Sigiriya: passeggiata solitaria tra le scimmie. 22 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 46

continuano le cronache video del mio primo viaggio in Sri Lanka del 2004: primo viaggio anche in Oriente e nel subcontinente indiano.
il commento, in un’epoca in cui non avevo ancora scoperto il blog, è dato dalle mail di quei giorni, che davano voce ad un bisogno di espressione allora molto vivo.
questa mail è ad una dei miei figli che avevo pregato di farmi da portavoce anche con i suoi fratelli.

dal post del 2011 che presenta la prima versione del montaggio video.

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sono arrivato a mezzogiorno, in questo incredibile posto fatato in piena giungla che si chiama Sigiriah [in realtà Sigiriya]: un picco che arriva a 600 m. sul mare, tutto di roccia liscia, quasi inaccessibile.

ma in realtà prima di arrivare al sito, ho percorso un bel tratto ai suoi piedi, tra enormi vasche dove fiorivano le ninfee e camminavano delle scimmie, all’inizio soltanto dall’altro lato dell’acqua.

momento magico, di solitudine assoluta.

mi credete se dico che me lo ricordo ancora?

 

in autobus da Dambulla a Sigiriya. 22 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 45

ecco tutto per oggi, ma sospendo le trasmissioni.
la prossima mail da stuttgart la settimana prossima ok?
pero se avete domande da fare o vi viene la nostalgia di saperne di piu, scrivetemi che ogni tanto io apro la casella.

così si concludeva la mail a casa del 21 luglio, per la frustrazione di non ricevere risposte dai miei figli.

ma il silenzio era troppo duro, e una nuova mail partì anche la sera dopo, da Dambulla:

22 luglio 2004

cara Marta,
contrariamente alle promesse, il bollettino continua, essenzialmente perche sono a Dambulla, un paesino di poche anime sparso su un territorio di chilometri non adatto a passarci la luna di miele, come dice la guida, qui sono le sette di sera ed e quasi buio e devo trovare un modo di passare il tempo prima di cena.
insomma ormai internet e un vizio.
– io penso che forse mi leggi anche dall Italia e se non hai tempo di fare la postina pazienza, tra l altro Sara manco mi risponde – si direbbe – quindi o non mi legge o non mi scrive o il gestore delle mail non funziona come sempre.
quindi aspettiamo a mandarle la mail, anche se poi mi accorgo che per i suoi argomenti questa sarebbe una mail speciale quasi tutta per lei.
– oggi giornata tranquilla ma stupefacente come tutte le altre.
questo Sri Lanka si sta davvero rivelando come la miniera delle mille meraviglie. pensare che e anche cosi piccolo (un quinto dell Italia).
solo che le distanze sono moltiplicate dalla difficolta dei trasporti.
oggi per fare 50 km sono partito dalla pensioncina alle 8…

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descrivo, nel primo dei due video che seguono, il tempo passato in attesa dell’autobus, girellando per questa che la  Lonely Planet definisce desolata città, ma almeno ben servita dagli autobus (e non era vera né la prima né la seconda affermazione).

le immagini della vita di povertà della periferia di Dambulla riprendono alcune situazioni che oramai stavo imparando a conoscere nello Sri Lanka, come le donne e gli uomini che si lavano nel fiume o i pescatori; altre immagini sono nuove, come quelle del lavoro di confezione nelle botteghe, da cui escono prodotti a prezzo infimo; le strade polverose, le case decadenti, la gente povera restituiscono senza abbellimenti la situazione di un paese da terzo mondo.

dei tempi dell’attesa del bus per Sigiriya fa parte anche l’osservazione del lavaggio preliminare degli autobus con secchi d’acqua presi dal fiume, tra la curiosità degli autisti, perplessi di essere ripresi.

ma poi si parte nel veicolo affollato, col monaco buddista sfacciatamente seduto e le donne, anche anziane, in piedi.

l’attacco degli elefanti: ultime avventure nel Parco Nazionale di Kaudulla. 22 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 44

alla fine gli sono anche girati i cocchi – agli elefanti – per tutte le nostre foto e hanno alzato gioiosi barriti facendo finta di attaccarci in gruppo.
noi abbiamo tagliato la corda col motore della jeep che per fortuna reggeva.

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questo è il resoconto, ovviamente sdrammatizzante, mandato a casa il 22 luglio di quindici anni fa per mail, alla conclusione dell’esplorazione del Parco Nazionale di Kaudulla.

adesso non è il caso di darne una versione drammatizzante, invece, dato che la situazione di pericolo fu minima e gli elefanti all’attacco non riuscirono a raggiungerci.

lascio comunque la parola ad un mio commento di risposta a un blogger, qualche anno dopo:
il secondo video è piuttosto mosso: purtroppo rende poco l’idea, per l’uso di una angolatura larga nella ripresa, ma gli elefanti erano davvero arrivati a un paio di metri da una jeep che aveva appena avuto un guasto che l’aveva bloccato.
quindi il momento dell’attacco degli elefanti è stato davvero altamente emozionate, più di quanto nel video non si veda

ma, raccontato un poco più per esteso, lo svolgimenti dei fatti fu questo: arrivati vicini ad un grosso branco di elefanti selvatici, dopo una ricerca lunga e apparentemente infruttuosa (un solo elefante solitario intravvisto nella boscaglia), la jeep che ci trasportava colse bene l’occasione per incepparsi e non dava segno di volere ripartire neppure a spingerla tutti assieme; gli elefanti erano distanti un centinaio di metri e noi abbiamo colto l’occasione per scendere dal mezzo.

sia stato questo o altro, i bestioni cominciarono a dare segni di nervosismo, agitando più del solito le proboscidi con cui stavano raccogliendo l’erba della savana: poi due di loro si strinsero la proboscide tra loro e questo fu come il segnale dell’attacco: cominciarono a muoversi con decisione verso di noi, che risalivamo velocemente sulla jeep in panne; solo per un attimo la situazione parve diventare critica, perché, quando gli elefanti giunsero a pochi metri da noi, la jeep decise che ci aveva già spaventato abbastanza e si rimise in moto; distanziarli, mentre lanciavano qualche barrito di delusione, fu questione di un attimo.

qualcosa di questo momento thriller si intravvede comunque anche dal video…

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dopo di questo, il resto della visita al parco ci condusse vicino ad uno specchio d’acqua centrale del parco; qui il protagonista comico è più che altro il ragazzo tedesco che con la sua fidanzata condivideva con me questa escursione: spettacolare lo spirito scientifico e tecnologico col quale esamina gli escrementi degli elefanti, in riva alla laguna, giungendo al punto di rivoltare le feci enormi con le mani per esaminarle meglio.

non rimase poi che il ritorno alla città di Dambulla, a conclusione di una gita davvero emozionante.

nel Parco Nazionale di Kaudulla. 22 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 43

rivedendo i montaggi video con le riprese fatte allora, capisco bene perché quella vacanza, la prima, quindici anni fa, che trascorrevo nell’Asia vera e propria e non nel Medio Oriente, mi entusiasmò talmente e mi entusiasma tuttora:

tale è la varietà delle esperienze: storia, archeologia, religioni, vita sociale costruita su abitudini così diverse dalle nostre e spesso ancora legata a tradizioni ancestrali, incontri umani dei più vari, riti e musiche strane, e poi la natura, tanta natura che si mescola inestricabilmente a tutto il resto e che spezza qualunque monotonia.

oggi safari strepitoso, a parte le 5 ore e mezza di jeep.

così scrivevo nella mail a casa.

ho visto di recente le riprese che un amico ha fatto ad un ben più famoso parco nazionale del Sudafrica, e devo dire – senza nessuna spocchia – che questo dello Sri Lanka è ben più autentico e ricco, veramente molto naturale.

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anche qui mi sono accontentato di dividere in tre parti il primo dei video dedicati al più recente Parco Nazionale dello Sri Lanka, il Kaudulla National Park.

la prima parte mostra il viaggio per il parco e la sua prima esplorazione.

il secondo video invece mostra l’incontro con gli elefanti: prima uno, solitario, nella vegetazione, e poi un branco ben più consistente, nella pianura a savana:

gli elefanti, che erano spariti da due giorni, racconta la guida, sono riapparsi solo per me e per la giovane coppia di ragazzi tedeschi con cui ho condiviso il viaggio, dopo aquila, sciacallo, pavone selvatico, bufali e uccelli vari.
50 elefanti selvatici tutti assieme: una meraviglia!!!

la terza parte si sofferma sui comportamenti degli elefanti: uno spettacolo raro, dal vivo!

 

Polonnaruwa e i turisti. 21 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 42

la cosa più divertente di chi parla male dei turisti e del turismo di massa è che il primo turista è lui, anche se si illude, chissà perché, di essere eccezionale e che per lui non valgono i soliti criteri di giudizio.

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i due video che presento oggi su Polonnaruwa vista nel luglio 2014 sono, di nuovo, soltanto due spezzoni di un video più lungo montato qualche anno fa, e il secondo in particolare ha qualche ripresa ironica sul turismo di massa che affliggeva già allora quella località.

ma, per non farla lunga, chiudo con ultimo brano della mia mail spedita a casa quella sera, che rivela qualche ulteriore divertente aspetto del viaggio rimasto senza documentazione video:

ah, ho anche sperimentato la nuova tattica per evitare le interviste, di cui ti ho parlato ieri, con questo risultato: che un tizio che diceva di avere 40 anni ma ne mostrava 10 + di me (spero) quando ho risposto che non lavoravo perche non ne avevo bisogno e che non ero sposato, ha cominciato a dire I like, I like: mancava il complemento oggetto, ma purtroppo non c erano dubbi, ero io l oggetto.
mi ha regalato una scarabattola + inutile di quelle comprate e ha voluto un appuntamento per stasera alle otto.
l ha avuto, peccato solo che gli ho dato il numero dell albergo dove ero, non di quello dove sto adesso, ehh ehh.
mi immagino la faccia della signora.

– la mail continua nel prossimo post e con i prossimi montaggi video. –

bacioni.
mauro

Polonnaruwa: i templi. 21 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 41

mi rendo conto che ripubblicare, sia pure sistemandoli, i video di un viaggio nello Sri Lanka di 15 anni fa li colloca in un nuovo contesto comunicativo, che è quello della nostalgia: quindici anni possono non sembrare molti, ma – in un’epoca di trasformazioni così tumultuose del mondo – possono oramai descrivere un mondo diverso; oppure no?

ma la nostalgia non è un sentimento troppo privato per potere essere condiviso? e fino a che punto queste immagini possono dire qualcosa ad altri che a me?

ma perfino a me stesso che cosa dicono, se a volte stento persino a riconoscere le situazioni e i luoghi e, più che ricordare loro, ricordo i video che ho montato in seguito per ricordarli?

in ogni caso sarò in grado di rispondere meglio a queste domande il mese prossimo, considerando che tornerò in Sri Lanka e almeno in paio, ma soltanto un paio, dei luoghi che ho visitato allora.

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i due video che presento oggi hanno due storie diverse.

il primo è la prima parte di un video lungo il triplo che avevo montato nel 2011: è bastato tagliarlo al momento giusto, visto che aveva come commento musicale tre diverse canzoni singalesi; noto con piacere che non vi è stato bisogno di altri interventi, segno evidente che le mie tecniche di montaggio stavano migliorando.

il suo tema sono le rovine delle architetture di Polonnaruwa, meno imponenti, ma più eleganti e sofisticate di quelle di Anuradhapura, pur se molto simili nelle strutture e nei motivi decorativi e scultorei.

il secondo video invece era stato pubblicato a parte con un titolo strano, dovuto ad un gustoso equivoco, e lo ripresento pure com’era, salvo correggere il titolo.

avevo parlato infatti, in un primo momento, di Young catholic sisters! – avevo cioè preso per suore cattoliche un gruppo di ragazze di qualche pio istituto islamico in gita scolastica! e tutto per il velo e per le uniformi bianche.

il loro carattere islamico, invece, risulta evidente da vari particolari, che allora mi erano sfuggiti: dallo zucchetto bianco di un insegnante alla divisa verde di una sua collega, e non basta la terza presenza di una accompagnatrice abbigliata in modo diverso a smentirlo.

la cosa mi venne fatta notare presto da un commento, ora cancellato da Youtube, a cui dovetti rispondere: ah Thank you, I will change my title… They are very very similar, my god… 🙂

e questo spieghi l’accompagnamento di musica bachiana, che suona grottesco, ma che non ho sostituito, per non dovere rifare l’intero montaggio da capo.

lo si pigli, oggi, come una specie di sarcastica battuta alle mie spalle.

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quanto alle fanciulle, erano abbastanza disinibite da togliersi il velo anche sotto lo sguardo indiscreto della mia videocamera.

oh tempi di libertà di sguardo, oggi perduti nella selva delle proibizioni!

Polonnaruwa: visita ai grandi Buddha. 21 luglio 2004 – Sri Lanka 2004-2005 40

beh, subito precipito nell ordine nelle meraviglie archeologiche di questa citta, sulla quale non ti tedio. budda giganteschi, rovine estese per sette chilometri, ecc. ecc.

tra le rovine mi sono rovinato e ho comprato dello sri lanka tutte le cose inutili che si potevano comprare. questi sono cosi gentili e sorridenti che e impossibile dirgli di no.

ho perfino comprato due volte la stessa identica piciottata per turisti, per dire, dopo averla pagata uno sproposito perche ho voluto vedere fino a quanto poteva scendere il prezzo e di quanto mi avevano fregato la prima volta e quando ho capito che valeva un quarto di quello che avevo pagato (20 euro di troppo!!!!) era troppo tardi per dire di no e ho dovuto farmi fregare la seconda volta.

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è la continuazione della mail già vista, spedita a mia figlia Marta il 21 luglio (2004).

ma, nonostante l’entusiasmo di quelle parole, le rovine archeologiche di Polonnaruwa non mi sono rimaste stampate nella mente per forza propria, ma le recupero nel ricordo soltanto a partire dal video montato cinque anni dopo, e che ora ho rielaborato dividendolo in due parti.

è possibile che questo dipenda semplicemente dal malumore del litigio appena finito con la cicciona che gestiva la guesthouse (e che invece ricordo benissimo); oppure può essere che Polonnaruwa non aggiungesse motivi nuovi di interesse rispetto a quanto già visto ad Anuradhapura, anche se il giudizio è ingiusto.

è vero che Polonnaruwa succedette ad Anuradhapura come capitale dello Sri Lanka, dopo qualche secolo, e che i motivi architettonici dei monumento delle due città sono molto simili, ma è anche vero che Polonnaruwa ha monumenti più notevoli, come le enormi statue del Buddha, vuoi disteso, vuoi in piedi.

la spiegazione vera sa probabilmente nel fatto che ad Anuradhapura ero arrivato nel contesto di un grandioso pellegrinaggio buddista, che me l’avevano mostrata in una luce più autentica, mentre Polonnaruwa era più dominata da presenze turistiche, proprio perché più monumentale.

e questo spiega anche che qui io abbia trovato una presenza di venditori più intensa, che alla fine hanno piegato la mia resistenza.

e infatti il primo video di oggi si conclude, sarcasticamente, con le foto delle paccottiglie orientali raccolte su un mobile della mia casa tedesca di Stuttgart…

il secondo video, invece, esprime un mio abbandono tutto sentimentale al buddismo: