltanto una modesta revisione di quello montato sul viaggio nel 2011, ed era il terzo, allora; l’ho soltanto schiarito un poco nelle scene del povero culto hinduista praticato qui, nelle tenebre che sembrano quasi quelle di una semiclandestinità, e ho fatto qualche altra piccola modifica nella distribuzione delle riprese.

ecco i riti religiosi tanto diversi in una grande cattedrale cristiana e in un piccolo tempio induista, attraverso una serie di contrapposizioni con le quali cerco di chiarire a me stesso – forse non sempre in modo del tutto appropriato – il mio primo contatto con quella religione affascinante che è l’induismo:
parola contro silenzio
luce contro buio
massa contro individuo
un dio solo contro molti dei
compassione contro devozione

e in un tempio simile a questo venni anche ascritto, un paio di settimane dopo, per una piccola offerta fatta al guardiano, all’elenco degli amici dei Tamil; e tale sono rimasto negli anni: amico di questa, come di ogni altra minoranza oppressa nel mondo.

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6. Anuradhapura.

arrivo ad Anuradhapura.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/06/arrivo-ad-anuradhapura-16-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-6/

16 luglio 2004
ehi ragazzi, spero che le mie mail in serie vi arrivino, datemi un cenno di risposta.
oggi vi scrivo da Anuradhapura, nome abbastanza impronunciabile, anche perche l accento cade sulla seconda sillaba (a proposito nella tastiera gli accenti non ci sono, non so se si vede…).
sono nel centro nord dell isola in un posto dove si usa solo l alfabeto singalese e non vi dico la fatica di trovare l internet, perche tutte le lettere singalesi sembrano l ait, – posto che ho raggiunto con sei ore di treno + pullman, tra gente simpaticissima come sempre.
a proposito, passando al pullman ho avuto accesso alla classe media e ho potuto constatare che sono davvero gentili, non sorridono per scroccare qualcosa come nei paesi arabi, ma per vera simpatia; infatti chi puo ti offre da bere.
viaggio un po massacrante, ma in una natura meravigliosa: palmeti, poi savana, lagune e semigiungla, viadotti di ferro su fiumi da Kipling, che mi pareva di essere Indiana Jones.
purtroppo la famosa videocamera del Leonardo – cioè quella che mi avevano regalato al Liceo Leonardo quando mi ero trasferito in Germania – e ko e vi dovrete accontentare di questi miseri resoconti.
a proposito dei costi, ieri vi ho scritto che il biglietto del treno per Colombo costava 5.000 lire, peccato solo che c era uno zero di troppo: 500 lire, non 5.000.
oggi i cento km di treno (tre ore) 350 lire e gli 80 di pullman, che e un po piu caro, 750 lire, qui fa la differenza.
al mio ingresso in questa citta si vedevano le scimmie accoccolate sui muri.
adesso sono scomparse. con questo sono arrivato alla zona delle citta antiche, ma ancora da qui non si vedono.
vi sapro dire.
l hotel questa volta e fighetto, nella zona per turisti tra canti di uccelli esotici e laghetti, insomma non mi piace, ma non c era altro.
che dirvi? mi mancate, un bacione a tutti e spero di azzeccare gli indirizzi, mi pare dai messaggi internet che finora sia rimasta tagliata fuori solo sara.
mollo, perche la tastiera e difficile, non ci sono neppure accenti ne apostrofi, e internet lentissima.
a presto, baci.
mauro

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come risulta dal testo, quel giorno la videocamera non funzionò; dunque, niente video, per oggi, su quel viaggio in pullman, che del resto neppure ricordo, adesso.

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04.07.19 lo Sri Lanka è meraviglioso
demian e fabia, vi scrivo in fretta riutilizzando una lettera, data la lentezza locale di internet e scusate i casini. anche Marta vi mandera qualche lettera per voi andata persa in internet.
bacioni speciali.
Mauro
ah, forse marta ti mandera anche una lettera piu vecchia…

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ragazzi, qui e una cosa meravigliosa e vi dico formalmente che se qualcuno non viene a prendermi con una pistola puntata alla nuca io NON TORNO PIU A CASA!!!!
EH EH. ma no dai, per fortuna sono tirchio, e torno solo perche ho gia pagato l aereo.
dunque vi dicevo dello hotel fighetto, che pero si e riscattato la sera stessa!!! quando ho ordinato riso e curry, e questo e stato il fatto culturale del giorno.
ho capito subito di avere azzeccato, perche hanno cercato di rifiutarsi dicendo che ci voleva un ora di cottura.
no problem ho detto io, vado a farmi un pisolo e torno.
quando sono ridisceso in quella terrazza tra i canti degli uccelli tropicali mi aspettava una montagna di riso da due chili e sei contorni profumatissimi di pesce verdure cotte e crude, piu minestrina di esordio e dolce finale.
sono andato a letto che mi faceva molto male lo stomaco, ma sono riuscito a mandare giu tutto per principio – e dello Sri Lanka ho cominciato ad amare anche la cucina.
aggiungi che la videocamera ha ripreso a funzionare: banali problemi di umidita eccessiva.
le zanzare singalesi intanto hanno scoperto che l autan e semplicemente delizioso, per cui sono butterato come avessi il vaiolo.
aggiungi che anche alle formiche rosse piace moltissimo e nella convinzione che l autan scorra nelle mie vene cercano di trasformarsi in zanzare scavando accurati buchetti per raggiungerlo. […]

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7. Anuradhapura: primo giorno.

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7a. lo stupa Jewatana di Anuradhapura.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/07/lo-stupa-jewatana-di-anuradhapura-17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-7/

17 luglio 2004

abbandono l’idea di un post per ogni giornata: le meraviglie di Anuradhapura sono tali e tante che diventerebbe una pena per il lettore leggerle frettolosamente tutte assieme e anche per me predisporre i video, da questo momento troppo numerosi.

mi spiace se questo darà un andamento abbastanza frammentario ai prossimi post.

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04.07.19 lo Sri Lanka è meraviglioso
beh, l indomani eccomi col tuc tuc ai piedi della zona antica di Anaradura……. ecc ecc.: – ahah, volevo dire Anuradhapura, ma non mi ricordavo bene il nome… – una cosa sconvolgente!
distese di rovine – non esagero –  che saranno dieci volte quelle di Roma antica,
cupole immense: 124 metri di diametro, una per esempio,
con un solo difetto, che i singalesi non erano capaci di costruire le cupole, e quindi le loro cupole sono assolutamente e totalmente piene, non ci si entra:
tutto l apparato consiste in cappelle minime che hanno davanti questi mucchi immensi di mattoni, quale rossi, quale intonacato di bianco, quale ricoperto di erba ed alberi e ormai trasformato in collina,
con budda distesi immensi in questi bugigattolini immersi nei fiori.
insomma si e calcolato che in una sola cupola ci sono mattoni per costruire un muro lungo 200 km.

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l’affrettata descrizione rende bene, comunque la meraviglia per il primo imponente monumento che incontro nella mia visita alla zona archeologica: lo stupa Jewatana.

lo chiamano stupa, la forma architettonica buddista ispirata a un fiore di loro rovesciato, non è per nulla famoso, ma – credetemi – questa è una grande ingiustizia: rivaleggia con le piramidi egizie e azteche.

del resto, se la più grande, quella di Cheope, ha una base larga 149 metri, si capisce bene che questo stupa, con 124 metri di diametro, solo 25 di meno di un lato della piramide, dia un’impressione di grandiosità analoga.

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vai poi a capire come mai tutte le civiltà umane complesse, anche indipendentemente fra loro, sentono questo bisogno di costruire edifici immensi che salgono verso il cielo.

però qui in Sri Lanka lo si fa con forme arrotondate e non seguendo uno slancio rettilineo; la salita verso il cielo è più morbida e dolce.

buddismo vecchio di due millenni e mezzo, più del cristianesimo, che plasma le menti ad una indulgenza più generale verso tutto il vivente e ad una tolleranza tanto più autentica quanto meno gravata dal dovere dell’amore universale.

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poi, rispetto agli altri siti che ho citato, questo ha un vantaggio indubbio: è ancora vivo, percorso da gente che canta e prega: è una archeologia ancora viva e contemporanea, come succede anche nei templi indiani.

questo secondo videoclip si concentra, ancora più del primo, sulla vita che circonda il monumento: pellegrini – e donne vestite di bianco -, scimmie, uccelli tropicali.

il tutto in un clima di serenità che colpisce ed entra nel cuore.

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7b. girando per le rovine di Anuradhapura; il cobra.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/08/girando-per-le-rovine-di-anuradhapura-il-cobra-17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-8/

17 luglio 2004

ma la cosa piu sorprendente e che mi sono subito accorto che c era taaaanta gente, che diventava sempre piu tanta mano a mano che mi avvicinavo al centro di questa zona, se si puo parlare di centro visto che si estende per piu di una decina di km.

insomma ero capitato nel bel mezzo del piu importante pellegrinaggio buddista dello Sri Lanka: un milione di persone, bilancio ufficiale!!!!

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ho rifatto ancora una volta per questa ripubblicazione, un paio di montaggi video, dopo quelli del 2011.

il primo descrive semplicemente il momento di grande tranquillità interiore in cui lascio l’enorme stupa Jewatana, che mi ha introdotto alle meraviglie di Anuradhapura, la Roma singalese, per dirigermi versi altri luoghi, passando tra le rovine, superando un fiumiciattolo in cui donne fanno il bagno, unito mentalmente ai pellegrini che serenamente passeggiano o si riposano seduti all’ombra.

non manca un ammaestratore di cobra col suo spettacolino di strada: il serpente viene estratto da una cesta e maneggiato con cura, pur se evidentemente la ghiandola del veleno gli è stata prosciugata; una scimmietta agghindata completa la piccola pantomima, che comunque fa effetto sul mio animo infantile.

altoparlanti diffondono le nenie buddiste, che tuttavia non risultano fastidiose, ma rilassanti: è un modo gioioso di diventare consapevoli della mera apparenza del tutto.

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la massa dei pellegrini si spande ovunque con una vitalità irresistibile: donne giovani e vecchie, ragazzi, uomini fatti, qualche monaco, ma neppure troppi: a volte sono seduti all’ombra di qualche albero o di un’edicola sacra, ma perlopiù sono in un movimento che appare perpetuo e affascina lo sguardo come una fiamma che si agita nel camino, sempre uguale e sempre diversa.

e il secondo video indugia su questo spettacolo immenso, a volte con mano un poco maldestra…

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7c. Anuradhapura: il pellegrinaggio.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/09/anuradhapura-il-pellegrinaggio-17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-9/

17 luglio 2004

Anuradhapura divenne la capitale dello Sri Lanka all’incirca alla fine del terzo secolo a.C., più o meno negli anni in cui Roma cominciò a diventare una potenza mediterranea e dunque a fondare il suo impero attraverso le prime due guerre puniche, e lo rimase per circa un millennio, anche se a volte conquistata e sottomesse da re dell’India meridionale; e a quei primi anni della sua grandezza, prima della prolungata decadenza, risalgono i monumenti immensi che testimoniano quel grande passato.

rivedendo le riprese del 2004 e i montaggi del 2011, riaffiorano alla mente tanti particolari dimenticati, ma soprattutto mi rendo conto che fortuna incredibile sia stata arrivare ad Anuradhapura, la Roma dello Sri Lanka buddista, nel pieno del più importante pellegrinaggio buddista dell’anno.

probabilmente l’immensa pagoda, o dagoba, come si dice in lingua locale, Ruvanvelisaya non mi avrebbe fatto lo stesso aspetto, vista vuota.

certo, l’imponenza sarebbe rimasta: quella enorme cupola bianca, che si staglia come una preghiera contro un cielo di azzurro cristallo, sarebbe stata uguale anche nel silenzio; i lunghissimi porticati sul grande quadrato da cui si leva la sua sagoma rotonda, avrebbero mantenuto la suggestione delle centinaia di elefanti scolpiti, come simbolo della saggezza che il fedele deve cercare attraverso l’illuminazione.

ma la mia mente non riuscirà mai a separare dalla devozione di decine di migliaia di pellegrini l’enorme magnificenza di questa specie di enorme San Pietro singalese, per dire dell’imponenza e della centralità di questo santuario, sia pure rifatto in tempi recenti.

è stato un dono della serendipity (la parola deriva proprio dal nome dello Sri Lanka, lo sapevate?) che mi ha permesso di vedere questi monumenti non come brandelli museificati del passato, ma come testimonianza di una tradizione ancora viva.

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7d. Anuradhapura: il fiume, i laghi, gli uccelli, le scimmie.

https://bortocal.wordpress.com/2011/04/28/my-sri-lanka-2004-4-anuradhapura-la-capitale-immensa/

17 luglio 2004

che altro posso fare, come introduzione ai video che sto via via montando, che cancellare dal post precedente la sua conclusione e ricopiarla qui?

erano tempi in cui cercavo di esprimermi più con i video che con le parole e avevo cancellato (l’ho fatto per anni) la fotografia dal mio repertorio.

dell’ora e mezzo di riprese di cui si parla qui sotto per questa città, forse meno di un terzo è stata sinora montata, e non avendo nessun altro testo che questo, a disposizione, e non volendo contaminare il Mauro di allora con quello di oggi, di sette anni più vecchio e più pessimista, ricopio ricopio e dilaterò quelle parole con i miei video, dato che ne accennano quasi a tracciarne i titoli in sequenza o quasi.

* * *

da una mail ai miei figli:
non vi dico la meraviglia della gente, delle preghiere, dei canti, degli incensi, dei fiori.
vedrete tutto nella cam, che poveretta solo quel giorno ha lavorato per un ora e mezza di riprese.
sì, perché poi ho lasciato la zona del pellegrinaggio per finire […] sulla riva di laghi immensi

tra gli uccelli selvatici e tra colonie di scimmie selvatiche scese dagli alberi a mostrarmi i denti con segni di disapprovazione,

giornata davvero straordinaria, con le sue esperienze più diverse, che sembrano senza fine.

qui ci si distacca dai templi, dai pellegrinaggi, dai riti buddisti, per spaziare, poco lontano dai luoghi sacri, in una pura natura selvaggia, fatta di scimmie, di trampolieri, di uccelli acquatici che allargano il loro volo sulle acque o sulle foreste.

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e, nel tornare a quei tempi e a questi luoghi, procedo per ampliamenti successivi, dalla concisa mail in situazione, ai piccoli ampliamenti in linguaggio solamente visivo, del montaggio dei video del 2011, alle note di oggi con cui presento la revisione di quei video:

come se ci fosse una resistenza a parlare che si attenua solamente via via che gli anni sbiadiscono la violenza delle emozioni, di quel primo contatto con l’Asia, col buddismo, con lo Sri Lanka.

a me è sembrato allora di ritrovare una natura perduta, ma non soltanto una natura naturale, per dir così, ma anche una natura umana originaria: nella semplicità delle vecchie che si trascinano su per la scala che le conduce al santuario ritrovo la stessa naturalità delle donne che si lavano nel fiume o dei ragazzi che si bagnano nei grandi laghi che circondano l’Anuradhapura antica.

il viaggio nello Sri Lanka è stato un ritorno all’essere umano essenziale e scoprire che in questa sua semplicità e purezza elementare egli è buono, mite e desiderabile.

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tornando a quelle riprese già sette anni dopo, nel 2011, per rielaborarle in vista della pubblicazione sul canale Youtube, esse rivelavano la capacità di commuovermi e spingermi, nella loro povertà tecnica assoluta, ad un montaggio nervoso, che oggi ho soltanto ripulito dalla sbavature più vistose.

ma le musiche scelte per accompagnarle, quando non è stato lasciato lo spazio ai rumori originari, esprimono e mi fanno rivivere con intensità ancora straordinaria quelle emozioni festose, che forse non potrò più ritrovare.

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7e. Anuradhapura: il buddismo e i fiori.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/11/anuradhapura-il-buddismo-e-i-fiori-17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-11/

17 luglio 2004 

da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004:
non vi dico la meraviglia della gente, delle preghiere, dei canti, degli incensi, dei fiori.

la frase l’avevo già citata nel post precedente, ma serve ad introdurre anche questo video (riedizione di un video del 2011), che cerca di guardare nel rapporto speciale che il culto buddista ha con i fiori.

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naturalmente, come tutti sappiamo, anche la religione cattolica stabilisce un rapporto stretto fra il culto e i fiori, che in esso entrano pure, ma come puro elemento estetico e decorativo dell’ambiente sacro: così come il cristianesimo, in generale, considera il mondo naturale come un complemento subordinato all’essere umano.

nel buddismo, invece, il rapporto fra uomo e natura è di fratellanza e ha un significato molto più forte e preciso anche la presenza dei fiori nel culto, in particolare del fiore di loto.

questo si trova già citato nei primi testi buddisti, ma con il sovrano Asoka, nel terzo secolo a.C., che tentò di fare del buddismo la religione ufficiale dell’India (come in effetti fu ma per alcuni secoli soltanto), il fiore di loto diventa anche tema architettonico.

il loto (padma) nel buddismo simboleggia la completa purificazione del corpo, della parola e della mente e diventa il correlativo oggettivo del percorso interiore che viene proposto al fedele, in quanto cresce dal fango (samsara), ma appare pulito sulla sua superficie (si è infatti depurato), e produce, infine, un bel fiore (cioè l’illuminazione).

Il fiore bianco rappresenta la purezza, la radice sta per la pratica degli insegnamenti buddisti che sollevano la mente al di sopra del fango dell’esistenza terrena. Un fiore aperto significa la piena illuminazione, un fiore chiuso indica il potenziale per l’illuminazione. I fiori di loto fioriscono cosi’ come si sviluppano le virtu’ del Buddha. Proprio per questo in molte raffigurazioni il Buddha e’ seduto su un fiore di loto.

così dice un antico testo:
Lo spirito del migliore degli uomini e’ senza macchia, come il loto che in acqua fangosa non aderisce ad essa.

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ma anche il colore dei fiori ha un significato preciso; qui mi limito ai colori che compaiono in questa festa:

il loto bianco (pundarika in sanscrito): rappresenta lo stato di perfezione spirituale e della totale purezza della mente (bodhi).

il loto rosa (padma in sanscrito) e’ il loto supremo, associato con Buddha stesso.

il loto rosso (kamala in Sanscrito) simboleggia la purezza del cuore (hrdya), è il loto dell’amore, della compassione.

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ecco esplicitate e razionalizzate più analiticamente le emozioni trasmesse direttamente dall’osservazione di questa sfilata entusiasta e devota di colori, venerati come manifestazione diretta della divina capacità umana di perfezionarsi nella fratellanza universale.

immagini che bene concludono la mia prima giornata del 17 luglio 2004 ad Anuradhapura, la Roma e forse anche il Vaticano buddista dello Sri Lanka.

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7f. Anuradhapura: i giardini reali, i panorami, le rocce.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/12/17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-12/

17 luglio 2004

si perche poi ho lasciato la zona del pellegrinaggio per finire nei giardini di pietra degli amori regali.

da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004.

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ho scritto ieri che il filmato che pubblicavo chiudeva la giornata del 17 luglio (2004) ad Anuradhapura.

quando mai? i video montati su quella giornata così varia da essersi stampata nella mente come favolosa, continuano.

e non mi resta che rinunciare a ristrutturarli – anche google si è messa di traverso e ha deciso per conto suo, che il mio canale youtube non è quello principale, ma un altro, costringendomi ad astruse peripezie per arrivarci da proprietario –  e pubblicarli come sono, nel bene e nel male (nel male soprattutto, perché sono pieni di difetti), ed accontentarmi di aggiungerci qualche nota sparsa e improvvisata aggiungendo qualche frammento che si è salvato nella memoria personale…

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i due che presento oggi sono infatti la semplice suddivisione di un videoclip unico.

il primo presenta i giardini reali di Anuradhapura, estesi per ben 14, ettari, cioè circa tre volte il Vaticano, o meglio quel che ne è rimasto, perché oggi sono sostanzialmente un grande spazio naturale costellato di qualche rovina.

la seconda parte, che ora ho trasformato in video autonomo, mostra un belvedere panoramico costruito su uno spuntone delle molte rocce che costellano la zona e che permette qualche veduta d’insieme – ma non è molto alto – prima che mi dedicassi all’esplorazione di questi luoghi rocciosi, dove ricompaiono le scimmie.

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commenti al video originario:

bortocal 8 anni fa @malango1985
thank You, friend, for Your commentary!

Abrar Khan 8 anni fa
I LOVE ANURADAHAPURA HISTORY IN SRI LANKA THANK YOU FOR VIDEO

Shireen Samarasuriya
take this awful song out

nb 2019: forse dovevo ascoltare questo consiglio almeno nel rifacimento.

promesso, lo farò. 

7g.  Anuradhapura: pipistrelli sacri e antichi monasteri.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/13/anuradhapura-pipistrelli-sacri-e-antichi-monasteri-17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-13/

17 luglio 2004

nei templi rupestri con le colonie di pipistrelli appesi.
da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004.

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ecco il primo videoclip, ritagliato quasi com’era dall’inizio di un altro del 2011: porta davanti all’apertura di uno di questi templi di Anuradhapura scavati nella roccia, al modo indiano (che allora non conoscevo…), e lì dentro, in una penombra che sembra quella dei nostri incubi infantili, decine di migliaia mostra i pipistrelli che si ammassano, uno sull’altro, agitandosi, pulendosi la punta delle ali, cioè in pratica un dito di una mano dilatasi nell’evoluzione fino a diventare ala, e che volano a volte da un punto ad un altro della caverna, inquieti, oscuri, angoscianti.

sì, la scena ha un poco del film dell’orrore…, sempre che si sia capaci di prescindere dalla pessima qualità delle riprese.

in un pipistrello c’è sempre qualcosa di raccapricciante, probabilmente è una paura atavica di essere aggrediti che ci portiamo dietro dai tempi in cui condividevamo le caverne con loro; ma figuriamoci se i pipistrelli diventano migliaia e una massa che oggettivamente fa paura, se solo avesse un senso che attaccasse unita.

invece suscita semplicemente ribrezzo vederla agitarsi inquieta e confusa, senza altra coordinazione che quelli di movimenti individuali senza scopo apparente: niente altro porta ad attribuire vita e sensibilità a quella massa, da cui pure emergono, lucidi nel buio, occhietti penetranti, anche se purtroppo notoriamente ciechi.

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il secondo videoclip, invece, è una riorganizzazione originale dei materiali di ripresa del 2004, anche se segue sostanzialmente l’impostazione della seconda parte del vecchio video del 2004 di cui il precedente era l’inizio.

ma ho di nuovo cambiato completamente il commento musicale, che è fondamentale per la fruibilità di un video: è questo infatti che può avere la forza di trattenerci, quando la mano dell’operatore trema oppure le immagini perdono ritmo e appaiono ripetitive: il nuovo commento, di musica locale, non so quanto possa risultare gradevole, ma lo trovo appropriato al contesto che introduce, nel tramonto che si avvicina, a alcuni appartati monasteri buddisti ricavati tra le rocce uguali a quelle dei giardini regali, e non siamo infatti molto distanti.

l’atmosfera è suggestiva, una volta che ci allontana dal più rumoroso pellegrinaggio e si entra a condividere l’antico silenzio dei monaci.

al pellegrinaggio e a un’altra pagoda si ritorna infine, trovando ancora più suggestiva la sua piccola cupola bianca nel blu cobalto del tramonto.

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7h. Anuradhapura: la gente dello Sri Lanka.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/14/anuradhapura-pipistrelli-sacri-e-antichi-monasteri-17-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-14/

17 luglio 2004

questo è davvero l’ultimo montaggio video sulla giornata del 17 luglio di 15 anni fa ad Anuradhapura, l’antica capitale dello Sri Lanka, ed è integralmente dedicato non ai monumenti imponenti, al pellegrinaggio buddista grandioso di quel giorno e alla sua natura con gli animali selvaggi che si confonde con la zona archeologica, ma semplicemente alla sua gente e in particolare a un gruppo di deliziosi ragazzini che riesco a convincere a cantare davanti alla mia videocamera.

ma, assieme a loro ecco dei semplici contadini, o delle ragazze che passeggiano consapevoli della loro bellezza, o una venditrice di vasi per i pellegrini, oppure dei soldati che dedicano le loro fantasie a giovani turiste del posto che appaiono fuggevoli mentre visitano i templi fra le rocce.

il sereno tramonto sulla riva di uno dei laghi vicini alla città, con la cupola bianca di un dagoba che si staglia contro il cielo che si fa scuro è la conclusione luminosa i una giornata che mi ha riempito il cuore di serenità.

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sì, lo so, ho capito col tempo che quello che a me pare un modo semplicemente ovvio e naturale di viaggiare è invece un poco particolare mio, almeno a giudicare dai tanti siti di viaggiatori con cui sono entrato in contatto con questi anni on line.

ci sono frammenti di dialogo miei in queste riprese nell’inglese ridicolo e francamente allucinante che balbettavo quindici anni fa, ma questa simpatia che corre tra me e la gente di quel popolo avete potuto sentirla fin al primo giorno, dai primi video, e io viaggio certamente per vedere monumenti, panorami e luoghi meravigliosi, ma soprattutto per lasciare che questa simpatia si esprima e mi conquisti.

non so come sia oggi la gente dello Sri Lanka, ma sento che non può essere cambiata molto e faccio conto che sia rimasta così terribilmente amabile come lo era allora…

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8. da Anuradhapura a Mihintale.

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8a. Anuradhapura: un santuario di Buddha.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/15/anuradhapura-un-santuario-di-buddha-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-15/

18 luglio 2004

neppure mi e bastata la giornata e l indomani sono tornato alla mattina, giusto in tempo per incontrare un alligatore – ma in realtà un varano – che se ne andava a spasso per la pubblica via.
da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004

il varano che prende il sole più caldo dell’asfalto.

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la seconda giornata ad Adhurapura del 18 luglio (2004) naturalmente non offre le stesse occasioni di entusiasmo della prima, ma inizia con una notevole sorpresa, un grosso varano fermo sulla strada, messo poi in fuga da un veicolo che arriva.

ma la seconda sorpresa mia più grande è per me oggi, e consiste in una poesia che scrissi proprio alla fine di quella giornata, e che non ricordavo assolutamente.

mi perdo i pezzi: siccome questa precede le mail mandate a casa nel tempo, doveva precederle anche qui, dove invece le ho già anticipate a commento degli altri post.

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nel treno indolente che attraversa
a porte spalancate le tue palme,
o Lanka risplendente e buono,
al giovane scalzo seguace di Buddha
la veste arancione non copre
una spalla muscolosa e virile
e lo sguardo lubrico altrettanto.
con un cenno di ciglio distoglie
una vecchia dalla sede più fresca,
che pretende per sé; sotto il sole
la canuta le rassegnate rughe non distende.

oasi immensa che non la sabbia rinchiude
ma le onde immense che si spezzano sul filo spinato
di Fort Area a Colombo: il futuro
è un altro World Trade Center
di cristallo e cemento sotto gli occhi dei mitra?

non lo sanno però i pescatori di notte
né il guidatore furbetto del tuc tuc
che nella meraviglia della sua età perfetta
in tre frasi dichiara I like boys
né i corpi che nel treno affollato del ritorno
si offrono al piacere più effimero
strofinando indolenti lo straniero,
esuberante didietro di ragazza
o quasi mendicante cieco.

ma sbaglio per malizia l’ermeneutica:
questo per noi che tra socievolezza e sesso
inseriamo il filtro del peccato.
non è intera infatti la Bibbia: quando Adamo
fu cacciato dall’Eden che era qui,
dio ci lasciò i suoi figli, nati prima
della voglia disobbediente di sapere,
ed ecco uomini ai quali la redenzione non serve,
che non devono né avere né essere,
di cui tace ogni inutile evangelo.

la povertà affratella. come in Siria
si esibiscono querule infinite mostruosità,
come i due ciechi che per mano guidano tremolando
i viaggianti al grande incanto di tamburello e flauto

la vita è una gelatina appiccicosa soltanto
così miserabile e felice di esistere
nei sobbalzi dei vagoni che sembrerebbero hitleriani
che scuote senza coraggio la sua voglia
dispersa nei miracolosi sorrisi;
che sono il vostro incanto, tropici sonnolenti e quieti
mentre scorre la vita vostra e per un momento
la mia, senza un programma o un piano,
nell’effimero rivolgermi corpo su corpo a voi.

qui si adora la divinità coi fiori
e i petali multicolori si mescolano sulle tavolate.
mentre la tempesta che minacciava scura si dissolve
e sciamano non so dove i pellegrini candidi
nel buio della notte tanto precoce.
le cupole immense di mattoni piene
luminose di rinnovato bianco o ricoperte
d’erbe come sorprendenti colline volute da dio
attendono indifferenti il giorno rinnovato
come i buddha immensi distesi ad occhi aperti.

ecco le scimmie intanto che danzano sugli alberi,
il varano che prende il sole più caldo dell’asfalto,
il cobra estratto dalla cesta per l’esibizione,
gli uccelli bianchi e sottili amici delle mucche,
i bagnanti in ogni lago o palude che nell’acqua
s’insaponano nel gesto antico di mio padre.

c’è una miseria che ci fa in molte cose eguali
e una cultura propria che risveglia il cuore
a un sentimento che sta nel mezzo tra la curiosità e l’amore.

tutto nel ritmo lento del tropico o di Buddha.

18 luglio 2004

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8b. Anuradhapura: un antico monastero buddista.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/17/anuradhapura-un-antico-monastero-buddista-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-16/

18 luglio 2004

subito dopo la visita al piccolo santuario del videoclip precedente, una guida singalese mi trasporta in tuctuc alle rovine di un altro antico monastero buddista di Anurahapura, collocato questa volta in un contesto pianeggiante, ma in un quadro di vegetazione degna della giungla, anche se più diradata.

purtroppo le riprese dedicano poca attenzione alla sua illustrazione del monumento e alle mie risposte: peccato perché l’inglese di entrambi è così comico!

invece il protagonista di questo momento è il silenzio sopravvissuto ai secoli che hanno raso quasi completamente al suolo l’antico complesso monastico e lasciato come traccia dell’antica destinazione religiosa soltanto una scultura suggestiva e indianeggiante.

questo almeno quando tacciono, smettendo di abbaiare, dei cagnetti petulanti e lo sguardo può aggirarsi nella natura imponente in cui i resti archeologici sono immersi.

alla fine è lei che parla col silenzio, e la sua voce muta è potente.

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8c. Anuradhapura: turisti singalesi fra le rovine.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/18/anuradhapura-turisti-singalesi-fra-le-rovine-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-17/

18 luglio 2004

i miei rendiconti e dunque anche in parte le mie riprese, nei miei viaggi, sono dedicati più al viaggiare in se stesso che ai luoghi e ai monumenti in astratto: questi non possono mancare, ovviamente, ma sono quasi sempre lo strumento per ritornare con la memoria all’azione concreta del muoversi in quell’ambiente, dell’ascoltare, dell’interrogare.

ecco che le mie riprese sono sempre “sporcate” dalle presenze umane – almeno da quel punto di vista astrattamente turistico che ci presenta luoghi di perfetta e sublime bellezza, e sono rese anche forse meno interessanti proprio a questa dimensione molto autobiografica e egocentrica.

è così anche in questa seconda giornata ad Anuradhapura: più scialba perché è diminuita l’infinita meraviglia davanti ai suoi monumenti grandiosi e alla dimensione stessa della città antica, che era più grande della Roma imperiale, ma anche perché è finito l’immenso pellegrinaggio di un milione di persone che ho trovato per puro caso il giorno prima; ed ora il mio sguardo curioso dei tipi umani si rivolge altrove.

in questo videoclip è soprattutto un gruppo di visitatori singalesi delle rovine archeologiche, raccolti intorno a una donna che fa da guida e le illustra, avvolta in un sari azzurro, che contribuisce a darle una bellezza incredibilmente autorevole; e per contrasto appaiono ancora più poveramente vestiti i viaggiatori che la ascoltano, a volte senza molta concentrazione, mentre illustra indubbiamente il significato delle cosiddette pietre di luna, dei rilievi di forma semicircolare, e che dunque approssimativamente ricordano un quarto di luna, scolpiti con varie figurette simboliche, soprattutto animali, e non mancano gli elefanti, il cui significato autentico sfugge all’ignaro occidentale che riprende, e che non può neppure impararlo, non conoscendo il singalese.

ma, indirettamente, nel quadro del turismo singalese, rientrano anche i venditori petulanti di oggettini ricordo: la telecamera, rimasta accesa per sbaglio mentre camminavo, ha registrato almeno l’audio delle incalzanti profferte di uno di loro, che si spinge perfino a parlare italiano, una volta carpito che vengo from Italy.

un ulteriore tassello di quell’umorismo modesto e potenziale che accennavo anche nel post precedente, e al quale forse dovrei dedicarmi più a fondo in qualche prossimo viaggio, sperando di farne ancora di simili.

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8d. Anuradhapura: un altro gigantesco dagoba.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/19/anuradhapura-un-altro-gigantesco-dagoba-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-18/

18 luglio 2004

non so dire il nome di questo secondo mostruoso dagoba, un’altra enorme “cupola”, per così dire, di mattoni pieni, che qui appare all’inizio soltanto di un restauro che dovrà riportarla dalla condizione di quasi collina invasa dalla vegetazione selvaggia a quella di importante monumento religioso dell’impero singalese, che aveva qui la sua capitale: e mi colpiscono le fragili impalcature, che sono di semplici canne di bambù, come in tutto il mondo indiano, e che dicono da sole quanto appare insensata, alla luce di questa cultura della rassegnazione al dolore della vita, la nostra preoccupazione della sicurezza, che cerca di tenere lontano il pericolo della morte.

mi rendo conto, consultando oggi la vecchia guida di allora, che il mio girovagare tra le rovine di Anuradhapura per due giorni non seguì alcuno schema turistico logico, come se avessi lasciato la guida alla guesthouse e mi fossi affidato unicamente alla forza delle suggestioni del momento.

pertanto anche i miei video non indicano un tracciato preciso, a meno che non siano i quindici anni trascorsi a renderlo irriconoscibile.

qui, ancora una volta, il vero protagonista è l’ambiente; è questo che cerco di cogliere: le vecchie devote, i pellegrini che girano quasi incerti e sperduti, la voce gracchiante degli altoparlanti che mi risulterebbe intollerabile se recitassero litanie cattoliche e qui invece hanno il fascino delle lingue sconosciute.

ma insomma, il mio sguardo è totalmente ingenuo, disarmato, privo ancora di strumenti di conoscenza: sono un visitatore del tutto dilettante e improvvisato.

è la povertà di questa gente che assorbe il più della mia attenzione: una miseria evidente, e certamente un poco cambiata, quindici anni dopo; ma allora mi mancava il termine di confronto con la povertà indiana, che è induista.

questa, invece, è una povertà buddista: molto più consapevole e controllata: le vesti bianche sono poverissime, ma piene di dignità; le vecchie donne che soprattutto si raccolgono attorno ai templi, si muovono con le difficoltà degli anni e dell’artrite, ma hanno un controllo della sofferenza e degli stenti che manca del tutto nell’abbandono a se stessa, quasi romantico, dell’incredibile povertà indiana: questa grida il proprio abbandono alla volontà del divino per il semplice piacere di dirsi privi di significato; la povertà singalese è invece avvolta in vesti candide e esprime la dignità e la consapevolezza di essere una strada verso il nirvana, verso il nulla.

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8e. Anuradhapura: Kuttam Pokuna, le vasche gemelle.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/19/anuradhapura-kuttam-pokuna-le-vasche-gemelle-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-19/

18 luglio 2004

pensavate forse che le attrazioni archeologiche di Anuradhapura fossero finite?

dopo avere visto antichi monasteri, templi nella roccia, giardini e palazzi reali  e tre dagoba o stupa giganti uno diverso dall’altro, quello bianco con centinaia di elefanti scolpiti, quello largo quasi come la piramide di Cheope, e l’ultimo ritornato quasi allo stato di collina semi-abbandonata?

eccovi invece uno dei luoghi più stupefacenti di questa città che non smette di emozionare: i Kuttam Pokuna, cioè le vasche gemelle, che venivano usate dai monaci dei vicini monasteri come piscine, e cioè ci galleggiavano come le grosse rane e le tartarughe d’acqua che a un certo punto si vedono anche nel video.

ma il monaco buddista non ha come dovere morale la povertà o la compassione, ma l’indifferenza; e che cosa la agevola meglio di un lusso egoista e benestante?

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a differenza che per altri video ho lasciato i rumori naturali delle riprese, anche se a volte disturbanti: questo certamente toglie scorrevolezza e ritmo alle sequenze; ma era pur necessario dare un’idea anche dei rumori naturali che accompagnavano questa visita, favorita peraltro da un momento di luce bellissimo.

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8f. Anuradhapura: la statua Buddha Samadhi e il passaggio a Mihintale.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/20/anuradhapura-statua-buddha-samadhi-e-passaggio-a-mihintale-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-20/

18 luglio 2004

video della mattinata del 18 luglio, tra le rovine di Anuradhapura, quindici anni fa, si concludono con le immagini di una antichissima statua detta Buddha Samadhi, del III secolo d.C.

ma per capire il significato della statua bisogna capire che cosa significa samadhi: è il risultato della meditazione, cioè lo stato in cui entra la mente a seguito del processo della meditazione.

naturalmente queste informazioni sono il risultato di una veloce ricerca in internet fatta adesso: sam a dhi significa mettere insieme la mente, ricondurla ad unità, cioè farla rientrare in se stessa, togliendola dalla dispersione nelle cose del mondo apparente tra cui si agita inutilmente.

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il sito sul quale sono capitato si dilunga a spiegare che questa unificazione della mente non avviene attorno ad un punto fisso, come in un altro tipo di meditazione, e che quest’altro porta soltanto ad uno stato preparatorio di una vera e più profonda samadhi, nella quale la mente, pur essendo rientrata in se stessa, non deve perdere la sua mobilità.

e va be’, c’è il rischio che si profili qualche eresia ad approfondire troppo: io che sono arrivato a pensare che la realtà è un infinito repertorio di possibilità senza spazio e senza tempo (che appartengono all’osservatore, che in questo campo aperto si crea da se stesso), potrei anche pensare che la samadhi è lo stato, raggiunto con la meditazione, con la quale la mente raggiunge e si identifica con questo tutto, nello stesso tempo illimitato e privo di dimensioni.

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ma lasciamo perdere e torniamo al video: le immagini iniziali di questa statua antica di 1700 anni fa mi danno lo spunto, qui, per collegarmi ad altre immagini del Buddha, a una breve visita al modesto museo del luogo, ove altre statue del Buddha convivono con una classica raffigurazione in bronzo della danza induista di Shiva il distruttore, e con gli ultimi sguardi agli umili gesti di culto in un santuario degli ultimi pellegrini ritardatari rispetto al giorno precedente, forse.

il commento musicale che ho scelto, uguale a quello di altri video riferiti a templi buddisti di Anuradhapura, vorrebbe dire la potenza incredibile e la grandezza della filosofia buddista, che si è fatta religione, e perdonatemi se preferisco definirla così’.

con queste immagini concludo la descrizione visiva delle mie due giornate, quasi, a Anuradhapura, la città che per me segnerà per sempre, nella mia mente, l’incontro col buddismo, che non è mai stato esperienza vera fino a che non l’ho incontrato, incarnato, in quel milione di pellegrini che si aggirava tra quelle cupole immense.

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ma questa è stata soltanto la prima parte della giornata.

poi col tuctuc sono andato alla città vicina e piccolissima di mindahle Mihintale, il tuctucista a cui avevo fatto un sacco di regali, si e dato da fare come un matto per evitarmi l unico hotel fighetto e carissimo (40 euro, scherziamo) e per 4 euro invece mi ha scovato un posto strano e piu bello del grand hotel di cui sopra – che mi e sembrato di capire fosse un ex casa di ferrovieri nella stazione abbandonata, affittata di straforo dai ferrovieri disoccupati.
da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004

ed ecco un secondo video di oggi, con materiale in parte inedito, perché trascurato nella prima edizione visiva dei videoclip sul mio viaggio in Sri Lanka del 2004.

sono alcune immagini della partenza da Anuradhapura, con una irruzione abbastanza brutale della modernità del turismo organizzato attorno a quelle rovine, e poi, arrivati al piccolissimo centro di Mihintale, di un abbandono sognante al riposo contemplativo nel nuovo ambiente, quasi miracoloso, in cui mi sono sistemato per passarci la notte:

i fiori e le foglie colorate tropicali, dolcemente mosse dal vento per la meditazione mia, in cui la mente rifiuta ancora di rinchiudersi in se stessa, ma rimane aperta alle  bellezze della natura e del mondo.

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8g. Mihintale: prime esperienze.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/21/mihintale-prime-esperienze-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-21/

18 luglio 2004

sono io stesso abbastanza impressionato, ripercorrendo oggi queste prime giornate del primo viaggio in Sri Lanka nel 2004, del loro ritmo incalzante e della massa di esperienze che riuscivo ad accumulare in poche ore e che i videoclip attestano.

dopo un breve riposo nella casa dei ferrovieri di Mihintale, nelle ore più calde del pomeriggio del 18 luglio, eccomi di nuovo in movimento; e la prima cosa che incrocio è un tempio induista, modesto rispetto alla monumentalità grandiosa di Anuradhapura, forse anche moderno nella sua struttura, nonostante anche in esso i pipistrelli abbiano fatto i loro nidi (tra pilastri i cemento armato, peraltro).

due ragazzi incrociati sul posto si prestano a farmi da improvvisate guide per questo luogo neppure segnalato dalla Lonely Planet e che difficilmente avrà mai avuto altro visitatore straniero che me, ma che mi attira per la stupefacente intrusione improvvisa del mondo diverso della religione induista (già incontrata nel tempietto di Negambo, se qualcuno ricorda):

buddismo e induismo sono religioni che hanno assieme profondi punti di contatto (la reincarnazione) e al contrario differenze profonde e inconciliabili: i loro modi di percepire la vita sono quasi opposti, tra il distacco buddista alla ricerca dell’indifferenza e l’abbandono induista alla ricerca della rassegnazione.

il video l’ho montato e rimontato più volte, con esiti decisamente inversamente proporzionali al tempo impiegato, cioè decisamente brutti, grottescamente partendo dall’idea che in fondo potevo anche limitarmi a tagliare la parte da quello che avevo montato nel 2011, che andava già bene; poi, di piccolo ritocco in piccolo ritocco, l’ho praticamente portato a uno stato caotico e ho provato anche a convincermi che soltanto così posso davvero essere entrato nel clima mentale induista.

il commento musicale che ho scelto – ricavato da un’altra esperienza che vedremo tra poco – sottolinea al massimo questa caratteristica, rimarcando da un lato la vitalità grandiosa della mitologia induista, come la sua musica sacra riesce incomparabilmente ad esprimere, e contrapponendola a qualche esile e rarefatto motivo musicale meditativo buddista.

da aggiungere che questo video, e anche il successivo, male figurano in una rassegna di filmati sui luoghi da visitare, se le si dovesse dare un taglio turistico: sono decisamente fuori dal genere e non so in quale altro genere potrei entrare: quello semi-diaristico dei vecchi 8 mm. sulle vacanze?

qui poi, riguardando, scopro perfino una certa ambiguità possibile nei dialoghi di quel giorno, di cui allora non mi ero reso conto pienamente; e forse potrebbe essere considerata perfino una cattiva azione la divulgazione di qualche impacciata espressione di simpatia dei miei accompagnatori e soprattutto del mio terrificante inglese da viaggiatore autodidatta.

sì, mettete subito nel conto anche questo aspetto, che finalmente individua il genere a cui appartengono questi due videoclip: quello dei film comici, giuro: io non posso sentirmi “parlare” inglese, senza ridere.

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quello stesso pomeriggio poco dopo ho incrociato un ragazzo simpatico che mi ha portato a casa sua a conoscere la sua famigliola – moglie e due bambini, miseria estrema, casa senza che dico bagno, senza intonaci ne infissi (del resto mi spiegate a cosa servono gli infissi qui), pero tutti felici, come tutti i singalesi.
da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004

ed ecco il video, semi-privato, di questo nostro incontro, della visita alla sua casa, della promessa di tornare a trovarlo l’anno dopo…

8h. Mihintale: un piccolo monastero buddista.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/22/mihintale-un-piccolo-monastero-buddista-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-22/

18 luglio 2004

– e poi [il mio amico singalese di Mihintale] e stato tutto il giorno a portarmi in giro tra monasteri buddisti non segnati nella guida, con tanto di tana del cobra da non toccare perche e anche lui una creatura di dio, monachelli piccolini e sorridenti che facevano la ramazza, monaconi inaccessibili perche in meditazione da tre giorni,
da una mail ai miei figli del 20 luglio 2004

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be’, il video che segue amplia soltanto un poco e rende più concreta la sintetica descrizione per accenni di qui sopra: proprio perché per niente turistica, come la visita precedente al tempio induista, questa resta una delle esperienze più autentiche del mio viaggio in Sri Lanka del 2004: qui porto anche voi, allora, con le immagini, in un modesto e quasi banale monastero buddista, che non ha nessun resto archeologico, tranne forse la pietra di luna che vediamo all’inizio (sempre che non sia una imitazione).

anche se poi la grande e variopinta struttura contenuta all’interno di pilastri in cemento armato (anche lei!) colpisce comunque e sembra la versione geometrizzata e spiritualizzata di qualche gopuram indiano nel tipico stile tamil.

questo è soltanto il luogo di vita e di preghiera di alcuni monaci, avvolti nelle loro tuniche carminio, che in un clima di estrema pace interiore ed esteriore svolgono le loro quiete attività giornaliere; e tra loro ci sono anche alcuni ragazzini, che sembrano già straordinariamente maturi per la loro età ed estremamente compresi dell’esperienza che stanno facendo; totalmente rasati la testa, quasi tutti, come i monaci.

ma la cosa più stupefacente – ed è forse il vero motivo per cui mi ha portato qui il mio amico, di cui purtroppo non ricordo il nome – è che nel monastero i monaci convivono con un cobra, che ha la sua tana tra le radici di un maestoso albero tropicale del loro giardino e che loro nutrono amorevolmente col latte in nome della fraternità universale i tutti i viventi.

grazie, amico lontano, di questa bellissima esperienza che mi hai regalato.

8i. Mihintale: la salita al santuario.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/22/mihintale-la-salita-al-santuario-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-22/

18 luglio 2004
e poi via sulle rovine di Mihintale, rocce lanciate contro il cielo, dove e nato il buddismo in Sri lanka, sulla pianura immensa dove le citta non esistono, non riesci a vederle e lo sguardo spazia senza limiti tra un verde senza fine, nel tramonto di fuoco.
altro frammento della mail del 19 luglio 2004

direi che la differenza fondamentale tra una visita turistica e un viaggio sta nella imprevedibilità che il secondo accetta come sua dimensione naturale e che invece in una visita organizzata appare come un elemento di disturbo.

dicendolo in un altro modo, una visita turistica è un viaggio che vuole svolgersi in condizioni di assoluta sicurezza, in altre parole si è auto-mutilato della dimensione del rischio e dell’imprevisto, che invece ne costituiscono la sostanza.

se il viaggio è, da sempre, un processo di apprendimento, di formazione, di esperienza, il viaggio programmato uccide la curiosità profonda dato che si aggira attorno a quello che è già noto, in quanto è stato calcolato prima perfino nei dettagli.

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l’introduzione potevo farla anche un po’ meno pomposa: tutto per dire che quando, assieme all’amico singalese di Mihintale di quella giornata ho affrontato la salita che porta a quel santuario buddista che è il luogo stesso della nascita del buddismo dello Sri Lanka, questo mi aspettavo di trovare, e i 1.840 scalini di granito che risalgono la collina permettono di esplorare il sito.

fu qui che nell’anno 247, più o meno all’epoca delle guerre puniche di Roma, il re di allora dello Sri Lanka (vi risparmio il nome scioglilingua che dovrei andare a cercare), venuto qui a Anuradhapura per una battuta di caccia al cervo, incontrò l’imperatore dell’India, il cui padre vi aveva da poco introdotto il buddismo, e fece la stessa scelta anche lui.

questo spiega la massa dei pellegrini che affronta la salita non facilissima.

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ma quel che non potevo immaginare è la musica dolorosa che mi avrebbe accolto in quella salita, che facevo assieme ai più vari personaggi, giovani, vecchi, studenti, diversi abbigliamenti e volti (fugacemente nel video si intravvede perfino uno che sale con una scimmietta in braccio): prima remota e sottile, poi sempre più forte e potente, fino a arrivare davanti al suo esecutore; e attraversa anche il video che ho montato con le riprese.

l’uomo che suona a uno strumento elettrico, seduto su un punto nell’immensa scalinata, ha vicino un bambino, che gli somiglia molto, ed è suo figlio, chiaramente: quel padre è mutilato di una gamba, per una mina, ed è lì a guadagnarsi la vita anche per lui.

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è il primo impatto brutale per me con la realtà della sanguinosa guerra civile che ha devastato il paese per anni e che quindici anni fa non era ancora finita, anzi entrava in una fase si recrudescenza che aveva suscitato qualche preoccupazione per il mio viaggio nei miei figli e in mia sorella.

ecco, la guerra era ora, inattesa, sotto i miei occhi, in quella musica triste e in quel moncherino con una protesi di metallo a sostituire l’osso maciullato.

non era previsto, non era tra le promesse programmate del viaggio l’intensa commozione che mi prende davanti a quella paternità indifesa.

8l. Mihintale, l’ultima parte della salita

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/25/mihintale-lultima-parte-della-salita-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-24/

18 luglio 2004

dietro l’antico santuario di Mihintale, dove è nato il buddismo singalese, si sale ancora sugli ultimi speroni di roccia, alti sulla pianura e aperti su una giungla che arriva fino ad Anuradhapura e ai laghi che la circondano.

il vento impetuoso, più che i pellegrini che si arrampicano faticosamente aggrappandosi ai corrimano di ferro piantati sulle rocce vive è il protagonista del luogo e dunque anche di questo video.

ma il vento nel buddismo ha un significato diverso che nella nostra cultura cristiano-materialistica, dove esso appare soltanto come un fenomeno naturale, a volte gradevole, ma più spesso fastidioso.

soltanto Francesco d’Assisi, nel Cantico delle Creature, si è avvicinato alla visione buddista del vento, quando ne ha fatto un fratello degli uomini, in quanto figlio di Dio come noi: Laudato si’, mi’ Signore, per frate vento 

. . .

ma perfino lui, alla fine, in questa sua vicinanza fraterna alla vita umana, lo ha visto come una manifestazione climatica, assieme ad aere et nubilo et sereno et onne tempo, per lo quale – dice Francesco a Dio – a le tue creature dài sustentamento.

perfino la visione francescana del vento lo coglie prima di tutto nella sua dimensione economica, come aspetto del clima, che è la base della vita dell’uomo; anche Francesco d’Assisi era figlio di un mercante, dopotutto.

nel buddismo, invece, il vento può farsi fratello dell’uomo pregando con lui quando fa girare i rotoli delle preghiere, e dunque è come una voce interiore che si materializza nella natura fraterna.

il vento che spazzava le rocce sopra il santuario di Mihintale quel giorno era dunque una preghiera fraterna alla divinità del tutto.

ma era una voce potente che nello stesso tempo diceva la potenza sovrumana del divino.

per tramontodiurno.

ecco gli altri due fotogrammi scelti dal programma:

1

3

8m.  Mihintale, la discesa: cantando nel tramonto.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/26/mihintale-lultima-parte-della-salita-18-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-25/

18 luglio 2004

fine della giornata del 18 luglio di quindici anni fa: la discesa dalle rocce di Mihintale nel tramonto, che via via incendia il cielo sopra la giungla che si allarga sublime sotto lo sguardo, qualche scimmia fuggitiva e infine una scena veramente assurda: il mio amico singalese che canta per le mie riprese una canzone del suo paese a mezza voce, e io che subito dopo faccio altrettanto, nelle ombre della sera, intonando Bella ciao.

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9. da Mihintale a Trincomalee

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9a. partenza da Mihintale, in compagnia di un gruppo di universitari.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/27/partenza-da-mihintale-in-compagnia-di-un-gruppo-di-universitari-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-26/

19 luglio 2004

ecco un post che vive tutto di rendita, sia nella parte scritta, sia nel video.

non ho molto da aggiungere, infatti, al resoconto della partenza da Millantale il 19 luglio 2004, fatto allora in una delle solite mail mandate a casa, e ripreso in un post del 2011, perché quello che dovrei semmai integrare è già detto bene nel video.

questa volta ho inserito qualche frammento delle mail sintetiche ed entusiaste che scrivevo a casa nel mio primo viaggio in Asia, anche nel video.
però qui riporto il testo completo dei passi citati:

19 luglio 2004
uehi, stamattina sveglia presto alle 5 e subito ho incrociato un gruppo di studenti di fisica della grande universita di Mihintale, un paesino cosi piccolo che neppure ce internet, che mi hanno subito adottato, fatto salire sul loro pullmino anziche aspettare l autobus e portato prima a una riserva naturale a vedere i bufali e poi alle fonti termali di acqua calda, dove ho sconvolto tutti restando in slip per lavarmi, e tutti erano rossi di vergogna per me e subito sono venuti a dirmi che proprio non si puo.

giuro, questo episodio non me lo ricordo proprio, e del resto non ce n’è traccia neppure nel video.

. . .

quanto al video, mi sono limitato a ritagliare in una durata più breve l’inizio di quello che avevo montato nel 2011.

del resto, neppure volendo avrei potuto fare altrimenti, dato che non sono riuscito a ritrovare le riprese di questa parte della giornata, che oggi mi sembra una nuova tappa di una trascinante scorreria in un paese incredibilmente ospitale e amichevole: questa volta tra studenti universitari, quindi membri della borghesia singalese, ma altrettanto cordiali ed aperti verso lo straniero.

le esperienze che sto rivivendo ancora una volta attraverso questa rivisitazione oggi mi appaiono anche il frutto di uno stato d’animo mio, libero e incantato: non è strano che suscitino in me una nuova, ma anche antica, nostalgia.

e non a caso queste mie riprese di allora direi che hanno proprio per tema più la gente dello Sri Lanka che il paese in se stesso.

9b. verso Trincomalee attraverso una zona della guerra civile con i tamil.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/28/verso-trincomalee-attraverso-una-zona-della-guerra-civile-con-i-tamil-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-27/

19 luglio 2004

abbiamo cosi attraversato la zona della guerriglia tamil, ormai finita da due anni, tranquilli, tra strade dissestate in maniera incredibile e case distrutte, in una natura possente e incontaminata che grida la sua forza.

sempre dalla solita mail mandata a casa in quei giorni.

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ma, prima che qualcuno apra il breve video e resti deluso, meglio specificare che di quanto detto qui sopra si vede ben poco: non ci siamo fermati, col piccolo pulmino, lungo il percorso, e del resto, a vedere che?

non basta l’immagine fugace nel video di una distesa incenerita e distrutta dalla guerra per rendere l’idea del dramma che questi luoghi hanno vissuto?

aggiungete che la cinepresa era rimasta accesa per sbaglio per un periodo non breve, e che quando siamo arrivati a punti interessanti, i miei ospiti studenti universitari, sul pulmino, ed io, la batteria era ormai irrimediabilmente scarica.

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ma aggiungo adesso una lunga coda prendendola dal post del 2011:

è bastato accennare nel titolo del video che nel viaggio da Mihintale a Trincomalee ho attraversato la zona della guerriglia tamil (senza aggiungere che sono stato condotto dai miei ospiti a visitare le rovine di case distrutte – in un momento in cui purtroppo non avevo più la batteria della videocamera carica) per scatenare nei commenti a You Tube la ripetizione dell’esperienza fatta già nel momento in cui, quasi al mio arrivo su questo sito, avevo postato due video di solidarietà con la protesta dei tamil in Germania e in Europa contro il genocidio che li ha colpiti nel 2009, quando la guerriglia è stata sgominata a prezzo di circa 20.000 vittime civili, per le quali nessun Occidente si è mosso e nemmeno sdegnato.

* * *

ma ecco quest’ultimo dialogo, tradotto come ho potuto capire, dall’inglese del mio interlocutore, altrettanto approssimativo del mio.

deadleader1
per favore, qui non chiamarla terra dei tamil!

bortocal
perché no? in questo viaggio ho visto con i miei occhi le conseguenze della guerra civile contro i tamil in questa terra e ne ho parlato con la gente che ho incontrato.
e diversa gente in Sri Lanka è tamil, oppure no?

deadleader1
quest’isola appartiene ai singalesi!…
nessuno ha condotto una guerra civile o di altro tipo contro i tamil…
la guerra era contro terroristi e separatisti!
voi stranieri non ne avete idea!
come mai i tamil sono venuti a fare affari a Colombo sempre durante la guerra, se questa guerra era contro i tamil!
la terra dei tamil è il Tamil Nadu in India!
condividano l’isola oppure crepino sventolando bandiera bianca!
la maggioranza vince, lo Sri Lanka vince, i terroristi in fuga!

bortocal
conosco i tuoi argomenti molto bene.
questo è puro razzismo: ogni terra è del popolo che ci vive, ogni popolo vive sulla sua propria terra, e nessuna terra è solo della maggioranza.
tu devi studiare quel che è successo in Südtirol – Alto Adige nel nord Italia con la nostra minoranza tedesca!
il tuo modo di pensare è arretrato e reazionario, se non semplicemente fascista.
mi dispiace, ma devo dirtelo.
your thinking is backward and reactionary, if not simply fascist. I am sorry, but I must tell You that.

deadleader1
è razzismo contro i terroristi!…
lo Sri Lanka è lo Sri Lanka, lo Sri Lanka non è il nord Italia, … questa è Asia…
io mi meraviglio che gli europei pensino di sapere il meglio!
quando la minoranza tedesca ha massacrato con bombe sui bus la maggioranza italiana?
se i singalesi e i musulmani possono condividere il sud dell’isola, perché i tamil non possono condividere questa terra con noi?
la maggioranza vince sempre (maggioranza = tamil + musulmani + singalesi).
scusa, niente più bombe sugli autobus, perché?

bortocal
negli anni Sessanta la minoranza tedesca in nord Italia usò le bombe (contro i treni, non negli autobus; ma non avemmo vittime), ma il governo con buone concessioni fermò la guerra civile potenziale.
questa soluzione è studiata in tutto il mondo, per esempio dal popolo palestinese.
in Europa amiamo i diritti civili per tutti, e io penso che sia la soluzione migliore, ma Gandhi era indiano e fu un grande maestro dei diritti umani.
ora posso apprezzare quel che scrivi: tutti i popoli devono vivere assieme nello stesso territorio se sono nati lì; ho visto nel sud dello Sri Lanka a Galle, e anche a Trincomalee, tamil e musulmani o buddisti vivere in pace assieme, e questo era meraviglioso.

deadleader1
grazie, fratello.
la pace vince!
condividere è l’unica strada per andare avanti!!

– e per una volta un duro scontro sulla rete si conclude con una riappacificazione.

ma sono i miracoli dello Sri Lanka, questi!

9c. Trincomalee, la spiaggia.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/29/trincomalee-la-spiaggia-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-28/

19 luglio 2004

devono essere i colori smaglianti della spiaggia del tutto tropicale di Trincomalee che risvegliano questa nostalgia quasi irresistibile?

oppure il contrasto con le immagini dolorose della guerra civile tra le quali sono appena passato quel 19 luglio 2004, che per contrasto immergono nella beatitudine di un mare azzurro scrosciante e di un cielo irrealmente limpido?

oppure la mancanza della minima presenza turistica, che mi fa accogliere con tanta generosità dai pescatori e dai ragazzi del posto, così che la mia passeggiata sulla spiaggia assolata diventa una camminata indolente sulla sabbia dell’amicizia universale?

oppure è soltanto la nostalgia del tempo che è passato, del mio io più giovane di 15 anni e ancora capace di suscitare moti spontanei di simpatia, la nostalgia di un mondo che oramai è scomparso?

tornassi ancora una volta Trincomalee, che cosa troverei adesso?

una parte della risposta sta nelle immagini finali, tremende e angoscianti, di questo video che voleva essere un inno alla felicità, e che hanno la capacità di condurmi, ancora una volta sull’orlo del pianto.

. . .

non ho avuto cuore di cambiare il montaggio del 2011, ripubblico su Youtube il resto del video così come è rimasto, una volta tolte le parti iniziali.

ne parlavo così, allora:

nel video già inserito in quel post si descrive il viaggio da Mihintale a Trincomalee sul pullmino privato di un gruppo di studenti di Fisica dell’Università di Mihintale, l’arrivo ad una Guest House sulla spiaggia, i pescatori.

il video si chiude con uno sguardo in internet a Trincomalee dopo lo tsunami

* * *

e, stavolta soltanto come antidoto alla commozione pubblico adesso anche alcune notazioni dalla solita mail mandata a casa ai miei figli quel giorno, ripresa nel post del 2011 con una annotazione finale.

e stasera eccomi a Trincomalee sulla costa est, zona tamil, dove sto in una pensioncina sulla spiaggia fino a domani mattina sob, ma perche? – con una finestra che si apre in un mare di smeraldo azzurrino se si puo. […]
aggiungi che i singalesi cono amanti delle fotografie, mica come gli arabi!!! e appena realizzano che hai qualcosa che assomiglia a una macchina fotografica ti corrono incontro in massa da un chilometro lontano e ti supplicano di riprenderli, insomma le cassette sono quasi finite e le ore di registrazione sono pari all entusiasmo. –  non so i risultati, ma cosa conta…
continuo a dire che mi mancate ma potete anche non crederci. in effetti questo significa solo che spesso penso come sarebbe bello se foste qui con me a partecipare.
ma poi sono sicuro che voi vedreste anche i bagni sporchi, sentireste il caldo che ti stende fino a darti le palpitazioni e le formiche rosse che mordono e vi farebbe molto schifo sia la lucertola che corre sul pavimento dell hotel fighetto sia il rospetto che salta fuori dal buco del lavandino mentre vi lavate i denti…
insomma forse e meglio che sto qui io e vi racconto….
bacioni a tutti a tutti.
mauro
a Marta, e agli altri.
Marta, fammi da postina please… qui mezzo Sri Lanka sa dei tuoi successi di Londra…

in questo periodo mio di crisi e disincanto per la parola, non vi dico come mi piacciono questi testi asciutti e senza tanti fronzoli.

9d. Trincomalee, Fort Frederick, il promontorio.

https://maurobort48.wordpress.com/2019/12/31/trincomalee-fort-frederick-il-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-29/

19 luglio 2004

oggi faccio perfino fatica a credere che tutte le esperienze che sto descrivendo negli ultimi post furono concentrate in un giornata sola, e che la visita a Trincomalee si esaurì in un pomeriggio.

dalla passeggiata sulla spiaggia sono arrivato, in fondo a questa, all’ingresso di un forte, forse olandese, del 1675, che oggi mi ricorda molto quello di Galle, nel sud del paese, che vidi l’anno dopo.

e subito dopo un cartello ci riporta al clima della guerra civile, mettendo in guardia dalle mine, tuttora disseminate nel territorio.

in quel paese ferito a sangue da vent’anni di sanguinosa guerra civile della minoranza di storici immigrati indiani, i tamil, per l’indipendenza, si è incancrenita una ostilità insanabile che ha devastato i valori morali delle due comunità e ha generato una vera e propria repulsione della maggioranza buddista (che si autodefinisce come singalese, trasformando un conflitto religioso e di minoranza etnica in uno scontro quasi razziale, apparendo a tratti a volte francamente fascista e razzista) contro quella minoranza, culturalmente non aliena dalla violenza.

la contrapposizione fra il pacifismo filosofico della tradizione buddista e l’accettazione barbarica della violenza, che è invece tipica dell’induismo profondo (nonostante la reinterpretazione moderna in chiave pacifista ed ecologista iniziata da Vivekananda e proseguita da Gandhi), rende paradossalmente i buddisti più insensibili e sanguinari dei politeisti induisti.

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la mail del 19 luglio 2004, citata nel solito post del 2011, conferma la nazionalità del forte: 

Fort Frederick, una fortezza olandese del Settecento, e per un attimo ci si ritrova in Europa: non è stato citato nella mail, forse perché è stata soltanto una introduzione.

non mi trovo del tutto d’accordo però con la seconda annotazione: i cervi e i cerbiatti che oggi occupano il forte sono infatti un importante simbolo buddista di purezza; pertanto la loro presenza non è zoologica, come ho superficialmente interpretato allora, ma religiosa.

il clima buddista è del resto confermato dalla piccola pagoda bianca, molto moderna, e da una statua stilizzata del Buddha, che sarebbero poco significative se non fossero in quella posizione panoramica.

3-1

il video dedicato al forte, montato nel 2011, viene integralmente riportato anche adesso, per la prima volta fra tutti senza nessun rimaneggiamento: ha una misura relativamente contenuta ed è gradevole nell’alternare le immagini pacificanti di questi miti animali, con qualche scorcio spettacolare di una nuova e diversa spiaggia affacciata verso il sole che tramonta.

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Trincomalee e in una baia e ha tre golfi diversi attorno a se, il panorama dal promontorio eguaglia Rio de Janeiro su Copacabana giuro.

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il video che segue, prima parte dell’originario video successivo del 2011, permette di rendersene conto, anche se, sullo stesso promontorio ora il punto di vista è cambiato, non soltanto per le vedute della baia di Trincomalee, ma anche per il subentrare, a poca distanza di un tempio induista che sarà il protagonista dei prossimi spettacolari video, da rinviare comunque all’anno prossimo.

per ora domina l’azzurro straordinario del mare.

9e. Trincomalee, il tempio induista sul promontorio.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/02/trincomalee-il-tempio-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-30/

19 luglio 2004

e in cima a sto promontorio c era un santuario induista.

dalla solita mail a casa di quel giorno stesso, il 19 luglio 2004

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siamo infatti in una zona dello Sri Lanka, quella nord-orientale, dove la presenza tamil si fa sentire, in antagonismo diretto con la netta dominanza buddista nel resto del paese.

si tratta di un tempio piuttosto modesto, rispetto alle grandiosità perfino inimmaginabili di quelli che avrei visto nei miei successivi viaggi in India, ma tuttavia capace di emozionare per la sua straordinaria collocazione, in cima a uno sperone rocciosa affacciato sul mare, e con una sua precisa caratterizzazione, che mostra già una ricca sovrabbondanza di statue multicolori che inseguono invano l’innumerabile ricchezza del politeismo induista; ma non basta a definirlo bene neppure l’aggettivo di induista.

io allora pensavo che quello stile architettonico fosse tipicamente indiano, e invece è specifico della cultura (ma io direi perfino del popolo) tamil, che ha una propria lingua, una precisa mentalità molto legata alle tradizioni indù, una sua architettura, forse anche una sua visione del mondo spiccatamente superstiziosa, e molto legata al culto delle divinità particolari, tanto che mi verrebbe voglia di definirla spiccatamente “cattolica” nell’ambito dell’induismo, così come il vicino e quasi contrapposto Kerala, rappresenta una versione più “luterana” dell’induismo e ha una visione che nell’induismo accentua l’idea di un principio divino unico sottostante alle molteplici divinità.

ma forse è meglio tornare a contemplare, senza ulteriori sottigliezze interpretative, questo tempio che rappresenta per me il primo vero contatto con la cultura tamil, che allora identificavo a torto con la cultura indiana tout court.

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ancora più violenta e coinvolgente è questa esperienza, in virtù della musica potente e originalissima che proviene dall’interno del tempio e si espande anche all’esterno, come abbracciando i visitatori che si avvicinano all’edificio sacro salendo su queste rocce affacciate sull’oceano.

ma di questa esperienza che giudico straordinaria, parleremo ancora nei prossimi post.

9fg. Trincomalee, preparativi per un rito induista sul promontorio –

il rito induista.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/06/trincomalee-preparativi-per-un-rito-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-31/https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/07/trincomalee-il-rito-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-32/

19 luglio 2004

e in cima a sto promontorio non soltanto c era un santuario induista (come abbiamo appena visto nel post precedente), ma il suo festival annuale,
ma si puo, e che? siete pagati per farmi felice qui?

sempre dalla mail a casa di quel giorno.

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questo video per ora presenta soltanto i preparativi confusi del rito processionale che si svolgerà poco dopo sul luminoso promontorio di Trincomalee, che dà pienamente ragione dell’attributo di splendente che è incorporato, nella lingua locale, nel nome stesso dello Sri Lanka.

il clima di vaga eccitazione di quel pubblico peraltro piccolissimo è sottolineato dalle musiche ferocemente ritmiche e si allarga su panorami che contribuiscono a farsi prendere da questi gesti che hanno in se stessi qualcosa di barbarico.

come se nel viaggio si fosse stati trasferiti di colpo in un’altra dimensione, in un altro tempo, vagamente preistorico, che però è soltanto quello dell’India che si mescola e sovrappone a quello dello Sri Lanka più classico e buddisticamente puro.

ed è evidente, anche se io non potevo ancora saperlo bene allora, che era quel tanto di indiano che assorbiva tutta la mia attenzione e generava il mio entusiasmo.

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conclusi i preparativi, ecco il rito vero e proprio, sul promontorio di Trincomalee, davanti al tempio induista, in una successione di simboli e di gesti che mi restano oscuri, come a chiunque non conosce l’induismo.

c’è una specie di altarino avvolto in un drappo rosso su cui spiccano due oggetti che sembrano zanne di elefante stilizzate, e potrebbero essere un simbolo di Ganesha, il dio figlio primogenito di Shiva, se non fosse che Ganesha ha una zanna sola, dato che l’altra se l’è spezzata, perché l’ha usata per scrivere il Mahabarata, ma anche perché è capace di superare ogni scissione dualistica nell’essere umano riconducendo tutto ad unità.

è dunque un dio personale, ma è anche un aspetto del divino, un archetipo carico di molteplici significati; in quanto figlio di Shiva, dio della distruzione ineliminabile dall’essenza del divino, anche Ganesha è un distruttore, ma degli ostacoli, e dunque un distruttore benevolo e un donatore di felicità e di fortuna.

non a caso, ne ho una statuetta in casa anche io…

per questo Ganesha rappresenta anche il perfetto equilibrio tra energia maschile e femminile, ossia tra forza e dolcezza, tra potenza e bellezza, ed esprime la capacità di distinguere la verità dall’illusione, il reale dall’irreale, e di raggiungere per questa via lo stato di perfezione morale di chi ha scoperto il divino in se stesso.

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comunque non so affatto se quell’altarino è davvero dedicato a lui, anzi, sinceramente, ne dubito, piuttosto: so solo che viene portato in giro dagli sparutissimi fedeli, più volte, e con movimenti incerti, con arresti e retrocessioni, in particolare davanti ad una grande palma, piantata nella sabbia e circondata da altre più piccole, che – dopo che un suo frutto, una grande noce di colza, pare, viene spaccata in due, con un colpo di scimitarra – viene a sua volta troncata, rimuovendo l’ostacolo, mentre i frammenti del frutto vengono raccolti in una borsa per l’offerta al dio, all’interno del tempio.

qui infatti si recano, ed entrano, i quattro portatori e i pochi fedeli; e li seguirò anche io nei prossimi video.

9h. Trincomalee, all’interno del tempio induista sul promontorio.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/10/trincomalee-musica-tamil-nel-tempio-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-34/

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/09/trincomalee-allinterno-del-tempio-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-33/

19 luglio 2004

indubbiamente esagerato il mio entusiasmo per il rito induista che si svolgeva a Trincomalee, all’interno del tempio sul promontorio, il 19 luglio 2004; me ne rendo conto oggi, e a maggior ragione spezzettando i vecchi montaggi video – che erano meno numerosi, anche se più lunghi – e rimontandoli attorno ad alcuni temi meglio definiti.

ma occorre tenere conto che era la prima volta nella mia vita che avevo una esperienza diretta di questi riti, che peraltro in India sono molto spesso preclusi al turista e quindi conservano la caratteristica di essere abbastanza eccezionali, anche per lo spettatore, come documentazione.

il buio che domina all’interno dei templi induisti, spesso rotto dalla fiamma mistica di fuochi che direi quasi altrettanto oscuri, i soliti indugi quasi familiari con le statue degli idoli, che vengono accarezzate e a volte simbolicamente nutrite, come qui viene alimentato il fuoco versandogli sopra un liquido, i fiori che formano corone e ghirlande, la musica violenta che entra come una componente ineliminabile di un clima di folle scatenamento delle emozioni: tutto travolge ogni forma razionale di comprensione e non lascia altra scelta che la sdegnata e frigida ripulsa, oppure l’abbandono a una concezione del divino come barbarie: queste sono le emozioni primigenie risvegliate da questa esperienza e le documento attraverso due montaggi.

il primo video documenta questi aspetti del culto induista, sconvolgenti per me.

il secondo mostra invece il momento in cui la processione, svoltasi per la sua prima breve parte fuori dal tempio, vi entra, portando quasi al parossismo l’eccitazione e la violenza della musica.

9i. Trincomalee, musica tamil nel tempio induista sul promontorio.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/10/trincomalee-musica-tamil-nel-tempio-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-34/

19 luglio 2004

quello che segue, suddiviso in tre video, per più facile visibilità, ma anche per distinguere tre diversi motivi musicali, potrebbe essere considerato uno straordinario concerto jazz per corno tuba e tamburo, di musica tamil.

è la stessa musica che abbiamo ascoltato e ascolteremo ancora durante il rito induista, almeno all’inizio, mentre sono più originali i motivi musicali del secondo e del terzo video: ho l’impressione che, dal momento in cui concentro lo sguardo della mia videocamera su di loro, padre e figlio, che suonano rispettivamente il primo e il secondo strumento, siano come compiaciuti e, dal momento in cui il corteo scompare nelle parti interne del tempio, si siano abbandonati al piacere della improvvisazione suonando quasi più per me che per il rito che continua nascosto dietro una cortina.

guardateli come si lasciano andare al ritmo selvaggio della musica, così fortemente ritmata dalla percussione, ma controllando sempre che cosa sto facendo, e soprattutto il figlio, come lancia occhiate alle spalle, verso di me, come per controllare che io lo stia riprendendo ancora.

cosa che peraltro ho continuato a fare molto volentieri.

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non so se qualcuno, affezionato alle nostre convenzioni musicali, può trovare sgraziata questa musica piena di energia e di sottili variazioni fantastiche, soltanto perché usa delle sonorità che non erano usuali nelle nostre convenzioni musicali, ma soltanto fino a che non vennero Strawinskij e Bartòk a introdurle anche in ambito europeo.

questi due hanno questa musica nel sangue, e lo stesso succederà anche al bambino, certamente nipote e figlio, che seduto in un angolo, li ascolta ed impara, preparandosi a continuare questa splendida tradizione.

9l. Trincomalee, ultime immagini del tempio induista sul promontorio.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/14/trincomalee-ultime-immagini-del-tempio-induista-sul-promontorio-19-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-35/

19 luglio 2004

ora che sto rimontando le riprese di quel 19 luglio di 15 anni fa in qualche videoclip un poco più breve dei primi montaggi del 2011, mi rendo ancora più conto quanto esagerato sia stato allora nel riprendere e forse anche oggi nel riproporre queste immagini davvero un po’ troppo insistite.

eppure mi rimane l’ostinazione, sicuramente sbagliata, di non volere scartare neppure un momento di quelli che ho ripreso, se proprio non devo cancellare momenti morti o errori tecnici, e a volte neppure quelli.

il confronto con altri blog di viaggio, che ho potuto fare in questi anni, mi mette di fronte a un mio limite, che è però anche la mia originalità: ed è la ricerca, accanto a quello che è bello, naturalmente, però anche di quello che è semplicemente caratteristico del luogo ed inconsueto per noi.

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accenno soltanto, per non diventare pesante, al fatto che in questo mi sento ancora viaggiatore del passato, quando ci si muoveva per cercare l’esotico – che non esclude la bellezza, ma la propone in modi nuovi, così che spesso dobbiamo, per riconoscerla, fare uno sforzo di liberazione da categorie mentali precostituite.

oggi invece si viaggia spesso alla ricerca di ciò che ci risulta bello già secondo le nostre categorie mentali e secondo un senso estetico naturale, o universale, o globalizzato, e in questo modo si viaggia portandosi dietro i propri criteri di giudizio anche estetici.

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la chiudo qui, abbastanza breve, come promesso, questa specie di discolpa della mia passione visiva per questo mondo inedito dei tamil dello Sri Lanka, un popolo che conoscerò presto, anche sul vicino continente, come ostinatamente conservatore dell’India più profonda e forse autentica.

ma proprio questo è il lato più stimolante di questo mio viaggio in Sri Lanka, che fu, in fondo, una esplorazione, del tutto inedita per me, di due mondi diversi che convivevano nello stesso territorio, peraltro molto a fatica e non senza spargimenti di sangue e crudeltà reciproche…

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ma ecco due ultimi montaggi video dedicati a questo tumultuoso tempio tamil sul promontorio di Trincomalee:

nel primo descrivo gli ultimi momenti del rito, e finalmente il ritorno all’aperto con le ultime immagini di una vacca sacra che si aggira attorno al tempio.

nel secondo ritorno all’inizio all’interno del tempio, e mi soffermo sui tipi umani che lo popolano, per poi uscire di nuovo nella luce splendida del promontorio.

9m. addio a Trincomalee. [1]

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/15/addio-a-trincomalee-19-20-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-36/

19 luglio 2004

la quotidianità del viaggio e delle sue esperienze è la cifra di questi due modestissimi montaggi video.

il primo mi vede passeggiare per la città di Trincomalee nelle tarde luci del precoce tramonto tropicale: un cimitero cattolico, altro segno di una interculturalità diffusa (forse oggi rimessa in discussione dal nuovo integralismo buddista che soffoca il paese; ultimo segno di una pace spezzata le atroci recenti stragi dei cristiani a Pasqua).

poi viene qualche immagine del cricket, lo sport nazionale dello Sri Lanka, come dell’India, prima visto in una partita, giocata in un campo nel tramonto, poi nei visi di un gruppo di ragazzi incontrati sul promontorio, che, un poco esaltati dall’essere ripresi, fanno gli stupidi davanti alla videocamera.

. . .

10. da Trincomalee a Dambulla e a Polonnaruwa

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10a. addio a Trincomalee. [2]

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/15/addio-a-trincomalee-19-20-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-36/

Dambulla, 20 luglio 2004
cara Marta, e tutti gli altri che leggono per conoscenza,
non siate gelosi, qui le mail vanno e vengono come gli pare e mi sembra che ne arrivi una su 5, quindi Marta mi fa da postina con tutti gli altri per il momento.
Marta aveva una lettera sua ieri, ma evidentemente non le e arrivata.
oggi giornata molto grigia e pesante. a trinco c era un caldo boia, i simpatici pescatori davanti alla mia camera hanno lavorato tutta la notte con i fari e io ho chiuso occhio solo ogni tanto. stamattina sveglia alle sei e decisione improvvisa di tornare tra le colline per trovare qualche grado di meno… senza successo, pare.
ma dove sono i monsoni? e pensare che sono partito con l ombrello e pensavo di passare le mie vacanze come nel famoso film…. sotto una pioggia quasi ininterrotta, invece sole e sole e sole e sole.

occorre dire, infatti, che in questo mese lo Sri Lanka è nettamente diviso in due: il monsone sta arrivando sul suo lato occidentale, come ben si vedeva dalle prime riprese ventose del litorale di Negombo, ma manca ancora completamente sul lato occidentale, dove si raggiungono, invece, le temperature più calde dell’anno e il sole domina ancora indisturbato.

ho cambiato programma e ho fatto male: volevo fare un giro col traghetto nella baia di Trinco e poi avventurarmi lungo la costa, invece ho avuto paura di non trovare mezzi per proseguire e ho scelto il treno per tornare all’interno. ho seguito i consigli della polizia locale.

e le ultime immagini del video del post precedente mostrano infatti l’inizio di questo viaggio.

purtroppo non ci fu modo di riprendere questa scena (che la mia memoria fallace aveva invece attribuito al viaggio in treno da Negombo a Anuradhapura):

non vi dico oggi il soldato della scorta armata al treno da Trinco (il treno viaggia sotto scorta per i soliti tamil) che ha scoperto le formiche rosse che stavano trapiantandosi nel mio bag in forza della cioccolata portata dalla Germany per niente, perche tanto qui e quasi sempre fusa per il caldo. ha guardato con dolce meraviglia la formichina rossa che gli camminava sul braccio e poi delicatamente l ha soffiata fuori dal finestrino. ed era anche musulmano!!! (qui le religioni sono 4 o 5).
ma il buddismo e questa gentilezza infinita per il mondo e passata in tutti o quasi, esclusi i feroci tamil. qui il loro terrorismo non ha colpito le istituzioni, ma e stato massacri incredibili e bagni di sangue contro la popolazione innocente. inesplicabile eh. come mi chiedevano gli studenti di ieri: cosa pensa di tutto questo? mostrandomi le case bruciate.
inesplicabile per questi buddisti cosi gentili, ma poi per niente solidali.
il buddismo, oggi che va tutto male, mi sembra una religione un po cogliona, che si riduce a sorrisi e gentilezza, ma niente che assomigli poi all amore cristiano.
uffa.

10b. da Trincomalee a Dambulla e a Polonnaruwa: treno e bus.

20 luglio 2004

ho avuto paura di non trovare mezzi e ho scelto il treno. ho seguito i consigli della polizia locale. […] d accordo, 30 cent di euro per 80 km di treno, ma anche 4 ore di viaggio nella giungla a passo d uomo o quasi.

questo scrivevo nella solita mail a casa la sera del 20 luglio di quindici anni fa, a proposito della mia rapida fuga da Trincomalee per il caldo eccessivo, e trascurando che di nuovo il viaggio sul treno avviene con una scorta armata di soldati, peraltro molto sorridenti e cordiali, ma è l’effetto della guerra civile contro le Tigri Tamil, ancora in corso all’epoca di quel viaggio, e rappresenta il suo sfondo psicologico non sempre esplicito.

. . .

e l’indolente viaggio di quattro ore, eccolo sintetizzato in quasi altrettanti minuti di video.

il primo con le riprese fatte ancora attorno a Trincomalee e poi via via nell’interno.

. . .

il secondo invece gioca attorno a tre momenti (ma dovrei dire la seconda parte, perché stavolta mi sono limitato a dividere in due il video originario montato nel 2011).

all’inizio prosegue il lento viaggio tra savana, giunga e lo Sri Lanka rurale; poi brevi immagini dello sbarco in una stazione intermedia rispetto al percorso da fare: Dambulla?

ma qui lascio di nuovo la parola alla mail:
e come risultato mi sono trovato scaraventato a mezzogiorno in una stazione isolata nel mezzo della giungla.
naturalmente si sono subito materializzati due Sri Lanka boys che si sono offerti di portarmi gratis il bag e – dopo un km di marcia col sacco in spalla – il tuc tuc, che aspettava fiducioso i clienti che non potevano mancare a meta strada fra la stazione e il paese.
ma qui bus per Polonnaruwa al volo e un altra ora questa volta in piedi sull otto volante dei guidatori singalesi di autobus che sono piu pazzi dei turchi dei tunisini di chiunque altro.
divertente pero, tanto miracolosamente non succede mai niente, neppure quando giureresti che lo spiacciacamento e sicuro.
e inoltre vorrei diventare invisibile perche le interviste sono sfiancanti.
il massimo oggi sul pullman (altri 20 cent di spesa per gli altri 50 km!!!) dove l ubriacone del paese in forza di sapere l inglese quasi come me si e assunto il compito di intervistarmi e poi di tradurre per il pullman intero.
voglio una nuova identita!!! non essere sposato, non avere lavoro, non abitare da nessuna parte!!! non avere figli che studiano e hanno successo, non dovere spiegare perche ho divorziato e come mai mia moglie era piu vecchia di me, cosa altamente immorale qui. […]
sono arrivato qui all una, ora locale, ma per me sarebbero sempre solo le nove di mattina e avrei avuto anche sonno, ancora. ero del tutto sfiancato.
i tropici mi stanno inghiottendo: perche fare oggi quello che potresti fare domani o magari non fare proprio per niente mai?

ho mangiato spaghetti singalesi e sono andato a dormire.

. . .

purtroppo tutto questo, che sarebbe stato il meglio del film, non lo vedrete, perché mi hanno trattenuto degli stupidi pudori; però la spericolatezza di quel viaggio si coglie lo stesso.

così come il sollievo finale di una giornata faticosa, nel relax della nuova guesthouse di Polonnaruwa.

10c. Polonnaruwa: magie del tramonto; il lago nel tramonto e le volpi volanti.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/17/da-trincomalee-a-dambulla-treno-e-bus-20-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-37/

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/19/polonnaruwa-il-lago-nel-tramonto-e-le-volpi-volanti-20-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-39/ 1

20 luglio 2004

praticamente oggi non ho fatto altro, mi sono svegliato che era gia il tramonto, a parte alcune altre decine di interviste: ho passeggiato sulle rive del lago di questo posto, Polonnaruwa, al centro del Lanka  – che oggi era meno Sri del solito, risplendente: questo significa Sri -.


ma queste poche righe frettolose e sbrigative non rendono giustizia al clima incantato di quel tramonto in un mondo naturale di incredibile purezza, dove la semplicità degli uomini non incrina quella della natura.

forse quindici anni fa ero anche io un po’ meno contaminato dalla vita.

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ci sarebbe ben poco da aggiungere per descrivere il clima sentimentale di questo tramonto sul lago di Polonnaruwa il 20 luglio di quindici anni fa; solo racconto qui, perché non mi pare di averne parlato allora nelle mail che spedivo a casa, un momento abbastanza agghiacciante nel ritorno dopo le poetiche (ma purtroppo per voi piuttosto scure) riprese delle volpi volanti che volteggiavano sopra il lago già immerso nelle tenebre:

improvvisamente, nella radura solitaria dove ero, mi trovai circondato da una ventina di cani randagi per niente rassicuranti, anzi diciamo pure piuttosto ringhiosi: ammetto pure che me la vidi molto brutta, ma per fortuna mi bastò chinarmi a raccogliere un nodoso bastone per far capire loro che avrei venduta cara la pelle e convincerli a lasciarmi in pace e disperdersi dopo qualche mugolio di delusione. 

giusto per non dare un’immagine troppo idillica e falsa delle meraviglie dello Sri Lanka selvaggio.

. . .

ed ecco i due montaggi video ricavati spezzando in quattro parti l’unico lungo e noioso dedicato allora a questa bellissima seconda parte della giornata; ma se qualcuno passi di qui non sia distratto e legga anche il seguito della nottata, davvero spassoso, ma purtroppo non filmato.

10d. [la guesthouse di Polonnaruwa] 1

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/19/polonnaruwa-il-lago-nel-tramonto-e-le-volpi-volanti-20-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-39/ 2a

20 luglio 2004

ed ora la mail a casa col racconto del rientro e del successivo risveglio la mattina dopo:

Marta,
chissa se adesso che vai in italia mi potrai fare ancora da postina. chissa se le mie lettere non sono troppo lunghe e noiose di notizie inutili. da come ho pagato internet ieri direi di si: e stata di sicuro la spesa piu grossa della giornata: due euro!!!

a proposito di ieri: la giornata cominciata male e finita peggio.
non solo il ristorante cinese dove sono andato a cena, non era cinese ma normale Sri Lanka. non solo dopo un ora di attesa sono venuti a dirmi che era finito il pollo (avevo ordinato il pesce), invece della minestra speciale senza spiegazioni mi hanno dato l eterno riso dell sri lanka. per fortuna c erano le posate e non ho dovuto mangiarlo con le mani. qui si mangia con le mani infatti e gli studenti di Mihintale hanno cercato invano di insegnarmi come si fa a appallottolare il riso e a portarlo in bocca senza sparpagliarlo dappertutto.
per fortuna ho pero conosciuto una srilankese che lavora nel Dubai affascinante come una principessa da Mille e una notte, accompagnata da una figlia grassa e sciocca.

ma il bello e venuto quando sono tornato alla mia guest house, perche la signora mi ha detto che dovevo rientrare alle dieci.
pazienza. ma quando sono tornato alle dieci appunto – ore italiane 5 del pomeriggio, figurati che sonno avevo io – la porta era gia chiusa e nessuno dentro. la signora chiamata a gran voce e arrivata sbuffando dalla casa vicina e dopo avermi fatto entrare mi ha chiuso dentro a chiave.
ho cominciato a protestare, la cosa non mi pareva tanto sicura, ma se ne e andata dopo essere passata anche a chiudere le finestre della mia camera. sara per i serpenti? ho pensato.
poi mi sono messo a bussare, perche volevo avere la possibilita di uscire – gia ero nervoso per conto mio.
sono arrivate due ragazze giovani che quando hanno visto che facevo dei gesti perche aprissero la porta sono scappate tenendosi i capelli tra le mani.
torna la signora e si mette a gridare che voglio portare le sue ragazze nella mia camera – spero che stai sghignazzando – io le rispondo con tutta la gentilezza possibile – 200 decibel, e lei con tutta quella possibile a lei – 210 decibel – grida che ho bevuto e che gli italiani devono stare in Italia.
alla faccia dell albergatrice!!!
intanto escono tutti dalle camere, lei dice che chiama la polizia e io anche. una signora inglese viene a dirmi sottovoce che ho ragione ma a tutti gli altri non gliene frega proprio niente di dormire chiusi a chiave come i polli con la padrona fuori.
insomma faticosamente cala la pace e tutti andiamo a dormire, io spalanco le finestre e l unico animale che passa e una mucca bianca e rossa, sara sacra naturalmente –  forse i miei occhi impuri non dovevano guardarla.

ho la notte con gli incubi: un collegio docenti interminabile dove non riesco a fare l appello, mi alzo e metto la testa sotto la doccia.
mi saro mica preso un insolazione.

. . .

11. da Polonnaruwa al parco nazionale di Kaudulla e

a Dambulla

11a. [la guesthouse di Polonnaruwa] 2

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/19/polonnaruwa-il-lago-nel-tramonto-e-le-volpi-volanti-20-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-39/ 2a

21 luglio 2004

alle sei di mattina – cioe all una di notte europea – ho appena preso sonno che la pazza si mette a battere da tutte le parti, tanto faccia pure, io non rispondo.
e alla fine riesce ad aprire la mia finestra e a dirmi se sono stato io ad aprire la porta della veranda.
naturalmente si, gesto dimostrativo, ma naturalmente le dico di no e la mando a cagare.

insomma quando mi alzo alle otto ho la mia rivincita perche la cicciona mi viene incontro stranamente mogia, mi da il conto e la biancheria che le ho dato ieri da lavare.
un paio di pantaloni dopo l energico trattamento della megera si e tutto sfibrato e ora e da buttare.
rido sotto i baffi e dico che non pago.
lei chiama il cugino che e stato in italia, che e piu scafato e finisce col darmi ragione.
quindi lei si incazza col cugino e litigano tra di loro: escono di nuovo i turisti.
come me la rido.
lei esce per andare dalla polizia. io sono d accordo: ho due o tre cosette da dire sul suo conto e voglio ribadire il concetto gia espresso che e troppo stupida per fare questo lavoro.
risultato lei torna, dice che la polizia viene piu tardi.
lo sapevo che era solo una finta, e io che ho altro da fare me ne vado pagando la meta del tutto: risparmio, oggetto della discussione, tre euro.

11b. Polonnaruwa: visita ai grandi Buddha.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/20/polonnaruwa-visita-ai-grandi-buddha-21-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-40/

21 luglio 2004

beh, subito precipito nell ordine nelle meraviglie archeologiche di questa citta, sulla quale non ti tedio. budda giganteschi, rovine estese per sette chilometri, ecc. ecc.

tra le rovine mi sono rovinato e ho comprato dello sri lanka tutte le cose inutili che si potevano comprare. questi sono cosi gentili e sorridenti che e impossibile dirgli di no.

ho perfino comprato due volte la stessa identica piciottata per turisti, per dire, dopo averla pagata uno sproposito perche ho voluto vedere fino a quanto poteva scendere il prezzo e di quanto mi avevano fregato la prima volta e quando ho capito che valeva un quarto di quello che avevo pagato (20 euro di troppo!!!!) era troppo tardi per dire di no e ho dovuto farmi fregare la seconda volta.

. . .

è la continuazione della mail già vista, spedita a mia figlia Marta.

ma, nonostante l’entusiasmo di quelle parole, le rovine archeologiche di Polonnaruwa non mi sono rimaste stampate nella mente per forza propria, ma le recupero nel ricordo soltanto a partire dal video montato cinque anni dopo, e che ora ho rielaborato dividendolo in due parti.

è possibile che questo dipenda semplicemente dal malumore del litigio appena finito con la cicciona che gestiva la guesthouse (e che invece ricordo benissimo); oppure può essere che Polonnaruwa non aggiungesse motivi nuovi di interesse rispetto a quanto già visto ad Anuradhapura, anche se il giudizio è ingiusto.

è vero che Polonnaruwa succedette ad Anuradhapura come capitale dello Sri Lanka, dopo qualche secolo, e che i motivi architettonici dei monumento delle due città sono molto simili, ma è anche vero che Polonnaruwa ha monumenti più notevoli, come le enormi statue del Buddha, vuoi disteso, vuoi in piedi.

la spiegazione vera sa probabilmente nel fatto che ad Anuradhapura ero arrivato nel contesto di un grandioso pellegrinaggio buddista, che me l’avevano mostrata in una luce più autentica, mentre Polonnaruwa era più dominata da presenze turistiche, proprio perché più monumentale.

e questo spiega anche che qui io abbia trovato una presenza di venditori più intensa, che alla fine hanno piegato la mia resistenza.

e infatti il primo video di oggi si conclude, sarcasticamente, con le foto delle paccottiglie orientali raccolte su un mobile della mia casa tedesca di Stuttgart…

il secondo video, invece, esprime un mio abbandono tutto sentimentale al buddismo:

11c. Polonnaruwa: i templi.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/21/polonnaruwa-i-templi-21-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-41/

21 luglio 2004

mi rendo conto che ripubblicare, sia pure sistemandoli, i video di un viaggio nello Sri Lanka di 15 anni fa li colloca in un nuovo contesto comunicativo, che è quello della nostalgia: quindici anni possono non sembrare molti, ma – in un’epoca di trasformazioni così tumultuose del mondo – possono oramai descrivere un mondo diverso; oppure no?

ma la nostalgia non è un sentimento troppo privato per potere essere condiviso? e fino a che punto queste immagini possono dire qualcosa ad altri che a me?

ma perfino a me stesso che cosa dicono, se a volte stento persino a riconoscere le situazioni e i luoghi e, più che ricordare loro, ricordo i video che ho montato in seguito per ricordarli?

in ogni caso sarò in grado di rispondere meglio a queste domande il mese prossimo, considerando che tornerò in Sri Lanka e almeno in paio, ma soltanto un paio, dei luoghi che ho visitato allora.

. . .

i due video che presento oggi hanno due storie diverse.

il primo è la prima parte di un video lungo il triplo che avevo montato nel 2011: è bastato tagliarlo al momento giusto, visto che aveva come commento musicale tre diverse canzoni singalesi; noto con piacere che non vi è stato bisogno di altri interventi, segno evidente che le mie tecniche di montaggio stavano migliorando.

il suo tema sono le rovine delle architetture di Polonnaruwa, meno imponenti, ma più eleganti e sofisticate di quelle di Anuradhapura, pur se molto simili nelle strutture e nei motivi decorativi e scultorei.

il secondo video invece era stato pubblicato a parte con un titolo strano, dovuto ad un gustoso equivoco, e lo ripresento pure com’era, salvo correggere il titolo.

avevo parlato infatti, in un primo momento, di Young catholic sisters! – avevo cioè preso per suore cattoliche un gruppo di ragazze di qualche pio istituto islamico in gita scolastica! e tutto per il velo e per le uniformi bianche.

il loro carattere islamico, invece, risulta evidente da vari particolari, che allora mi erano sfuggiti: dallo zucchetto bianco di un insegnante alla divisa verde di una sua collega, e non basta la terza presenza di una accompagnatrice abbigliata in modo diverso a smentirlo.

la cosa mi venne fatta notare presto da un commento, ora cancellato da Youtube, a cui dovetti rispondere: ah Thank you, I will change my title… They are very very similar, my god… 🙂

e questo spieghi l’accompagnamento di musica bachiana, che suona grottesco, ma che non ho sostituito, per non dovere rifare l’intero montaggio da capo.

lo si pigli, oggi, come una specie di sarcastica battuta alle mie spalle.

. . .

quanto alle fanciulle, erano abbastanza disinibite da togliersi il velo anche sotto lo sguardo indiscreto della mia videocamera.

oh tempi di libertà di sguardo, oggi perduti nella selva delle proibizioni!

11d. Polonnaruwa e i turisti.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/22/polonnaruwa-e-i-turisti-21-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-42/

21 luglio 2004

la cosa più divertente di chi parla male dei turisti e del turismo di massa è che il primo turista è lui, anche se si illude, chissà perché, di essere eccezionale e che per lui non valgono i soliti criteri di giudizio.

. . .

i due video che presento oggi su Polonnaruwa sono, di nuovo, soltanto due spezzoni di un video più lungo montato qualche anno fa, e il secondo in particolare ha qualche ripresa ironica sul turismo di massa che affliggeva già allora quella località.

ma, per non farla lunga, chiudo con ultimo brano della mia mail spedita a casa quella sera, che rivela qualche ulteriore divertente aspetto del viaggio rimasto senza documentazione video:

ah, ho anche sperimentato la nuova tattica per evitare le interviste, di cui ti ho parlato ieri, con questo risultato: che un tizio che diceva di avere 40 anni ma ne mostrava 10 + di me (spero) quando ho risposto che non lavoravo perche non ne avevo bisogno e che non ero sposato, ha cominciato a dire I like, I like: mancava il complemento oggetto, ma purtroppo non c erano dubbi, ero io l oggetto.
mi ha regalato una scarabattola + inutile di quelle comprate e ha voluto un appuntamento per stasera alle otto.
l ha avuto, peccato solo che gli ho dato il numero dell albergo dove ero, non di quello dove sto adesso, ehh ehh.
mi immagino la faccia della signora.

– la mail continua nel prossimo post e con i prossimi montaggi video. –

bacioni.
mauro

11e. nel Parco Nazionale di Kaudulla.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/23/22-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-43/

21 luglio 2004

rivedendo i montaggi video con le riprese fatte allora, capisco bene perché quella vacanza, la prima, quindici anni fa, che trascorrevo nell’Asia vera e propria e non nel Medio Oriente, mi entusiasmò talmente e mi entusiasma tuttora:

tale è la varietà delle esperienze: storia, archeologia, religioni, vita sociale costruita su abitudini così diverse dalle nostre e spesso ancora legata a tradizioni ancestrali, incontri umani dei più vari, riti e musiche strane, e poi la natura, tanta natura che si mescola inestricabilmente a tutto il resto e che spezza qualunque monotonia.

oggi safari strepitoso, a parte le 5 ore e mezza di jeep.

così scrivevo nella mail a casa.

ho visto di recente le riprese che un amico ha fatto ad un ben più famoso parco nazionale del Sudafrica, e devo dire – senza nessuna spocchia – che questo dello Sri Lanka è ben più autentico e ricco, veramente molto naturale.

. . .

anche qui mi sono accontentato di dividere in tre parti il primo dei video dedicati al più recente Parco Nazionale dello Sri Lanka, il Kaudulla National Park.

la prima parte mostra il viaggio per il parco e la sua prima esplorazione.

il secondo video invece mostra l’incontro con gli elefanti: prima uno, solitario, nella vegetazione, e poi un branco ben più consistente, nella pianura a savana:

gli elefanti, che erano spariti da due giorni, racconta la guida, sono riapparsi solo per me e per la giovane coppia di ragazzi tedeschi con cui ho condiviso il viaggio, dopo aquila, sciacallo, pavone selvatico, bufali e uccelli vari.
50 elefanti selvatici tutti assieme: una meraviglia!!!

la terza parte si sofferma sui comportamenti degli elefanti: uno spettacolo raro, dal vivo!

11f.  l’attacco degli elefanti: ultime avventure nel Parco Nazionale di Kaudulla.

https://maurobort48.wordpress.com/2020/01/24/lattacco-degli-elefanti-ultime-avvenutre-nel-parco-nazionale-di-kaudulla-22-luglio-2004-sri-lanka-2004-2005-44/

21 luglio 2004

alla fine gli sono anche girati i cocchi – agli elefanti – per tutte le nostre foto e hanno alzato gioiosi barriti facendo finta di attaccarci in gruppo.
noi abbiamo tagliato la corda col motore della jeep che per fortuna reggeva.

. . .

questo è il resoconto, ovviamente sdrammatizzante, mandato a casa il 22 luglio di quindici anni fa per mail, alla conclusione dell’esplorazione del Parco Nazionale di Kaudulla.

adesso non è il caso di darne una versione drammatizzante, invece, dato che la situazione di pericolo fu minima e gli elefanti all’attacco non riuscirono a raggiungerci.

lascio comunque la parola ad un mio commento di risposta a un blogger, qualche anno dopo:
il secondo video è piuttosto mosso: purtroppo rende poco l’idea, per l’uso di una angolatura larga nella ripresa, ma gli elefanti erano davvero arrivati a un paio di metri da una jeep che aveva appena avuto un guasto che l’aveva bloccato.
quindi il momento dell’attacco degli elefanti è stato davvero altamente emozionate, più di quanto nel video non si veda

ma, raccontato un poco più per esteso, lo svolgimenti dei fatti fu questo: arrivati vicini ad un grosso branco di elefanti selvatici, dopo una ricerca lunga e apparentemente infruttuosa (un solo elefante solitario intravvisto nella boscaglia), la jeep che ci trasportava colse bene l’occasione per incepparsi e non dava segno di volere ripartire neppure a spingerla tutti assieme; gli elefanti erano distanti un centinaio di metri e noi abbiamo colto l’occasione per scendere dal mezzo.

sia stato questo o altro, i bestioni cominciarono a dare segni di nervosismo, agitando più del solito le proboscidi con cui stavano raccogliendo l’erba della savana: poi due di loro si strinsero la proboscide tra loro e questo fu come il segnale dell’attacco: cominciarono a muoversi con decisione verso di noi, che risalivamo velocemente sulla jeep in panne; solo per un attimo la situazione parve diventare critica, perché, quando gli elefanti giunsero a pochi metri da noi, la jeep decise che ci aveva già spaventato abbastanza e si rimise in moto; distanziarli, mentre lanciavano qualche barrito di delusione, fu questione di un attimo.

qualcosa di questo momento thriller si intravvede comunque anche dal video…

. . .

dopo di questo, il resto della visita al parco ci condusse vicino ad uno specchio d’acqua centrale del parco; qui il protagonista comico è più che altro il ragazzo tedesco che con la sua fidanzata condivideva con me questa escursione: spettacolare lo spirito scientifico e tecnologico col quale esamina gli escrementi degli elefanti, in riva alla laguna, giungendo al punto di rivoltare le feci enormi con le mani per esaminarle meglio.

non rimase poi che il ritorno alla città di Dambulla, a conclusione di una gita davvero emozionante.

. . .

NOTE

piccola noiosa nota editoriale: raccolsi per la prima volta le mail sul viaggio in Sri Lanka 2004 all’interno di un testo autobiografico, mai reso pubblico, Lettere in esilio 2004 Fabia, dedicato alle mail scambiate con mia sorella, e che faceva parte di una serie più ampia con cui cercavo di fissare le mie impressioni di neo-immigrato in Germania, dal febbraio di quell’anno.

utilizzai quel testo nel 2011 per una serie di post pubblicati sul mio blog di allora, cor-pus15.

quanto ai testi riferiti al viaggio in Sri Lanka del 2005, furono raccolti e organizzati già in forma di possibile testo unitario all’interno di un lavoro mai neppure reso pubblico, bortolindie, una rassegna organica di resoconti di viaggi in Asia, proseguita anche negli anni successivi, di cui costituirono la prima parte.

questa sistemazione finale, anche se fondata su questi testi più vecchi, non è da intendersi come una loro riedizione, ma come un testo autonomo e diverso, essendo integrata da molto altro materiale ed anche da nuovi video.

. . .

ELENCO DEI RIFERIMENTI ALLE MAIL 2014 PUBBLICATI NEI POST DEL 2011:

4. [da 12. il parco nazionale di Kaudulla e l’attacco degli elefanti; gente di Dambulla. – 3a parte – 15 luglio 2011 – 204. MY SRI LANKA 2004: IN VIAGGIO SENZA BLOG. 1. Negambo, la spiaggia. prima parte – 2 aprile 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

5. [da 207. My Sri Lanka 2004. 2. l’invisibile viaggio a Colombo. Negambo, la gente. Induismo e cristianesimo a Negambo. – 3 aprile 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

6. [da My Sri Lanka 2004. 3. arrivo ad Anuradhapura. – 24 aprile 2011; 4. Anuradhapura, la capitale immensa. – 1a parte – 28 aprile 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

7a. [da My Sri Lanka 2004. 4. Anuradhapura, la capitale immensa. – 2a parte – 28 aprile 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

7b. [da My Sri Lanka 2004. 4. Anuradhapura, la capitale immensa. – 3a parte – 28 aprile 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

7d. [da My Sri Lanka 2004. 5. Anuradhapura senza fine. – 1a parte – 16 maggio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

7e. [da My Sri Lanka 2004. 5. Anuradhapura senza fine. – 2a parte – 16 maggio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

7f. [da My Sri Lanka 2004. 5. Anuradhapura senza fine. – 2a parte – 16 maggio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

7g. [da My Sri Lanka 2004. 5. Anuradhapura senza fine. – 3a parte – 16 maggio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

8a. [da My Sri Lanka 2004. 5. Anuradhapura senza fine. – 4a parte – 16 maggio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

8f. [da My Sri Lanka 2004. 6. l’amico di Mihintale. – 2a parte – 2 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

8g. [da My Sri Lanka 2004. 6. l’amico di Mihintale. – 1a parte – 2 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

8h. [da My Sri Lanka 2004. 6. l’amico di Mihintale. – 3a parte – 2 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

8h. [da My Sri Lanka 2004. 7. il santuario sulle rocce di Mihintale. – 1a parte – 3 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

8i. [da My Sri Lanka 2004. 7. il santuario sulle rocce di Mihintale. – 1a parte – 3 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

9a. [da My Sri Lanka 2004. 8. da Mihintale a Trincomalee, attraversando le terre della guerriglia tamil. – 1a parte – 5 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

9b. [da My Sri Lanka 2004. 8. da Mihintale a Trincomalee, attraversando le terre della guerriglia tamil. – 2a parte – 5 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

9c. [da My Sri Lanka 2004. 9. Trincomalee. – 1a parte – 26 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

9d. [da My Sri Lanka 2004. 9. Trincomalee. – 2a parte – 26 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

9e. [da My Sri Lanka 2004. 9. Trincomalee. – 3a parte – 26 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

9fg. [da My Sri Lanka 2004. 9. Trincomalee. – 3a parte – 26 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

10a. [da My Sri Lanka 2004. 10. Dambulla. – 1a parte – 30 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

10b. [da My Sri Lanka 2004. 10. Dambulla. – 2a parte – 30 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

10d. [da My Sri Lanka 2004. 10. Dambulla. – 3a parte – 30 giugno 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

11b. [da My Sri Lanka 2004. 11. Polonnaruwa. – 1a parte – 11 luglio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

11d. [da My Sri Lanka 2004. 11. Polonnaruwa. – 2a parte – 11 luglio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

11e. [da My first Sri Lanka 12. il parco nazionale di Kaudulla e l’attacco degli elefanti; gente di Dambulla. – 1a parte – 15 luglio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

11f. [da My first Sri Lanka 12. il parco nazionale di Kaudulla e l’attacco degli elefanti; gente di Dambulla. – 2a parte – 15 luglio 2011 · di bortocal – in Sri Lanka, viaggi]

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