a Colombo per il visto per l’India, finalmente! e poi ritorno a Negombo. 8 agosto 2005 – quando si poteva viaggiare – 353

Mauro To: marta Aug 6, 2005 1:16 PM Re: sottile sottile e pericolosissima scazzatura da week end indubbiamente

[…] Domani torno all’incubo Colombo e ambasciata indiana, poi – se qualche dio vuole parto.
Se taccio sara solo per necessita.

Baci.

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stessa mail To: r. Aug 6, 2005 1:15 PM Re: casa? 25 luglio

[…] insisto, e spero di non rompere con tutti sti allegati.

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Sarath Fernando lun 8 ago 2005, 04:34

Bortocala, […] If you are able to get the Visa today, I think you are leaving Sri Lanka. So however I wish you a happy journey and good luck. Just after reading this, reply to me. And I am waiting for a reply. Thanks, Fernando.

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Mauro lun 8 ago 2005, 09:06 a Sarath

Hallo Fernando,

the Indian Ambassy will give me my Visa today at 17 and 1 a.m. o clock I have the airplan from Negombo to Chennai.
I remember You very well, my friend, and I wish You all good chance. I thanks You for Yours letter and I hope I will read You anything more.

Bye.

Mauro

Sorry for my bad english, but I dont speek english.

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a Fabia, Marta, Rocco, Sara, R. 08.08

Gli internet café sono diventati rari in SriLanka, segno di come sono spariti i turisti in questo paradiso delle vacanze trasformato di colpo in un luogo di macerie e di rovine poco attraenti. Questo della periferia di Colombo tuttavia e particolarmente onesto, mi ha fatto pagare in anticipo il prezzo di un ora, che risulta la decima parte del costo esorbitante finora pagato per le mezzore. Quindi mi sbizzarisco.

Notizie pratiche: stamattina all Ambasciata Indiana hanno ritirato il mio passaporto e mi hanno detto di ripassare oggi pomeriggio alle 5 per il sospirato VISA. Intanto ho contattato un agenzia di viaggi e per 75 euro vado in India e torno partendo domani mattina alle 4 da Colombo a Chennai (ex Madras, la quarta citta indiana, 6 milioni di abitanti, che evitero come la peste, anche perche la guida mi dice che e un esempio del devastante inquinamento legato allo sviluppo del terzo mondo, tanto che consiglia di portarsi delle medicine addirittura per superarlo).

Insomma, finalmente la mia vacanza comincia, dato che finora e stata ben poco entusiasmante, a parte la puntata a Galle di cui vi ho parlato l ultima volta, e le tre giornate piene a Colombo sono state particolarmente noiose e pesanti per il monsone.

Monsone qui non significa affatto pioggia e brutto tempo (finora dal cielo ho visto cadere tre gocce letteralmente contate sul mio braccio), solo cielo un pochino rannuvolato, cosi che ogni tanto fortunatamente il sole sparisce: monsone significa soprattutto che il caldo – che l anno scorso a luglio era secco – e diventato umido e quasi insopportabile.

[Aggiungete che ieri, appena arrivato a Colombo da Galle alle 7 di sera (dopo una tappa intermedia in paesino a 14 km da Galle, per una visita ad uno dei soliti dolcissimi tempi buddisti, che questa volta era ancora piu dolce del solito, perche pieno di bambini delle elementari, uno dei quali mi ha fatto da guida compunta gentilissima ma decisa nell indicarmi dove dovevo infilare le mie offerte – e poi a mangiare in un dondolante imbarcadero in una laguna interna), mi sono infilato nel primo hotel di fronte alla stazione, che – come dubitavo ma non fino al punto che dubitavo – si e rivelato un autentico letterale casino. Insomma alle due di notte mentre gia dormivo per cosi dire beato sono stato svegliato da grosse bussate alla porta ed e seguita una esibizione di un paio di ragazze, peraltro carine, tra le quali dovevo assolutamente scegliere. Non scherzo.
Ho fatto il san Gerolamo nel deserto, ma dopo chi ha chiuso piu occhio!] – passo da trasferire nel post 351.

Chissa perche io ho questa strana propensione a trasformare le mie vacanze in una gara di sopravvivenza; sembra quasi che io debba punirmi di farle. Possibile che non so godermi tranquillo e beato la vita? Ne avrei ben diritto, invece che andare in giro con segni evidenti di Alzheimer a mettermi in condizioni impossibili! Stamattina ad esempio ho fatto una scena fantozziana ridicolissima, essendomi convinto di avere perso le chiavi della camera, che invece avevo messo al sicuro nella tasca piu nascosta, dalla quale sono alla fine saltate fuori. Insomma, Freud avrebbe messo in evidenza che sicuramente invece non volevo proprio andarmene da li!!!! Inconsciamente, of course.
Insomma ho tutta la mia disapprovazione (e di sicuro anche la vostra).

In compenso non sono solo un momento. Queste conversazioni locali saranno anche un pochino monotone, ma essere al centro di tanto interesse lusinga sempre almeno un pochino, indirizzi numeri di telefono e email adresses si sprecano: uno ha perfino gia cominciato a scrivermi una mail (a differenza di voi, pigroni!!!).
Tutti sono ansiosi di fuggire da qui e l Italia, si scopre sempre con piacere, e al centro di una grande simpatia. Qui non ce la siamo giocata come nei paesi arabi, per fortuna, e con ammirazione si dice che americani tedeschi e italiani sono stati grandi amici dello Sri Lanka dopo lo tsunami.
Ah, ho letto, con una meraviglia che non e ancora finita, la notizia di Berlusconi semi morto per il secondo trapianto di capelli.

Beh, sorpresa, non mi pare di avere altro da dirmi, e se mi verranno in mete altre cose sara domani dall India o appena possibile al primo internet cafe, che nelle campagne indiane non devono essere diffusissimi.

Voi sono sicuro che state bene. Ciao.

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a Fabia, Marta, Rocco, Sara 08.09 – India…

[…] La giornata di ieri e stata la piu dura di tutte, ma mi sento ripagato.

Uscito dal locale per mail nel mio vagabondaggio a piedi per l’orribile Colombo giusto per fare arrivare le 5 per il visto, mi sono ritrovato sulla tangenziale rettilinea di circa 15 km, capendo di non capire a che punto ero. E la mia mitica capacita di orientamento? Dissolta. Credo di avere capito che questa faccenda del traffico a sinistra riesce a farmi prendere costante la direzione opposta, oltre a rischiare di farmi tirare sotto un paio di volte, piu la prima che ho attraversto la strada (qui mica te lo dicono in tutte le salse come a Londra, sono cavoli tuoi se te ne accordi in tempo o no!). comunque: nell’emergenza si prende il tuc tuc, il taxi triciclo, e ci si fa portare (con largo anticipo) all’ambasciata indiana.
Inizia quindi una ginkana con la morte. In realta tutti i tuc tucdriver dello Sri Lanka hanno un modo comune di guidare che consiste nel gettarsi a testa bassa contro l’ostacolo (di solito un altro tuc tuc, che fa altrettanto) suonando il clacson a distesa, tanto qualcosa succedera. E infatti ogni volta, all’ultimo momento, una impercettibile deviayione di entrambi impedisce lo scontro frontale quando appare ormai certo. Nella tecnica sono particolarmente versati i driver di religione musulmana, oramai pefettamente compenetrati nel ruolo di kamikaze e pronti ad attentati suicidi di qualunque tipo.
Ma questo superava ogni immaginazione; arrivava a fare dei pezzetti di strada praticamente contromano nelle code pur di riuscire a infilarsi tra due pullman convergenti che ovviamente lo costringevano poi a fermarsi. E allora come un topo altra inversione e via sotto il culo di una mercedes clacsonando a piu non posso. A un certo punto ho intravisto un magnifico tempio hindu e l’ho fatto fermare. Al tempio non sono mai arrivato, era li, a portata di mano, ma apparentemente nessuna strada permetteva di raggiungerlo, gli si girava solo attorno di lontano. Ho fatto un paio di kilometri a piedi e ho praticamente capito di essermi perso di nuovo. Avevo tutto chiaro nella mia testa e la cartina sottomano, ma la realta era che ancora una volta ero in un altra parte della citta, diversa da quella dove credevo di essere e sulla carta avevo confuso il tempio induista col tempio buddista.
Insomma alle 4 ero in coda all’ambasciata con un mal di pancia a cui ho resistito eroicamente, e alle 4 e 40 avevo il mio mitico visto, oltre che un bisogno assoluto di un bagno. [Il giorno prima alla stessa ora (mi sono dimenticato di raccontarvelo) lo stesso bisogno fisico mi aveva indotto a una piccola deviazione nella giungla che stavo costeggiando (fuori Colombo, ovviamente), col risultato che ero finito con una gamba nelle sabbie mobili, per fortuna poco profonde, cosi sono risalito subito; pero con un poco piu di fortuna, un passo in piu e un posto piu profondo, sarei sparito per sempre senza lasciare traccia (come un fisico famoso o Federico Caffe) e voi sareste qui a chiedervi dove sono finito.] – anche questo passo è da trasferire nel post 351.
Ma intanto Colombo era sconvolta (e ti pareva?) da una manifestazione molto cattiva. Non ho capito di cosa si trattava, da come erano incazzati secondo me erano Tamil, la minoranza etnica indiana ed induista o musulmana (dove sono mescolati a malesi). Traffico bloccato, liti coi tuc tuc driver che avevano raddoppiato i prezzi all’istante ma poi miracolosamente l ultimo sovraffollato treno per Negombo e il suo aeroporto e per me. Insomma, un viaggio massacrante sul treno per Negombo e sul treno chiacchiere e incontri, col mio indirizzo e mail che va a ruba.
A Negombo un ragazzetto che fa il tuc tuc driver mi porta al ristorante e, dato che gli spiego che devo essere in aeroporto all’una perche ho l aereo alle tre di notte, mi offre ospitalita nella sua casa.
Sono molto diffidente, ovviamente, ma un singalese di Modena, che parla benissimo l italiano, mi rassicura sul ragazzo che e un suo vicino di casa a Negombo e mi lascia anche il suo numero di cellulare, avessi dei proelemi. Cosi alle 23 eccomi a fare questa che si rivela una toccante esperienza della poverta locale.
Ruwan ha 23 anni, vive da solo per dissapori con la famiglia che non vuole spiegarmi: ha in affitto il tuc tuc per 1,5 euro al giorno e la sua casa per 12 euro al mese. La casa e un buco di 2 metri per 2,5, con una stuoia per pavimento e sopra la stuoia una felpa grossa un po piu piccola che fa da letto, un armadio piccolo a due ante col lucchetto fa il resto dell’arredamento. Non ce ne bagno ne cucina, e quasi una bara. Sopra, il tetto di tegole a vista non e collegato alle pareti, per cui Ruwan vive in simbiosi con i suoi vicini.
Ruwan sa un inglese stentatissimo, non ha amici, non ha ragazza e non vuole averla. Il patrimonio piu prezioso della sua vita, che tira fuori dall’armadio, sono 4 lettere sue e quattro risposte svolgiate da parte di uno svizzero di 45 anni. Il loro dialogo e assurdo e privo di qualunque contenuto.
Sulla porta di Ruwan sta appesa un immagine di Budda, a cui lui tiene molto e mi fa sapere di essere un buon buddista. Non so quale monaco stia praticando altrettanto bene il precetto della poverta – o quale eremita cristiano in passato -. Ruwan e l’immagine di una poverta eroica anche se non voluta. Ma forse c e piu eroismo nel sopportare una scelta che non e propria. A vivere questa specie di ergastolo in una cella piu piccola della cella di ogni carcere o di ogni asceta.

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ecco la sintesi perfetta, solo non troppo sintetica, di un’altra giornata senza riprese…

seconda giornata a Galle. videodiario 6 agosto 2005. – quando si poteva viaggiare – 350

la fine della videocassetta analogica su cui stavo registrando con la videocamera regalatami dai docenti del mio liceo quando ero partito per la Germania 18 mesi prima spiega forse il carattere un po’ più conciso del solito delle riprese del 6 agosto 2005 a Galle e la mancanza di altri momenti ai quali accenno nella solita mail a mia figlia Marta, ma idealmente a tutti i miei figli e a mia sorella), che continuo a citare a stralci:

Mauro To: marta Aug 6, 2005 1:16 PM Re: sottile sottile e pericolosissima scazzatura da week end indubbiamente

[…] Bene, dovrei continuare e scrivere un mezzo libro per parlare di cento altre cose ed esperienze, dire male dei monaci buddisti, credo tanto piu profani in ogni loro comportamento, quanto più sacralizzati, raccontarvi le architettate e ingegnose truffette locali, dirvi dell’amore sfrenato per l’italia, della busta paga mostratami da un infermiere di 12 euro al mese. Ma mi fermo, anche perche l’ultima mail, piu breve, e stata un salasso che mi ha tenuto lontano dalla mia mania per tre giorni.
Adesso ero un po in crisi di astinenza ma ora basta. […]

do atto, semplicemente, che il flusso vitale della memoria ha cancellato ogni traccia interna e che di questi momenti del passato rimane l’unica traccia di queste parole che io ostinatamente riporto alla vita, non si sa bene a quale altro scopo, che non sia la mia personale presa di coscienza di quel processo di continua distruzione che chiamiamo vita.

la vecchia città olandese, Galle. 6 agosto 2005 – quando si poteva viaggiare – 346

la mattina del giorno 6, finalmente serena e luminosa, cosa inconsueta nella stagione del monsone in cui ero, lascio la mia squallida sistemazione vicina alla stazione, per tornare al mio tedesco wandern, cioè girovagare pensieroso, in quella specie di miracolo fuori del tempo che è la fortezza di Galle.

ma devo soltanto attraversare un grande prato, usato come stadio di cricket, lo sport nazionale singalese: separa i quartieri moderni di Galle dalla sua fortezza e dal borgo che questa contiene nel suo lato orientale, che è un autentico relitto archeologico, come già sappiamo:

un villaggio coloniale olandese del Settecento, rimasto quasi perfettamente conservato; e ancora di più lo era quasi vent’anni fa.

è certamente il luogo meno tipicamente singalese, fra tutti quelli che ho visto nei miei tre viaggi in quel paese.

ma proprio questo spiega forse il suo recente successo, che ne ha fatto quasi la capitale del turismo nello Sri Lanka: che qui i turisti occidentali hanno quasi l’impressione di non essere usciti di casa, ma di ritrovarsi in ambienti familiari e noti, solo con la bellezza del sole, del mare e del tepore in più.

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non mi libero adesso delle immagini, forse deliziose, ma forse stravolgenti, della turisticizzazione completa del luogo al mio ritorno quindici anni dopo, nel 2020, pur se molto rispettosa delle sue caratteristiche originali, che sono state anzi valorizzate.

ma nel 2005 di questo rapido processo seguito all’inserimento tra i siti mondiali Patrimonio Culturale UNESCO, si vedevano soltanto le prime tracce.

così oggi mi è ancora più caro immergermi, col ricordo ricreato dalle riprese, in queste strade assolate e quasi solitarie, non fosse che per i gatti e le biciclette, vedere le portantine per turisti abbandonate, godermi le eruzioni del verde e dei fiori dai muri delle case.

può essere che tutto questo incanto sia soltanto dovuto al non essere l’agosto mese turistico per lo Sri Lanka, vista la presenza del monsone?

ma eccomi premiato due volte: dall’insolita giornata di sole e dall’essere praticamente l’unico occidentale che ha il dono di camminare tra queste trade bianche sullo sfondo dell’oceano di cristallo che rumoreggia laggiù.

tentativi di conversazione sullo tsunami, a Galle, nel forte sull’oceano. 5 agosto 2005 – quando si poteva viaggiare – 342

questo video è una testimonianza, indiretta, della penosa fallacia della nostra memoria personale diretta.

infatti io continuo a pensare che Galle non sia stata toccata dallo tsunami, anche se mi smentiscono le informazioni che ho trovato in internet e le riprese di questi stessi tentativi di conversazione con ragazzi del posto, in cui ne parliamo.

in modi penosi per l’uso problematico dell’inglese da entrambe le parti e frammentari, ma capaci di fare intendere egualmente che la casa di uno di loro ne è stata distrutta.

certamente rimase intatto il centro storico di Galle, dentro i bastioni e sul promontorio, in alto sull’oceano, mentre venne devastata la parte bassa della città, soprattutto nelle casupole e capanne fragilissime della povera gente.

ma la memoria di questi fatti è come sopraffatta dalla immagine luminosa di quella giornata, ed è come se questa si fosse sovrapposta a quell’altra, come se volesse impedire che nulla venga a disturbarla.

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si prendano queste considerazioni un poco fuori posto anche come antidoto alle fastidiose commemorazioni di Proust, come magnifico celebratore della potenza della memoria.

ma lui parlava appunto di quella indiretta, che nasce dalle suggestioni istintive e non ha pretese di verità razionale, e non della memoria autobiografica in senso scolastico, quella che diventa ingannatrice, quando pretende di essere vera.

si provi a considerare che la memoria di cui parla lui, e a cui dedica il suo immenso romanzo, è appunto quella falsa memoria fantastica della pura immaginazione, che nasce dalla percezione irrazionale del vissuto e non pretende di ricordare il mondo delle esperienza come è, ma se ne inventa un altro, più luminoso.

sì, Proust ha costruito il monumento alla memoria falsificatrice, ben consapevole di farlo, visto che non racconta i fatti come si svolsero, ma come lui immagina, da scrittore, che si svolgessero.

ha celebrato la potenza della memoria irrazionale, che si confonde con la fantasia, non della memoria che ci mantiene nell’illusione di un controllo consapevole del nostro passato.

i miei primi 2.500 video su Youtube – 329

questo post è la confessione pubblica di una autentica follia; certamente qualcuno dirà: ma questo ha dei problemi…

non lo nego; spero soltanto che siano almeno innocui per gli altri, che potranno limitarsi a compatirli.

però, effettivamente ho raggiunto questo numero di 2.500 video pubblicati sul mio canale Youtube…, sottotitolo: Videos from my big or little travels.

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ed ora alcune note.

il catalogo di questi 2.500 video in Excel che presento, ha la funzione di facilitare la ricerca dei video per temi, o meglio renderla addirittura possibile, anche attraverso l’uso di parole chiave.

per trovare un video particolare, si va sul sito di Youtube e si digita nel browser: bortocal + una parola chiave del titolo, abbastanza specifica, oppure il numero del video, se indicato.

in ogni caso i video sono comunque raggruppati per temi più significativi in file a parte, che elenco in fondo.

il catalogo di base ha due versioni: la prima in ordine cronologico di composizione dei video, la seconda in ordine cronologico di riferimento delle riprese.

i 2.500 video del catalogo non sono tutti pubblici; ad esempio, quelli di carattere familiare o alcune bozze di video poi rifatti, sono prevalentemente NON IN ELENCO, e dunque accessibili soltanto a che ne abbia già il link.

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il canale esiste dal 3 novembre 2006, ha 909 iscritti (in larghissima parte, credo, non attivi), ha raccolto fino al momento in cui scrivo 896.708 visualizzazioni totali in giro per il mondo, per un tempo di visualizzazione di 15.493,4 ore, che corrispondono quasi a 650 giornate intere di 24 ore.

attualmente il canale riceve circa 100 clic al giorno, circa come il mio blog principale.

la quota principale dei miei spettatori è, sorprendentemente, in Thailandia!!!, 116mila; poi negli Stati Uniti, 105mila; in India, 80mila, e l’Italia è solo quarta, con 60mila o quasi; poi Germania, 40mila, Myanmar e Malaysia 27mila, Arabia Saudita 17mila.

sconcertante, vero?

questi dati sono in larga parte fittizi, perché credo che comprendano anche i miei clic. inoltre – ci ho sghignazzato su altre volte – quasi 260mila sono andati ad un video che ho tenuto in evidenza per anni e altri 180mila ad un altro, del cui titolo acchiappamaniaci ho soltanto da vergognarmi.

e che dire se il mio terzo video più visto è una veloce rassegna di riprese storiche dei papi tra il 1878 e il 1938?

quindi nessun successo, di nessun tipo, nonostante le cifre possano impressionare: un canale di nicchia, piccolo, tranne che per il numero dei video postati.

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anche le interazioni con gli spettatori sono scarsissime.

questa settimana ad esempio, ho ricevuto due commenti: uno che faceva pubblicità a non so quale servizio internet, ed un secondo da parte di Hooligans Monza Nitrogaia, che commenta appunto il video su questi papi pre-conciliari con uno squillante Real Popes!

mentre un altro spettatore, St. Michael the Archangel , aveva scritto: A time when modesty was practiced, and people were not confused if they were male or female.

e del resto anche il terzultimo commento era su questo video e di questo tenore; ma mi era sfuggito e meriterà una risposta sul blog principale.

insomma, abbastanza controproducente, pensando che il mio intento era, all’opposto, proprio critico verso questa chiesa chiusa in un tradizionalismo assurdo.

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https://studio.youtube.com/channel/UCVNQpxtUEIQjg-zafWr2Qkg/analytics/tab-overview/period-lifetime

https://studio.youtube.com/channel/UCVNQpxtUEIQjg-zafWr2Qkg/comments/inbox?filter=%5B%7B%22name%22%3A%22ENGAGED_STATUS%22%2C%22value%22%3A%22COMMENT_CATEGORY_NOT_ENGAGED%22%7D%5D

nell’ultimo mese 3.381 visualizzazioni, per un totale di 42 ore di visione.

ultimo viaggio di lavoro a Montecatini. 17-20 luglio 2005 – 328

From Mauro to: Fabia – mia sorella – Jul 13, 2005 5:52 PM Re: ci sono

cara Fabia, […]

domenica torno in Italia, per un corso di aggiornamento a Montecatini e giovedì sfrutterò i tempi morti del ritorno per passare un paio d’ore a Brescia a prendere la macchina.

non credo che giovedì ci sarà tempo per un saluto diretto, ma almeno per una chiamata al cell, sì.

bacioni.

Mauro

viaggi questi rimasti senza riprese.

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From: Mauro Bortoletto To: M. Jul 16, 2005 9:17 PM appuntamento per domani

penso sia bene confermarci a vicenda (se leggi questa mail in tempo) che domani ci si trova all’aeroporto di Stoccarda verso le 11.
per ogni evenienza ti lascio anche il mio numero di cellulare: […]
la mia settimana è stata dura e povera di soddisfazioni, ma in questo momento una strana macchiolina immobile nel cielo e troppo silenziosa, esaminata col binocolo, si è rivelata un mucchio di palloncini colorati che veleggia molto indolente sopra Stoccarda e potrebbe essere considerata un “correlativo oggettivo” della speranza, ovverossia dell’incapacità di rassegnarsi, ma anche soltanto – o ancor meglio – dell’indolenza appunto, che io in quasi sessant’anni di vita non sono riuscito ancora a imparare.

a domani.

Mauro

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From: Mauro To: roberta Jul 19, 2005 5:35 PM Re: 18 luglio

ciao Roberta,

che piacere ritrovarti.
Io giro il mondo freneticamente, come sai, e in questo momento sono al corso Piazza a Montecatini, dove si sente molto la tua mancanza.
dopodomani torno a Stoccarda e nel week end ti scrivo meglio (in questo momento sto approfittando di una pausa).

ricambio l’abbraccio.

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a Fabia 22 luglio 2005 3:24 PM – Re: incredibile

[…] il mio viaggio di ritorno è andato bene: verso mezzanotte ero a casa, ma mi ero abituato troppo bene con la macchina grossa e ci ho messo due ore di più: risultato, oggi mi sono svegliato alle nove e adesso dopo una mezza giornata di lavoro sono piuttosto distrutto. qui ormai pare che sia diventato insostituibile, per cui in realtà tutti si sono fatti le ferie in ufficio mentre io ero via, e adesso sto sotto pressione inaudita perché si sono accumulati 4 giorni di decisioni e le devo prendere tutte io.

ah, mi dovresti fare l’oroscopo della REPUBBLICA ITALIANA; DATA DI NASCITA 2 giugno 1946, metterei l’óra in cui si sono chiuse le urne del referendum, probabilmente alle 22 – ROMA, sempre che non si debba invece pensare alla proclamazione dei risultati, ma non so quando è avvenuta.
il motivo sta nel mio intervento sulle caratteristiche dell’Italia fatto a Montecatini (l’Italia come adolescente eterno…), alla fine del quale una docente mi ha incuriosito accostandomi per dirmi: ma lo sai che hai fatto il mio ritratto di “gemelli”? te lo dico perché anch’io sono nata il 2 giugno, come la Repubblica Italiana.
Italia, come tipico gemelli, tra l’altro anche un po’ ladro…

fammi sapere.

un bacione. questa venuta a Brescia è stata proprio ottima, anche con Rocco! le cose che aveva da dirmi erano solo dolcezze e fiori. peccato solo che io arrivo costantemente stressato e fuori di cicco per la troppa tensione che accumulo qui.

Mauro

(mi spieghi l’allusione al cinico tv e alla morte della mia auto? non l’ho capita…)

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From: Mauro Bortoletto to Rosalba Jul 23, 2005 6:45 PM Re: saluti

ciao Rosalba,

eccomi tornato da Montecatini, attraverso le consuete follie dell’Italia che proprio NON SOPPORTO PIÙ: un viaggio in treno da Montecatini a Brescia programmato dalle 17,30 alle 21,30, che si conclude invece alle due di notte, con 5 ore e mezzo di ritardo! tutto in un caos di indicazioni mancanti, carrozze puzzolenti, capostazione distratti, e quando protesti, ti rispondono di non citare la Germania perché le ferrovie sono care!

ovvio che, essendo poi arrivato a Stoccarda ieri notte (all’una) da Brescia, dopo 8 ore di macchina, e avendo avuto una giornata in ufficio ieri semplicemente infernale e oggi essendo andato al lavoro comunque per tentare un parziale improbabile recupero dei 4 giorni persi, anche se in realtà era giorno libero, sono ancora piuttosto disfatto.

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il resto della mail è andato perduto.

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quest’ultima lettera del 24 luglio ad un’amica italiana serve poi da riepilogo della mia attività di quei mesi e anche dei relativi viaggi di lavoro:

addio all’Etiopia, un congedo letterario. 13-24 luglio 2005 – 327

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From Mauro to: Fabia – mia sorella – Jul 13, 2005 5:52 PM Re: ci sono

cara Fabia, […]

recuperati i miei scritti sull’Etiopia li sto lentamente copiando al pc, e sto facendo altre cosette a tempo perso, che ti risparmio comunque. […]

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allego i risultati di questo lavoro: quando non avevo ancora blog, quanto tempo riuscivo a perdere in altro modo!

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Etiopia. Addis Ababa 26-30 giugno 2005 23 luglio 2005

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Etiopia. [sintesi 2005] 24 luglio 2005

Nam Myoho Renghe Kyo. 6-7 luglio 2005 – 324

un viaggio continua fino a che restano vive le relazioni che abbiamo costruito durante quel viaggio.

ecco la conclusione della mia lettera inviata a R., ad Addis Ababa, e già citata per stralci nella sua prima parte, nei post precedenti, e la sua risposta:

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6 luglio, da Stuttgart

[…] e stamattina alle 9 ero in Ufficio, per scoprire che durante l’assenza mia e del mio collega tutti i passi avanti fatti nella lotta contro la corruzione locale, della quale ti ho accennato, sono stati vanificati dal MAE.

sto qui col magone e una grande voglia di smetterla, ma purtroppo ho delle costrizioni concrete che non mi permettono di tornare a casa.
Italia Svizzera Germania sono che non so più bene come sono.

aggiungi che, come già sapevo, il passaggio in Italia è servito anche a chiudere, sembra consensualmente e molto civilmente, il mio ultimo rapporto sentimentale, che durava da circa tre anni. dall’altra parte c’è qualche riserva e velleità, ma spero di reggere nella decisione mia invece di restare amici e basta.

mamma mia…  Nam Myoho Renghe Kyo: non chiedo niente, se fa bene dire delle parole lontane, le dico, ma non ho proprio niente da chiedere.
se devo dirla tutta mi sento peraltro fortunato, perché non mi sfugge che, siccome statisticamente le disgrazie devono accadere, se a me capitano disgrazie di questo tipo, va tutto bene. ciò non toglie che stasera mi sento un pochino uno straccetto e che sto per andarmene a fare una nanna molto anticipata rispetto alle mie abitudini.

a proposito, mi sono cimentato in alcune interpretazioni del testo di sopra in aereo. che ne dici di: “congiungersi, aprendosi alla forza che trasforma le cose visibili nel ciclo di vita e di morte in un intreccio senza causa nè effetto”? bruttino, direi.

il testo sulla Soka Gakkai, lui, si è salvato perchè me lo ero messo in tasca, anche se io sono poi troppo razionalista per non sciupare tutto con analisi filologiche e correlazioni filosofiche.

temo che la mia interpretazione sia forzata nel finale: il testo infatti insiste molto sui rapporti di causa ed effetto, ma io penso che se questi sono troppo in rilievo, diventa difficile cogliere invece il senso globale e totalizzante del flusso vitale che sconvolge e riassorbe i tradizionali rapporti razionali di causa ed effetto.

grazie di esserti ricordata di scrivermi e spero di leggerti ancora presto.

un abbraccio.
Mauro

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una nota è forse necessaria: Nam Myoho Renghe Kyo è una legge di una particolare tendenza del buddismo, appunto la Soka Gakkai, che mi era stata fatta conoscere ad Addis Ababa, da R., adepta fervente di questa religione.

fu enunciata da Nichiren Daishonin, un Budda vissuto nel 13° secolo.

Nam proviene dal sanscrito namas, che significa dedicare o dedicarsi. Myo può essere tradotto come mistico o meraviglioso; e ho significa legge; quindi: mioho, meravigliosa legge. Renge significa fiore di loto, che però è un simbolo della simultaneità di causa ed effetto e dell’aprirsi semplicemente alla piena espressione delle potenzialità che abbiamo in noi. Kyo significa letteralmente sutra, letteralmente il filo, quello che congiunge tutti glie elementi della vita dell’universo, ma poi anche un breve aforisma, che sintetizza un insegnamento sapienziale.

come vado a verificare oggi, per questi buddisti, credere in questa legge mistica e recitare Nam-myoho-renge-kyo significa avere fede nel proprio illimitato potenziale buddico e nel principio secondo cui le persone comuni, sforzandosi con coerenza, sicuramente trionferanno.

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7 luglio, da Addis Ababa

che disastro! sono sempre più sfiduciata nei confronti dei voli – succede ad un sacco di persone di perdere i bagagli, ma poi nel 99% dei casi si ritrovano, comunque visto che devo prendere l’aereo domani, ho pensato che è meglio per me avere meno bagaglio, anche se potrei portare 64 chili, ne prendo uno a mano e un altro che sottopongo ad una benedizione (!).
per quanto riguarda filmati e riflessioni scritte, sono certa che non hai perso niente, le cose più importanti si imprimono nella nostra mente e vengono sedimentate e poi, lentamente, tornano nei momenti giusti –

relazioni sentimentali: in questo campo io sono ancora un’adolescente, mi piace innamorarmi, spesso delle persone più inadeguate, e poi ovviamente non riesco a portare avanti le relazioni – ma comunque penso che, soprattutto al giorno d’oggi, viviamo le relazioni con troppe pretese, chiedendo all’altra persona di riempire il buco nero che attanaglia ogni persona, e che giornalmente va zittito con tanta forza, sarebbe facile lasciarsi andare alla disperazione del vivere, il difficile è combattere queste tendenze vitali negative che rende gli esseri umani tutti uguali nella lotta. qualcuno ci riesce e vince sull’assurdità, qualcuno passa periodi disastrosi di tristezza, come me, e la maggioranza va avanti senza pensarci.

MAE – no comment, tanto con la tua esperienza sai che anche questa è una lotta dura, credo che se anche non le si vince, sia importantissimo agire per combattere corruzioni e menefreghismo burocratico

in questi giorni tante persone partono per rientrare nei ruoli italiani, si formano altri vuoti, ma la mente e il cuore si riempiono anche di tanti ricordi, di momenti gioiosi passati con persone simpatiche e piene di vita.

che dirti della Soka Gakkai? e del buddismo e della meditazione? è un mezzo, spesso efficace, per sentire più che per capire con la nostra mente occidentale che analizza tutto nei dettagli, sentire la vita che pulsa – a me è successo varie volte, di provare felicità inimmaginabili per il solo fatto di esistere
spero di poterle riprovare ancora

nel frattempo spero che i tuoi bagagli siano stati recuperati e che anche la tristezza sia andata a dormire e ti lasci in pace per un pò.
un abbraccio, r.

volo da Frankfurt verso l’Italia fino a sopra le cascate del Reno. 4 luglio 2005. – 320

nella notte fra il 3 e il 4 luglio 2005 avvenne il rientro in Germania con un volo da Addis Ababa a Frankfurt, notturno, e quindi senza riprese, come del resto quello dell’andata…

ma da lì rientrai subito in Italia con un volo verso Malpensa.

il volo avvenne di giorno e dunque qualche ripresa ci fu:

la Germania, un poco nebbiosa e quasi autunnale, poi il sorvolo delle cascate del Reno, che si vedono in questo primo spezzone, prima del sorvolo delle Alpi, che rinvio al prossimo video.

ritorno alla chiesa di san Giorgio. 1 luglio 2005. Addis Ababa vintage – 313

le prime riprese del primo luglio 2005 furono fatte alla chiesa di san Giorgio, Addis Ababa, ma sono state parzialmente cancellate dalla sovrapposizione delle riprese del giorno dopo.

quel che ne rimane alimenta questo primo video della giornata, che ha come tema fondamentale il valore della religione copta, dominante nel paese e della quale la chiesa stessa è luogo di culto.

abbiamo visto questa religione in qualche ripresa precedente, soprattutto sul versante della sua mitologia agiografica e in particolare di qualche figura emblematica del suo mondo di narrazioni simboliche.

qui la vediamo soltanto, all’esterno della chiesa, in qualche gesto rituale e nei paramenti orientaleggianti di alcuni sacerdoti, che sottolineano l’originalità e la particolarità di questo mondo.

. . .

è una pretesa forse assurda voler ricavare qualche elemento di giudizio da questa osservazione veloce di alcuni aspetti esteriori; eppure a me pare che dall’insieme emerga chiaramente un certo fatalismo, che è probabilmente la cifra interpretativa migliore del mondo etiope.

è probabile che fatalismo e rassegnazione siano l’atteggiamento psicologico più adatti per vivere in un mondo così duro ed apparentemente privo di speranze.

se è così, è il fatalismo che genera la religione fatalista, e non viceversa.