le ansie di dieci partenze – my bortoround n. 2 -253

17 febbraio 2014

chissà quanti ricordano che sto preparandomi al giro del mondo che inizierò questa estate: avevo cominciato a parlarne qui il giorno che avevo comperato il biglietto aereo base Malpensa – Londra – Hong Kong – Auckland – Papeete – Los Angeles – Londra – Malpensa.

oggi siamo alla seconda tappa organizzativa: ho infatti acquistato poco fa tutti i biglietti degli ulteriori voli intermedi e a questo punto l’ossatura del viaggio stesso è definita.

resta solo da vedere come gestirò le tratte via terra: Hong Kong – Saigon (ho 45 giorni a disposizione tra metà luglio e fine agosto); Osaka – Tokyo (un po’ meno di due settimane circa nella prima metà di settembre); Los Angeles – Città del Mexico alla fine di ottobre e Cancun – Città del Mexico nella seconda metà di novembre).

* * *

ma intanto che rileggo le varie tratte, un colpo al cuore: santo cielo, il volo di ritorno su Shanghai Beijing Tokyo (con sosta di tre giorni a Pechino, chissà se ci sarà mia figlia ad aspettarmi o soltanto il suo fidanzato peruviano) parte da Ho Chi Min City: ma quello non è il nome della capitale del Vietnam del Nord?????

una telefonata di corsa all’Agenzia, per vedere se ha già confermato il biglietto che ho pagato poco fa: 

ma no, stia tranquillo, hanno cambiato il nome di Saigon.

e allora addio ricordi sessantottini, sfilate con i cartelli, sit-in fin sotto le ruote degli autobus per dire Basta alla guerra!

Saigon l’eroica non esiste più, anche se il suo nuovo nome è stato preso da quello dell’eroe della lotta per l’indipendenza e la riunificazione del paese.

e pensare che l’altroieri ho cominciato a comperare le due guide del Vietnam e del Laos e non mi ero neppure accorto della novità.

* * *

questo episodio rivela tutta via fino in fondo quale sia il mio stato d’animo attuale: terrore puro.

terrore di sbagliare, paura di non farcela, come già anticipavo nel primo post, quando scrivevo: psicologicamente come reggerò una solitudine di quasi cinque mesi? (vero è che a volte si sta poi meglio soli…)

e poi non ho forse sbagliato del tutto il periodo? non sarebbe stato meglio fare questo viaggio d’inverno? in questo modo partirò col caldo e andrò a finire in Nuova Zelanda a settembre, cioè praticamente all’inizio della gelida primavera australe…

e i monsoni? veramente dovrebbero essere già quasi passati i monsoni, anche se dipende dalle zone, mica sono uguali in tutta l’Asia; ma gli uragani, invece? eh già, agli uragani non ho proprio pensato…

* * *

e infine un piccolo grande problema: il bagaglio!

ho un limite di peso di 20 kg e ho già cominciato a rendermi che soltanto le guide di Cina, Vietnam, Laos, Giappone, Nuova Zelanda, Papeete, California, Messico e Cuba si pigliano una quota consistente del peso ammesso, e dovrò cercare di scaricarle sul bagaglio a mano.

ma poi mi serve un abbigliamento sia estivo sia semi-invernale per la Nuova Zelanda

insomma, vado avanti per ostinazione, ma fra me e me, se potessi, forse tornerei indietro! 🙂

e invece sono tutti biglietti abbastanza economici (per tutti questi voli diciamo così interni al viaggio ho pagato 720 euro più 100 all’agenzia…), ma nessuno rimborsabile!

e adesso non rimane che pensare all’assicurazione, ai visti, alla prenotazione degli alberghi almeno della prima notte…

le vaccinazioni no, quelle non le ho mai fatte…

* * *

che sciocco: questo è semplicemente il mio normale stato d’animo prima di qualunque partenza, come mai non me lo ricordo?

solo che questa volta è paura moltiplicata per 10 e, anche se spalmata su una vigilia ancora di 5 mesi, per niente diluita!!! 🙂

. . .

commenti:

randagia1 17 febbraio 2014 alle 22:49
Ma sarà stupendo, ne sono certa! Molto impegnativo si, questo è indubbio, e un po’ di ansia è normale, ma l’entusiasmo ti farà passare tutto vedrai….
🙂

bortocal 18 febbraio 2014 alle 9:30
anche io sono CONVINTO che sarà una bellissima esperienza; però mi tremano le gambe lo stesso!!!
grazie dell’incoraggiamento, sarà una bella sfida dopotutto.

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principotta 18 febbraio 2014 alle 10:46
Sarebbe sorprendente il contrario, cioè se non ti tremassero le gambe.
Sei “smisuratamente ambizioso” per quanto riguarda i viaggi 🙂 (parafrasando Renzi)
Si vede che cerchi quell’adrenalina lì.
Certo poi, quando uno riesce a farcela, è molto contento di avercela fatta.
Penso che sarà così anche stavolta.
Staremo un po’ con il fiato sospeso anche noi.
Tu ti disintossicherai dalle notizie italiane per un po’. Almeno avrai anche quel vantaggio…

bortocal 18 febbraio 2014 alle 11:03
🙂 sagge osservazioni le tue, e grazie.
quello che mi preoccupa è che cosa potranno combinare mentre io sarò giustamente concentrato sui problemi della sopravvivenza giorno per giorno.
tu pensa che l’anno scorso mentre ero in Indonesia mi hanno combinato il governo Letta senza che io neppure me ne accorgessi… 😦

. . .

edoardo 18 febbraio 2014 alle 15:46
perchè non londra tokyo hong kong ecc.
londra tokyo sono circa 13 ore. si sorvola per i due terzi del viaggio la siberia.

bortocal 18 febbraio 2014 alle 17:43
Hong Kong mi è stata data come prima tappa intermedia obbligata sul percorso Londra Auckland (come Los Angeles…
ho già fatto Frankfurt Seul una volta, sorvolando la Siberia…: fenomenale l’arrivo con le isole coreane…

edoardo 19 febbraio 2014 alle 21:57
il viaggio e’ lungo e scomodo ed anche se hai, permettendotelo, optato per un viaggio in business ti raccomando di prendere una compressa da 150 mg. di aspirina prima dell’imbarco ed un’altra dopo circa 8 ore.
fluidificando il sangue eviterai che ristagni venosi possano,come accaduto già a molti trasvolatori, crearti complicazioni.
inoltre se vuoi limitare i danni del jet lag astieniti dalle bevande alcoliche,
piu’ che professionale questo è un consiglio da colui il quale innumerevoli volte si e’ fatto le quasi 13 ore di volo dall’Europa a Tokyo e viceversa.

bortocal 19 febbraio 2014 alle 22:17
grazie dei consigli medici, edoardo, ne farò tesoro,
sono in classe turistica, che credi? in business class ci sono finito una volta sola per un brutto contrattempo e per necessità.
nonostante la business e i tre quattro viaggi l’anno, in passato, quando lavoravo in un consolato e potevo anche permettermeli, non ho mai avuto particolari problemi di viaggio aereo, salvo una volta di ritorno dalla Thailandia, dove peraltro c’erano state temperature e umidità altissime: una bella flebite durata un bel po’, effettivamente.
comunque partirò con una intera confezione di aspirine, considerando che i voli sono in tutto nove, se non ho sbagliato il conto… 🙂
e poi brinderò al mio amico edoardo ad ogni arrivo sano e salvo; quanto agli alcolici, nessun pericolo, perché sono astemio sempre.
– ah, ancora una notazione a proposito dell’altra domanda: nei viaggi intorno al mondo sei tenuto a tenere sempre la stessa direzione, non puoi tornare indietro.
per questo il tratto fra Tokyo e Hong Kong lo puoi fare solo arrivando da est, non dall’Europa.
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. . .

ho riprodotto il post LE ANSIE DI 10 PARTENZE – MY ROUNDTHEWORLD N. 2 – 126.

ho aggiunto adesso la foto.

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