una mattinata vendicativa ad Equitalia – my roundtheworld 9 -246

visto che oramai mi sono messo sulla strada di questa cronaca davvero quotidiana, bassa e mediocre, non mi resta che continuare col resoconto fedele della mia mattinata Equitalia, dove inizia la mia lotta contro la cartella esattoriale da 5.000 euri arrivata l’altroieri; vedete un po’ qua, chi non l’avesse ancora letto: Equitalia: nuovo attentato (definitivo?) al mio viaggio attorno al mondo – My roundtheworld n. 8 – 444.

* * *

siccome ho realizzato che Equitalia è soltanto l’agente riscossore, non mi preoccupo al momento di entrare nel merito delle varie imprecisioni di pagamento che mi vengono contestate; rinvio la ricerca delle ricevute della tassa di circolazione auto 2002 e delle denunce IRPEF 2007 e 2009, per le quali so già che dovrò rivolgermi alla Regione Lombardia e all’Agenzia delle Entrate nei prossimi giorni per discutere nel merito, e mi concentro sul punto centrale dell’intera procedura, quella che è la premessa delle migliaia di euro di multa: l’avvenuta notifica dei debiti, che mi sarei rifiutato di pagare.

siccome so che la notifica non è avvenuta, se tolgo di mezzo la notifica cancellerò almeno le multe per il rifiutato pagamento, se non le sanzioni e gli interessi: già dimezzare la cartella sarebbe un bel risultato, quasi un mese di pensione guadagnato.

* * *

quindi, eccomi uscire mattiniero, alle 8, arrivare in metrò ai grandi uffici Equitalia che aprono alle 8:15, trovarmi già alla fine di una lunga coda quando sbarco lì davanti esattamente a quell’ora, e poi davanti all’addetto alla distribuzione dei bigliettini.

dove sono costretto a fermarmi solo io, l’ultimo della coda, per il guasto puntualissimo della macchinetta che li emette; il tipo bofonchia che già da ieri c’è questo problema e nessuno è ancora intervenuto, traffica qua e là; inutile agitarsi, tanto tutti quelli che dovevano scavalcarmi lo hanno già fatto.

la distribuzione dei numeretti magici dopo un poco riprende ed eccomi seduto per leggere i quattro opuscoletti ritirati all’entrata: 1) Vuoi verificare la tua situazione Equitalia? 2) La cartella non deve essere pagata? Chiedi aiuto a Equitalia 3) Vuoi pagare a rate le cartelle? 4) Hai crediti con la Pubblica Amministrazione?

ma non ho neanche modo di aprirli, sono giusto in tempo per lo spettacolo di oggi.

* * *

allo sportello n. 11 un uomo piccolo e grosso ulula; bene, sono anche in prima fila. 😉

a quanto si capisce gli hanno bloccato il conto corrente per un pagamento di 1.000 euro; quindi lui si è presentato con i 1.000 euro in contanti; sono andato a prenderli da un cravattaro, urla, dato che non potevo ritirarli dal mio conto corrente.

ma ovviamente nessuno può accettare un pagamento di 1.000 euro in contanti, la legge lo vieta; deve pagare con un assegno.

ma come posso fare un assegno se mi avete bloccato il conto corrente? inveisce il disgraziato.

ladri, ladri, siete dei farabutti, siete dei mafiosi; ricattatoriiii!!!, urla l’uomo a gran voce, mentre l’impiegata, elegante e ben padrona di sé, alza il sopracciglio, invitandolo alla calma, e poi, visto che la calma non appare a quell’uomo l’atteggiamento  più adatto a risolvere la questione insolubile da comma 22, chiama la direttrice dell’ufficio, che minaccia di chiedere l’intervento dei carabinieri.

li chiamo ioooo, i carabinieri!!!!, è la rimbombante risposta; l’uomo allora viene accompagnato in una stanza dalla quale giungono i toni alti, ma le parole non sono più distinguibili, e alla fine compaiono davvero anche i carabinieri, con la divisa, ma senza il pennacchio, che si concentrano ovviamente su di lui, che ora appare mogio mogio.

ed io tristemente medito sulla fine inevitabile di uno stato che non ha più alcuna legittimità agli occhi dei suoi stessi cittadini.

contenuto-della-cartella

* * *

intanto è arrivato anche il mio turno e l’impiegata pienotta, appena le espongo il mio problema, esordisce dicendomi: non alzi la voce, che questa mattina siamo tutte scosse.

veramente, le dico, sono assolutamente tranquillo: vorrei solo che verificasse la situazione delle mie tre notifiche.

lei prende le mie 4 paginette fronte retro, va a fare e fotocopie e si mette a consultare faticosamente.

alla fine: ci siamo, dice; sono state notificate “per irreperibilità”.

che cosa vuol dire? rispondo; io ho un indirizzo, il nome sul campanello, una cassetta della posta; ho ricevuto altre notifiche in contemporanea e ho anche pagato.

vedo, dice lei; effettivamente è strano.

aggiungo che sto consultando adesso tramite google diversi siti sul tema e, per il bene di tutti, preciso che occorre distinguere fra irreperibilità assoluta del destinatario, quando risulta del tutto sconosciuto il suo indirizzo, e allora la notifica può avvenire per deposito degli atti nella casa comunale, e irreperibilità relativa, che non consente questa notificazione facilona: ma anche in questo caso occorrerebbe come minimo essere davanti a un trasferimento in luogo sconosciuto.

sono comunque soddisfatto: mi pare già un passo avanti.

* * *

comunque, se vuole verificare nei dettagli come è avvenuta la notifica deve fare una richiesta, ecco il modulo – mi dice l’impiegata Equitalia.

compilo, serve la fotocopia del documento di identità, l’impiegata torna a farle; avrò la risposta fra una quindicina di giorni.

faccio presente che devo partire il giorno 16, lei dice che proverà ad accelerare la pratica; comunque verrò chiamato per telefono appena i dati arriveranno; nel frattempo sarà bene che incarichi un commercialista; ma certo!

* * *

però la ragazza è gentile: Lei ha molte altre posizioni aperte, mi dice; se vuole gliele stampo.

come no? sono venuto praticamente apposta!

ed eccomi partito per contestare tre cartelle e tornare a casa con una decina!

per fortuna sono tutte al massimo attorno al centinaio di euro; alcune risultano sospese, altre notificate sempre per irreperibilità e via dicendo; però mi viene in mente che anche quelle tre che mi sono state notificate partivano da qualche centinaio di euro e sono lievitate a 5.000 euro per via delle multe da 1.000 euro l’una per il mancato pagamento dopo la notifica per irreperibilità!

* * *

comunque le raccatto tutte, le mie altre 7 notifiche, ringrazio per la cortesia, ritiro la patente e me ne vado; ma al secondo passo mi viene in mente che non ho la lettera originaria; non mi sono ancora quasi staccato dallo sportello, mi volto: e la mia lettera? chiedo.

la ragazza trova soltanto la prima pagina; sì, ma le altre? – non servono a niente, dice lei.

sarà; però, scusi, io le ho dato le 4 pagine e vorrei indietro le mie quattro pagine.

mica mi schiodo: lei va alle fotocopiatrici, si affanna, suda, ribalta le carte, prova a mandarmi via, quasi con le lacrime agli occhi; alla fine arriva la capufficio: io intanto mi sto frugando da tutte le parti, ribalto le tasche, non l’avessi mai presa su soprappensiero…

niente da fare: la lettera sembra dissolta nel nulla nelle sue ultime tre pagine e rimane solo la prima: non Le serve altro, giura la capufficio.

non mi dica che avete stampato 6 intere facciate inutili…; fatene una copia, allora: dopotutto me l’avete mandata voi.

sì, ma da un altro ufficio; noi non l’abbiamo.

capirà, ma a questo punto è una questione di principio: non è possibile che io vi consegni un documento di 4 pagine e voi me ne restituiate solo una.

* * *

insomma, sto per dire: adesso li chiamo io i carabinieri; e sarei molto soddisfatto a vederle così tese e preoccupate, se non fossi comunque preoccupato anche io perché chissà che cosa ci sarà stato scritto su quelle pagine che ora mi dicono che non servivano a niente; di sicuro c’era almeno il bollettino per pagare…

alla fine la pietà prevale, impreco sottovoce, volto i tacchi e vado.

solo in metrò mi decido a dare un’occhiata ai quattro opuscoletti Equitalia, ed ecco, bene annidata fra loro, diligentemente ripiegata su se stessa, la lettera originale in quattro facciate, perfettamente invisibile.

come mi scappa da ridere: ho un inconscio decisamente più carogna di me.

* * *

non mi resta, nel rientro, che telefonare ad A2A per riattivare la fornitura dell’acqua per la casa di montagna acquistata ieri.

serve il numero verde, inaccessibile dal cellulare; vado a un posto di telefono sotto casa; telefonicamente faccio il contratto per la fornitura; e alla fine mi danno il numero del tecnico che uscirà a sbloccare il contatore, per mettermi d’accordo con lui; non so perché, ma dal telefono pubblico non si riesce a contattarlo; vado allora a casa e chiamo col cellulare; mi rispondono che quello è il numero del tecnico del gas e mi danno un altro numero; per riattivare l’acqua devo chiamare lì.

si tratta giusto del primo numero verde che ho chiamato; torno al telefono pubblico; risponde la stessa operatrice e prova a ridarmi lo stesso numero del tecnico che si è già rifiutato di servirmi, perché non c’entra.

eccomi caduto a mia volta in una procedura da comma 22, con due uffici della stessa ditta che si rimpallano le responsabilità.

* * *

c’entra qualcosa col resoconto Equitalia di prima? direi di no, ma forse anche sì: la risposta al vostro buon cuore.

se poi doveste pensare di vivere in un paese dove nessuno è più in grado di fare bene il suo lavoro, e solo per questo è destinato a peggiorare continuamente – l’Europa è l’alibi per i cretini -, prego, accomodatevi.

* * *

quando avrò l’allacciamento all’acqua?

ve ne accorgerete nei prossimi giorni, perché mi trasferirò in una casa senza internet…; il blog avrà una sosta; se smetterò di scrivere sapete fin d’ora perché.

io sarò nei campi a zappare.

. . .

commenti:

franz 2 luglio 2014 alle 12:03
mi piacerebbe scrivere:
però, che fantasia, quel bortocal

bortocal 2 luglio 2014 alle 15:02
anche a me piacerebbe pensarlo; e invece, io, fantasia zero: la fantasia l’hanno sequestrata tutta quelli di Equitalia! 😦
anche quella! 😉

. . .

tramedipensieri 2 luglio 2014 alle 14:32
Kafka, Kafka svegliaaaaaaaa…………c’è da scrivere ancora, e ancora…. e ancora!!
😦

bortocal 2 luglio 2014 alle 15:01
peccato che manchi la sua penna: siamo tutti trasformati in scarafaggi la mattina quando entriamo negli uffici Equitalia, in effetti.

tramedipensieri 2 luglio 2014 alle 15:32
…ti leggo e mi prende un senso d’impotenza che conosco…
Chi ha avuto e ha a che fare – prima o poi – con la burocrazia in genere sa che si prova.
L’aver problemi anche a voler pagare è il colmo!

bortocal 2 luglio 2014 alle 15:48
scrivendo burocrazia, qui bisogna aggiungere sempre “italiana” – oppure “russa” oppure “indiana”.
perché l’organizzazione degli uffici non è necessariamente come la nostra: in Germania andare in un ufficio non è affatto uno stress, tutti hanno chiare le regole e i compiti di ciascuno, gli impiegati sanno di essere al servizio del pubblico; rapidità, efficienza, cortesia, capacità di cogliere l’essenziale in ogni momento portano a risolvere rapidamente i problemi.
non so neppure immaginare, ad esempio, che in un ufficio tedesco ti facciano tornare due settimane dopo per verificare come ti hanno notificato una cartella: ti avrebbero mostrato le notifiche al momento.
il fatto è che in Germania tutti gli impiegati conoscono l’ordine alfabetico, che in Italia è spesso sconosciuto: risultato, da noi occorrono ore per trovare una pratica,che l’impiegato tedesco trova al posto giusto al primo colpo…
mi sono oramai convinto che l’arroganza tipica degli uffici italiani è una maschera essa sopra una mostruosa incompetenza personale e una stupidità organizzativa senza eguali.
com’era quella battuta su paradiso e inferno…?
si parlava, tra l’altro, di organizzazione.
e l’inferno era l’organizzazione italiana, il paradiso quella tedesca.

tramedipensieri 2 luglio 2014 alle 16:00
Gli uffici italiani sono fatti apposta per “perdere” le pratiche.
Non so dove risiedano le responsabilità.
Ad esempio negli uffici si cura pochissimo l’archivio nonostante i più siano informatizzati.
E gli archivi, si sa… sono il cuore dell’Ufficio.
Il fatto è, anche, che la _mano destra non sa che fa la mano sinistra_
Non gli importa a nessuno.
L’organizzazione italiana è un inferno
…e un impiegato che cerca di lavorare al meglio è additato poiché mette in ombra gli altri.
E’ il gruppo che deve funzionare, oltre che il singolo. E il tutto ben coordinato.

bortocal 2 luglio 2014 alle 16:17
proprio così: negli uffici italiani la disorganizzazione è probabilmente funzionale alla moltiplicazione dei tempi e dunque degli addetti.
e la disorganizzazione ha i suoi massimi trionfi proprio negli archivi, che sono poi la base di tutto il lavoro.
posso testimoniare come funziona una segreteria scolastica italiana tipica, con sei o sette addetti (in Germania ogni scuola ha un solo addetto in segreteria e un Rektor, il preside, a part time, perché per metà del suo tempo insegna).
se qualcuno chiede un certificato, per prima cosa si parte da presupposto che debba tornare: si prende la domanda e la si mette casualmente in un mucchio; poi la si riprende qualche tempo dopo, si prepara il certificato e lo si rimette ancora a caso nel mucchio dei certificati fatti; quando l’interessato ritorna, servono almeno 10 minuti buoni di scartabellamenti per ritrovarlo.
i presidi non considerano certo importante occuparsi di queste cose: mica fanno cultura o qualità della scuola, secondo loro.
ricordo le battaglie per imporre che il certificato venisse fatto al momento, facendo accomodare l’interessato un quarto d’ora, oppure facendolo tornare in classe, se era uno studente, per ritirarlo l’ora dopo all’intervallo.
all’inizio il personale era ferocemente contrario a questo “stakanovismo”: poi hanno cominciato ad apprezzare che gli rimaneva una discreta quantità di tempo libero.
per non ripetere quello che dici tu sulla congiura universale dei mediocri contro chi è efficiente! – ma ne parlava già Leopardi due secoli fa.

tramedipensieri 2 luglio 2014 alle 16:21
Moltissimi DIRIGENTI non conosco il funzionamento né tanto meno l’importanza dell’Archivio.
C’è da dire però, secondo me e non di secondaria importanza…, che qui per ogni cosa una domanda, una fotocopia…un blocco di carta per ogni cosa!
Intasiamo l’archivio solo per le richieste del personale che vi lavora…ferie, malattia, infortuni….
domanda su domanda, risposta, timbri, protocollo, sigla….uff…
E’ uno schifo.
Ma dov’è la riforma della Pubblica Amministrazione?
Funzionava _bene_ quando non c’era la riforma…
I politici hanno voluto distruggere la Pubblica Amministrazione, affossarla…perchè così i controlli erano minori ma solo per loro…

bortocal 2 luglio 2014 alle 16:49
ovresti vedere i modelli informatici che vengono forniti dal Ministero per i verbali degli esami di stato.
sono riusciti a renderli così ridicolmente contorti che ci si impiega di più a fare quelli informatici che quelli vecchi a mano.
l’enigma finale è quello dell’ultimo verbale dove scrivi che hai sigillato il pacco, ma devi metterlo dentro il pacco sigillato!
e i famosi timbri di ceralacca? sono alcuni decenni che lotto contro i timbri di ceralacca, visto che i pacchi si sigillano con lo SCOTCH.
ma parlare di scotch in un verbale, capisci, non fa per niente fine…
mio dio: quanti laboratori di ceralacca avrò sulla coscienza visto che cancello la parolina tutti gli anni dal verbale e la ceralacca dalle buste?
che poi l’archivio dell’amministrazione documenti in maniera maniacale la sua vita stessa, questo è demenziale.
hai presente i DECRETI di malattia del personale?
siamo in un’amministrazione pazza che DECRETA che il personale è malato!
quando dici che dietro tutto questo c’è un disegno, forse sei perfino troppo ottimista: io ci vedo solo il peso di una tradizione cattolica e barocca e tanta stupidità, ma soprattutto una specie di ascetismo senza scopo: l’idea che siamo nati per soffrire e il rifiuto di pensare come si può vivere bene facendo il proprio dovere serenamente.

. . .

Francesco Casale 2 luglio 2014 alle 18:02
Caro Mauro
ti seguo sempre anche se intervengo poco o niente ed avrei preferito parlare di viaggi, di economia, di restauro di case di pietra o di altri argomenti più coinvolgenti che Equitalia.
Per mia sfortuna somo diventato un esperto di nefandezze Equitalia perchè ho rilevato un azienda che aveva una marea di cartelle Equitalia, e quindi sono 8 anni che combatto su questo fronte: lo scorso marzo ho chiuso definitivamente tutte le posizioni con Equitalia ed il minimo che posso fare è mettere l’esperienza a disposizione di un amico.
Da mezzo tedesco che sei diventato (lo dico con affetto ed invidia) non pensare che Equitalia si comporti correttamente: se vai a chiedere informazioni al loro non ammetteranno certo di aver fatto un errore in malafede per spremere il contribuente in combutta con l’ente che vorrebbe avere i tuoi soldi. Loro assumono un atteggiamento pilatesco affermando che sono dei passacarte, in realtà, siccome hanno la loro quota di quello che incassano, sono i primi ad agire in modo truffaldino, e la soluzione è ricorrere ad un giudice di pace citandoli in giudizio.
Ti faccio un esempio chiarificatore. Esistono le prescrizioni per cui nel tuo caso un reddito del 2007, da riportare nell’Unico 2008, andava in prescrizione il 31/12/2013, ossia al termine del 5o anno successivo alla dichiarazione del reddito in questione. E’ chiaro che loro si inventano una notifica a fine 2013 che probabilmente non hanno mai fatto, altrimenti tutto quelle tasse, multe ed interessi che ti hanno caricato non potevano più essre riscossi. Loro ci provano ed un giudice di pace in casi come questi, se non riescono a dimostrare che hanno veramente notificato, gli dà torto e devono cancellare tutta la cartella. Ti racconto cosa mi è capitato in paio di occasioni.
Una multa automobilistica, se non ti hanno notificato il verbale, si estingue se non ti notificano una cartella entro i 5 anni da quando hai fatto l’infrazione. Se ti hanno notificato il verbale, i 5 anni partono dalla notifica del verbale.
I comuni , in base ad una legge che e’ ANCORA VALIDA, hanno diritto ad interessi del 10% semestrale, ossia il 20% annuo (non è un errore, ripeto: il 20% annuo) per il periodo che va dallo scadere dei termini di pagamento della multa, tipicamente 60 gg dalla notifica del verbale, a quando emettono la cartella. Comuni USURAI come quello di Roma aspettano apposta 4 anni e 11 mesi ad far emettere le cartelle per lucrere il più possibile, quando potrebbero emetterle immediatamente dopo la scadenza del pagamento non effettuato. La loro ingordigia fa sì che talvolta, sommando i tempi di reazioni di Equitalia, sforano i 5 anni, ma provano lo stesso a chiedere il pagamento, o lo chiedono senza che ci sia stata notifica di verbale a più di 5 anni dall’infrazione.
Non hai idea quanta gente che paga senza sapere che può non pagare. Ho fatto due volte ricorso al giudice dei pace e due volte ho vinto. Nel caso delle tassa automobilistica del 2002, se non ci sono stati solleciti successivi che ti hanno notificato, è tutto prescritto. Nel caso dei redditi, prova a contestare la notifica che non ti hanno fatto.
Tieni conto che ti hanno già erogato la sanzione e gli interessi da quando dovevi pagare. Se paghi entro i 60 gg da quando ti hanno notificato veramente la cartella, non paghi l’agio ad Equitalia che è l’8% e poi partono gli interessi di mora che dovrebbero essere circa il 6% annuo. Però se non riescono a dimostrare che hanno notificato non paghi niente. A me a suo tepo i ricorsi al giudice di pace li fece un amico avvocato e non ha voluto parcella, a parte le spese vive. Credo che siano dell’ordine di 150-200 Euro. Le hanno alzate per evitare che la gente ricorra al giudice di pace per una multa di € 50, ma nel tuo caso le cifre in ballo sono superiori. I giudici di pace sanno benissimo che Equitalia ci prova e non hanno remore a dargli torto.
Poi ti racconterò tutte le malefatte di Equitalia che ho avuto modo di verificare in prima persona , e possiamo scriverci un libro.
Un abbraccio
Francesco
P.S. se ti avessereo notificato veramente le cartelle quando dicevano, potevi fare il condono che ti permetteva di pagare solo la tassa e la sanzione, senza interessi, per cui le cifre si riducevano sensibilmente

bortocal 3 luglio 2014 alle 7:21
ciao francesco, grazie di cuore per questo gesto di grande amicizia e per un contributo conoscitivo importante non solo per me.
ho detto pubblicamente quel che dovrei aggiungere qui in questo post: https://bortocal.wordpress.com/2014/07/03/francesco-breve-manualediautodifesa-da-equitalia-448/
un abbraccio.

. . .

principotta 2 luglio 2014 alle 19:26
Vedo che Francesco ti dà una ben articolata e ben informata risposta a proposito dei 5 anni a cui accennavo prima. Dunque c’ è speranza. Tante rotture di scatole, però ce la farai. Quella risposta è così utile che quasi quasi me la stampo.

bortocal 2 luglio 2014 alle 19:33
sì, veramente: non gli ho ancora risposto perché è talmente precisa che è da manuale, e sto pensando se ci potesse essere un modo per valorizzarla di più che su questo blog come commento.

principotta 2 luglio 2014 alle 19:56
In effetti… da pubblicare su Altroconsumo e altre pubblicazioni per la difesa dei consumatori.
Nel frattempo lui, in ogni caso, saprà che gli siamo grati.
Saltando di palo in frasca, tu sei mai stato in una commissione di maturità in cui ognuno si prende caffè (o anche intervallo pranzo, se si corregge il pomeriggio) da solo? Ecco, non mi era ancora capitato e adesso invece. … Altro che solitudine dei numeri primi. Giusto per non rimpiangere niente in futuro… quando i miei rapporti con la scuola saranno del tutto over… mi basterà ripensare a queste monadi a-sociali

bortocal 3 luglio 2014 alle 6:29
sconcertante davvero quello che racconti della tua commissione: giusto per non lasciarti nostalgie, immagino – come scrivi anche tu.
ma non è che dipende da qualche indicazione non detta, solamente comportamentale, che viene dal presidente?
con me, garantisco, non sarebbe possibile! l’altroieri abbiamo chiuso con un bellissimo pranzo d’addio in un locale brasiliano…
(me la sto vedendo con una ripresa alla grande dei dolori alla schiena provocati dall’herpes, che sembrava debellato).

. . .

moselleorthodoxe 3 luglio 2014 alle 11:54
L’unica cosa che posso dire è che sia in Francia sia in Lussemburgo, TUTTO (dis)funziona esattamente nello stesso identico modo. E non solo nel pubblico: anche, per esempio, i contratti di telefonia e internet. L’unico paese dove ho potuto constatare una grande efficienza in tutto, è stata l’Ucraina, lo dico senza ironia: là basta pagare la bustarella, neanche tanti soldi, massimo 50 euro, e chiunque ti fa qualsiasi cosa tu gli chieda.

bortocal 3 luglio 2014 alle 16:52
non conosco Francia e Lux: in Germania il pubblico non funziona affatto così.
così funzionano invece anche in Germania le grandi società telefoniche: ma queste sono oramai uno degli esempi dei nuovi poteri post-moderni, che calpestano lo stato e la legge.
tanto meno conosco l’Ucraina che da come la descrivi sembra una perfetta schifezza. 😦

moselleorthodoxe 4 luglio 2014 alle 7:27
Hahahah! Già, purtroppo.

. . .

in neretto ho riprodotto il post UNA MATTINATA VENDICATIVA AD EQUITALIA – MY ROUNDTHEWORLD N. 8 – 446. 

ho aggiunto adesso la foto.

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One thought on “una mattinata vendicativa ad Equitalia – my roundtheworld 9 -246

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