da Antalya/Adalia a Perge e ritorno. – quando si poteva viaggiare – 244

marta 1-nov-2005 18.18

cıao Marta, […]

oggı quındı sono stato con l autobus pubblıco e poı con un po dı cavallo dı san Francesco (qualche chılometro a pıedı) a vısıtare delle rovıne dı Perge che purtroppo dopo la Sırıa non rıescono pıu a sconvolgermı. glı autobus ın compenso costano come a Stoccarda.

e bastato uscıre dı 15 km da questa metropolı totalmente occıdentale (ıl centro storıco carıno e tutto turıstıco e un bluff e ne occupa sı e no l 1%) per rıscoprıre la Turchıa rurale – ıl paese e proprıo spaccato ın due quı.

. . .

il video col diario dell’1 novembre, quinta giornata di questo mio terzo viaggio in Turchia del 2005 è sostanzialmente identico al precedente col ritratto di Perge, meta di una visita durata una ampia parte del giorno, tranne che per l’inizio e la conclusione con qualche ripresa dei due viaggi in bus di andata e ritorno.

ma questo mio post che lo presenta, vive anche di vita propria, visto che è un buon pretesto per raccontare quel che successe al rientro e che la videocamera non poté documentare, anche perché la batteria era ormai esaurita.

. . .

Sara, Fabia, Rocco, marta 2-nov-2005 17.34 borseggıato!

[…] le coıncıdenze mıca sono tutte positive: e una coıncıdenza che ieri sera neglı unıcı 15 mınutı che ho tolto ı soldı dalla tasca che tengo allaccıata al collo e sotto la maglıa, per cambıare 50 euro, tuttı ı mıeı rısparmı sono sparıtı? ma che tonto, ma che tonto. evıdentemente mı hanno tenuto d occhıo dallo sportello del cambıo ın poı – chıssa dove e successo? probabılmente mentre ascoltavo beato mescolato alla folla locale delle trıstıssıme musıche turche al parco. e poı perche queste musıche turche sono sempre trıstıssıme? –
e cosı ecco vanıfıcatı tuttı ı mıeı sforzı per restare nel budget. e per fortuna passaporto e carta dı credıto erano altrove e quındı sopravvıvo. ma che bamba ragazzı: a me neı paesı musulmanı mı borseggıano sempre! e ahıme erano 300 eurı dı quellı buonı […]

[…] ıl bello e che non me ne sono neppure accorto fıno a stamattına, al momento dı pagare l,hotel e dı fuggıre da quella specıe dı Cannes della rıvıera turca (c e perfıno ıl festıval del cınema medıterraneo anche ad Antalya!). […]

[…] la serata dı ıerı sera […] sarebbe stata anche bellıssıma, ıncıdentı a parte, con musıca al porto, musıca al parco, lucı malandrıne e l anfıteatro merlato delle vecchıe mura romane con ı galeonı turıstıcı sotto che ballavano su e gıu.
una vacanza ha ınfattı bısogno deı suoı momentı mortı per poter fare quello che a casa non rıescı: medıtare medıtare medıtare. […]

Perge, Turchia. ritratto vintage di un sito archeologico – 1 novembre 2005 – quando si poteva viaggiare – 250

chissà perché la parola vintage non mi sembra del tutto appropriata nel titolo di questo post: come può essere vintage un video riferito ad un sito archeologico che è vintage e più che vintage per definizione?

ma facciamo conto che vintage sia la documentazione della manutenzione alquanto scadente del sito di 17 anni fa e che ora le cose siano cambiate, chissà.

però sono o non sono sciocco, o meglio datato?, che è quasi peggio.

basta andare in internet a verificare, no?

e, guardando il primo video che ci trovo, il sito sembra vagamente ripulito un po’ meglio dalle erbacce, ma soprattutto è visto in lungo e in largo dall’alto, attraverso dei droni:

vedute straordinarie, ma che in effetti non potreste mai godervi dal vivo neppure andando lì, almeno fino a che non vi doteranno di occhiali capaci di escludere la povera realtà reale, per sostituirla con quella virtuale aumentate.

e dunque potrebbero farvi passare la voglia di andarci: a che pro?

. . .

a questo punto, inserisco il link al povero mio video artigianale e pieno di difetti di ogni tipo, che assembla in una visione continuata i cinque dedicati a vari aspetti di questo luogo, povero e allora trascurato, ma ricco di vedute emozionanti.

ma chi può avere voglia ancora di guardarselo?

la fontana monumentale di Perge e ultimi panorami dall’acropoli. vintage 1 novembre 2005, quinto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 249

dopo un rapido sguardo a quel che resta di una fontana monumentale, non ricostruita con i suoi frammenti architettonici sparsi sul posto, nonostante ne esista un prospetto preciso che ce ne restituisce l’immagine precisa, ecco l’addio a Perge, con le ultime riprese del complesso delle rovine sottostanti, viste dalla sua acropoli, ora nuda e spoglia.

il video mostra che la zona archeologia appariva già quasi assediata dalla Turchia produttiva, che si avviava a diventare benestante; immagino come possa essere ora, dopo un ulteriore ventennio di sviluppo, e questo accentua la mia malinconia.

vorrei avere più vite per saziare tutte le curiosità che mi restano e non il tempo molto breve che probabilmente mi avanza.

a Perge mi piacerebbe tornare, per vedere se il sito archeologico è stato meglio sistemato, visto che, come bilancio finale, a me è parso piuttosto notevole, come dimostra l’attenzione visiva che gli ho dedicato con le mie riprese.

ma vorrei anche verificare come ha continuato a svilupparsi il contesto, considerando lo sviluppo economico che, sotto Erdogan, ha fatto della Turchia una potenza emergente, che insegue di nuovo l’antica potenza dell’impero ottomano nel Mediterraneo.

turisti a Perge. vintage 1 novembre 2005, quinto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 248

la presenza dei turisti tra le rovine archeologiche è sempre un elemento di disturbo per foto e riprese; costantemente si cerca di escluderli dal campo visivo, e si finisce con ciò anche col dare un’immagine falsa dell’esperienza che si sta vivendo e di sostituirla con una immaginaria.

ma questo riesce facile con le foto, che restituiscono un’immagine fissa e bloccata, come per paradosso risulta anche qui, nell’immagine di copertina scelta da Youtube, e invece difficilmente riesce con le riprese, dove è sempre da mettere nel conto l’ingresso nel video di qualche intrusione non prevista.

come ho già anticipato nel post precedente, nel montaggio delle riprese di Perge ho scelto alla fine di cercare di scomporre quelle in cui i turisti compaiono meno (impossibile escluderli del tutto, data la presenza davvero massiccia) e quelli in cui sono invece ripresi con evidenza, e a volte anche intenzionalmente, perché diventano loro stessi un elemento caratteristico dell’ambiente turisticizzato.

assieme a loro qualche immagine di gente del posto, che ci restituisce un’idea davvero primitiva della Turchia rurale, e quasi zingaresca: una specie di colpo allo stomaco improvviso rispetto alla Turchia del mondo globalizzato che abbiamo visto finora…

. . .

non me ne aspettavo tanti, visto che ero finito qui alla ricerca di un posto non turıstıcızzato; tuttavia la presenza turistica a Perge quel primo novembre del 2005 risultava alla fine abbastanza discreta e poco disturbante, forse perché formata prevalentemente da tedeschi o comunque europei del nord, come ben si percepisce da qualche accento del parlato.

la mia esperienza di globetrotter mi ha fatto constatare più volte, infatti, che è italiano il turismo veramente fastidioso e a volte francamente intollerabile, deturpante visivamente e acusticamente i luoghi.

ma quel primo novembre a Perge non c’era proprio nessun turista italiano, perché io stesso, che potevo apparire l’unico di questa specie, mi sento invece un poco un apolide, dato che sono un semi-tirolese.

la via colonnata di Perge. vintage 1 novembre 2005, quinto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 247

credo di dovere fare un’autocritica e smettere di guardare Perge dall’alto in basso, riflesso inconscio di un nazionalismo artistico all’italiana.

d’accordo che non è tra i siti archeologici maggiori della Turchia, e che impallidisce rispetto ad Efeso o all’antica Philadelphia, per citare due di quelli che ho visto, ed è vero anche che in Turchia siti analoghi per importanza e bellezza ce ne sono decine, in barba alla nostra presunzione di popolo che si sente erede di Roma, e ne vedremo ancora un paio in questo viaggio.

ma le immagini del video che presento oggi fanno giustizia dei giudizi critici espressi finora e non è giusto che l’umore negativo e la stanchezza psicologica nei quali si svolgeva questo viaggio continuino a influenzare la mia presentazione di questa antica città abbandonata.

le sue rovine sono grandiose, testimonianza di una incredibile bellezza di civiltà che si sono susseguite in questi luoghi, avendo però tutte in comune la concentrazione di risorse e ricchezza nell’abbellimento degli spazi della vita comune e non nel lusso privato o nelle ostentazioni di potere finanziario, come avviene nella nostra.

. . .

certo, questa magnificenza perduta risalterebbe meglio se qui ci fosse stata qualche costosa e faticosa anastilosi o ricostruzione dei monumenti in più, come ad Efeso, o qualche sterpaglia di troppo fosse ripulita via, per avvicinarci meglio all’immagine delle vie cittadine come erano davvero ai tempi del loro splendore.

ma il camminare fra queste colonne che sembrano perdersi nell’infinito del cielo azzurro resta un’esperienza che definirei indimenticabile, se poco non ne fosse rimasta nella memoria cerebrale interna e molto di più in quella esterna raccolta nei file delle riprese rimesse insieme.

e qui ha giocato molto nel restituire a Perge il fascino che le va riconosciuto un’opera paziente mia di montatore, che ha separato le immagini archeologiche da quelle delle diffuse intrusioni turistiche, alle quali ho dedicato, invece, il prossimo video di domani.

le mura bizantine e i resti della basilica di Perge. vintage 1 novembre 2005, quinto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 246

continua l’esplorazione rilassata delle rovine di Perge, quel martedì primo novembre del 2005, che in Turchia non è certo un giorno festivo.

in queste riprese protagonisti sono i resti dell’ultima fase della vita della città, quelli bizantini, però inestricabilmente mescolati e sovrapposti a quelli del periodo ellenistico e romano.

. . .

la città venne abbandonata dopo questo periodo, cioè in corrispondenza, più o meno, con la conquista ottomana, che in Turchia si dispiegò in un paio di secoli.

e questo mi riporta a pensare alla dimensione che potremmo definire di invasione barbarica che ebbe la formazione dell’impero turco, che va visto anche come distruzione di una civiltà più avanzata, prima di ridefinirsi come nuova civiltà diversamente strutturata, ma non più primitiva.

quindi in questa regione i turchi sono stati, qualche secolo più tardi, quello che da noi furono i longobardi o i normanni.

ritorno col pensiero al materiale esposto nei due musei visti di Antalya e riferiti a loro: tende, armi, abbigliamento e solo più tardi qualche codice scritto in arabo: poveri oggetti di una cultura molto pratica e ancora lontana per diverso tempo dalla riflessione e dal pensiero strutturato.

un altro mondo che si sovrappose al precedente, dunque, essendogli completamente estraneo, anche per via della religione completamente diversa.

e questo fa appunto la differenza con i barbari che conquistarono l’Italia, interni comunque alla cultura cristiana, anche se a volte nella sua variante ariana; cosa che facilitò una integrazione e una continuità culturale, che qui non c’è stata.

. . .

questo mi pare anche la chiave per interpretare il senso di abbandono che attraversa queste disordinate rovine, che appaiono come trascurate, poco curate, inselvatichite in una natura che lentamente le riconquista e le corrode.

è anche un segno di estraneità, che permane, nella Turchia di oggi, rispetto alla civiltà occidentale che prima occupava quei luoghi e che non è sentita come propria.

ragionandoci adesso, trovo in questo forse una radice del senso di estraneità e scarsa simpatia per l’ambiente che paralizza le mie sensazioni in questo viaggio e mi impedisce una piena identificazione.

in altri viaggi l’esotico di altre culture molto lontane dalla nostra risultava fascinoso perché schiudeva le immagini di altri mondi e modi possibili di essere umani; qui l’esotico è nemico ed ostile, perfino visivamente, alla nostra cultura, i cui resti espone in fondo come i trofei di una selvaggia vittoria.

(e questo aiuta forse a capire la scelta della musica di sottofondo nel video, che è un Orff didattico e molto primitivo, almeno nelle intenzioni)

. . .

a queste interpretazioni un poco cervellotiche ed intellettualistiche, che emergono adesso, credo che possano ricollegarsi le dure considerazioni fatte in una mail a casa del giorno dopo.

e sarebbe meglio che fossero rimaste private, sia perché si prestano ad essere interpretate in un modo che mi fa ribrezzo, alla Fallaci, sia perché potrebbero perfino espormi al rischio di qualche fatwa per blasfemia anti Mohammed, se qualche fanatico dell’islam arrivasse a leggersele.

ma il titolo della mail spiega bene perché fossi così incazzato – ma non anticipiamo troppo…

. . .

a Sara, Fabia, Rocco, marta 2-nov-2005 17.34 borseggıato!

[…] le altre rıflessıonı sull ıslamısmo, relıgıone che unıca al mondo sı costıtuısce per contrapposızıone a quella da cuı derıva (e grandezza dı Dante che pome Mohammed tra glı scısmatıcı) ve le rısparmıo. beh l ıslamısmo e comunque nato troppo cosı, dalla rıvendıcazıone ınvıdıosa dı un analfabeta epılettıco che voleva opporsı alla cıvılta, che non capıva. e ora capısco perche tante maledızıonı, perche la puerıle dıchıarazıone dell ınızıo [del Corano]: questo e ıl lıbro della verıta assoluta
tutte manıfestazıonı dı un rabbıoso complesso dı ınferıorıta che glı arabı sı porteranno dıetro per sempre perche e alle radıcı della loro cultura e le affermazıonı sullo stıle – dıo e con noı – non bastano a rımuoverlo.
ed ecco anche le radıcı del successo straordınarıo dell,ıslam, che vınce perche e una relıgıone pıu stupıda delle altre. […]

lo stadio romano di Perge. vintage 1 novembre 2005, quinto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 245

il guasto di trasmissione della mail a casa della sera dell’1 novembre ci priva delle annotazioni di prima mano sulla visita a Perge che fu il punto centrale della giornata, e devo supplire con qualche nota di adesso.

non mi è del tutto chiaro perché quel primo novembre 2005 io abbia scelto di andare a Perge da Antalya/Adalia: la località non è particolarmente attraente né segnalata con evidenza nella guida della Lonely Planet che usavo e che le dedica meno di una colonna di testo intera: Perge, 15 km a est di Antalya, è una città molto antica di cui si conservano soltanto le rovine.

credo che il primo sia molto banale e consista nella vicinanza, che permetteva di andare e tornare in giornata senza passare troppo tempo in autobus.

ecco perché probabilmente la preferii a Termessos o ad Aspendos, che apparivano più interessanti dalle notizie del libro, ma erano a 34 o 57 km rispettivamente; e il problema, come già si era visto, era anche di costi.

ma ho poi dimenticato che avevo già spiegato tutto nella mail a casa della sera: come scrivevo, avevo scelto come meta l’unıco posto non turıstıcızzato dı questa favolosa rıvıera per benestantı che e la Turchıa del sud, una località non meglio identificata, a un centınaıo dı km verso est, ma poi evidentemente avevo ripiegato sulla ben più vicina Perge, che aveva comunque caratteristiche simili.

. . .

il secondo è più importante e credo che nascesse dal confronto tra i due musei di Antalya, quello dedicato al suo passato classico e quello al suo passato islamico-ottomano.

la modestia di questo mondo è evidente, quanto meno in questa zona abbastanza periferica della Turchia, anche se l’ultimo accenno sopravvissuto della mail citata all’inizio e nel post precedente accenna con entusiasmo alla scoperta di una Turchia rurale, che peraltro nelle riprese non si vede.

non vorrei essere equivocato: altrove il mondo islamico turco è di una grandiosità abbacinante, ma questo avviene quasi soltanto a Istanbul e ha quasi soltanto un nome solo, Sinan, il Michelangelo dell’architettura ottomana; di altro potrei citare Konya, con i suoi dervisci o la Cappadocia, peraltro molto particolare.

ma per il resto la Turchia vive soltanto del suo immenso patrimonio archeologico greco-romano, almeno ai miei occhi di studente di liceo e poi anche lettere classiche.

era probabilmente una deformazione mentale, e tale rimane; ma questo credo fosse un secondo motivo per cui non sono andato ad Olympos, che aveva una descrizione decisamente accattivante ed è un luogo molto più tipico della particolare cultura del luogo, con le sue capanne di legno sugli alberi e delle fiamme che scaturiscono dal terreno.

inoltre è addirittura a 90 km da Antalya e avrebbe richiesto di fermarmi lì.

sta di fatto che quel giorno un poco nuvoloso decisi di andare a Perge, scelta che oggi, comunque disapproverei, ma rientra nel quadro di una vacanza più che altro ricreativa, come fu questa: non un vero e proprio viaggio, ma un break in una situazione lavorativa decisamente pesante e quasi intollerabile; per cui risparmiavo anche le forze.

. . .

dopo questa premessa, chi avrebbe voglia di guardarsi il video che segue?

io consiglio comunque di farlo, per scoprire che può essere fascinoso anche un luogo archeologico cosiddetto minore in un paese, la Turchia, che ne è ricca ben più dell’Italia.

non stupitevi di questa ultima dichiarazione che sfida i pregiudizi comuni, ma è un fatto oggettivamente verificabile la straordinaria ricchezza archeologica turca, in particolare nelle zone costiere ed attigue.

è la testimonianza di una catastrofe che colpì quel mondo, che qui assume carattere quasi cosmico, considerando che si è spenta senza lasciare nessuna traccia in quella che ha preso il suo posto, a differenza che da noi, ed oggi alimenta un ricco turismo occidentale.

. . .

in questo primo video su Perge il protagonista è l’antico stadio romano, o meglio quel che ne resta tra le rovine, abbastanza accatastate nel loro stato originario.

è il primo monumento dal quale iniziò la mia visita a Perge.

fa da sfondo sonoro una musica classica nostra, perché questi luoghi fanno parte della cultura europea e non certo di quella ottomana.

e solo in un momento lascio che vi sovrapponga il rumore del vento che spazzava quelle rovine.

da Antalya / Adalia a Perge e ritorno. vintage 1 novembre 2005, quinto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 244

A marta 1-nov-2005 18.18

cıao Marta, […] mı fa pıacere […] anche che sıa rıapparsa la prospettıva della Australıa: guarda che vengo a trovartı se cı vaı!

non so se haı rıfatto tu la scrıtta sopra, se non e cosı vuol dıre che la tastıera turca trasforma le ı ın y automatıcamente, l effetto deve essere mıcıdıale.

quı ın realta non c e poı molto da pensare. salvo che ho scoperto perche non cı sono ı cartellı alle fermate deı bus: perche la gente sta lungo ıl percorso e quando vede ıl bus glı fa un segno e quello sı ferma, ovunque sıa!!! vedı che anche le assurdıta peggıorı alla fıne rıvelano una logıca, ın barba a tuttı ı pregıudızı. […] glı autobus ın compenso costano come a Stoccarda. […]

frammento dı dıalogo turco: e vero che ın Italıa Berlusconı possıede tutte le televısıonı? – eh sı – ma come? quı ın Turchıa c e una legge che probısce a chı possıede le televısıonı dı fare polıtıca – anche ın Italıa, volevo rısponderglı, ma poı ho tacıuto pensando che le spıegazıonı successıve non erano alla portata del mıo ınglese…

oggı quındı sono stato con l autobus pubblıco […] a […] Perge […].

e bastato uscıre dı 15 km da questa metropolı totalmente occıdentale (ıl centro storıco carıno e tutto turıstıco e un bluff e ne occupa [sì e no una ventesima parte, per ritrovarmi in una Turchia vera].

. . .

il finale tra parentesi quadre ricostruisce in qualche modo la fra se non risulta finita, o perché non ho salvato correttamente la mail, o per qualche problema subentrato all’internet cafè, ai quali si accenna, del resto, in seguito, anche per il giorno dopo.

. . .

il video è costruito mettendo assieme due spezzoni diversi delle riprese: quelli della mattina, con la partenza dalla modernissima stazione dei bus di Antalya, vero Perge, che si trova 15 km a nord est di questa città, verso l’interno, e quelli del pomeriggio, quando rientro ad Antalya, a quanto riesco oggi a ricostruire

– non mi aiuta a ricostruire la cronologia esatta, adesso, la perdita della descrizione delle riprese che avevo fatto nel 2005 per un guasto del file.

comunque questa scelta indubbiamente mi ha fatto trascorrere diverse ore in autobus quella giornata.

. . .

ma non è detto che anche così non si facciano esperienze ed incontri curiosi: vedi ad esempio il ragazzo globetrotter che gira la Turchia con uno zaino e col suo gattino sulla spalla, che molto opportunamente YouTube ha scelto come foto di copertina del video, e io faccio altrettanto per il post.

Antalya/Adalia vintage. diario video della quarta giornata in città. 31 ottobre 2005 – quando si poteva viaggiare – 243

ecco il riepilogo della mia giornata del 31 ottobre 2005 ad Antalya/Adalia, che si è poi risolta, grazie al risveglio tardivo, nella navigazione lungo la costa ad oriente della città, indubbiamente fascinosa e in qualche ulteriore giretto alla scoperta del suo mondo, che non mi ha mai preso troppo.

ma c’è qualcosa che la videocamera non documenta, e rimane affidato alle mail; infatti il vero centro mentale della sera che avanza è un altro: la preparazione della partenza del giorno dopo.

. . .

Sara, Fabia, Rocco, marta 31-ott-2005 17.17 pastascıutte semıturche e autobus turchı del tutto

[…] ho passato ıl pomerıggıo a studıare come uscıre da questa cıtta senza pagare altrı 25 euro dı taxı. pensate che per andare ın comıtıva a Termessos, che e un posto davvero favoloso a 30 km da quı che ne Alessandro Magno ne ı Romanı rıuscırono a conquıstare tanto e abbarbicato sulle montagne, oggı mı hanno chıesto l equıvalente dı 100.000 lıre. ı bus cı sono per arrıvare da qualche altra parte lungo la costa, partendo dalla stazıone deglı autobus che – come ın tutta la Turchıa – e chılometrı e chılometrı dal centro, ma se a Smırne o Istanbul cı sono ı cartellı alle fermate deglı autobus col nome almeno della fermata, quı le fermate sono un fatto semıclandestıno (se no ıl turısta non pıglıa ı taxı, suppongo) e occorre rıconoscerle daı gruppettı dı persone che aspettano. quındı o becco ıl bus o mı tocca andare ın taxı alla fermata deglı autobus!!!

tuttavıa grazıe alla mıa pazıenza e al mıo spırıto ınduttıvo credo dı avere localızzato la lınea gıusta e domanı dovreı spostarmı coı mezzı pubblıcı a un centınaıo dı km da quı  verso est nell unıco posto non turıstıcızzato dı questa favolosa rıvıera per benestantı che e la Turchıa del sud. cı sarebbe anche Olımpos, con la montagna che fa le fıamme gıorno e notte e ı suoı alberghı suglı alberı, ma data la stagıone non mı sembra ıl caso.

a domanı, bellı.

Mauro

. . .

vedremo gli sviluppi prossimamente.

intanto, ecco il video.

Antalya / Adalia, sera al parco giochi. vintage 31 ottobre 2005, quarto giorno del mio terzo viaggio in Turchia – quando si poteva viaggiare – 242

nel rientro alla guesthouse, a fine giornata, mi fermo lungo la strada, attirato dalla musica di una canzone del luogo, a rubare qualche breve immagine a qualche baracchino di una specie di piccolo lunapark:

giochi elettrici uguali in tutto il mondo, ma soprattutto un dolcetto filante, invece tipicamente turco, come il ragazzo che lo vende, in costume nazionale: è una pasta fluida, che viene arrotolata attorno a un bastoncino per la gioia di alcune ragazzine.

piccoli frammenti di banale vita quotidiana, e solo superficialmente turca, in realtà globalizzata, come è in fondo Antalya.

. . .

da Fabia 26 ott 2005, 23:32 petegules

Secondo me, tu sei troppo influenzabile dalle parole altrui. parole. […] e mi hai fatto solo preoccupare, ma oggi sono tranquilla. tu sei un melodrammatico e io ho, oltre a inquietarmi, sognato mondi altri per te, immaginandoti in dimensioni completamente nuove, con il taglio fatidico alla vecchia vita. Saranno proiezioni? bacioni

.

a Fabia 31 ott 2005, 17:27

cara Fabıa,

haı perfettamente ragıone tu – ma anche se arrıvo a capırlo, non sono ancora arrıvato a domınarmı, magarı col tempo…
se mı haı ımmagınato neı gıornı scorsı ın dımensıonı nuove e pronto alla fuga ın Indıa o Srı Lanka – e stato solo un caso dı telepatıa, perche cı hıo pensato molto ıntensamente e molto concretamente.

certamente non verro maı a vıvere ad Antalya ınvece! (anche se, magarı, a te pıacerebbe?).
ma che cosa aspettı a rıbuttartı nell esotıco?