i due Edoardo ad Osaka – my roundtheworld 54 2a parte -153

4 settembre, Osaka, Giappone

viaggio aereo facile, nonostante la carenza di sonno.

ma all’arrivo dall’aereo mi hanno individuato subito come tipo sospetto, dato l’abbigliamento molto casual, e sottoposto ad una perquisizione cortesissima e completa,

dalla quale sono saltati fuori i tre pezzetti di corallo raccolti sulla spiaggia dell’isola di Champa, ma non i due serpenti sotto acquavite di Luang Prabang, per fortuna.

. . .

adesso scrivo da una sistemazione trovata con po’ di patemi d’animo, sbarcato dall’aereo ad Osaka a mezzogiorno e un quarto, tra i cartelloni che mettono in guardia dal contagio con l’Ebola, ed arrivato in citta` all’una e mezza, dopo sbrigate varie formalita` all’arrivo, fra cui il visto turistico, e avere cambiato un po` di euro in aeroporto, viste le prennunciate difficolta` all’uso del bancomat.

un paio di sistemazioni consigliate dalla Lonely Planet sono risultate full, e probabilmente proprio per questa pubblicita` fatta loro dalla guida: ora sono in un bar cafe` hotel che ti ospita in cabine di plastica dove puoi stare dalle 5 del pomeriggio alle 10 di mattina (e se ci riesci puoi anche provare a dormire) come in un letto a castello ma quasi murato vivo, per il modico costo di 22 euro.

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peccato che domattina devo gia` cercarmi una nuova sistemazione.

devo questa alla cortesia alla ragazza della First Cabine, una sistemazione analoga ma con orario completo nella giornata, che pero` non aveva piu` posto: ha telefonato per me ad un paio di hotel di questo genere, gli unici accessibili, pare, se si vuole restare entro un budget relativamente contenuto.

grande cortesia da queste parti, ma istituzionale: una ragazza che mi raggiunge mentre cerco di districarmi davanti a una mappa stradale e di metterla d’accordo con quella della Lonely Planet per individuare un posto dove andare a dormire, e mi lascia addirittura una mappa in fotocopia in cui segna diverse freccette con l’evidenziatore arancio, e` poi soltanto una addetta pubblica al sostegno turistico, pare.

e poi, amore per la lentezza, che e` anche amore per l’attenzione e rispetto delle regole senza tensioni.

* * *

e poi, eccomi buttato alla ventura in questa citta` che nel metro` dall’aeroporto al centro appare squallidissima, grigia sequenza di periferie disadorne e datate (ha appena appena smesso di piovere, ma finalmente l’aria non e` piu` caldissima, e mi sento meglio), ma che poi rompe tutti i cliché sul Giappone, appena mi inoltro nelle strade interne del quartiere a nord della stazione di Namba, l’Amerika Mura o quartiere Amerika, che ha perfino una statua della liberta` in cima a un grattacielo.

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i motivi me li spiega un ragazzo italiano che incontro quasi subito nella mia prima passeggiata: un bancario trentenne di Varese, che si e` licenziato perche` non sopportava di fare il contabile ed ha gia` ritrovato un lavoro piu` interessante, come revisore contabile, da ottobre pero`, ed e’ qui da 10 giorni e ha una fame di chiacchierare simile alla mia, dato che sono il primo italiano che incontra da quando e` qui, e lo stesso e` per me da molti giorni.

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a sentire lui, pare che, al primo colpo, io sia arrivato direttamente alla citta` piu` eterodossa del Giappone e al suo piacevolissimo quartiere piu` trasgressivo, pieno di musica, di graffiti, di strani lampioni a forma di pupazzo dinoccolato, di ragazzi simil-punk giapponesi.

insomma, in poche parole, sono nella Camden Town del Giappone, il quartiere bizzarro e creativo che e` una delle maggiori attrazioni di London e che ho visto un paio di volte, da turista, ma senza mai viverci dentro.

un impatto decisamente buono, che mi fa sentire bene, quasi a casa mia, e dopo il troppo tempo vietnamita in cui alla fine mi sono sentito piu` che altro un turista vezzeggiato perche` spendesse, qui comincio a risentirmi viaggiatore curioso, cui nessuno dedica uno sguardo.

. . .

resterete abbastanza sconvolti dalle prime e uniche mie foto di Osaka, che devo ad un occasionale rinsavimento della seconda macchina fotografica vietnamita.

e` un cambiamento di ambiente addirittura brutale dopo i 25 giorni nel Vietnam.

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ma io non ho poi molto da aggiungere a quello che sono riuscito a scrivere sul blog quella sera stessa da li`, il 4 settembre 2014, giorno del mio faticoso approdo alla citta` piu` paranoica che abbia mai visto sinora.

neppure col videoclip, che sembra soltanto un frammentario riassunto.

* * *

girelliamo, col mio provvisorio amico che domani parte per Tokyo, tra edifici un poco bizzarri, gallerie commerciali, granchi e pesci di plastica veramente giganteschi e a volte addirittura semoventi, appesi qua e la` sopra le pescherie, negozi di musica e barettini per i tiratardi: poche le foto mie perche` la nuova macchina fotografica e` talmente scadente e mostra dei colori cosi` privi di vita, che fa passare la voglia, pero` per quel tanto contagio anche lui, che tira fuori la sua e si mette pure a cliccare.

e alla fine lo lascio abbastanza presto, dopo essermi praticamente perso nel quartiere (ma abbiamo trovato una Citibank nella quale la carta bancomat del circuito Maestro funziona), per rientrare nel mio scatolificio, perche` la stanchezza mi vince, ma e` solo a questo punto che gli chiedo come si chiama.

Edoardo, mi fa; e io: piacere, Mauro.

sono cosi` stanco che e` soltanto nella mia cabina, prima di addormentarmi, che colgo la serendipity: edoardo e` giusto il nome del commentatore di questo blog, mio coetaneo, con un figlio che vive in Giappone, che mi ha fatto venire voglia di passare di qui nel mio roundtheworld o viaggio attorno al mondo, con i suoi commenti entusiasti sul paese e sulla sua gente.

ed e`come se a sorpresa fosse stato qui ad aspettarmi, con trent’anni di meno addosso, per dirmi: che ti avevo detto?

* * *

l’edoardo vero, in carne ed ossa virtuali (pensate che paradosso), mi aspetta invece con un commento molto mirato su questo blog, che leggo, dopo  la mezzanotte locale (in Italia sono 7 ore di meno), al mio risveglio, dopo un sonno di piombo di 5 ore e il salto della cena, appena risolvo il problema del collegamento internet col netbook e di una riduzione per la presa di corrente, nella mia comodissima cabina con un ottimo collegamento wifi, appena sono riuscito a districarmi con le password di gusto giapponese, cioe` inutilmente complicate.

* * *

ad Osaka sali in cima allo Sky Biru, un grattacielo a forma di porta, dalla cima godrai una spettacolare vista della citta’.
da Osaka puoi comodamente andare a Kyoto con una specie di metro’ e quindi a Nara.  (…)
ad Osaka ci sono 2 kanransha, ovvero ruote panoramiche, una al porto, luogo di relativo interesse e l’altra al quinto piano di un grande magazzino del centro. vista spettacolare.
ad Osaka la specialita’ e’ il pesce palla o fugu, il famoso pesce velenoso tanto caro a scrittori di gialli. in verita’ l’unica parte velenosa e’ il fegato. viene preparato da cuochi specializzati. lo cucinano in tanti modi ed anche sushi, costa caro e non sa di niente. (…)
ti ricordo che i bullet train ovvero gli shinkansen partono solo dalle stazioni col prefisso shin e sono di 3 tipi; il più’ veloce e’ il nozomi, segue l’ikari e poi il più’ lento, si fa per dire, il kodama.
ti consiglio vivamente quello di mezzo: e’ un po’ più’ lento ma molto economico. I TRASPORTI IN GIAPPONE SONO CARI.

* * *

me ne sono gia` accorto: ho fatto un abbonamento per tre giorni ai mezzi pubblici della regione del Kansai, che comprende Kobe, Kyoto e Nara, ma non Hiroshima, ed e` costato 39 euro.

seguiro` comunque i consigli preziosi di edoardo, che mi pare meglio della Lonely Planet e vi faro` sapere.

. . .

come vedete, ho di nuovo interrotto al momento la sequenza cronologica dei miei racconti sul viaggio attorno al mondo, per dare intanto queste informazioni urgenti del momento a chi me le chiedeva, ma i resoconti vietnamiti sono soltanto sospesi e riprenderanno presto.

. . .

commenti:

Emmanuelle 5 settembre 2014 alle 11:44
Sei geniale Bortocal nei tuoi commenti. Mi sembra di vivere in un film di Altman quando ti leggo nei post. Oppure rileggo in chiave moderna “Les lettres persanes”.
Grazie!
Avanti sempre, sono felice di apprendere, visto che non posso viaggiare, che il mondo non è lontano. Un abbraccio.

bortocal 8 settembre 2014 alle 14:23
ciao emmanuelle, nella versione parigina…
grazie dei complimenti.
ti abbraccio e che il tuo abbraccio segni il tramonto della sfiga che mi ha perseguitato sul lato comunicativo in questi primi 50 giorni.

. . .

edoardo 6 settembre 2014 alle 10:56
peccato….! in un precedente post avevi scritto che non toccavi il giappone.
se l’avessi saputo ti avrei potuto dare l’indirizzo di hotel dove avresti speso, per una confortevole e pulita sistemazione, 40/50 euri colazione compresa.
le catene turistiche comprano a blocchi i posti letto nei soliti hotel trascurando per esempio i “love hotels” ovvero alberghi ad ore dove con 50 euri di danno una stanza pulitissima e confortevole. da quanto letto sei stato sistemato in un “capsula”, specie di loculi che usano molto negli aeroporti per brevi riposi in attesa della coincidenza.
tieni presente che l’invenzione delle agenzie turistiche…”IL GIAPPONE E’ CARISSIMO” e’ una loro trovata per fregare soldi all’ignaro turista.
pensa che nei ristoranti monotematici giapponesi mangi con 5 euro e sei sazio..!….. come?
prendi i ristoranti di soba, ramen o udon… ti danno uno scodellone con questi spaghetti o spaghettoni in uno squisito brodo con dentro verdura e carne che puoi scegliere tra manzo, maiale pollo oppure pesce.
fuori da tutti i ristoranti c’e’ un menu’ vivente, ovvero tutti i piatti modellati in plastica con il prezzo grosso e chiaro.
se consideri che non esiste servizio, coperto e mancia oltre a saziarti con 5 euri ti rendi conto perché’ l’Italia turisticamente e’ poco appetibile.

bortocal 8 settembre 2014 alle 14:39
sei sicuro, edoardo? ma ci dev’essere un equivoco, il Giappone e` sempre stato previsto come tappa di questo viaggio fin dal primo momento:
https://bortocal.wordpress.com/2013/12/28/inizia-il-giro-del-mondo-my-roundtheworld-n-1-704/
e` vero invece che la tappa giapponese e` stata abbreviata di tre giorni, a favore di quella vietnamita, per un aereo che e` stato soppresso, dopo l’organizzazione del viaggio.
non pensare che io giri con viaggi organizzati, sono un turista fai-da-te. (…)
ho mangiato l’altra sera una insalata incredibile di salmone e avocado per 3 euro, a Osaka (…).
certo che il Giappone e` caro, rispetto al Vietnam.
ma rispetto all’Italia? – come giustamente dici anche tu…
e ho appena seguito il tuo consiglio, sempre per serendipity, perche` ho acceso il pc solo di ritorno dal ristorante: un ottimo udon ai gamberetti per 4 euro a Kyoto stasera. 🙂

edoardo 9 settembre 2014 alle 10:50
sul Giappone, terra che amo, c’e’ da dire qualcosa cui nessun libro turistico spiega.
questo paese si estende per circa 3200 km. ed ha circa 120 milioni di abitanti.
il 90% della popolazione e’ stanziata sulla costa orientale, dove sono situate quasi tutte le industrie, le centrali atomiche, le reti piu’ importanti di comunicazione, le citta’ piu’ grandi come Tokyo, Nagoya, Osaka, Okayama, Hiroshima, ecc.
a parte le grandi concentrazioni urbane, la costa est e’ letteralmente un’unica gettata di cemento larga da 2 a 20 kilometri dove le varie case paesi e citta’ si susseguono senza soluzione di continuita’.
il miracolo avviene se ti sposti all’interno o sulla costa occidentale….. sei nel Giappone di 800 anni fa con paesi caratteristici le cui case sono rigorosamente di legno in stile nipponico con vie ancora lastricate e molta gente veste ancora in maniera tradizionale.
la natura e’ selvaggia ed incontaminata ed i boschi di sugu, una conifera autoctona, sono vastissimi e fitti.
visitando la costa occidentale, si resta letteralmente incantati
la zona di kanazawa non ha niente da invidiare alla costa azzurra con grandi resort e ville ma una natura meno addomesticata.
la parte nord dell’Honshu da Niigata fino ai confini dell’isola piu’ settentrionale Hokkaido (bellissima, assomiglia molto al Canada), è qualcosa di assolutamente strepitoso.
tanti anni fa ho passato le mie vacanze estive in un alberghetto sulla penisola settentrionale di Oga e ti posso garantire che era una Portofino di 500 anni fa, senza case, senza auto, solo mare monti e natura.
purtroppo le agenzie turistiche ed il sentire comune propongono il solito triangolo Tokyo-Osaka-Kyoto con magari l’escursione ad Hiroshima.
la prossima volta ti esorto quindi a trascurare i soliti itinerari turistici e farti l’interno da nord a sud.

bortocal 9 settembre 2014 alle 13:16
credo che il commento originale contenesse qualche lapsus su orientale e occidentale e mi sono permesso di correggerlo.
io faro`, per mio conto, proprio il giro classico, Osaka, Kyoto, Hiroshima, Tokyo, ma per la prima volta che visito il paese mi pare inevitabile.
per il resto, vedo che confermi in realta` le mie impressioni sulle condizioni di questa parte del territorio giapponese.

edoardo 9 settembre 2014 alle 15:25
onestamente la costa orientale e’ una realta’ estremamente industrializzata e produttiva.
tolta questa costa il Paese diventa una realta’ al 90% contadina.
io francamente riconosco per esempio che molte citta’ sono orribili. (…)
per esempio Hiroshima: la citta, enorme, e’ qualcosa di veramente orribile.
ma anche questo Giappone amo perche’ li’ mi sento veramente a mio agio..: un pesce nell’acqua.
parlo con la gente, mi muovo in un mondo riservato ai giapponesi che e’ molto diverso dal comparto turistico.
la prossima volta, se vuoi vedere Tokyo, fammelo sapere perche` posso veramente darti delle dritte, dato che ci ho vissuto qualche anno.

edoardo 11 settembre 2014 alle 5:34
non comprare elettronica…! hanno cose bellissime ed uniche ma i prezzi per il mercato interno sono molto alti.
lo stesso oggetto in Svizzera costa il 30% meno.
inoltre molti sistemi non sono adatti ad applicazioni in occidente e lì la corrente e’ a 120 volt.
pensa che perfino i cd non sono leggibile nei nostri pc.

bortocal 11 settembre 2014 alle 12:18
non comprare elettronica…?
troppo tardi, il pc l’ho comperato, d’altra parte non avevo alternative se non volevo smettere di scrivere per 4 mesi…
per ora funziona, ovviamente in Giappone.
da martedi` ti sapro` dire che cosa succede quando cambio paese.

. . .

tramedipensieri 11 settembre 2014 alle 5:40 · ·
Inizio la lettura prima che inizi il giorno.
Straordinari questi tuoi racconti di viaggio. La tecnologia saputa usare e` davvero sorprendente…
Non riesco davvero ad immaginare queste cabine posti letto di cui parli. Ma sono come le cabine delle navi? A me verrebbe da soffocare…

bortocal 11 settembre 2014 alle 12:21
quando torno e scarico le foto, ci sara` almeno una immagine per rendere l’idea!
– nb 2018: adesso l’ho inserita sopra nel post –
comunque forse io ho una capacita` di adattamento quasi patologica…
ma non mi ci sono trovato affatto male!

tramedipensieri 11 settembre 2014 alle 16:29
Leviamo il “forse”. 🙂

bortocal 12 settembre 2014 alle 0:23
confermo!!! 😉 🙂 🙂

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto riorganizzandola larga parte del post EDOARDO AD OSAKA – MY ROUNDTHEWORLD N. 53 – 528.

e l’ho integrato con questo:

la pazza Osaka – VIDEOCLIP n. 323

Una risposta a "i due Edoardo ad Osaka – my roundtheworld 54 2a parte -153"

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