da Haiphong all’isola di Cat Ba – my roundtheworld 49 2a parte -179

sembra che, tra la bronchite da curare e il netbook da riparare, sia addirittura il giorno 18 mattina che abbandono Haiphong per l’isola di Cat Ba, che sta a sud est della citta`: lascio tutto il mio bagaglio nella reception dell’hotel centro massaggi dicendo che tornero` la sera del giorno dopo per passarci la notte, e me ne parto, portandomi dietro SOLTANTO LA MACCHINA FOTOGRAFICA.

pensatela pure come volete e disapprovate pure che io non abbia neppure un ricambio, ma questo mi da` un senso di liberta` incredibile: per un paio di giorni saro` un vero barbone che non ha altro con se` che il suo occhio meccanico per registrare quello che vede…

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insomma, e` giunto il momento di riprendere la mia fuga: mi sento un pochino meglio a forza di sciroppi d’erbe, ed ecco che la mia nuova meta e` quel complesso meraviglioso di migliaia di isole che circonda la baia di Halong, a nord est di Haiphong, e che e` una delle mete turistiche piu` celebrate del Vietnam, tanto che sembrera` poco credibile – anche se e` la verita` – che io abbia visitato abbastanza ampiamente il paese, ma non abbia fatto la famosa crociera tra le isole della baia di Halong, o almeno non la crociera classica di due o tre giorni.

ma io ho scelto di andarci a modo mio, cioe` di puntare ad un’isola un poco appartata rispetto alle mete piu` trafficate, la piu` grande dell’arcipelago, Cat Ba, e di andarci con un normale biglietto, pullman piu` traghetto piu` pullman sull’isola; e col senno di poi questa almeno l’ho azzeccata.

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si esce dalla lunga periferia di Haiphong, giusto in tempo per passare davanti, quasi simbolicamente, ad un grande centro commerciale che sta andando a fuoco, e poi si arriva, attraverso terreni semi-incolti e strutture portuali secondarie, al traghetto che porta all’estremita` sud-occidentale dell’isola, non piccola, di Cat Ba.

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la descrizione, anche sintetizzata qui sopra a stralci, e` talmente accurata nel diario di viaggio di un anno fa che non mi resta che lasciarvi eventualmente ai video.

il percorso fino all’isola viene descritto in due brevi videoclip diversi: il primo, dedicato al percorso in autobus e all’incendio del Plaza;

il secondo, alla breve, ma veloce e spumeggiante traversata che porta ad approdare alla punta occidentale dell’isola di Cat Ba.

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di qui un autobus percorre tutta la sua costa meridionale, per una trentina di km, arrivando al porticciolo omonimo.

il paesaggio e` di nuovo di quel pittoresco che abbiamo gia` conosciuto prima a Guilin in Cina e poi a Ninh Binh: spuntoni rocciosi, in parte ricoperti di vegetazione, che creano forme fantastiche, che ora si spingono fin verso il mare e si travasano anche in scogli ed isolotti che affiorano dalle acque con le stesse forme.

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gli sfondi dei panorami marini che si aprono ad ogni svolta improvvisa della strada sono a volte fiabeschi e non si smetterebbe mai ne` di guardare ne` di fotografare, solo che questa cronaca rischia di essere il resoconto di una apparecchiatura tecnica da rottamare: ora e` la camera che ha deciso di dare forfait, e lo fa nello stile tipico dei miei apparati tecnologici da viaggio, a intermittenza.

per cui, quando le potrete vedere, troverete poche foto casuali, dato che al momento del clic perlopiu` la macchina rifiutava di funzionare.

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bene, vedo che il diario di viaggio 2014 dà ragione, in anticipo, del livello mediocrissimo delle fotografie del videoclip, che non sono neanche una pallida eco delle bellezze straordinarie dell’isola.

non sono soltanto il tempo incerto e il cielo prevalentemente grigio che tolgono vivacita` di colore, ma l’obiettivo che, anche quando si apre, a capriccio, non lo fa mai del tutto e lascia delle ombre laterali che si riescono a ridurre o a elimare del tutto ritagliando le foto, coin questo alterandone l’impostazione originariamente pensata.

pazienza: non resta, al lettore e all’autore, fantasticare di tornarci di persona, per rimediare all’inconveniente… 🙂

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la novità del giorno è che wordpress ha cambiato le impostazioni e non accetta più i link, e neppure quelli ai video di You Tube.

ricopio qui l’URL del video e non resta che ricopiarselo e inserirlo nella barra, per andarlo a vedere, oppure, in alternativa, abbonarsi direttamente al mio canale You Tube.

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commenti:

gelsobianco NOVEMBER 18, 2015 AT 2:41 AM
Ci sono, Bort.
A presto!
Sono solo molto stanca.
Un abbraccio
gb

bortocal NOVEMBER 18, 2015 AT 6:31 AM
un abbraccio a te, carissima.
conosco le origini mentali di questa stanchezza che opprime e toglie la forza di vivere…

* * *

non importa, perche` alla fine, foto e non foto, il bus si ferma nel lungomare del porticciolo di Cat Ba, chiuso da due promontori e sullo sfondo di un alternarsi di scoglie isolotti o isole che sarebbe terribilmente kitsch, perfino, se l’avesse inventato un pittore, e invece e` opera della natura, e la natura e` sacra.

lasciatemi il tempo di trovarmi l’hotel, di buttare giu`le mie cose, sotto la finestra del settimo piano che e` la mia finestra piu` bella da quando viaggio, perche` da` direttamente su questo capolavoro del paesaggio marino, sui ristoranti galleggianti nella baia, sulle barche dei pescatori, in una luce meravigliosa…

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e fatemi uscire per una camminata che parte dalla spiaggia e poi gira a levante lungo un comodo sentiero sul promontorio e di li` discende in una baia e poi in un’altra dove gli ultimi bagnanti si attardano oramai nella luce del tramonto che accarezza i miei pensieri.

si`, mi siedo a contemplare le onde, in mezzo a questi colori surreali, le ascolto perche stanno dicendo qualcosa di me che io non sono capace di dire: qui non sono piu` nel Vietnam, in un viaggio, qui sono passato al paesaggio eterno che e` la voce della natura quando riusciamo ad ascoltarla.

ed e` mare universale, e` il divino che si serve di noi, e` l’impossibilita` si dire che diventa, nonostante tutto, messaggio.

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nessun dubbio, questa volta che tra la parola e le immagini, la vinca il vibrante resoconto del diario di viaggio in situazione.

nonostante il commento musicale che consiste nelle musiche stesse diffuse nella baia e nonostante l’eliminazione dei difetti della videocamera almeno nelle foto, e` abbastanza chiaro che una foto e` pur sempre un appiattimento in due dimensioni di una realta` che ne ha quattro, e in un video si perde comunque sempre la profondita`, anche se si riacquista la dimensione del tempo.

ma piu` ancora pesa, forse, la limitazione del campo visivo, e insomma guardate pure queste bellissime immagini, ma sappiate che realta` era molto piu` potente ancora di loro.

nella voglia di far dire loro qualcosa, oggi posto addirittura tre foto, invce che una sola.

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non vorrei tornare, ma si fa buio, ed e` la mia cena di pesce, sono i miei passi altrettanto incantati nel buio spezzato da luci sulle barche, musiche e canti.

mi chiedo: che cosa ho fatto io di cosi` buono per meritarmi questo?

* * *

il senso del limite deve farsi vivo per questo, in forme ormi ripetitive e uggiose per chi legge come per chi le vive, ma non per questo meno esasperanti: per rispondere a questa domanda e ricordarmi le mie numerose imperfezioni.

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eccomi a ricominciare a riesplorare il mio viaggio del mondo 2014, dopo la forzata pausa tedesca, ed e` passato quasi un mese!

che cosa aggiungere rispetto alla cronaca entusiasta di quell’agosto, che ho riportato qui sopra?

la forza delle immagini, per fortuna ancora stupende, nonostante il guasto della fotocamera, grazie al fotoritocco che in questo caso si e` limitato quasi sempre a restituire un poco di luce e a tagliare via le ombre del diaframma non aperto del tutto che le occupavano in parte.

ma il ritaglio non sempre e` stato perfetto, perche` a volte le inquadrature avrebbero perso completamente il loro senso originario.

e quindi mi scuso di presentare, in questo montaggio video, foto anche palesemente difettose, fino alle immagini finali che provano a raccontare la mia lotta con la fotocamera fino al punto di romperla del tutto.

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certamente il racconto visivo, rispetto a quello di qui sopra, restituisce delle immagini piu` precise, ma forse non riesce ad esprimere le emozioni in modo altrettanto intenso.

e` sempre aperta la lotta comunicativa fra i due linguaggi che oggi ci troviamo a disposizione, la parola e l’immagine.

e forse la comunicazione piu` completa e` quella che li usa entrambi, anche se qui, poi, sono soltanto accostati e non fusi fra loro organicamente.

gia`, perche` raramente l’immagine sopporta la parola vera e propria, la frase articolata, e preferisce appoggiarsi a quella specie di parola non detta che e` la musica.

comunque eccovi il mio modo visivo di raccontare questa esperienza.

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all’ultimo momento ho spezzato il videoclip in due parti.

era piu` bello, forse il video unico, col passaggio del sonoro dai rumori della spiaggia affollata alla musica di meditazione buddista, ma preferisco puntare di piu` sulla relativa brevita` dei video.

nel frattempo mi e` arrivata una mail da You Tube per violazione del diritto d’autore per il commento musicale del primo video: ed e` soltanto musica registrata lungo la passeggiata dagli altoparlanti che li diffondevano senza diffide You Tube!

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in neretto ho riprodotto la prima e terza parte del post DA HAIPHONG ALL’ISOLA DI CAT BA E ALLA BAIA DI HALONG – MY ROUNDTHEWORLD N. 49 – 524.
e l’ho integrata con questi post:

sul bus da Haiphong al traghetto per l’isola di Cat Ba: incendio al Catbi Plaza; sul traghetto per l’isola di Cat Ba – videoclip nn. 247 e 248

sul bus nell’isola di Cat Ba, Vietnam – videoclip n. 249.

la citta` e lo straordinario paesaggio di Cat Ba, Vietnam – videoclip n. 250

PASSEGGIATA NELLA MERAVIGLIOSA ISOLA DI CAT BA, VIETNAM – VIDEOCLIP n. 251 e 252.

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