bortocal contro la tecno-burocrazia cinese: partita persa – my bortoround n. 6 -249

14 giugno 2014

vi ho già parlato del problema dei visti per il mio viaggio intorno al mondo che comincia tra un mese, qui: era la fase nella quale stavo facendo una ricognizione di quelli che mi servivano e ci facevo anche su delle battute spiritose.

nel frattempo mi sono procurato direttamente dall’agenzia il visto turistico per gli USA (California) e la tarjeta per Cuba, che stanno già nel mio passaporto.

e sono stato a Milano il mese scorso al Projectvisti, un centro molto efficiente che procura visti per tutto il mondo: viaggio un po’ sprecato, dato che era troppo presto per fare la pratica (se non fosse che ho fatto delle bellissime foto in una giornata di sole straordinaria e ho conosciuto di persona Francesco Vitellini, il blogger poeta…).

quanto al visto per il Vietnam, ho ritirato e compilato la modulistica cartacea e pensavo di riportala a Milano questo mese; rimane aperta soltanto la questione del visto per la Cina, e ho usato il presente non a caso, non per distrazione.

* * *

da un paio di mesi la domanda per ottenere il visto per la Cina va presentata esclusivamente su un modulo da compilare on-line, o meglio da scaricare online e compilare – differenza sottile.

è una novità: neppure l’agenzia di viaggi che mi ha procurato i biglietti aerei lo sapeva.

per cui stamattina mi sono svegliato molto presto, ho deciso di compilare questo modulo e poi di partire per Milano per consegnarli alla Projectvisti (sperando che sia aperta anche il sabato).

non avevo fatto i conti col mix inestricabile di burocrazia cinese e burocrazia informatica, forse accompagnata ad una mia decisa imbranataggine.

decidete voi.

* * *

dunque, dal sito che ho detto, apro il modulo in PDF editabile e comincio gagliardamente a compilarlo: è di 4 pagine denso di informazioni minuziose come solo può pensarlo un cinese che ha impiegato vent’anni per leggere quei caratteri della loro scrittura così microscopici che agli sportelli bancari ho visto delle grandi lenti a disposizione dei clienti per decifrare i moduli…

vogliono l’itinerario, giorno per giorno e sapere dove dormirò: e io improvviso, tanto non mi controllerà nessuno; in ogni città scrivo Youth Hostel, ostello della gioventù, anche se non è detto che ci sia; vorrebbero sapere chi mi ha invitato in Cina; vogliono sapere come dove e quando ho avuto il mio ultimo visto per la Cina: ma sono fortunato mi ricordo dove ho messo il vecchio passaporto esaurito – qui e non a Stoccarda, che botta di fortuna! – e controllo: era il 4 maggio 2010, contenti? da Stuttgart, ok?

vogliono anche cose più normali, come il numero della mia carta di identità: peccato che non ne ho ancora fatta una da quando ho riportato la residenza in Italia a gennaio (ci vogliono più di due mesi e non ho avuto tempo né voglia: del resto dal mese prossimo mi trasferisco in un paesino di montagna a fare l’eremita o quasi, e sarebbe stata fatica sprecata).

ma il problema non è mica qui, ci scrivo su N/A e vado avanti.

* * *

il fatto è che quando alla fine dell’oretta circa che mi costa raccogliere tutti questi dati e il modulo appare finito, devo cliccare su “stampa”…

ah già, perché mi accorgo adesso che non avevo finito la spiegazione: questi cinesi sembrano italiani, burocraticamente parlando: perché questa non è una vera compilazione online, alla fine non si deve cliccare “invio” e il tutto è fatto; no, questo sarebbe molto tedesco, o comunque decisamente molto anti-cinese, oltre che molto anti-italiano.

no, alla fine voi dovete stampare il tutto, firmarlo aggiungerci le foto e inviare per posta, o portare a mano, o far portare dall’agenzia che vi costerà una cifra…

e siccome da lunedì sono impegnato negli esami di stato, io non avrò più tempo di farlo nelle prossime tre settimane se non lo faccio oggi.

quindi, clicco su “stampa”: forse faccio ancora a tempo a trovare un treno per Milano per le 9!

* * *

ed esce una scritta: Non sono stati compilati tutti i campi obbligatori.

non riesco a capire quali campi posso avere saltato: certo dove ci stava un No o un N/A ho evitato di ripeterlo per ogni singola casella successiva e dipendente, mi pareva piuttosto intuitivo.

comunque l’unica scelta possibile, adesso, è quella di cliccare OK, riconoscendo il proprio errore (si chiama processo popolare?).

poco male, mi verrà ripresentato il modulo magari con evidenziati i punti mancanti, penso.

macché: a questo punto succede invece una catastrofe: il modulo sparisce nel nulla virtuale e appare una faccina sghignazzante di Google Chrome che comunica error occurred o qualcosa di simile.

inutile cercare qua e là, si deve riprendere a compilare il tutto.

* * *

però la seconda volta sono più fortunato: sbaglio a digitare una data ancora in prima facciata e quando cerco di correggerla il modulo sparisce di nuovo.

allora decido che questa volta cercherò di salvare il modulo prima di stamparlo.

lo ricompilo paziente (adesso ci impiego forse mezzora al posto dell’ora della prima volta) e alla fine clicco su salva.

perfetto: ecco che mi comunicano che la mia versione di Adobat Reader è vetusta e non si presta…

* * *

ok, eccomi a allora girare sui siti che offrono l’aggiornamento del programma; per la verità il primo è il modulo cinese stesso che mi invia al sito Adobat dove per soli 30 euro posso comperarmi la versione che mi serve…

grazie, preferisco i siti dove si scarica gratis; ma il download si blocca al 97% e non c’è modo di schiodarlo di lì, neppure uscendo a fare una passeggiata per vedere se è il sentirsi osservato che lo trattiene dal concludere…

al rientro, mi viene in mente che forse prima devo cancellare la versione precedente di Adobat, forse è questa che blocca il tutto.

cancello e riprovo: non funziona ancora.

bene, così adesso ho anche un pc senza Adobat.

ma al terzo tentativo qualcuno da qualche parte ha pietà di me e Adobat.10 prende sul mio pc il posto di Adobat.9; non è ancora Adobat.11, ma quello dovrei pagarlo, pare.

oh, gioia, ecco che finalmente posso aprire il file dall’invitante (ma ingannevole) titolo “CHINA” che avevo salvato sul desktop.

* * *

peccato soltanto che sia completamente vuoto, come se non lo avessi compilato.

a questo punto decido di stampare il modulo vuoto e di compilarlo a mano: almeno mi risparmio ogni ricerca ogni volta, compresa quella con Google Maps per dire in quali città della Cina penso di passare per andare in Laos, che tra una compilazione e l’altra mi dimentico quei nomi tutti così simili (riconosco solo zhou in coda a un nome di città, perché so che significa acqua).

compilo a mano, poi compilo informaticamente: se salvo il modulo in Adobat non posso stamparlo, se lo stampo non posso salvarlo; per loro il modulo è comunque sempre privo di dati essenziali, ma io me ne frego e lo stampo lo stesso; ma tanto, anche quando arrivo a stamparlo, è sempre vuoto.

* * *

a questo punto sono già quasi le 11 e decido di portare il modulo compilato a mano all’agenzia assieme alle foto e a quello per il Vietnam: guarderanno la data di nascita e penseranno che sono un vecchio bacucco incapace di cavarsela con internet, l’importante è che il visto arrivi e per fortuna c’è ancora un mese di tempo…; del resto promettono tempi di lavorazione ordinari di 4 giorni e di 2 per le urgenze, sti cinesi!

spiego in 20 secondi a Francesca il succo della mia debacle e Lei mi chiede: ma almeno ha stampato e compilato a mano? il si merita un bravo! che è prezioso per me di questi tempi.

* * *

bene, la cosa mi costerà almeno 50 euro di corriere, ma almeno facciamo conto che il problema sia risolto.

dopo pranzo decido di stamparmi la nomina per gli esami, che è sempre in PDF.

ma la stampa non parte se non schiaccio il tasto per il fronte-retro, chissà a che pro visto che tutto il documento sta in una facciata.

l’inchiostro della stampante comincia a scarseggiare, ma finalmente il meccanismo parte.

ed ecco uno, due, tre, quattro copie del modulo per il visto per la Cina regolarmente compilato, 4 fogli per copia…

capite che beffa?

ah, e secondo voi l’inchiostro della stampante è definitivamente esaurito prima o dopo che io sia riuscito a stamparmi la nomina che mi serve lunedì?

* * *

scusate il tedio, vi terrò informati: ma un viaggio roundtheworld autogestito per ora è soltanto una raccolta di rogne; a qualcuno venisse in mente di ripetere l’esperimento, è bene che lo sappia per tempo… 😉

credo tuttavia che dovrà tenervi aggiornati sugli sviluppi futuri…

. . .

eccoli (ma ci sarà da divertirsi ancora all’uscita dalla Cina…):

IMG_20180707_081730

. . .

commenti:

scarrozzato 14 giugno 2014 alle 19:54
Ma l’hai presa la patente per l’uso del computer, la codiddetta ecdl?…
interessante la questione dei visti…
In vista di un definitivo abbandono dell’italia… non si sa mai…
ciao borto

bortocal 14 giugno 2014 alle 19:59
per la verità ho anche provato a candidarmi a un posto di lavoro in Cina, ma senza successo… 🙂

. . .

Francesco Vitellini 14 giugno 2014 alle 21:29
Ricordo il nostro incontro con molto piacere 🙂
Troppo breve, per i miei gusti, per cui mi permetto di ricordarti che quando ti sarai trasferito tra i monti mi autoinviterò almeno una volta 🙂
L’ultima volta che andai in Cina il visto lo richiesi dentro l’aeroporto di Hong Kong… non si può più fare o non arrivi lì?

bortocal 15 giugno 2014 alle 6:11
anche io, caro Francesco, ho conservato un bel ricordo del nostro incontro.
e una bella foto, che ti mando per mail, dal significato un poco misterioso, visto che campeggi fra due cartelli gialli di “Pericolo di inciampo”… 🙂

DSC00253
quanto al mio vistoso eremo di montagna, sto giusto pensando di destinarlo a luogo di incontri fra blogger; ma a parte questo e ben prima che questo progetto si realizzi sarò contento di farti respirare l’aria campestre della Valsabbia.
le tue notizie sul visto cinese all’aeroporto di Hong Kong sono preziose, ma non sapevo di questa possibilità: da quel che ho visto in internet per un visto turistico, però, occorrono due giorni; forse tu ci sei andato per lavoro, con una procedura più veloce; basta, oramai è andata in altro modo (sempre che accettino il modulo a mano…)

. . .

redpoz 17 giugno 2014 alle 10:49
Due domande: sicuro che avere già la tarjeta per Cuba quando passi in California non sarà un problema?
2. Ma, a questo punto, non ti converrebbe fare i visti possibili direttamente al punto di frontiera?

bortocal 17 giugno 2014 alle 13:14
buona l’osservazione x Cuba (che raggiungerò dal Messico e non dagli USA): la tarjeta è tuttavia mobile e non ancora incollata sul passaporto e dunque, anche in virtù del dubbio opportunamente insinuato da te, eviterò di farlo prima di uscire dagli USA.
mi hanno detto che il visto x la Cina si poteva fare anche all’aeroporto di Hong Kong, ma oramai ho avvito a pratica da qui; quanto a quello per il Vietnam non può essere fatto alla frontiera, ma solo prima di partire.
un’altra anomalia è che per ottenere i visti devi presentare un biglietto aereo sia di entrata sia di uscita: quindi devo inventarmi dei falsi voli aerei di uscita dalla Cina e di ingresso nel Laos e nel Vietnam per avere i visti.
tieni conto che nel 2007 ho già fatto la devastante esperienza di essere rispedito indietro dall’aeroporto di Calcutta a Dubai perché pretendevo di fare il visto per l’India all’ingresso, sulla base di un falso ricordo, e invece non si poteva…; così adesso sono come il cane scottato dall’acqua calda, e se non sono più che sicuro di avere tutti i visti in ordine prima della partenza non parto; tuttavia tutti gli altri visti che si possono fare all’ingresso del paese in aeroporto o alla frontiera, come in Laos, li farò effettivamente lì.

. . .

Spock_ST 15 giugno 2014 alle 11:25
ma non era la Cina il perfetto esempio di come dovremmo essere in futuro? Cioè il paese che meglio riesce a rendere “felici” le persone?

bortocal 15 giugno 2014 alle 13:42
sì, ma io mica sono un cinese… 🙂
e poi che cosa ti fa pensare che, siccome mi paiono interessanti alcune soluzioni socio-economiche adottate dalla Cina, allora io sia disposto a digerirne anche tutti i difetti?
ad esempio, proprio oggi leggo di preoccupanti forme di ritorno a forme “maoiste” di culto della personalità, francamente insopportabili – e tieni conto che mia figlia se ne è venuta via proprio sentendo l’aria che comincia a farsi sentire da quelle parti…
http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/15/cina-arriva-il-libretto-rosso-di-xi-jinping-i-migliori-aforismi-sulla-scia-di-mao/1021112/

Spock_ST 15 giugno 2014 alle 14:28
quando si parla di soluzioni socio economiche della Cina bisognerebbe tenere conto che quel paese è un’anomalia.
Soluzioni applicate sulla base di un’anomalia non possono diventare universali. L’incredibilmente basso costo del lavoro e dei materiali, connessi allo sfruttamento e alla mancanza di ricerca e controllo qualità dei prodotti, sono due motivi. Se muore il loro mercato/discarica estera voglio proprio vedere come faranno a reggere la baracca col solo mercato interno senza aumentare il potere di acquisto delle persone, quindi aumentando i costi della merce.
ma jinping non era un signore più calmo? Prima o poi anche la Cina scoppierà se tenteranno di censurare troppo… anche se i cinesi in genere sono abituati a sopportare molto mi pare.

bortocal 15 giugno 2014 alle 15:21
a quale titolo diciamo che la Cina è un’anomalia?
la Cina rappresenta circa un sesto dell’umanità; e l’Occidente quanta ne rappresenta?
non vorrei parlare qui dell’economia cinese – che anche io ritengo molto più fragile di quanto appaia, e questo non può che preoccupare, perché – di fronte all’imminenza evidente di un crollo – la Cina potrebbe scegliere la strada della guerra.
parlo della originalità – sempre relativa – delle sue soluzioni politiche.
il fatto che Jinping, l’attuale leader cinese, sia sempre sembrato una persona in se stesso molto moderata, questo preoccupa ancora di più, perché fa pensare che le tendenze pericolose per me che le osservo cinquant’anni dopo ad una rinascita dei peggiori tratti del maoismo sia più nella forza delle cose della situazione cinese che nelle sue intenzioni.
ma l’ultima cosa che farà mai scoppiare la Cina, per quel pochissimo che ne capisco, sarà la censura…
secondo me l’Occidente continua a non capirla.

Spock_ST 15 giugno 2014 alle 19:02
è un’anomalia perché è una fabbrica paese. Rispettino di più i diritti dei lavoratori, facciano più attenzione alle norme che regolano la qualità dei materiali e di controllo della qualità, investino nella ricerca e nello sviluippo invece di copiare e vedrai che il costo delle proprie esportazioni aumenterà alla grande.
Quindi in questo senso è un’anomalia. Hanno costruito una fabbrica che fa concorrenza sleale sul mercato (ovviamente noi poi peggioriamo le cose)
e contro chi dovrebbe andare in guerra la Cina? Farebbero un favore enorme agli SUA. Piuttosto che pensare alla guerra farebbero meglio a smettere di svalutare la moneta e pensare di più alla felicità delle persone (magari anche fuori dalle solite metropoli).

bortocal 16 giugno 2014 alle 5:45
temo che questa sia una raccolta di luoghi comuni contro la Cina: non si diventa la prima potenza economica del mondo semplicemente accumulando difetti.
però non voglio aprire un discorso troppo lungo, dato che i difetti certamente ci sono, ma devono essere anche equilibrati da qualche qualità.
quanto ai paesi con i quai la Cina sta per entrare in guerra praticamente ogni giorno, ne ho parlato in diversi post che cercando di rompere il muro di indifferenza provinciale italiana su una situazione estremamente pericolosa.
due o tre giorni fa si è rischiato l’abbattimento di un caccia giapponese dopo altri recenti scontri localizzati fra marine militari: la Cina è in conflitto, per il momento congelato, col Giappone, col Vietnam, con le Filippine – oltre che con Formosa – per le rivendicazioni di diverse isole del Mar Cinese Meridionale, e per loro tramite con gli USA; neppure con l’India le reazioni sono troppo buone al momento e il nuovo capo del governo indiano uscito dalle recenti elezioni ha fatto una campagna elettorale pesantemente anti-cinese.

Spock_ST 16 giugno 2014 alle 6:05
la grande qualità che equilibra i difetti penso siano proprio le persone, i cinesi. Se sono diventati prima potenza economica è per il loro spirito di sacrificio e il duro lavoro. Ma ovviamente tu saprai meglio 🙂 .
i cinesi non sembrano dei guerrafondai (ho visto i tuoi post 🙂). Poi comunque saranno anche prima potenza economica mondiale ma certe cose più complicate un po’ faticano a copiarle. Militarmente USA e Russia le sono superiori. Dipende ovviamente quanto saremo bravi a spingere la Russia a fare amicizia con la Cina. Fino ad allora ci saranno solo intimidazioni reciproche perché forse è meglio non circondarsi di troppi nemici.

bortocal 16 giugno 2014 alle 6:20
quello della Cina è al momento un imperialismo potente, ma non troppo aggressivo militarmente, ma non è detto che la situazione resti sempre così: in passato la Cina ha anche condotto rapide e vincenti guerre di aggressione contro l’India (1962) o il Vietnam (1979), e la cosa potrebbe ripetersi, salvo che per la brevità possibile di futuri interventi.
è vero che la cultura cinese non prevede l’espansione imperiale fuori dai propri confini, semplicemente perché appaiono già immensi…
per il resto non mi paiono completamente separabili le virtù o difetti dei popoli dai loro sistemi politici: mi pare più logico pensare che si riflettano reciprocamente…

. . .

in neretto ho riprodotto il post BORTOCAL CONTRO LA TECNO-BUROCRAZIA CINESE: PARTITA PERSA – MY ROUNDTHEWORLD N. 6 – 417.

ho aggiunto adesso le due foto.

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