il rientro da Addis Ababa 2-4 luglio 2005 – quando si poteva viaggiare. 126

raccolgo qui qualche testo o frammento di testo, quasi tutti lettere, che concludono i resoconti della mia breve esperienza etiope del 2005; nell’ultimo si trova un riassunto dei miei spostamenti dal 15 giugno al 4 luglio, che oggi mi meraviglia per la straordinaria vitalità con cui reggevo un ritmo di lavoro abbastanza folle.

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Rodolfo R., 2 luglio 2005 – A[ddis] A[baba], 2.7.05 – giorno che precede la partenza per il rientro.

Caro Rodolfo, – queste due settimane nella tua scuola sono state piacevoli e spero costruttive. Ho trovato un clima positivo, di cui mi congratulo con te, perché credo non ci sarebbe senza il tuo apporto. Ti lascio, per il resto, copia della mia relazione al MAE.
Ti ringrazio ancora per l’accoglienza di cui sei stato l’artefice e resto nel dispiacere della mancata conoscenza diretta. – Mauro

questo giudizio non è così neutrale e generico come sembra, ma era una precisa presa di posizione rispetto alle tensioni che esistevano allora fra l’Ambasciata e la scuola italiana, giudicata troppo aperta e distante dalla realtà del potere locale; ci si aspettava che io facessi una relazione critica sul livello di preparazione degli studenti, ma io delusi i vertici dell’Ambasciata con lodi aperte, oltre che nella relazione finale degli esami cui accenno qui, nel discorsetto nella cerimonia di consegna dei diplomi; il disappunto fu aperto e mi venne manifestato in forme cortesi, ma senza reticenze diplomatiche.

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3 luglio 2005

il titolo del film su Addis Abeba sarà “Come l’acqua che scorre”.

NOTA 2021: purtroppo le riprese sono andate perse e quel filmato non è mai stato montato.

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da Mariella C., Sun, 3 Jul 2005 15:26:04

Salve! – Spero che il viaggio e il soggiorno africano siano andati come desideravi. […]. A presto. – Mariella C.

a Mariella C., Thu, 7 Jul 2005 20:51:01

cara Mariella, […] l’Etiopia è stata sconvolgente, da ogni punto di vista, un breve assaggio di quella tragedia che chiamano Africa ma che non si può capire fino a che non si tocca con mano. aggiungi che l’occasione del mio soggiorno è stata quella dei primi passi nella costruzione di una dittatura che è già feroce e sanguinosa e promette di diventare sanguinaria, col sangue versato ancora fresco nelle strade. – […] ma di questo parleremo meglio alla prossima occasione di vederci (sabato). – m.b.

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a un’insegnante della scuola italiana, diventata buddista ad Addis Ababa, che mi aveva regalato dei testi di questa religione:

a Roberta, 6 luglio 2005

cara Roberta,[…] – Nam Myoho Renge Kyo […] – a proposito, mi sono cimentato in alcune interpretazioni del testo di sopra in aereo. che ne dici di: “congiungersi, aprendosi alla forza che trasforma le cose visibili nel ciclo di vita e di morte in un intreccio senza causa né effetto”? bruttino, direi.
temo che la mia interpretazione sia forzata nel finale: il testo infatti insiste molto sui rapporti di causa ed effetto, ma io penso che se questi sono troppo in rilievo, diventa difficile cogliere invece il senso globale e totalizzante del flusso vitale che sconvolge e e riassorbe i tradizionali rapporti razionali di causa ed effetto. […]
grazie di esserti ricordata di scrivermi e spero di leggerti ancora presto.
un abbraccio.

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ad Aureliana Stuttgart, 24 luglio 2005 – Carissima Aureliana, – eccoci ritrovati: tutto ok con l’indirizzo, anche se non hai scritto “Herrn” (Al Signor) e non so come postino tetesco abbia potuto far fronte a questa sorprendente irregolarità e cavarsela lo stesso (eh, eh); ho trovato la tua risposta al mio rientro a Stoccarda il 6 luglio (vedi la cronaca di sotto) e vedo adesso che l’hai imbucata il 18 giugno a Brescia! (a proposito, che ci facevi lì?).
il piccolo ritardo della risposta adesso è tutto mio, ma ho delle attenuanti, che ti elenco dettagliatamente, perché mi fa piacere se riesco proprio a farti toccare con mano come vivo adesso: […]
21 giugno-2 luglio: esami di stato ad Addis Abeba nella scuola italiana, in clima da stato di assedio; 10 giorni prima nei dintorni della scuola sono stati ammazzate 36 persone, soprattutto studenti, per le proteste popolari contro il rinvio della proclamazione dei risultati delle elezioni, che hanno visto una pesante sconfitta del governo. lo sciopero generale, che nella capitale era stato totale, dopo 3 giorni è stroncato nel sangue. passo il mio tempo, su consiglio del responsabile della sicurezza dell’Ambasciata, praticamente nell’hotel, che confina con la scuola, salvo scoprire alla fine che è forse uno dei posti meno sicuri della città, dato che è di proprietà di uno dei leader dell’opposizione. sarà per questo che mi perquisiscono ogni volta che entro?
3 luglio: ore 23, ritorno in aereo da Addis a Frankfurt […]

l’esperienza dell’Etiopia mi ha fatto capire come sia impossibile per me la vita in un circolo ristretto che è richiesta da lavori a stretto contatto con l’Ambasciata, per di più in un contesto pur sempre caratterizzato da scarsità di servizi, povertà circostante e – aggiungi – disagi climatici.

a proposito, puoi immaginare che arrivato ad Addis Abeba all’inizio della stagione delle piogge, ci ho patito il freddo e che dormivo con coperta di lana e trapunta? credo di no.

comunque il freddino continua anche qui, adesso a Stoccarda… […]

  

3 risposte a "il rientro da Addis Ababa 2-4 luglio 2005 – quando si poteva viaggiare. 126"

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