Haiphong, ultimo giorno: la pagoda Du Hang – my roundtheworld 49 1a parte -180

bortocal NOVEMBER 15, 2015 AT 6:43 PM
voglio tornare a pensieri positivi.
oggi avrei voluto postare la foto di un bacio del fidanzato a Valeria Solesin, uccisa dai nazi-islamisti a Bataclan.
come foto di speranza, non di disperazione.
noi siamo miliori, noi siamo liberi: non finira` con la vittoria della morte nera.
per questo torno ai miei videoclip di viaggio, come messaggio di speranza.

gelsobianco NOVEMBER 16, 2015 AT 2:27 AM
E io li prendo come messaggio di speranza e viaggio con te.
A presto, Bort caro.
Torno, sì, lo sai.
E sai che vi sono ragioni per cui, talvolta, non mi fermo quanto vorrei.
Ti abbraccio
gb

bortocal NOVEMBER 16, 2015 AT 1:30 PM
lo so che non è trascuratezza se non ti fermi sempre.
e sono sempre anzi un poco preoccupato per te, quando non ti sento qui al mio fianco.

. . .

pero` non ci devo girare attorno: se questi resoconti stanno cosi` pericolosamente rallentando, tanto che oramai siamo entrati in una fase di amnesia, e se non posso raccontare piu` nel dettaglio i giorni semivuoti e malati di Haiphong dal 15 al 18 agosto (o 19? – no, 18), non e` solo per qualche problema tecnico, ma perche` proprio non me li ricordo piu` spontaneamente, e devo ricorrere al sussidio di forme di memoria esterna, come le fotografie.

che peraltro scarseggiano anche, e non solo per le molte ore passate a letto per la malattia.

ed e` cosi` che stavo dimenticando semplicemente l’incontro il giorno 17 agosto ad Haiphong con un ragazzo vietnamita che vive in Australia, e lo trovo in una bella pagoda semiperiferica che la Lonely Planet nomina appena e che io invece ostinatamente mi sono messo a cercare, e si rivela molto interessante, la Du Hang.

dsc02664

dire di questa pagoda che e` molto interessante e` forse sminuirla un poco, come risulta evidente dai molti scorci estremamente suggestivi che riempiono il videoclip.

sono particolarmente contento di non essermela fatta sfuggire: la bronchite che mi ha trattenuto per tre giorni in questa Haiphong apparentemente priva di attrattive superlative, alla fine mi ha dato il tempo di incontrare un monumento ricco e molto intrigante, una sintesi perfetta e a tratti perfino troppo elegante dell’arte buddista vietnamita.

. . .

interessante, la pagoda, non solo perche` offre l’occasione per questa reciproca simpatia che sorge improvvisa e altrettanto si spegne, dato che lui parte per l’Australia domani, ma perche` siamo nel cuore di una zona popolare di Haiphong, vivace di bancarelle e di mercati.

e sapete qual’e` la cosa stupida, invece, che ora mi ricordo benissimo? che in Vietnam c’e` un frutto piuttosto strano e praticamente sconosciuto da noi, ed ha la forma di una specie di grossa pigna verde scagliosa; e, incuriosito, ne avevo gia` avuto voglia e avevo cercato di farmi spiegare, a gesti, da una venditrice, come si mangiava, ma lei non aveva capito; e adesso e` lui che mi toglie questa curiosita`, mostrandomi come quella scorza che io immagino coriacea ed ostica, per il suo aspetto di pigna, sia invece morbida e cedevole, tanto che basta strizzare il frutto un pochino e questo si apre spontaneamente mostrando una polpa verdognola dolcissima e squisita.

* * *

e non e` soltanto che mi demotivo in questi racconti perche non sono ben sicuro su che significato hanno; e` che mi costringono a ricordare forse quello che non voglio ricordare, o forse desidero tacere.

ad esempio, perche` proprio in questi giorni lascio che la simpatia per Don, e soprattutto la sua verso di me, si esaurisca nelle mail che lentamente sbiadiscono, mentre io mi sento a disagio per il mio francese grossolano, inadatto a dire quello che vorrei?

tralascio il grottesco di un quasi settantenne che dovesse tornare a casa dal suo viaggio intorno al mondo dicendo di essersi innamorato di una vietnamita sessantenne piuttosto carina, e sta a vedere che queste cose succedono anche fuori dai romanzi e dai film, ma e` proprio di qualcos`altro che non voglio parlare, e dunque facciamo un compromesso narrativo, perche` chi mi legge ha pure diritto ad una spiegazione, e lo accenno soltanto.

io da tempo ho fatto la scelta di una solitudine affettiva e, dopo che e` finito malamente all’inizio di quest’anno il legame quasi evanescente che mi era sembrato il piu` adatto alla fragilita` dei miei sentimenti e al mio bisogno di liberta`, sono arrivato a capire che questa e` in me quasi una specie di perversione, che mi nega a relazioni normali.

quindi anche Don e` caduta vittima della mia spontanea simpatia per lei, che non sono riuscito a nasconderle, ma poi del gelo raziocinante che progressivamente ha invaso il mio cuore e sterilizzato quel sentimento.

. . .

in neretto ho riprodotto la prima parte del post DA HAIPHONG ALL’ISOLA DI CAT BA E ALLA BAIA DI HALONG – MY ROUNDTHEWORLD N. 49 – 524.
e l’ho integrata con questo:

la pagoda Du Hang di Haiphong – videoclip n. 246

 

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