Miyajima, Itsukushima Jinja, il tempio – VIDEOCLIP n. 359

purtroppo la vista diretta dal tempio del grande portale rosso, davvero monumentale, e` abbastanza sciupata dalla espansione urbana selvaggia sull’altra parte della riva di fronte, cosi` che bisogna cercare degli angoli particolari per trovare qualche immagine che restituisca almeno l’idea di come doveva essere questa veduta nei tempi che hanno preceduto la globalizzazione.

MIYAJIMA, GIAPPONE, 12 SETTEMBRE – MY ROUNDTHEWORLD N. 109 – 611.

https://bortocal.wordpress.com/2014/10/20/miyajima-giappone-12-settembre-my-roundtheworld-n-109-611/

trovo soltanto questo brano da citare qui dal diario steso durante il viaggio intorno al mondo 2014.

ma non e` del tutto appropriato al contenuto del videoclip che vi presento alla fine: al massimo va bene per qualche immagine staccata.

ma il video si occupa piuttosto di restituire il clima particolare di questo tempio, patrimonio culturale dell’umanita’ UNESCO, e il suo rapporto con l’acqua.

certo, anche il torli fluttuante, il grande ingresso monumentale piantato nell’acqua, che sembra quasi nascere da essa, fa parte non secondaria dell’immagine del tempio.

ma, come si vede nel video, l’edificio ha anche molti altri motivi di interesse.

la struttura e’ della fine del VI secolo, piu‘ o meno per noi, l’eta’ di Teodorico. ma non vi sembrera’ cosi’ antico.

in Asia, dove si risente del clima molto caldo e dove molti edifici sono in legno e dunque fortemente deperibili, si sviluppa un concetto dell’architettura molto diverso dal nostro.

per noi l’idea architettonica si identifica con l’edificio stesso che la incarna, ad esempio il duomo di Parma e’ l’edificio stesso del duomo, con i segni del tempo e la sua irripetibilita’, che nasce dalla sua storia fisica.

in oriente un edificio si identifica invece con l’idea architettonica astratta che viene continuamente mantenuta e ripetuta, e l’originalita’ fisica non e’ necessaria.

in questo modo l’architettura orientale viene ad avvicinarsi alla musica, un’arte che esiste soltanto attraverso l’esecuzione:

anche il tempio orientale puo’ essere considerato come uno spartito, che nel tempo viene eseguito attraverso diversi interventi attorno alla sua struttura ideale e nel luogo fisico originario.  

cosi’ puo’ capitare – come effettivamente avviene in un’altra citta’, che mi pare fosse Nara – che un tempio in legno sia oggi la riproduzione perfetta in una scala 2:3 di un piu’ imponente tempio originario che non si aveva piu’ la forza di ricostruire nelle sue mastodontiche dimensioni che noi oggi diremmo autentiche.

insomma lo snobismo artistico in Giappone non esiste ed ecco perche’ si puo’ visitare l’Itsukushima Jinja (Jinja significa tempio), che ha 1500 anni e pero’ e’ formato con materiali molto piu’ moderni.

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