il fango dai monti di Entoto. Addis Ababa 30 giugno 2005 – quando si poteva viaggiare. 2021/125 – 312

il 30 giugno trascorse senza riprese; fu certamente giornata di lavoro intensa, per la conclusione dei lavori della commissione d’esame.

soltanto la sera rimase il tempo per annotarsi qualche riflessione.

ripubblico il post dell’anno scorso, che le ha già riportate, così com’era.

bortoround

30 giugno 2005: gli ultimi versi scritti ad Addis Ababa allargano lo sguardo sull’immensa Etiopia che non vidi, che non potei vedere:

il fango che il fiume di pioggia trascina dai monti di Entoto
e che indovini dal rumore notturno delle lamiere battute
per i vicoli rossi come una striscia di questa loro bandiera
(gli altri colori sono il verde squillante delle foreste di eucalipti
e il nero della pelle bruciata dal sole o forse dei chicchi di caffè)
questo fango discende, passata la città di Nazret, verso il lago di Keka
bloccato da una diga che produce l’elettricità per la città foresta
abitato da inconsapevoli però ippopotami e fenicotteri rosa.
con questo acqua e terra scorrono assieme nella Rift Valley
dove una forza oscura sta lentamente sbriciolando il continente
e da quel lago dove immagino si avvolga in lenti gorghi mostruosi
quasi a forza risale risospinto di nuovo al…

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