differenti punti di vista su Kobe, Giappone – my roundtheworld 55 -152

5 settembre 2014

non si dorme poi cosi` male in una cabine, sapete? e poi a me i grandi spazi abitativi danno sempre un poco di ansia.

aggiungete che l’uso parsimonioso dello spazio e` una caratteristica culturale di lunga durata nella civilta` giapponese, e qui si vede la sapienza minimalista nel mettere in uno spazio di 80 cm per 170 – tanto i giapponesi sono o erano piccoli – una tv, una radio, una sveglia, le prese necessarie per far funzionare il pc e ricaricare la batteria della macchina fotografica.

sara` stata la stanchezza, ma mi sveglio dopo un sonno profondo e risanatore, che sono gia` le nove passate, e devo fare check out entro le 10, e sapete che cosa penso?

penso che sono Diogene nella botte, che non ha bisogno d’altro e se passasse un Alessandro Magno a chiedermi che cosa mi serve, gli direi che mi basta che non mi tolga la conessione internet…

o maleaugurato!

* * *

pago la notte, intanto ho la buona notizia che posso fermarmi anche la notte successiva: l’hotel Cabine and Shower chiude alle 10, e` vero, e riapre solo alle 17, ma i bagagli posso lasciarli li`, e dopo una faticosissima spiegazione col signore della reception risulta alla fine chiaro che ho prenotato il posto notte anche per oggi.

io intanto esco per andare a Kobe, che e` poi, di nome, ad una ventina di km da Osaka, sul suo lato occidentale e sulla costa.

mi ci hanno attirato la Lonely Planet: Kobe e` una delle citta` piu` belle di tutto il Giappone; e edoardo, quello virtuale: se hai tempo non perderti Kobe, la citta’ delle perle, e’ veramente un bel posto, che puoi tranquillamente visitare con il turistic loop bus, vettura stile retro’ rossa, che si prende uscendo dalla stazione, lato monti, sotto il ponte metallico alla tua sinistra.

allora mettiamoci d’accordo sul concetto di bello, per favore, perche` chi definisce Kobe bella deve essere vissuto in Giappone molto a lungo.

la dico tutta, al quarto giorno in cui scrivo da qui: il Giappone, in se stesso, e` orrendo, direi, visto come paese, anche se poi contiene moltissimi posti semplicemente meravigliosi; ma c’era come qualcosa nella sua tradizione culturale che ha impedito la formazione di un gusto architettonico diffuso.

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(questo giudizio si rivelera` molto ingiusto e del tutto condizionato dalla esperienza particolare di Osaka: vale per questa citta`, ma non certo per il Giappone, che e` risultato invece in assoluto il paese piu` affascinante di tutti quelli visitati in questo viaggio intorno al mondo).

il breve videoclip accluso e` l’espressione psicologica trasparente di questa presa di distanza.

sento il dovere quasi di scusarmene, anche perche` la mediocrita` della fotocamera di rimpiazzo che stavo utilizzando non solo ha prodotto foto mediocri, per non dire francamente impresentabili, ma risultava a sua volta demotivante, e credo che questo si veda benissimo.

fortunatamente o disgraziatamente sara` proprio qui a Kobe che tra poco tirera` definitivamente le cuoia la terza fotocamera di quel viaggio disgraziato da questo punto di vista.

* * *

ma, per quel che riguarda Kobe in particolare, questo secondo passaggio attraverso Osaka, in una giornata ancora grigia, lungo una periferia sterminata che non distingue in alcun modo Kobe da Osaka, ma ne fa un’unica entita` urbana, dove le case si susseguono a perdita d’occhio e sono grigie e hanno i tetti grigi, e della natura non c’e` traccia, perche` non riesci neppure a definire natura il mare che appena intravvedi di lontano qua e la`, ed e` grigio anche lui: no, tutto questo non puo` essere definito bello.

aggiungete che, secondo la guida, la principale attrazione di Kobe e` il quartiere di Kitano, appena rialzato sulla collina, dove mi reco subito, risalendo, dalla stazione di Shin Kobe: e` un quartierino di case occidentali di fine Ottocento, quando Kobe era il porto aperto verso l’Europa, che esercitano una grande attrattiva sui turisti locali, ma nessuna sul vostro bortocal.

. . .

forse la rivisitazione, resa necessaria dal montaggio del videoclip, delle foto di quel giorno, peraltro centellinate, sempre per via del tempo grigio e delle deboli performance estetiche della fotocamera di acquisto vietnamita, spingerebbe oggi ad una rettifica: Kitano mi e` sembrato piu` affascinante di come lo ricordavo, e mi dispiace adesso di non averla fotografata di piu`.

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credo che tutto il problema sia consistito nei tempi della visita a questo quartiere.

ancora troppo poco avevo introiettato il Giappone autentico per potermi rendere conto di quanto Giappone ci sia anche in questa rivisitazione dell’Europa.

lascio comunque il giudizio a chi vorra` guardarsi questo minuto o poco piu` di immagini di un delizioso occidente europeo visto con occhi giapponesi.

l’immagine di copertina del videoclip qui sotto, presa dall’affresco sulla facciata di una casa, potrebbe essere la sintesi di un giudizio che, rispetto al rigore formale ed etico della cultura dell’Impero del Sol Levante, vede l’Europa come la patria del sogno, della fantasia, ma diciamo pure della bizzarria.

il Paese delle meraviglie di ogni rinnovata Alice.

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lo stesso dicasi del santuarietto di Kitano Tenman-Jinjia, dove vanno a pregare gli studenti prima degli esami, che mi risulta abbastanza insignificante.

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eppure, di nuovo, rivisitando le foto ed ascoltando per qualche secondo l’intenso cinguettio degli uccelli tra i rami degli alberi che circondano le edicole modeste, un fascino sottile lo provo adesso, piu` intenso di quello del ricordo.

forse occorre pensare che l’architettura giapponese e` essenzialmente fondata sul legno, il che significa che e` destinata ad essere rinnovata, cosi` che anche un monumento molto antico nelle sue origini, come questo santuario, si presenta poi come modernizzato.

la presenza del legno come materiale costruttivo principale degli edifici sacri trasforma il concetto stesso dell’architettura, spostando l’attenzione dall’edificio fisico all’idea che esso realizza.

ecco, direi che l’architettura giapponese e` soprattutto una arcihitettura di idee da rinnovare fisicamente nel tempo.

e, allargando ancora il discorso, questo pare uno dei fattori che contribuiscono ad una caratteristica peculiare del Giappone, che e` il rapporto stretto e quasi incomprensibile fra conservazione esasperata ed innovazione scatenata.

come notera` anche nel commento musicale scelto per questo videoclip chi avra` la voglia di guardarselo.

. . .

di bello, c’e` soltanto che vendono il gelato: un verdissimo pistacchio dal gusto molto strano, un poco amarognolo, penso io, senza accorgermi che e` invece gelato al the`.

* * *

ma a questo punto decido di esplorare invece la montagna dietro l’altra stazione di Kobe, a una ventina di minuti a ovest di quella alla quale sono arrivato.

anche se l’accesso sotto un viadotto e` egualmente deprimente, bastano pochi passi perche` la citta` intera scompaia di colpo alla vista, e ci si trovi nei boschi.

si sale, la giornata e` calda, anche perche` si e` oramai verso l’una, e il sudore non manca, neppure nelle ore successive, ma i tornanti del sentiero curatissimo portano non solo a tabernacoli, tempietti, rocce strane incise, squarci panoramici bellissimi, ma ad un laghetto e ad una cascata, e poi, piu` su, ad un altro laghetto e un’altra cascata.

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ci sono video, come il precedente, che restituiscono di piu` di quello che la memoria ha lasciato, ed altri, come quello indicato qui sotto, che riescono a rendere molto di meno.

ma chi lo guardera` potra` scoprire un Giappone totalmente inatteso, in un’altra scissione netta che lo caratterizza, nella sua tipica convivenza degli opposti, quella fra citta` e natura, egualmente presenti entrambe nelle loro massime potenzialita`.

non smette di meravigliarmi neppure ora che questa montagna straordinariamente intatta sia accessibile immediatamente da una delle due stazioni di Kobe e che sia sufficiente attraversare un sottopasso per ritrovarsi in una natura assoluta.

nessun contatto piu` qui con la citta` di 1,5 milioni di abitanti, oggi completamente fusa nei 17,5 milioni complessivi dell’area urbana di Osaka, e gia` devastata da un terremoto tremendo nel 1996, che fece piu` di 6.000 vittime e rese inabitabili il 50% delle case della citta`, spostando il terreno di quasi una ventina di cm sia in altezza sia sul piano.

. . .

e poi si arriva ancora ad un lago artificiale con una grande diga.

sopra la testa passa una funivia, ma bisognava pensarci prima, semmai, anche se il cielo fosco sconsigliava, al momento, di salire semplicemente per vedere da vicino la foschia di mezza montagna: certo, ora che e` schiarito, forse avrei avuto dei buoni motivi per cambiare il mio giudizio su Kobe.

* * *

ma anche se giudico Kobe bruttarella, questo suo retroscena naturale che mi permette di salire, ascoltando uccelli e vedendo funghi, e` una sorpresa bellissima che non aspettavo.

cosi` come non mi aspettavo proprio che, dopo le sue prime 30, dicansi trenta!, stentate fotografie, la videocamera di Ho Chi Minh City desse forfait; la cosa ridicola e` che lo fa con un segnale che assomiglia molto a quello sul quale e` morta la fotocamera Sony italiana.

non oso quasi crederci: sono arrivato al punto che mi scappa quasi da ridere, e penso: certo che, se una voce dal cielo, invece di dire di te che sei il suo figlio prediletto del quale si e` compiaciuto, cerca in tutti i modi di farti capire che hai il MAL OCCHIO fotografico, questo non e` forse una chiaro giudizio estetico da parte di Chi e` il padre di tutte le bellezze (escluse quelle di Kobe)?

e io invece fotografo col cellulare, allora, perche` l’ho imparato anche io come tutti i giovani d’oggi in tutto il mondo che esiste soltanto quello che viene fotografato, e del resto io stesso, se non fotografo, al 50esimo giorno e passa di luoghi visti e da vedere, neppure piu` mi ricordo di quello che e` stato.

* * *

il ritorno alla cabina per la notte, dalla stazione di Osaka, la stessa che mi ha accolto ieri dall’aeroporto, dovrebbe essere facile, no? ma i percorsi sotterranei nella stazione sono lunghi km, appena esci giganteschi viadotti sovrappassano le strade oramai buie in varie direzioni; sembra di nuovo che perfino la mappa pubblica sia orientata 90 gradi in modo difforme da quella della Lonely Planet.

mi aggiro sperduto, cercando dei punti di riferimento; per fortuna le persone a cui chiedi sono sempre disponibilissime ad aiutare, anche quando capiscono poco l’inglese.

il mio punto d’approdo, appena mi oriento finalmente, e` un ristorantino dove per tre euro – e poi dicono che il Giappone e` caro quelli che non sanno cercare – mi perdo in un’insalata di media grandezza di salmone e avocado…

cosi` buoni che esco promettendo di tornare domani…

* * *

Amemura, il quartiere, e` in fermento, ma non per me: rientro nel mio loculo allargato, che del resto trovo accogliente, accendo il pc, la password me la ricordo, e…

anche il pc e` saltato, questo lo sapete gia`, ma non sapete i dettagli: ecco la scritta che chiede di collegare il disco fisso al computer, manco non ci fossero altri modi di prendemi per il culo…

* * *

scendo per lanciare al mondo il mio messaggio di sconforto almeno dal pc dell’hotel, ma la tastiera del pc a disposizione degli ospiti e` in giapponese e non serve a niente chiedere alla reception come si fa a renderla inglese.

e sapete come faccio a pubblicare il mio post di sconforto e di oramai pacata ribellione?

col copia e incolla lettera su lettera da una mail, e se va bene sillaba su sillaba.

e sono cosi` rassegnato che non me la prendo neppure piu`, mi domando soltanto che cos’altro puo` succedermi in questo campo.

prima di addormentarmi.

. . .

commenti

sherazade 8 settembre 2014 alle 18:07
Che meraviglia e che meraviglioso viaggiatore sei tu.
sheraunabbraccioeunbaciosottoilcuscino

bortocal 8 settembre 2014 alle 23:56
questo bacio sotto il cuscino e` davvero un’immagine preziosa 🙂

gelsobianco 9 settembre 2014 alle 0:08
io ti lascio unacarezzasottoilcuscino.
piccolacarezza viste le dimensioni del tutto…
a presto, Bort!
🙂
gb

bortocal 9 settembre 2014 alle 0:14
una carezza sotto il cuscino, e un bacio sotto il cuscino.
guardate che il cuscino giapponese e` piccolo, e prima o poi bisognera` tirarli fuori da li` 🙂

gelsobianco 9 settembre 2014 alle 0:37
e tu tirerai fuori con
a t t e n z i o n e
il bacio e la carezza
dal piccolo cuscino

gb

bortocal 9 settembre 2014 alle 13:32
credo anche che li mescolero` volentieri fra loro… 😉

. . .

aggiungo qui uno scambio di commenti al post EDOARDO AD OSAKA – MY ROUNDTHEWORLD N. 53 – 528.

edoardo 6 settembre 2014 alle 10:27
visto che vai anche a Kobe usa il treno locale, costa 1000 hen ed arriva velocemente.
Kobe e’ la capitale della famosa carne di manzo, manzi che bevono solo birra e mangiano frumentone, vengono massaggiati 3 volte al di’ e la loro carne costa circa 200 duri al kilo.
la fermata di Kobe centro e’ Sannomya dove se esci dal lato montagne………..!
assaggia questa carne squisita e ti dico dove senza essere massacrato….: uscendo dalla stazione di Sannomya, uscita verso il mare però, vai dritto verso il porto, c’è un marciapiede aereo. quando arrivi all’altezza dei magazzini SOGO gira a sinistra e costeggia la facciata del suddetto grande magazzino troverai poi un altro magazzino LEFT. ad un successivo incrocio di fronte troverai la caffetteria blockburs, di fronte c’e’ una pasticceria tedesca…. ottima… di fianco alla suddetta pasticceria c’è un portone, vai pure al quarto piano, c’e` un ristorante dove ti presenteranno 3 proposte di piatto a seconda del tuo budget. scegli e gusta. tutte ottime e senza spendere cifre pazzesche.
carne di manzo di dice GHIU’NIKU

bortocal 8 settembre 2014 alle 14:29
purtroppo non ho potuto fare gran uso delle tue indicazioni. peccato perche` penso che a Kobe tu ci sia proprio vissuto.
tuttavia, per serendipity, sono davvero passato, di testa mia, sul lato montagna della stazione Sanmoya, anche se ero sceso alla successiva.
hai ragione, che meraviglia: ne parlero` nel prossimo resoconto dal Giappone.

– nb. 2018: cioe`, appunto, in questo.

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto il post DIFFERENTI PUNTI DI VISTA SU KOBE, GIAPPONE – MY ROUNDTHEWORLD N. 55 – 532

e l’ho integrato con questi:

Kobe, la citta` – VIDEOCLIP n. 325 

Kobe, Kitano – VIDEOCLIP n. 326 

Kobe, Kitano Tenman-Jinjia – VIDEOCLIP n. 327

Kobe, il parco delle cascate Nunibiki – VIDEOCLIP n. 328 

Una risposta a "differenti punti di vista su Kobe, Giappone – my roundtheworld 55 -152"

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