Laos, sulle rive del Nam Ou – my roundtheworld 23 -205

1 agosto 2014

1 agosto, Nong Khiaw, Laos.

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Un’amaca, la veranda sul fiume, così rosso da sembrare piuttosto una colata di fango liquido che scorre lenta, montagne che si levano alte, di qua e di là del ponte imbandierato che lo attraversa; poche case raggruppate attorno al ponte, ma piuttosto capanne anzi palafitte, sia pure quelle curate ed eleganti, qual più qual meno, delle Guesthouse; e barche azzurre, parte all’approdo, parte che solcano la corrente, formando mulinelli e gorghi.

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come mi sembrano aride e sbrigative queste note, a rileggerle ora che le immagini riportano alla mente l’entusiasmo di questo approdo che restera` nel mio cuore come la prima vera e autentica immagine del Laos (quel che e` venuto prima e` stata una semplice preparazione).
perche` e` qui che ritrovo l’acqua color fango e le montagne verdissime nel cielo di perla.
e` qui che i monumenti raffinatissimi della Cina non possono neppure essere pensati, perche` qui la vita stessa e` soltanto un restare abbarbicati alla natura e sperare che non ci faccia troppo male.
e` qui che l’uomo e` semplicemente sovrastato dal tutto, come appendice forse del tutto inutile, di sicuro non troppo rilevante, di quell’universo che invece sembra stringersi attorno a lui, mentre cala la notte e una falce di luna rimane sospesa sopra la corrente spettrale del fiume.

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oggi il primo lettore da Hong Kong di questo blog, del tutto occasionale!

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Il sole non è ancora sorto e la luce dell’alba è ancora livida, le cime perlopiù avvolte dalla nebbia (sarebbero nuvole basse agli occhi di un bambino) che ancora stenta a sollevarsi.

Ecco il momento di uscire a respirare il fiume nell’aria ancora fresca della notte, che ha indotto a svegliarsi verso l’alba per spegnere il ventilatore; sul sentiero fangoso che costeggia in alto il fiume verso est si incontrano visi, spesso sorridenti, di gente che va verso il lavoro in motoretta.

Ma il resto è natura: solenne dignitosa affascinante natura che accoglie coi canti degli uccelli, il gorgoglio delle sorgenti che gocciolano dalla montagna, come fosse un grande incognito serbatoio d’acqua, i controluce delle foglie e le cose più semplici e sorprendenti come le file delle formiche attorno a un lombrico schiacciato, le farfalle che sarebbero da collezione, ma qui sono comuni, e soprattutto l’azzurro del cielo che appare e scompare e alla fine annuncia il sole che sorge a stravolgere tutti i colori e i rapporti di luce.

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Ci si sente naturalmente buddisti a camminare qui, si pensa con un brivido a questa terra pacifica sotto le bombe americane quarant’anni fa, per cancellare dal mondo un’idea che – giusta o sbagliata che fosse – doveva essere combattuta come idea, e invece rieccola tra le bandierine del ponte.

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no, non ho nulla da aggiungere a queste note di diario, oggi: sono i due videoclip, piuttosto, che si aggiungono, come pallido richiamo ad una passeggiata meravigliosa nella natura laotiana.

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Poi ritorno, mi fermo ad una guesthouse elegantina per una colazione a buffet; eccomi qui, io contestatore forse incoerente, a recitare la parte del colonialista buono: quello che risponde ai sorrisi, ed ecco un’ombra di stupore in chi risponde, e viene qui a portare spiccioli di una ricchezza sociale costruita anche sui sacrifici di queste terre e sul punto di scomparire.

La vita degli uomini appare come un grande gioco privo di senso.

Capita di pensare che non può esservi cura per l’umanità, se è l’umanità stessa la malattia: che deve fare il suo corso, e uccidere il paziente che la ospita morendo con lui, o essendone uccisa prima di poterlo annientare; in ogni caso alla fine dell’umanità sta la sparizione dell’umanità.

Capita di pensare che sarà pure un peccato perché non ci saranno più occhi commossi capaci di contemplare questo paesaggio e di ringraziare di essere, tanto immeritatamente, al mondo.

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in neretto ho riprodotto il post LAOS: SULLE RIVE DEL NAM OU – MY ROUNDTHEWORLD N. 23 – 494. e l’ho integrato con questo:

l’entusiasmante passeggiata mattutina lungo le rive del Nam Ou a Nong Kiau (oppure Nong Khiaw) – videoclip n. 129 e 130.

 

Una risposta a "Laos, sulle rive del Nam Ou – my roundtheworld 23 -205"

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