Introibo al bortoround, ma anche conclusioni e riflessioni morali – 256

VIAGGIARE!

Viaggiare! Lasciare paesi!
Essere altri costantemente,
perché l’anima non ha radici
per vivere per vedere soltanto!

Non appartenere neppure a me!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine
e dell’ansia di raggiungerlo!

Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio senz’aver di mio
altro che il sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

Ferdinando Pessoa   20 settembre 1933

. . .

oggi, 15 luglio (2018), finisce davvero il mio primo viaggio del mondo,

svolto in realta` dal 16 luglio al 30 novembre 2014, ​e non so ancora se sara` anche l’ultimo – come non vorrei proprio.

finisce perche` ho davvero finito di raccontarlo, adesso, e il tempo dedicato a riviverlo momento per momento e` stato ben piu` lungo di quello impiegato ad attraversarlo.

non so se si possa davvero distinguere un viaggio dal racconto del viaggio, ma qui almeno, sul blog, la separazione non e` possibile e, come nella fisica quantistica, l’osservazione e` parte del fenomeno, e dunque coincide col fenomeno stesso.

. . .

quattro anni esatti e` durato questo viaggio racconto: e` il 16 luglio 2014, vorrei dire domani se il tempo fosse circolare e vivessimo nell’eterno ritorno, eccomi all’imbarco, all’aeroporto di Malpensa.

suvvia, cliccate sul link e partite, di nuovo, con me!

una mente in volo – my roundtheworld 14 -239

. . .

non e` la sola sorprendente coincidenza: io gia` lo so che alla fine di una qualche mia operazione di scrittura molto complessa devo aspettarmi l’apparizione di un numero magico, non programmato, che sembra avere guidato inconsciamente la mia mano.

scrivendo gli ultimi post di questo racconto un po’ folle mi chiedevo dove fosse, senza riuscire a riconoscerlo.

solo da ultimo e` arrivata l’intuizione: questo e` il post n. 256, scritto nella stesura a ritroso che da` al racconto sul blog un ordine continuato, quasi da libro.

puo` darsi che il numero non vi dica nulla e non vi sembri per nulla speciale; ma 256 e` il doppio di 128, che e` il doppio di 64, che e` il doppio di 32.

siamo nel mondo delle potenze di 2: qui sono stati scritti, da una mano inconsapevole e forse guidata, post nel numero esatto dell’ottava potenza di due.

. . .

l’ultima domanda che mi pongo, last, e proprio in quanto anche least, cioe` meno importante, e` se questa manifestazione di una quasi incontrollata bulimia narrativa, possa avere qualche interesse per altri che il sottoscritto e qualche sparuto, ma affezionatissio lettore raccolto e molto spesso perduto anche lungo la strada.

in fondo un viaggio in solitaria di quattro mesi e mezzo in quattro continenti (Europa, Asia, Oceania, America) non e` poi cosi` eccezionale da meritare un racconto cosi proliferante…

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e` anche vero, pero`, che non conosco, almeno nel mio mondo, che lo abbia fatto, anche se, viceversa, nel viaggio stesso ho incontrato diverse altre persone che stavano facendo una esperienza simile.

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ho incontrato virtualmente in internet anche altri narratori di esperienze simili, ma sicuramente posso affermare che nessuno ha mai raccontato il suo viaggio con la ricchezza direi perfino un poco mostruosa, sia verbale, che visiva, che ci ho messo io.

e dunque chi potrebbe leggerselo e perche`?

. . .

per un uso pratico, direi: come esempio vissuto e guida pratica implicita.

e` possibile ricavare dal racconto dei preparativi, ad esempio, alcune indicazioni su come procedere per organizzarsene uno.

(anche se poi alcune condizioni pratiche cambiano abbastanza rapidamente nel tempo).

invece dai post dedicati alle diverse localita` e` possibile ricavare indicazioni pratiche, spesso, su come arrivarci, sulle sistemazioni possibili, alcune buone, alcune da evitare, sulle cose da vedere oppure da evitare, anche se poi ognuno ha i suoi propri gusti, vero?

e` possibile, infine, anche una lettura selettiva riferita ad alcuni argomenti specifici: aspetti geografici o climatici, analisi politiche, temi scientifici, riflessioni letterarie, testimonianze su monumenti e luoghi:

insomma si potrebbe usare questo testo come una enciclopedia aperta, vissuta, non soltanto scritta.

sarebbe stato bello che qualche visitatore fosse arrivato qui lasciando il link a qualche sua esperienza parallela; a volte, molto raramente, l’ho fatto io verso altri resoconti, ma non mi sembrava la stessa cosa.

. . .

comunque ora questo testo smette finalmente di essere mio, per diventare di tutti e di nessuno.

. . .

so che gli manca ancora qualcosa.

ad esempio, il racconto di come e` nata l’idea del viaggio, che io mi sono ritrovato dentro quasi senza saperlo: per me e` stato quasi sempre chiaro che, andando in pensione, avrei fatto per prima cosa il giro del mondo in solitaria.

ma forse nel blog ci sara` qualche traccia piu` precisa: non mi metto ora a cercarla; se la trovero`, tornero` qui per inserirla in questo post.

servirebbe il racconto, piuttosto, di come la decisione della pensione sia stata bruscamente anticipata nel luglio del 2013 da uno sgarbo istituzionale ricevuto come preside dal mio superiore, il Direttore Generale (!!) Scolastico Regionale della Lombardia, al quale devo il regalo di avermi fatto ritirare la domanda di restare al lavoro fino a 67 anni.

senza questo modo istituzionalmente villano di trattare, il mio viaggio si sarebbe svolto – forse – due anni dopo.

. . .

ma questo forse esige ancora un’ultima spiegazione.

c’e` un gusto delle coincidenze che attraversa la mia vita e fa parte indubbiamente del mio karma (concetto che si capisce meglio se si accetta l’ipotesi scientifica di Ravelli che il tempo sia soltanto l’effetto di una specie di sfocatura del soggetto che lo osserva, ma che non esista oggettivamente fuori di noi come una grandezza assoluta).

qui il karma si riduce poi in fondo alla scelta mia, parallela a quella del viaggio, di andare a vivere in montagna con l’inizio della pensione.

. . .

dunque vi e` tutta una meta` non ancora scritta di questa storia, che ho completamente trascurato finora, ed e` come i preparativi del viaggio, il suo svolgimento e gli anni messi a raccontarlo si sono intrecciati, in un parallelismo quasi perfetto, alla ricerca, all’acquisto e alla ristrutturazione di questa casa dove adesso vivo.

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e, non a caso, direi, anche questa ristrutturazione sta vivendo in questi giorni i suoi momenti finali.

anche lei lascia dietro di se` il non finito che spinge a pensare ad una fase 2 e anche 3, che probabilmente non ci saranno mai.

. . .

ma l’acquisto di questa stessa casa e il progetto di risistemarla globalmente non si sarebbero mai realizzati se io non me ne fossi andato in pensione al momento dei 65 anni (e con 49 anni di contributi!), ma avessi rinviato di due anni, come avevo gia` deciso di fare prima di ricevere quello sgarbo in fondo provvidenziale.

chi mi avrebbe piu` concesso, con due anni di eta` in piu`, il mutuo necessario per i lavori e che mi pesera` sul groppone sino alla fine dei miei giorni?

ed e` questo mutuo, appunto, il macigno sulla strada del viaggio numero due.

della serie “storie con la morale”:

una megalomania sola e` ancora possibile, ma piu` progetti megalomani assieme si distruggono a vicenda…, o almeno, nel mio caso, si pestano parecchio i piedi fra loro.

. . .

sia la casa sia il viaggio e ancora di piu` il suo racconto infatti hanno dentro di loro il tarlo pericoloso della megalomania, che mi spinge continuamente ad imprese esagerate e stressanti.

lascio aperta la domanda su che cosa me lo faccia fare, in fondo non e` interessante.

. . .

questa testimonianza della mia prima megalomania senile giacera` qui, aperta all’osservazione curiosa e frammentaria per tutto il tempo che restera` in vita questa piattaforma.

ma so anche bene di doverla salvare anche in altri formati e in altre destinazioni.

lo faro`, prima o poi: le daro` la forma virtuale del libro, e sistemero` questi volui immaginari da qualche parte per chi vorra` guardarseli, oltre al sottoscritto.

intanto gia` da qui la lettura continuata e` possibile, cosi` come la ricerca per temi.

. . .

buona lettura, buon giro del mondo a voi.

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