Francesco: breve manuale di autodifesa da Equitalia – roundtheworld s.n. -245

Equitalia; dice Francesco: 

Non hai idea quanta gente che paga senza sapere che può non pagare.

Francesco mi ha scritto ieri per solidarietà con le mie peripezie conEquitalia; aldilà del grande gesto di amicizia, del quale gli sono grato, le sue parole sono talmente utili anche praticamente per chiunque dovesse incappare nel mostro, che sto cercando di dare loro la massima visibilità, e comincio trasformando il suo commento in un post.

* * *

Per mia sfortuna sono diventato un esperto di nefandezze Equitalia perché ho rilevato un’azienda che aveva una marea di cartelle Equitalia, e quindi sono 8 anni che combatto su questo fronte: lo scorso marzo ho chiuso definitivamente tutte le posizioni con Equitalia ed il minimo che posso fare è mettere l’esperienza a disposizione di un amico.
Non pensare che
Equitalia si comporti correttamente: se vai a chiedere informazioni al loro non ammetteranno certo di aver fatto un errore in malafede per spremere il contribuente in combutta con l’ente che vorrebbe avere i tuoi soldi.
Loro assumono un atteggiamento pilatesco affermando che sono dei passacarte, in realtà, siccome hanno la loro quota di quello che incassano, sono i primi ad agire in modo truffaldino.

ecco qua il primo punto da approfondire: tutti pensiamo che Equitalia sia una sigla dietro la quale si nasconde la pubblica amministrazione, e in particolare il Ministero delle Finanze, ma non è propriamente così.

capirlo non è uno sfizio intellettuale inutile,  è la premessa necessaria per sapere come comportarsi nei suoi riguardi.

* * *

cito di nuovo da un commento:

edoardo 1 luglio 2014 alle 08:26
una pubblica amministrazione lenta oziosa ferruginosa iperprotetta ed illicenziabile!

bortocal1 luglio 2014 alle 20:40
Equitalia è pubblica amministrazione? solo indirettamente, funziona in realtà come se fosse una società privata.
secondo me le tue critiche sbagliano l’obiettivo.

infatti, se ci si informa si scopre che Equitalia è una normale società, che ha il fine di produrre profitti come ogni altra, ed è di proprietà per il 51% della Agenzia delle Entrate, cioè del Ministero delle Finanze da cui questa dipende, e per il 49% dell’INPS.

questo significa, in soldoni, che – in quanto società autonoma – non è tenuta a comportamenti etici e agli standard di una amministrazione statale, ma semplicemente a realizzare profitti, anche in modi disinvolti: la sua direzione non viene valutata per a correttezza, ma per la produttività.

in poche parole lo stato ha delegato a riscossione dei crediti tributari ad una società, in fondo sempre sua ma apparentemente indipendente, in modo da garantirsi le mani libere nell’utilizzo dei mezzi più spregiudicati per farlo.

inutile aggiungere che l’inventore di questa soluzione è stato Berlusconi nel 2005, con la Legge 2 dicembre 2005, n. 248, che fondò la Riscossione S.p.A., che poi con Prodi nel 2007 prese i nome di Equitalia: formalmente tre società Equitalia Nord, Centro e Sud che agiscono su tutto il territorio nazionale esclusa la Sicilia.

metafora evidente della continuità fra berlusconismo e no in questi anni tutt’altro che conclusi.

e andarlo a spiegare ai suoi elettori che Equitalia è un’invenzione di Berlusconi, perfezionata da Prodi, che ci ha messo su una foglia di fico.

* * *

questo significa anche che, di fronte ad evidenti scorrettezze, è inutile appellarsi all’Ente.

la soluzione è ricorrere ad un giudice di pace citandoli in giudizio.

con aggravio di spese legali, per la gioia degli avvocati.

lo confermano loro stessi nel loro opuscoletto dal titolo accattivante: La cartella non deve essere pagata? Chiedi aiuto a Equitalia.

aprire e leggere: loro ti aiutano soltanto se “sei in possesso di una sentenza che ti ha dato ragione”: impossibile presentare i normali ricorsi che si possono presentare ad un ente pubblico: devi passare per forza per un Tribunale.

* * *

continua Francesco:

Ti faccio un esempio chiarificatore. Esistono le prescrizioni per cui nel tuo caso un reddito del 2007, da riportare nel unico 2008, andava in prescrizione il 31/12/2013, ossia al termine del 5 anno successivo alla dichiarazione del reddito in questione. E’ chiaro che loro si inventano una notifica a fine 2013 che probabilmente non hanno mai fatto, altrimenti tutto quelle tasse, multe ed interessi che ti hanno caricato non potevano più essere riscossi. Loro ci provano ed un giudice di pace in casi come questi , se non riescono a dimostrare che hanno veramente notificato, gli dà torto e devono cancellare tutta la cartella.

equitalia_atti_originali

(la cosa incomprensibile nel mio caso è che la notifica “per irreperibilità” – cioè la notifica mai fatta a me personalmente – che si inventano, è del febbraio 2014, quindi comunque fuori tempo massimo, se le regole non sono cambiate).

Ti racconto cosa mi è capitato in paio di occasioni.
Una multa automobilistica, se non ti hanno notificato il verbale, si estingue se non ti notificano una cartella entro i 5 anni da quando hai fatto l’ infrazione. Se ti hanno notificato il verbale i 5 anni partono dalla notifica del verbale.
I comuni , in base ad una legge che e’ ANCORA VALIDA , hanno diritto ad interessi del 10% semestrale, ossia il 20% annuo (non è un errore, ripeto il 20% annuo) per il periodo che va da lo scadere dei termini di pagamento della multa, tipicamente 60 gg dalla notifica del verbale, a quando emettono la cartella.
Comuni USURAI come quello di Roma aspettano apposta 4 anni e 11 mesi ad far emettere le cartelle per lucrare il più possibile, quando potrebbero emetterle immediatamente dopo la scadenza del pagamento non effettuato. La loro ingordigia fa sì che talvolta, sommando i tempi di reazioni di
Equitalia, sforano i 5 anni, ma provano lo stesso a chiedere il pagamento, o lo chiedono senza che ci sia stata notifica di verbale a più di 5 anni dall’infrazione.
Ho fatto due volte ricorso al giudice dei pace e due volte ho vinto. Nel caso delle tassa automobilistica del 2002, se non ci sono stati solleciti successivi che ti hanno notificato, è tutto prescritto. Nel caso dei redditi 2007, prova a contestare la notifica che non ti hanno fatto.
Tieni conto che ti hanno gia erogato la sanzione e gli interessi da quando dovevi pagare. Se paghi entro i 60 gg da quando ti hanno notificato veramente la cartella, non paghi l’agio ad
Equitalia che è l’ 8% e poi partono gli interessi di mora che dovrebbero essere circa il 6% annuo.
Però se non riescono a dimostrare che hanno notificato non paghi niente.

* * *

torniamo al punto della causa necessaria.

anche a fronte di errori ed abusi tranquillamente evidenti.

e qui si potrebbe parlare dei tribunali intasati vero?

con questo tipo di leggi non è affatto strano.

A me a suo tempo i ricorsi al giudice di pace li fece un amico avvocato e non ha voluto parcella, a parte le spese vive, che credo che siano dell’ ordine di 150-200 Euro. Le hanno alzate per evitare che la gente ricorra al giudice di pace per una multa di € 50, ma nel tuo caso le cifre in ballo sono superiori.
I giudici di pace sanno benissimo che
Equitalia ci prova e non hanno remore a dargli torto.
Poi ti racconterò tutte le malefatte di
Equitalia che ho avuto modo di verificare in prima persona , e possiamo scriverci un libro.
Un abbraccio
Francesco
P.S. se ti avessero notificato veramente le cartelle quando dicevano potevi fare il condono che ti permetteva di pagare solo la tassa e la sanzione, senza interessi, per cui le cifre si riducevano sensibilmente.

* * *

già: stupidamente non mi sono dato pena allora di controllare la mia situazione; del resto non mi era arrivata nessuna notifica! e, avendo appena regolarizzato una situazione, pensavo di essere a posto.

invece adesso è evidente che si concentrano sui fessi come me che non hanno fatto il condono sentendosi con la coscienza in regola.

mentre nessun italiano invece è mai in regola di fronte al fisco.

. . .

commenti:

tramedipensieri 3 luglio 2014 alle 11:31
Ringrazio Francesco per questa dritta sul feroce mondo di Equitalia. Sul fatto che “inviino” pagamenti a tutto spiano (e già pagati…) avevo già qualche dubbio.
Ma ora ne ho certezza.
Certo è che, persone come Francesco o tu Bortocal sapete in qualche modo cavarvela…ma io, e qui mi ripeto, penso al comune cittadino che ignaro, si vede arrivare questo tipo di pagamenti senza sapere il perchè e il per come…e soprattutto non conosce le procedure per ricorrere.
Salvo questo post nei preferiti dopo che ne faccio una stampa. Sono certa mi servirà…
buona giornata
.marta
PS: forza Bortocal! Sai pensavo ieri che è proprio vero: per non pensare ad un problema.. è sufficiente che ne arrivi un altro 😦
Come va l’Herpes?

bortocal 3 luglio 2014 alle 16:57
io non so se so cavarmela.
dovrei fare un nuovo post sulla mattina di oggi passata in vane code presso l’Agenzia delle Entrate (devo riuscire a sistemare tutto prima della partenza, é una corsa frenetica contro il tempo).
mi hanno rimpallato da un impiegato all’altro: poi si sono resi conto che c’era un casino tale che mi hanno dirottato con appuntamento a Salò la settimana prossima: insomma ci sono tasse che ho pagato perfino due volte e di cui mi chiedono il pagamento la terza!

tramedipensieri 3 luglio 2014 alle 17:04
Se non ci fosse da piangere….
scoppierei a ridere 😦
Scrivi post…. serve da promemoria per tutte le volte che ti sei recato presso gli uffici… e fatti scrivere sempre gli appuntamenti successivi… giusto affinchè resti qualche traccia…
si diventa diffidenti nostro malgrado…

bortocal 3 luglio 2014 alle 17:47
non vorrei estenuare i miei pochi lettori (anche se vedo che tu hai pazienza).
riassumo qui: vado poco dopo le 8, perché mi è arrivata una lettera che mi riconosce un credito di quasi 1.000 euro sulla denuncia dei redditi 2012, ma devo farlo convalidare da un loro ufficio (!!!) anche se me lo hanno riconosciuto loro; e ne approfitto per pagare altre tasse di registrazione di contratti (con multe), quindi prendo il numerino e corro in posta; quando torno scopro che il mio turno sarebbe già passato però riesco a farmi ri-accogliere e sarei quasi felice se l’impiegato, palesemente neghittoso di fronte alla rogna, non si inventasse che serve una fotocopia del mio documento di identità e l’originale della mia denuncia dei redditi 2012 e non mi spedisse a casa a prenderli, tanto per avere una scusa per liberarsi di me.
non ho la forza di obiettare che la fotocopia possono farla loro e che la denuncia dei redditi è informatizzata e ce l’hanno nel computer; ho capito che sta soltanto cercando di scaricarmi a un collega.
e infatti quando torno mi danno un numerino che mi farà entrare PER ULTIMO e andare via a uffici chiusi.
(poco male, ho letto intanto un interessante libro sulla seconda rivoluzione agricola…).
il nuovo impiegato è molto più sveglio e disponibile e avanza a stento nelle mie incasinatissime denunce, scoprendo quanto sopra.
ah, mi sono dimenticato di dirti che a casa, cercando la denuncia 2012, la prima cosa che mi è saltata fuori è stata la raccomandata di notifica, quella famosa che negavo di avere mai ricevuto, vero? 😦 😦 😦
va be’, ma insomma, occorre un appuntamento per districare la aggrovigliata matassa: le va bene il 17?
no: sarò ad Hong Kong quel giorno, ed ecco che mi hanno dirottato con entusiasmo su Salò per il giorno 8: tu lo sapevi che si può discutere della propria posizione fiscale in qualunque ufficio, anche dove non abiti????
vedremo; domani dovrebbe chiamarmi la nuova commercialista…, e poi dovrò cercarmi l’avvocato…
lotta contro il tempo per riuscire a partire avendo almeno abbozzato qualche soluzione.

. . .

in neretto ho riprodotto il post FRANCESCO: BREVE MANUALE DI AUTODIFESA DA EQUITALIA – 448.

ho aggiunto adesso la foto.

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