momenti di canto di un globetrotter – Sri Lanka 2004: quando si poteva viaggiare. 208

all’inizio mi sembrava una bellissima idea: raccogliere alcuni momenti di felicità pura del mio viaggio: quelli nei quali facevo cantare i miei occasionali amici incontrati, oppure mi mettevo a cantare assieme a loro:

tra le rovine di Anuradhapura, con un gruppo di bambini, felici di essere ripresi, nello Sri Lanka allora più povero e più felice di 17 anni fa;

con Sugath, che mi aveva incontrato con la sua moto nelle strade di Mihintale e accompagnato per mezza giornata intera; ma qui ho cancellato il seguito, dove canto io Bellaciao, stonatissimo come sono;

sul pullmino privato degli studenti universitari che il giorno dopo da lì mi avevano accompagnato a Minhintale;

e a Sigiriya dove avevo intonato Il leone si è addormentato con dei ragazzi americani in cima alla rocca più straordinaria dello Sri Lanka.

riguardando il risultato finale, non posso dire di esserne soddisfatto: isolati dal contesto, questi momenti mi pare che perdano di potenza ed efficacia, perché sempre la felicità è tale nella nostra vita perché si oppone a quello che non lo è e nasce per così dire dal grembo della noia o del dolore; se non ha questo sfondo di contrasto, diventa essa stessa un poco vuota e noiosa.

comunque oramai il guaio è fatto e il video non lo butto via: spero che la sua durata molto breve gli eviti la stessa fine. però c’è di peggio, perché ha fatto germogliare l’idea, allora, di un video più lungo, di un vero e proprio filmato, nel quale concentrare nella durata massima di un’ora o di mezzora (vedremo) l’intero viaggio; si vedrà.

e questa, più che una promessa, è una minaccia prima di tutto per me stesso.

le povere sistemazioni di un globetrotter. Sri Lanka 2004: quando si poteva viaggiare. 207

negli anni che trascorsi in Germania avevo un reddito globale decisamente impressionante, parte da lavoro strapagato, parte dalle case che avevo acquistato e poi affittato in Italia (a immigrati); e a breve neppure avrei dovuto pagare un affitto a Stuttgart: con quel che avevo messo da parte in qualche mese (detratte le rate dei mutui) mi sarei comperato un monolocale proprio alla fine del quel 2004.

eppure il mio viaggio fu fatto in economia, non tanto per i 4.500 euro al mese che dovevo pagare per i sei mutui dall’importo globale stratosferico che avevo fatto, per comperare appunto alcuni di quegli appartamenti o mezze case in centro storico a Brescia, ma per la mia vera e propria vocazione ad una vita senza lussi, che continuava anche allora, concedendomi l’unico sfizio dei biglietti aerei per raggiungere le mete dei miei sogni, ovviamente in classe economica (con un’unica eccezione forzata, che prima o poi racconterò di nuovo).

e partivo fin dall’inizio con un budget prefissato in testa, da non superare.

del resto, chi viaggia trascinandosi dietro il lusso con cui vive anche in patria, si perde la metà del senso del viaggio: questi sono i turisti, quella strana variante degenerata di viaggiatori che girano il mondo come le lumache, tirandosi dietro il proprio guscio, e dunque senza immergersi davvero nella vita locale, dato che i grandi alberghi o i residence costosi sono modellati quasi sempre sui gusti occidentali e non certo sulle tradizioni del posto.

e i paesi che amo di più sono quelli più lontani dai nostri modi di vita, e dunque anche quelli che offrono le occasioni migliori per viaggiare in un modo che definire in economia può perfino essere eufemistico: il record dei record lo raggiunsi nel mio viaggio nell’India tra Delhi e Calcutta del 2009, quando in 35 giorni riuscii a spendere in loco 525 euro, e me lo segnai mentalmente, per la media tonda di 15 euro al giorno tutto compreso, anche i 6mila chilometri fatti sui mezzi pubblici.

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così nelle mie riprese, che hanno, o vorrebbero avere, il carattere di un diario visivo on the road (anche se non sempre ci riescono bene), qualche clic viene dedicato anche al luogo che mi ospita per i miei riposi, prevalentemente notturni, ma non esclusivamente, in quanto sono un elemento anche loro del viaggiare nel suo concreto farsi, e soprattutto lo faccio quando è l’entusiasmo a muovermi, e così posso anche dimostrare che si possono trovare sistemazioni splendide pure spendendo poco o niente, come succede anche in Sri Lanka:

ad esempio a Mihintale, dove dormii tutto solo in una casa per ferrovieri semi-abbandonata, affittata da loro, per fare qualche soldo, dato che al momento erano disoccupati per l’interruzione del traffico ferroviario in quella zona, per la guerriglia indipendentista dei tamil;

o a Trincomalee, nella piccola guesthouse sulla riva del golfo azzurrissimo, tra le barche dei pescatori, che di lì a qualche mese lo tsunami avrebbe completamente distrutto,

oppure a Polonnaruwa o a Dambulla, in casette immerse nella natura tropicale.

in altri casi questa sistemazione era davvero un po’ squallida, come la prima a Negombo, che apre questo montaggio, con le sue pareti consunte e la sua povera zanzariera rosa, forse vecchia di decenni; ma qui le riprese servono soprattutto a documentare il sollievo da un viaggio dalla Germania comunque pesante e durato più di dodici ore in tutto.

oppure quella a Kandy, in una casa ancora in costruzione, che non ebbi neppure cuore di riprendere.

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con tutto questo il video che dedico alle accomodations di questo mio primo viaggio in Asia e nello Sri Lanka non ha altro senso che quello di risvegliare qualche ricordo in me stesso, mentre l’ho montato.

e decisamente ne sconsiglio del tutto la visione ad altri: pur se è piuttosto breve, non saprei trovare nulla di più noioso per chi non le ha vissute sulla propria pelle, quelle sistemazioni, nel male ma anche nel bene, naturalmente.

Sri Lanka 2004 on the road – quando si poteva viaggiare. 206

nel dare l’addio a questa lunga rievocazione del mio viaggio in Sri Lanka del 2004, che sta finalmente assumendo la forma di un libro che prevedo di autopubblicare presto, ho pensato di togliermi qualche piccoli sfizi personali, con alcuni ultimi video che si voltano indietro a riguardare questo viaggio da punti di vista particolari.

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il primo che mi è venuto in mente è di provare a rivedere in sequenza tutti gli spostamenti che furono filmati (solo alcuni in realtà):

la partenza dall’aeroporto di Frankfurt la sera del 13 luglio;

il tuctuc di Negombo che la mattina del 14 mi porta, dall’aeroporto di Colombo lì vicino, a questa città di mare sul lato occidentale dell’isola;

l’autobus che il giorno 18 mi porta da Anuradhapura a Mihintale, entrambe nel cuore dello Sri Lanka, anche dal punto di vista della religione buddista,

e il pullmino degli studenti universitari di questa cittadina che la mattina dopo attraversa una zona di guerriglia tamil e mi trasporta a Trincomalee, città di mare sulla costa orientale;

poi il treno e poi il bus che il giorno dopo, il 20, mi portano da qui a Polonnaruwa;

e un altro tuc tucper raggiungere la zona archeologica in mattinata, il 21, e il pomeriggio il bus per il Parco Nazionale di Kaudulla e la sua esplorazione in jeep, un poco avventurosa;

un nuovo viaggio in autobus a Sigiriya il giorno 22;

e poi, come immagini conclusive, quelle di una escursione, il giorno 24, nella riserva naturale integrale di Ritigala.

mancano altre riprese, di altri spostamenti successivi e del rientro, per l’esaurimento del materiale di registrazione disponibile.

sono consapevole che più ci si accanisce sui dettagli, meno si diventa comunicativi, ma in fondo qui lavoro soprattutto per il piacere della rievocazione; dovesse risultare condiviso, ben; altrimenti basterò a me stesso.

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ecco dunque una specie di riassunto finale del viaggio, anche se chiamarlo riassunto potrebbe risultare abbastanza provocatorio, visto che il filmato dura in tutto quasi 25 minuti e non credo sia minimamente guardabile per i suoi ritmi lenti, che consigliano di tentarne una riduzione in tempi e formati più adatti ai nostri ritmi convulsi di visione e alla impossibilità di mantenere una concentrazione a lungo; ma è anche vero che questo è, a suo modo, una sintesi, rispetto alle sei ore e 45 minuti di riprese complessive del viaggio.

quindi se la ricostruzione precedente del viaggio a Londra del 2004 aveva potuto essere contenuta in dimensioni paragonabili a quelle di un normale film di durata breve, qui si deve parlare di tanti filmati quante sono le località visitate, quelli che effettivamente sono stati presentati via via nel corso di questa rassegna:

FRANKFURT. 13 luglio 2004. luoghi 0. diario 0 – quando si poteva viaggiare. 61

NEGOMBO. 14 luglio 2004. luoghi 1. DIARIO 1. – quando si poteva viaggiare. 68

COLOMBO, toccata e fuga. 15 luglio 2004. luoghi 2. DIARIO 2. senza riprese – quando si poteva viaggiare. 69

ANURADHAPURA. 16-18 luglio 2004. luoghi 3 – quando si poteva viaggiare. 92

MIHINTALE. 18-19 luglio 2004. Sri Lanka, luoghi 4 – quando si poteva viaggiare. 103

VERSO TRINCOMALEE attraverso una zona della guerra civile con i tamil. 19 luglio 2004. Sri Lanka 36, luoghi 5 – quando si poteva viaggiare. 104

TRINCOMALEE. 19-20 luglio 2004. Sri Lanka, luoghi 6 – quando si poteva viaggiare. 122

POLONNARUWA. 20-22 luglio 2004. luoghi 7 – quando si poteva viaggiare. 146

IL KAUDULLA NATIONAL PARK. 21 luglio 2004. luoghi 8 – quando si poteva viaggiare. 142

SIGIRIYA, nel sito fatato. 22 luglio 2004. luoghi 9 – quando si poteva viaggiare. 154

RITIGALA. rovine di un monastero buddista, giungla, laboratorio di batik e casa del driver. 23 luglio 2004. luoghi 10 – quando si poteva viaggiare. 161

DAMBULLA. il tempio d’oro delle grotte. 22-24 luglio 2004. luoghi 11 – quando si poteva viaggiare. 168

MATALE. il tempio Nalanda Gegige e dintorni. 24 luglio 2004. luoghi 12 – quando si poteva viaggiare. 169

ALUVIHARA, il tempio tra le rocce. 24 luglio 2004. luoghi 13 – quando si poteva viaggiare. 172

KANDY, una città magica e il suo Esala Perahera. 24-26 luglio 2004. luoghi 14 – quando si poteva viaggiare. 201

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ma un modo alternativo di guardare al viaggio nel suo insieme è di vederlo come un diario visivo delle diverse giornate, che coincide con i filmati indicati sopra soltanto all’inizio:

FRANKFURT. 13 luglio 2004. luoghi 0. diario 0 – quando si poteva viaggiare. 61

NEGOMBO. 14 luglio 2004. luoghi 1. DIARIO 1. – quando si poteva viaggiare. 68

COLOMBO, toccata e fuga. 15 luglio 2004. luoghi 2. DIARIO 2. senza riprese – quando si poteva viaggiare. 69

16 luglio 2004. DIARIO 3. da Negombo ad Anuradhapura. senza riprese – quando si poteva viaggiare. 70

17 luglio 2004. DIARIO 4. Anuradhapura – quando si poteva viaggiare. 85

18 luglio 2004. DIARIO 5. tra Anuradhapura e Mihintale – quando si poteva viaggiare. 101

19 luglio 2004. DIARIO 6. tra Mihintale e Trincomalee – quando si poteva viaggiare. 120

20 luglio 2004. DIARIO 7. fra Trincomalee e Polonnaruwa – quando si poteva viaggiare. 129

21 luglio 2004. DIARIO 8. dalla zona archeologica di Polonnaruwa al Kaudulla National Park – quando si poteva viaggiare. 143

22 luglio 2004. DIARIO 9. da Polonnaruwa a Sigiriya – quando si poteva viaggiare. 155

23 luglio 2004. DIARIO 10. tra Ritigala e Dambulla: giungla e grotte buddiste – quando si poteva viaggiare. 166

24 luglio 2004. DIARIO 11. da Dambulla a Nalanda, Aluvihara e Kandy: il cuore del più strano buddismo nello Sri Lanka – quando si poteva viaggiare. 179

25 luglio 2004. DIARIO 12. Kandy, il cuore del più autentico Sri Lanka – quando si poteva viaggiare. 199

sul buddismo in Sri Lanka. 2004 – quando si poteva viaggiare. 205

a Fabia – mail 2 agosto 2004

del buddismo ho già parlato nelle lettere. non ti ripeto le prime impressioni di pelle molto negative sui monaci. la Marta mi ha perfino accusato di parlare come un prete a riguardo.
tuttavia, a conferma, ecco cosa scrive la mia guida (e adesso mi tocca copiare se no addio lettera):

“Dalla fine del XIX secolo nello Sri Lanka si è sviluppata una corrente di buddismo “militante” basata sulla convinzione che il Buddha (che secondo la tradizione visitò l’isola tre volte) abbia incaricato il popolo singalese di fare di questo paese una cittadella del buddhismo nella sua espressione più pura. questa forma di buddhismo più “interventista” e meno tollerante, forse stimolata dal tipo di cristianesimo diffuso dal potere coloniale britannico, vede la cultura buddista singalese minacciata sia dal cristianesimo europeo sia dall’hinduismo tamil.

– ecco le premesse della guerra civile attuale! che nasce dallàrroganza dei monaci buddhisti!
apro una parentesi: la storia del buddismo nello Sri Lanka comincia, secondo le tradizioni locali, con la conversione dell’imperatore indiano Ashoka, nel III sec. a. C., cioè circa 400 anni dopo la morte di Buddha. questo re avrebbe mandato suo figlio Mahinda a diffondere il buddismo nello Sri Lanka (siamo tra il 247 e il 207 a. C., al tempo delle guerre puniche, per intenderci: Anuradhapura era dal 380 a.C. la capitale del regno dello Sri Lanka, e lo fu ancora per 1.500 anni, e il suo re Tissa si convertì al buddhismo, sua sorella Sangamitta trapiantò al centro della città antica un virgulto dell’albero sacro della bodhi, sotto il quale Buddha aveva raggiunto l’illuminazione – albero che vive ancora ed è oggetto di culto.
si generò così una teocrazia. (è come se la storia del cristianesimo in Italia fosse iniziata con lèditto di Costantino…)
ma proprio in quel periodo si generò nel buddhismo una scissione tra la scuola theravada, purista e tradizionalista fondata in seguito sulla lettura dei testi sacri nella lingua originale, il pali, nel quale il canone sacro buddista fu posto in forma scritta attorno all’epoca di Cristo, e la scuola mahayana, che attribuisce al Buddha molti miracoli, si fonda in seguito su testi sacri tradotti in sanscrito, la tradizionale lingua letteraria indiana, e tende ad una sintesi con la tradizionale cultura indiana e con l’induismo.
questa seconda scuola, più aperta e tollerante, meno rigorista, ha diffuso il buddhismo in Tibet Nepal Giappone Corea Cina e Vietnam del Nord; i monaci dello Sri Lanka portarono il buddhismo della seconda scuola, quella più rigorista e integralista, in Thailandia, Myanmar Laos Cambogia e Vietnam del sud.
come vedi le premesse di una lettura integralista del buddhismo sono già nella sua storia. e nello stesso tempo il buddhismo singalese appare spesso armoniosamente fuso con aspetti della religione induista, fin dallàspetto di alcuni templi o di alcuni riti.

aggiungi che già dal VII sec. d.C. l’induismo aveva ricominciato a prendere piede in India e che il buddhismo qui fu spazzato via dall’invasione dei musulmani, che distrussero monasteri e università buddhiste, per cui i luoghi sacri del buddhismo indiano vennero occupati dai sacerdoti induisti.
di conseguenza lo Sri Lanka rimase per così dire la roccaforte del buddhismo nell’area indiana e il buddhismo diventò lèlemento centrale dell’identità dell’isola e questo ne accentuò lìntegralismo potenziale.

ma torniamo alla guida:
“Il buddhismo nello Sri Lanka si è progressivamente legato alla politica; il clero è in grado di esercitare forti pressioni sui politici se li accusa di non dare al buddhismo l’importanza che gli spetta. alcuni monaci buddhisti sembrano le persone meno tolleranti del paese quando si tratta di venire a patti con i tamil. nè tutti i monaci conducono una vita così immacolata, virtuosa e spirituale come ci si aspetterebbe!”

questo a conferma di alcune impressioni di pelle mie molto iniziali! il clero è sempre l’aspetto peggiore delle religioni tradizionali e il buddhismo mica fa eccezione.

ma che dire invece dellìnduismo? se si supera l’ottusa idea propagandistica cristiana che gli induisti siano dei primitivi pagani o quasi degli animisti che venerano più o meno 300.000 divinità, e si accetta il loro modo di considerare le cose, che 333.333, indicati ciascuno con un nome, una biografia e un immagine tipica, sono gli aspetti divini che può assumere lùnica divinità – cioè se ci allontana dalla propaganda antiinduista alla “Maometto e il cristianesimo” (anche Maometto accusa i cristiani di politeismo per la trinità…) , beh direi che 333.333 è più interessante di 3 e, soprattutto, lascia più spazio a tutti…
ma questa è solo la premessa per il prossimo viaggio in India…

cmq, per chiudere il discorso, lo sai a che cosa della tradizione occidentale si avvicina di più secondo me il pensiero buddhista? non trasecolare: allèpicureismo. ci sono dei punti di contatto davvero impressionanti: il piacere castematico di Epicuro e lìlluminazione di Buddha hanno qualcosa di comune e soprattutto la teoria del divino è assolutamente identica! anche per Buddha gli dei esistono, ma non si occupano degli uomini, e per di più possono invecchiare e morire!!! solo che in occidente attorno ad Epicuro non si è costituita alcuna casta sacerdotale, anche perchè l’epicureismo è nato esplicitamente contro ogni forma di teocrazia…

a proposito: è morto Terzani. mi piacerebbe molto conoscerlo meglio. mi puoi prestare dei suoi libri quando vieni a trovarmi?

il dopo Sri Lanka. 2004-2021 – quando si poteva viaggiare. 204

ma nessun viaggio finisce veramente nel momento nel quale la chiave di casa gira nella serratura e rivela il nostro ambiente abituale; ogni viaggiatore lo sa, se non è frettoloso e consumista del viaggiare: il viaggio sedimenta nella mente, come base per riflessioni su come ha cambiato la nostra visione del mondo, o anche semplicemente per la progettazione del viaggio successivo.

questo è tanto più vero per un viaggiatore come me, che nel tema natale dell’oroscopo ha l’ascendente per il 50% nel Cancro, amante delle rievocazione, e per il 50% nel Leone, amante delle esibizioni: mix perfetto dal quale nasce la lunga stagione successiva ad ogni viaggio, che è quella della sua rievocazione a volte talmente dettagliata e minuziosa da diventare maniacale, come ben si vede da queste pagine.

ancor di più per questa esplorazione così poco turistica, in fondo, dello Sri Lanka, che ebbe tutto il sapore di una introduzione e anzi di una vera scoperta dell’Asia, che ci appare oggi di nuovo quello che è sempre stata: il vero cuore del nostro mondo, e portò all’abbandono della naturale visione eurocentrica che avevo conservato fino a quel momento.

io non lo sapevo, ma stavo seppellendo, con un senso vittorioso di conquista, un vecchio io, per farne nascere un altro.

e questo forse spiega l’insistenza con la quale sono tornato a questo vero e proprio mito fondativo della mia nuova identità.

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ma lasciatemi dare un’ultima occhiata rievocativa ai momenti diversi nel quale quel viaggio continuò a vivere nella mia vita di allora

e si conclude soltanto, del tutto, credo, in queste settimane, che segnano la decisione di trasformarlo in un libro e dunque di abbandonarlo, così come mi trovo costretto ad abbandonare quella identità di viaggiatore blogger, di globetrotter con la tastiera, per assumere, meno entusiasticamente, quella del pensionato raccolto in una dimensione di concentrazione attorno al proprio vissuto per cercarne il senso.

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a Fabia – mail 29 agosto 2004 raccolta completa

bacioni a te e Demian.

Mauro

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a Fabia – mail 30 luglio 2004

non e vero che la raccolta mandata e completa, ti mancava l ultima puntata.

mauro

fammi sapere con un ok sul cell o per mail se hai ricevuto le due mail.

a presto.

baci

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a Fabia – mail 2 agosto 2004 c’è ce guarda bene

cara Fabia,

eccomi a ripeterti la lettera di ieri sera, visto che sto stronzo di pc non fa più funzionare lo scanner e si è bloccato sulla riproduzione di alcune considerazioni della guida Lonely Planet sui monaci buddisti distruggendo quanto sino ad allora scritto.

grazie dei complimenti, fanno sempre piacere.
ieri ho cominciato a rivedermi un po’ di video girati, e sono bellissimi, a cominciare da Frankfurt che ha con Stuttgart lo stesso tipo di rapporto che il suo figlio migliore, Goethe, ha col figlio migliore di Stuttgart, Hegel –
per cui passeggiare per Frankfurt è come leggersi Goethe e passeggiare per Stuttgart è come leggersi Hegel, non so se rendo lìdea…
comunque quello per lo Sri Lanka non era solo entusiasmo e innamoramento: il paese è davvero stupendo e la gente meravigliosa. […]

ma andiamo con ordine.

da quello che scrivi capisco che almeno una delle mie mail non ti è arrivata, quella con lìntera raccolta delle lettere “circolare” mandate a Marta perchè le rispedisse a tutti, che ti ho già mandato due giorni fa. le lettere sono negli allegati e bisogna aprirli, nel caso non te ne fossi accorta, eh eh.

finita questa mail te la rimanderò e per sicurezza aggiungo anche la successiva.
in tutto oggi ti mando quindi tre mail, questa compresa.
dati i casini incredibili di questo gestore tedesco di mail, fammi tre squilli sul cell quando le ricevi, così avrò la conferma dellàrrivo.
purtroppo bisogna organizzarsi contro il disservizio, purtroppo. […]

ma piuttosto il mio prossimo acquisto sarà una casa a Kandy! mi dicono che con 3.000 euro ti compri una villetta nei dintorni della città con un pezzetto di giungla.

credo proprio che a Natale torno. lùnico dubbio è se spostarsi invece in Thailandia o nel Myanmar…

ed ora parto per il lavoro, sigh…

bacino sorella.

Mauro



dunque da subito nasce la raccolta delle mail che raccontavano il viaggio, anche se non se ne è conservata traccia negli archivi informatici, e dunque ho dovuto ricostruirla.

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a Marta – mail 3 agosto 2004

cara Marta,

sono tornato, sigh!!! ho passato due giorni a riprendermi dai fusi orari, nonostante fossero solo 4 ore di differenza; devo essere geneticamente particolarmente sensibile a questa cosa, basta dirti che la seconda notte non ho chiuso occhio un attimo!!! e il bello era è che mica andavo con l’orario dello Sri Lanka, ma con un altro orario ancora del tutto immaginario: Giappone? Papuasia? boh!!! forse è per questo che mi piacciono i viaggi lenti e non l’aereo. poi mi sono rimesso in regola. […]

lo sri lanka mi ha molto cambiato, lo sai? sono molto più tranquillo, mi arrabbio meno e insomma sembro un’altra persona da tanto poco sono stressato. inoltre sorrido sempre ankio come i singalesi. oggi ho perfino incontrato in ascensore quel vecchio ermafrodito lungo che mi aveva fatto una mezza scena perckè scaricavo i sacchetti dall’ascensore tutti assieme e non li portavo su a uno a uno – non so se l`ho raccontata proprio a te questa – e gli ho fatto un saluto larghissimo salutandolo a voce alta entusiasticamente, tanto che è rimasto perplesso un momento e poi si è sentito in dovere di fare altrettanto (a parte la vocetta da donna, eh eh).

certo che ho fatto molte riprese in Sri Lanka e me le sto rivedendo tutte: lentissime, come sempre, ma vedremo se ci sarà tempo di un montaggio ben fatto che tagli via i tempi morti. solo che devo farmi un corso di montaggio digitale da solo… in occasione di questa scorpacciata di video […]

bacioni e aspetto di rileggerti al più presto.

papà

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ma il viaggio proseguì anche nella dimensione quotidiana dei contatti avuti nell’isola, vedi il post 185.

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più avanti inizierà la stagione dei ritorni memoriali e dei rifacimenti quasi ossessivi: basterà questa sola citazione della prima fase, quella nella quale montai per la prima volta i video, nell’autunno del 2011, dieci anni fa.

adesso sono passati due mesi esatti da quel post, l’autunno grigio e quasi germanico ha preso il posto di quella fine agosto torrida.

di ritorno dalla terra tedesca, ho rinviato un viaggio in India che doveva iniziare ieri e sto cominciando a pensare per dove partire alla fine di questo mese.

e in questi sessanta giorni ci sono stati alcuni montaggi video soltanto, senza commenti né post: un piccolo anonimo lavoro artigianale di taglia e cuci, tanto il sonoro esisteva già, e ha dato pochi problemi, mentre il demone della scrittura si affievoliva nella mia mente.

IMMAGINI DA KANDY. MY FIRST SRI LANKA, 2004.18 1 novembre 2011

il rientro in Germania dallo Sri Lanka. 28-29 luglio 2004 – quando si poteva viaggiare. 203

in una mail del 21 luglio che prometteva (invano) la fine dei disordinati resoconti del viaggio mandati a casa e che forse nessuno leggeva, tranne forse mia sorella, avevo scritto:

ah, lo sapete che al ritorno si fa scalo alle Maldive?
spero solo che l aereo non sia una carrioletta della Corea come all andata che al decollo scricchiolava tutto e si sentivano gli spifferi…
(questa seconda e tutta immaginazione…) compagnia aerea sconsigliata da Repubblica….

devo quindi dedurre che effettivamente nella mia vita sono stato anche alle Maldive, anche se soltanto per uno scalo aeroportuale insignificante, e qualche vago barlume di memoria sopravvive in qualche angolo dell’hard disk impolverato che ho in testa.

metto quindi una ideale bandierina nel planisfero virtuale che una volta avevo aggiunto ad un mio blog per segnalare i vari paesi del mondo dove ero stato e starebbe bene anche su questo, e mentalmente anche su quello reale, che mi aveva regalato allo stesso scopo mia figlia Marta e che è andato perduto in qualche trasloco.

ma poi, che sciocco!, trovo anche traccia di quel passaggio in una mail di qualche giorno dopo:

a Marta – mail 3 agosto 2004

cara Marta,

[…] ah, a proposito, forse non ti ho detto dello scalo alle maldive: che posto incredibile! questa fila di isolotti lunga centinaia di chilometri a 1.000 chilometri dal continente!
stupenda, vista dall’aereo. ma per me basta e avanza. morirei di claustrofobia su uno di quegli isolotti.

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e lascio la parola all’ultima mail del viaggio, quella scritta al rientro nella mia casa di allora a Stuttgart, il 29 luglio:

cari tutti,

queste righe semiburocratiche sono per dirvi che sono felicemente arrivato a casa stanotte alle tre dopo un volo interminabile che faceva venire le formiche ai piedi e un crepuscolo durato 5 ore reali!!!

tutto e andato con teutonica impressionante puntualita ordine e perfezione. io pero ho una voglia matta per niente germanica di ripartire anche subito e sto dibattendo seriamente se dare un calcio ai 7.500 euro al mese e mettermi subito in pensione e in viaggio: tanto con 2.000 euro al mese la pensione nello Sri Lanka e altrove nel mondo basta e avanza!!! mahhh!!! parole parole…

qui passo la giornata tra riordino e sonnecchiamenti: parte delle paccottiglie semituristiche acquistate per voi si sono rotte in aereo, come ovvio. […]

baci

Mauro, che torna a nanna – sarebbe già notte a Negombo…

Negombo, un’altra giornata invisibile. 27 luglio 2004 – quando si poteva viaggiare. 202

27 luglio 2004 mail a mia figlia Marta, col titolo “continua…”

cara Marta,

credevo che questa ultima giornata nello Sri Lanka sarebbe stata un tranquillo gingillarsi tra cose inutili sulla mia terrazza da 8 euro al giorno, e invece… ecco nell ordine cosa succede. […; il primo episodio lhp trasferito nel penultimo post, visto che si riferisce al giorno precedente].

questo ha contribuito a spazzare via certe stupide mie teorizzazioni in fieri sulla impermeabilita alla globalizzazione di questo paese e dei tropici in generale. la situazione e piu confusa, come sempre: questa poverta e nello stesso tempo la continuazione della tradizione locale e un effetto della globalizzazione.

la poverta e intollerabile anche in questa citta che mi aveva colpito all inizio del viaggio per la sua miseria e alla fine del viaggio mi appare in certe zone un incredibile isola di benessere e ordine occidentale.

ma torniamo al giro di stamane: dai canali alla laguna col mercato del pesce tra un aggrovigliato svolazzarci sopra di cornacchie che oscurava il cielo e centinaia di tonni stesi a seccare al sole: centinaia di barche di pescatori, coi venditori di blocchi di ghiaccio, e le ultime barche ancora in mare aperto, con le splendide vele cinesi scure rettangolari.
la laguna si apre sul golfo tra SPETTACOLARI palmeti. li c era la casetta dei miei sogni, giusto all angolo tra la laguna che vi ho descritto e l oceano aperto con i suoi cavalloni fragorosi.

un ragazzo che lavora in Italia mi ha preso sulla sua sua moto e portato piu avanti lungo la laguna, avvisandomi di stare piu attento quando giro da solo ai cani e ai guidatori di tuc tuc. simpatico, aveva da fare il giro delle sue quattro findanzate sulla moto fiammante comprata coi soldi del lavoro di saldatore a Roma e gli ho offerto da bere.

il guidatore di tuctuc del ritorno ha voluto a tutti i costi farmi conoscere la sua famiglia, padre moglie e tre bambini, in una casa dignitosa, statale, spaziosa, tra i soliti uccelli meravigliosi, ai bordi della giungla, bel giardino, tettoia per la macchina nuova, bella casa, sugli standard di qui: affitto 300 rupie al mese, cioe 5.000 lire: costo della casa 300.000 rupie, il suo sogno e comprarla. fate il conto voi!!!! ho detto che la compravo io subito… ma non era sua.
richiesta finale: posso mandargli ogni mese una piccola cifra per l education dei suoi figli? why not? peccato solo che di tutti non era certo quello che aveva piu bisogno.

ora che ho finito internet, vado a trovare un pescatore conosciuto stamattina. qui l apparizione di un europeo soprattutto fuori dai circuiti turistici e soprattutto penso di un europeo che abbia voglia di parlare con i locali e come l apparizione di padre pio.

cmq per evitare equivoci io mi sono tagliato la barba.

baci.

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29 luglio 2004 mail a tutti i familiari.

[…] chiudo il mio resoconto sullo Sri Lanka con un ultimo aneddoto (l ìntera raccolta è a disposizione di chi la richiede, eh eh, nel caso probabilissimo vi siate persi qualche puntata).

ah il pescatore che sono andato a trovare l altro ieri all ora dell appuntamento dormiva distrutto dalla notte passata in mare; ma mica ci sono problemi; al suo posto l altro ieri sera ho chiacchierato invece con un suo amico di Negombo che parlava anche il tedesco (male) e il perche e interessante, sentite il suo racconto.

lui parla il tedesco perche aveva un fratello che e andato a vivere in Germania. cosa c e di strano, direte. ci e andato presto, il fratello, a 16 anni, perche un pezzo grosso tedesco che era passato di qui – probabilmente negli alberghi da 200 dollari per notte che ci sono in fondo alla spiaggia che io non ho mai visto – si era innamorato del ragazzino al punto che, per portarselo in Germania e procurargli un regolare permesso di soggiorno, lo aveva adottato.
dunque figurava di essere suo padre, ma poi mica si comportava come un padre con lui, chiaramente.

questo a proposito dei discorsi dell ultima lettera sui guidatori di tuc tuc che propongono senza imbarazzo prostitute bambine; a proposito, ho volutamente bidonato il tipo odioso dell altro giorno, ma il guidatore di tuc tuc di ieri era assolutamente uguale, stesse ripetute proposte; ho appena finito di buttare la sua mail.

tornando alla storia però, per fortuna il bene trionfa e la virtù sconfigge il vizio! fatto sta che arrivato a 18 anni il ragazzo e scappato di casa (dalla casa di Germania) ed e venuto a vivere in Italia, dove ha trovato un lavoro in un ristorante, si e sposato e ha messo su famiglia e ora – 15 anni dopo – ha due bambini.

ah, naturalmente nel frattempo ha perso il cognome tedesco e ripreso il suo cognome originario. chissà che casini per quel disgraziato mammolone di Germania.

istruttivo no? la cosa da notare e che mi pareva che il fratello che mi raccontava queste cose, oramai di piu di 30 anni e dall aspetto quasi di mendicante, piu che altro stesse ad aspettare se nel caso arrivasse un tedesco anche per lui.

beh queste ultime note hanno messo un po di scuro nel ritratto a colori squillanti dello Sri Lanka dei primi giorni, non vi pare? questo c e di bello nel girare il mondo, questa sfaccettatura, questo gioco di luci ed ombre. come in tutta la vita.

ha parlato il nuovo buddha.

a presto.

baci

Mauro,

che torna a nanna – sarebbe già notte a Negombo…

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sinceramente non saprei che cos’altro aggiungere, la memoria non mi sostiene di più; ha già fatto il suo sforzo finale l’anno scorso, riuscendo a recuperare il ricordo dell’hotel dove ero stato quindici anni prima, dopo diversi tentativi in giorni diversi, tanto che sono anche riuscito a ritrovarlo e posso aggiungerne qui addirittura la foto.

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da Kandy a Negombo. 26 luglio 2004 – quando si poteva viaggiare. 60 – 22 gennaio 2021

[…] però riesco a rimediare con una foto almeno per quanto riguarda l’albergo nel quale mi sono sistemato a Negombo quel giorno e il successivo, visto che credo di averlo riconosciuto nel febbraio scorso; e non mi sembra cambiato proprio per niente! […]

KANDY, una città magica e il suo Esala Perahera. 24-26 luglio 2004. luoghi 14 – quando si poteva viaggiare. 201

questo è l’ultimo riepilogo video dedicato ad una località, per il viaggio in Sri Lanka del 2004: solo la mattina del 25 luglio ero rimasto a Kandy, ma senza più nessuna videocassetta disponibile, e poi ero tornato a Negombo, a cui è già stato dedicato un video in questa rassegna; e quindi dal giorno 26 non vi furono più riprese in questo viaggio, per l’esaurimento dei nastri necessari, come ho già ricordato.

si potrebbe dunque pensare che questo montaggio video sia soltanto un ricucitura meccanica ed abbastanza ripetitiva della terza parte del diario del giorno 24 con quello del giorno 25, che ho già pubblicato.

invece mi sono sentito più libero, perché questi video dedicati alle località visitate hanno lo scopo di rendere il carattere e un’immagine complessiva, anche prescindendo dall’aderenza scrupolosa alla successione delle riprese.

e così ho scelto di mescolare le riprese dei luoghi e della gente delle due giornate con quelle dello spettacolo di danze tradizionali fatte nel capannone teatro prima della quarte notte della processione dell’Esala Perahera.

questo nome, lo dico ora, significa parata (Perahera) del mese di Esala (luglio o agosto), quello immediatamente successivo alla illuminazione di Buddha, che vide l’inizio del suo insegnamento.

la mia idea iniziale era semplicemente quella di evitare la sequenza troppo lunga delle danze, col connesso rischio della monotonia e della noia, ma il risultato è andato aldilà delle attese.

ora le danze scandiscono le diverse riprese, all’inizio quelle della terza Perahera,fatte davanti al tempio Maligawa (cioè del Dente di Buddha, la reliquia considerata preziosissima, al centro di importanti vicende storiche dell’isola), poi quelle del giorno successivo della città e della sua parte monumentale e infine precedono, in una specie di andamento circolare, quelle della quarta notte della processione (delle dieci che dura).

questa volta è ripresa una di quelle che conducono ai devales, o templi, di Natha, Vishnu, Kataragawa e Pattini che sono situati nelle vicinanze e dedicati alle quattro 4 divinità guardiane: i nomi sembrano quelli di divinità hindu, in una specie di sincretismo indo-buddista originario che potrebbe ricordare la sopravvivenza nel nostro cristianesimo di tanti aspetti del soppiantato paganesimo; e comunque è la testimonianza di un periodo della storia singalese meno drammatico di quello attuale, caratterizzato dall’integralismo della maggioranza buddista contro le minoranze religiose hindu, islamiche e credo anche cristiane, soprattutto cattoliche, sopravvivenza questa del periodo di dominio coloniale portoghese.

questo festival però oggi è soprattutto l’occasione per l’esibizione di centinaia musicisti, danzatori, cantanti, acrobati, in pratica direi tutta la popolazione maschile della città, accompagnati da un grande numero di elefanti bardati, che invadono le strade, e perfino di cinghiali, leggo, che però non ho visto e forse compaiono soltanto nelle sere successive.

sono appunto gli stessi spettacoli ai quali assisto a teatro, ma qui con la possibilità di vederli e riconoscerli meglio, più da vicino.

le danze, le piroette degli acrobati e i virtuosismi degli equilibristi si fanno apprezzare nella precisa individualità di ogni danza diversa, così come la presenza femminile in alcune esibizioni, che invece è esclusa dalla partecipazione nelle strade e non appartiene alla tradizione più antica, ma se ne può godere solo nello spazio ristretto del teatro.

ne è uscito un vero e proprio riepilogo soggettivo mirato della mia esperienza in questa città straordinaria, ma che mi rimane stampata nella mente come la città favolosa della processione sacra degli elefanti e della straordinaria follia artistica e religiosa che vede un intero popolo per dieci sere consecutive nelle strade.

i giovani, i ragazzi e i bambini fanno da protagonisti, a danzare e cantare in costume tradizionale; la componente femminile e degli anziani si gode lo spettacolo, e questo merita sicuramente le lunghe attese che si vedono giusto all’inizio del filmato.

ogni sera le riprese si concludono con la presenza dominante del fuoco delle fiaccole o dei piccoli roghi accesi ed alimentati nelle strade, come lo spettacolo teatrale chiudeva con alcuni danzatori che camminavano sui carboni ardenti dopo essersi fatti passare (apparentemente) le fiaccole sulle braccia insensibili al calore della fiamma.

è troppo retorico, forse, dire che al fuoco che brucia fisicamente nelle strade e a teatro corrisponde il fuoco interiore che anima queste giornate e che si è trasmesso anche al vostro operatore e montatore del video.

non so quanto ne arriverà anche all’eventuale spettatore: l’intero filmato dura giusto poco più di un’ora.

Kandy e ritorno a Negombo, la giornata invisibile. 26 luglio 2004 – quando si poteva viaggiare. 200

26 luglio 2004 – mail

cara Sara,
se te le avessi raccontate a voce queste cose ne avrei dimenticate la meta: pero stai sicura che ancora non ho raccontato tutto e che quella che ricevi e solo una traccia. e vedrai che a voce e con le infinite riprese fatte ci sara molto da aggiungere. cmq eccomi qui a Negombo a 10 km dall aeroporto, nello stesso posto da dove ho cominciato il mio tour che mi sembra sia stato infinito.

oggi a Kandy visita al tempio principale –  le mille e una notte –  e poi ai giardini reali, dove ho passato un ora divertentissima in mezzo a una tribu di scimmie che mi saltavano praticamente tra i piedi e puntavano in modo ghignevolissimo due ragazze che cercavano invano di fare colazione da sole, ma il loro sacchettino interessava moltissimo alle scimmie. poi sono arrivati dei cani e la festa delle scimmie e finita. andate via le scimmie sono arrivati gli scoiattoli.
mi sembrava di essere in uno zoo senza sbarre… – ah, per poco non finivo investito da un elefante stamattina: mentre stavo attento a quello che avevo davanti, non ho visto quello che arrivava da dietro… 🙂

poi quattro ore di bus, ed eccomi qui, al mare, a Negombo.
oggi ho fatto uno strappo e per due notti dormo in un hotel fighetto con terrazza personale vista mare, bagno e doccia decente: 13 euro a notte, e ho sfondato il budget (che pero era molto modesto). fai conto pero che ho fatto un pranzo con 1.200 lire oggi!!!!

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27 luglio 2004 mail a mia figlia Marta, col titolo “continua…”

ieri sera esco a fare due passi, arrivo davanti a un tempio indu non particolarmente interessante, nel senso di moderno, ma con la solita incredibile pila di divinita coloratissime davanti sul tetto e uno degli inservienti del tempio mi ha chiamato dentro e gentilmente mi ha condotto davanti ai vari altari a spiegarmi (in inglese sigh!!!) le cose.

dunque, se ti interessa: il tempio e dedicato a Ganesh, il dio elefante. rappresentato panciutissimo e beato con la testa le zanne e la proboscide. gli altri altari erano dedicati a varie altre divinita deformi imparentate: devo dirti che quando il tipo ha cominciato ad addentrarsi nelle relazioni di parentela, piuttosto complicate e difficili da capire in inglese, il mio interesse peraltro e calato paurosamente.

Ganesh e sempre rappresentato tra le sue due sorelle, e quando ho chiesto (per una volta io!!!!) se era sposato, la risposta e stata no: alla domanda perche no, nessuna risposta, solo sorrisi furbetti, che pero mi hanno lasciato nel dubbio.

il tipo che forniva queste risposte tra l altro sembrava assolutamente identico ad un ragazzo che avevo notato e filmato tra gli altri nella festa induista di Trincomalee, ma e impossibile che fosse lui: la stessa paciottosita induista, gli stessi capelli raccolti come una ragazza, la stessa faccia, lo stesso fisico. boh!!!!

finito il giro il tipo che aveva il corpo tutto pittato a colori come un indiano d America ha cominciato a insistere perche mi facessi pittare anch io e mi voleva disegnare qualche simbolo induista sulla fronte: macchie rosse o strisce bianche.

tranquilli tutti, ho resistito (per ora…).

poi ha cominciato a parlarmi della hard oppression dei tamil nello Sri Lanka (che a me non pareva, dato che era li libero a fare la sua propaganda, cmq c e la guerra civile, probabilmente ho capito poco…).

finale: potevo finanziare i tamil? why not? gli ho lasciato 10 rupie (160 lire) mi ha rilasciato una squillante ricevuta e mi ha inserito seduta stante nell elenco ufficiale degli amici dei tamil. spero di riuscire a tornare in Italia: chissa se c e la censura anche sulle e mail.

a proposito lo sapete che la paga media di un operaia tessile qui e di circa 40 euro al mese???

per tornare ho preso un tuctuc che mi ha permesso di fare un incontro disgustoso: il conducente che faceva il mezzano  ha cominciato a propormi ragazze E RAGAZZI!!!! di 15 16 anni, se volevo, e non riuscivo a togliermelo di torno. se penso che razza di schiavitu ci deve essere dietro questo commercio mi viene la stupida voglia di correre dalla polizia a denunciarlo.
oggi invece ho fatto una scarpinata di dieci chilometri prima lungo i canali olandesi, tra queste strabilianti ed enormi cattedrali cristiane che sorgono in qualunque punto delle periferia di Negombo e gli Istituti di san giovanni bosco. sara un caso che la prostituzione si sviluppa dove e piu radicato il cristianesimo, cioe la  presenza occidentale? credo di no. […]

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da Kandy a Negombo. 26 luglio 2004 – quando si poteva viaggiare. 60 – 22 gennaio 2021

non ci sono più riprese del viaggio in Sri Lanka dal 26 luglio in poi, e credo di ricordare che fossero finite le videocassette; rimangono soltanto le mail.

e non posso neppure adottare la soluzione di usare foto del mio viaggio dell’anno scorso, almeno per la parte principale della giornata, come ho fatto nel caso simile del 15 luglio per la visita di Colombo, dato che l’anno scorso non sono andato a Kandy.

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l’ultima videocassetta disponibile si era esaurita nella quarta notte della Esala Perahera di Kandy, non avevo macchina fotografica e dunque su questa giornata e della successiva non è possibile imbastire videoracconti.

la nebbia della dismemoria ha cancellato quasi tutto: il ricordo del viaggio; e neppure rimane altro che una vaga rimembranza dello straordinario splendore del tempio del dente di Buddha, dove lo Sri Lanka ha concentrato tutta la sua più recente potenzialità artistica.

cerco ora in rete qualche foto che restituisca almeno vagamente il clima di quelle ore, ma inevitabilmente manca quel qualcosa per me irripetibile che è il mio particolare modo di guardare.

25 luglio 2004. DIARIO 12. Kandy, il cuore del più autentico Sri Lanka – quando si poteva viaggiare. 199

anche le riprese della seconda giornata trascorsa a Kandy, il 25 luglio 2004, sono concluse, e i relativi montaggi video pure.

collegandoli assieme per il consueto video riepilogativo col diario visivo della giornata, ne esce quasi un film della lunghezza di un’ora (e non sono neppure sicuro di averli inseriti tutti, devo ancora controllare…).

solo Anuradhapura aveva provocato una simile ricchezza di sensazioni e di immagini, ma non in una sola giornata.

e scopro di nuovo di avere in realtà sempre montato mentalmente dei film interi, anche se li spezzettavo per unità più brevi, per adeguarmi al gusto frammentario dei tempi.

questo è formato di tre parti, in realtà distinte:

la passeggiata per Kandy, con la solita mescolanza di esperienze diverse, dalla gente, ai grandi monumenti e ai piccoli – per me non fa differenza, l’entusiasmo della scoperta è lo stesso, e Kandy si presta moltissimo perché è una città molto eterogenea e ricca di contrasti e anche di vere e proprie sorprese;

la lunga serie di riprese delle danze tradizionali viste nel teatro nel quale sono andato in qualche modo a riposarmi, dopo una prima parte della giornata decisamente intensa.

ma poi deve esserci stato anche un momento di riposo vero e proprio, perché le ultime scene riguardano la sfilata notturna degli elefanti in processione in un quartiere semiperiferico della città.

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inutile dire dell’acuta nostalgia che la visione di queste scene ha risvegliato, per quanto la loro fusione sia soltanto parziale e molto malriuscita (il film credo che sia francamente inguardabile nel suo insieme).

perché non sono più tornato a Kandy? mi domando.

perché l’anno scorso l’ho evitata come un innamorato deluso che non vuole più rivedere la sua prima ragazza vent’anni dopo, perché teme di vederla imbruttita? o, peggio ancora…. di non trovarla più…

ad ogni costo devo tornare in Sri Lanka, devo tornare a Kandy; nella mente si affollano disordinatamente mille cose non abbastanza viste, mille occasioni perdute.

tornare in quell’isola, tornare in quella città che vive in riva ad un lago, in mezzo alla giungla, tra le scimmie e gli elefanti, sarebbe come ritrovare quella specie di giovinezza non ancora perduta, almeno nel cuore, che mi condusse lì.

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ecco il riepilogo delle riprese:

nastroseq.pos.durataannomeseg.statolocalitàtema
101-600.042004.07.25SRI LAKandybuio
102-560.012004.07.25SRI LAKandyperiferia
103-550.012004.07.25SRI LAKandyvegetazione
104-540.012004.07.25SRI LAKandyscuola, periferiaragazzi
105-530.022004.07.25SRI LAKandyrecinto del tempio, addobbielefanti
106-510.022004.07.25SRI LAKandycortile del tempio
107-500.012004.07.25SRI LAKandymuseo del tempio
108-490.042004.07.25SRI LAKandycortile del tempio
109-450.022004.07.25SRI LAKandymura del tempio
1010-430.012004.07.25SRI LAKandymuseo e cortili del tempio
1011-420.042004.07.25SRI LAKandyelefanti: Anaconda
1012-380.022004.07.25SRI LAKandystrade
1013-360.032004.07.25SRI LAKandyteatro: musiche e danze locali
1014-330.052004.07.25SRI LAKandyteatro: pubblico e danzeragazze
1015-280.052004.07.25SRI LAKandydanzatori
1016-230.042004.07.25SRI LAKandydanzatrice in grigio
1017-190.042004.07.25SRI LAKandydanza delle maschere
1018-150.012004.07.25SRI LAKandydanza verde
1019-140.032004.07.25SRI LAKandydanza coi piattelli
1020-110.022004.07.25SRI LAKandydanza del re
1021-90.012004.07.25SRI LAKandypubblico e danze
1022-80.022004.07.25SRI LAKandymangiatori di fuoco e carboni ardenti
1023-60.062004.07.25SRI LAKandyEsala Peraeira, seconda giornata

e quello dei video confluiti in ordine nel filmato complessivo: