l’Etiopia come archeologia. Addis Ababa, 29 giugno 2005 – quando si poteva viaggiare. 124

29 giugno 2005, Addis Ababa; in un testo raccolgo, all’inizio, degli strani appunti sul calendario etiope:

l’ora si calcola alla maniera latina, dall’alba, che è l’ora prima, al tramonto che è l’ora dodicesima, e dopo il tramonto ricomincia l’ora prima;
il calendario è quello di Giulio Cesare, con 12 mesi di 30 giorni e un tredicesimo mese di 5 o 6 giorni. – tuttavia la data della nascita di Cristo è stata calcolata in maniera diversa che da noi, sicché adesso siamo nel 1997 e dall’11 settembre saremo nel 1998.
non saprei dire invece a che cosa risalga il Capodanno fissato all’11 settembre. c’è la differenza di 13 giorni che è tipica della Chiesa ortodossa, dipende da questo? e forse settembre perché è la fine del periodo delle piogge? proviamo:
11 settembre – 10 ottobre = settembre;
10 ottobre – 8 novembre = ottobre;
9 novembre – 8 dicembre = novembre;
9 dicembre – 7 gennaio = dicembre, Natale cade il 6/7 gennaio, cioè l’ultimo giorno di dicembre;
8 gennaio – 6 febbraio = gennaio; Epifania il 19 gennaio, cioè 12 giorni dopo Natale, come da noi;
7 febbraio – 8 marzo (7 marzo negli anni bisestili) = febbraio;
9 marzo – 8 aprile = marzo
9 aprile – 8 maggio = aprile
9 maggio – 7 giugno = giugno
8 giugno – 7 luglio = giugno
8 luglio – 6 agosto = luglio
7 agosto – 5 settembre = agosto
6 –10 settembre = 5 giorni.
negli anni bisestili tutte queste date sono spostate indietro di un giorno rispetto a noi e il tredicesimo mese è di 6 giorni.

. . .

credo che si debba alla particolare convivenza in Etiopia di religione cristiana copta ed islamica, una riflessione successiva (abbastanza delirante), sulla possibilità di conciliare il calendario cristiano con quello islamico, della quale riporto soltanto l’inizio:

se i mesi, anziché di 30 giorni, fossero di 28-29, in modo da cominciare col novilunio e vi fossero due mesi ridotti mobili all’inizio e alla fine dell’anno si profilerebbe un compromesso tra calendario cristiano e calendario musulmano? inoltre sarebbe opportuno raccordare astronomicamente l’inizio dell’anno, facendolo coincidere col perielio: 21-22 dicembre anno nuovo e nascita di Cristo. […]

. . .

il tema della giornata, appena accennato, diventa più chiaro subito dopo; sono, ancora, dei versi semi-prosatici, sulla situazione generale dell’Etiopia, ma in particolare siul conflitto latente fra cristianesimo e islam nel Corno d’Africa:

si sta come sull’orlo di una frana e il battito d’ali della farfalla
che potrebbe scatenare il finimondo potrebbe partire da qui.
l’altopiano è assediato dall’integralismo islamico,
ma neppure lo sa perché, essendo tollerante
e chiuso in se stesso, non si accorge dell’attorno.
la Somalia è troppo inquieta e insanguinata
per attirare qualcuno, al momento, ma metà dei somali
vivono qui ed Harar è una città araba che ha passato lo stretto.
l’Eritrea islamica e laica, troppo italiana per restare qui,
ha consumato un divorzio durato trent’anni di guerriglia
e poi anni di guerra che hanno lasciato confini incerti.
gli Afar della Dancalia che castravano i viaggiatori
occupano poi con le loro greggi l’insopportabile Rift Valley.
il mosaico sta per diventare un puzzle e le tessere impazzite
non ritroveranno più il loro incastro se si rovescia il tavolo
che cerca di tenere fermo l’ambasciata della potenza imperiale
alla periferia di questa città disadorna, cintata
di filo spinato e blocchi di cemento, sorvegliata a vista.
le cose parlano da sole a chi sa ascoltarle, eppure non è detto
che non raccontino favole, anche se il viaggiatore immaginario
ascolta e riporta, convinto sempre che una musa detti.

29 luglio 2005

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l’ambasciata americana ad Addis Ababa

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l’ambasciata italiana ad Addis Ababa

NOTA 2021. le foto, di repertorio, sono aggiunte oggi.

6 risposte a "l’Etiopia come archeologia. Addis Ababa, 29 giugno 2005 – quando si poteva viaggiare. 124"

  1. La tua prosa mi ha donato ancora l’emozione del compendio dei trent’anni di guerriglia in cui hai inciampato facendo un lungo scivolone. In certe situazioni anche se ti salvi per fortuna, così ti è andata, non vince nessuno. Anzi è il contrario.
    E qui aggiungo solo tre puntini per me… e per la mia famiglia.
    Il senso di smarrimento di fronte a quel Paese dove tutto è fragile, tutto è senza senso se non la desolazione.
    I conti li lascio a te.
    Sono fortunata è vero. Apprezzo la bellezza sempre. A volte devo guardare in alto, molto sopra di me. Altre invece guardo in basso e lì ritrovo vivida la bellezza. M’incanto dell’incanto. Buona notte ti abbraccio

    "Mi piace"

    1. sto perdendo colpi con i blog (ma spero di rimettermi in pari, solo non so quando), e arrivo in ritardo a questo commento.
      incantevole in particolare il finale.
      il mio augurio di una BELLA giornata viene rinviato all’oggi, ma vale per sempre: ogni giornata può essere bella per chi sa riconoscere la bellezza.

      Piace a 1 persona

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