Hiroshima e la bomba – my roundtheworld 59 2a parte -138

bortocal 13 settembre 2014 alle 00:53
ora devo uscire: vado al museo della bomba atomica e poi parto per Tokyo.

Krammer 13 settembre 2014 alle 01:15
buon viaggio!!

* * *

13 settembre, sul shinkansen Hiroshima Tokyo

esco, dunque, per il museo della bomba: terribile, vedrete.

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in realta`, riguardando le immagini per il montaggio del video, non mi pare che riescano a rendere del tutto la terribilita` dell’esperienza.

nel diario steso durente il viaggio viene avanzato un paragone col Museo sulla guerra del Vietnam, visto qualche giorno prima laggiu`:

ma quello di HoChi Minh City e` stato forse peggio:

qui a Hiroshima un unico gesto, portatore di conseguenze neppure ben conosciute,

ma li` la dimensione eccezionale di una serie di scelte, di gesti, di bombe ripetute per 12 anni e con un numero di vittime incomparabilmente maggiore:

a milioni, 3 o 4, tra morti e feriti nel Vietnam, rispetto ai 350.000 di Hiroshima;

e le stesse conseguenze sulle generazioni future, e lo stesso strascico di morti in piu`, assolutamente inutili, a guerra finita.

* * *

per una coincidenza questo post e questo video escono in coincidenza con la visita di Obama ad Hiroshima.

dopo quella del segretario di stato Kerry.

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e in coincidenza con la mancanza di scuse o di qualunque altro segno di ripensamento da parte di entrambi per il lancio della bomba atomica che distrusse la citta` alla fine della seconda guerra mondiale.

. . .

lo chiamano Parco della Pace, Heiwa Kinen Koen, ed e` il vuoto lasciato dalla bomba del 6 agosto 1945.

non lo chiamano, no, il Parco della Bomba atomica.

– e questa e` una necessaria introduzione al paradosso che leggerete dopo e che forse devo spiegare meglio:

questo parco pare a me che indichi piu` che altro la volonta` di dimenticare e rimuovere quel ricordo intollerabile, ritualizzandolo in simboli generici.

il ricordo vero e proprio, in realta` lo trovo rinchiuso nel museo, riservato soltanto a chi vuole visitarlo.

nella luce di quel 13 settembre di due anni fa colpisce piuttosto la voglia di dimenticare, per vivere.

. . .

ma passo al diario scritto durante il viaggio:

osservo la zona ampia dedicata alla memoria della bomba, che in parte ho gia` visitato ieri mattina all’alba, anche da un punto di vista stilistico: e` un’arte tipicamente anni Sessanta, un’architettura razionalistica e moderna, con una scultura sobria, ma tendente alla retorica socialista e/o umanitaria.

aggiungi che oggi e` una giornata di sole meraviglioso, da mordersi le dita che non fosse anche ieri cosi`, e questo rende ancora piu` evidente il carattere razional-progressista e un po` arte sovietica dell’insieme.

fa venire in mente, per paradosso, il Museo cinese dedicato al massacro di Nanchino, operato dai giapponesi pochi anni prima, e sembra ci sia una nemesi storica, anche se finora gli americani non hanno mai pagato i loro delitti storici.

pero` vi e` in Cina in quel memoriale una potenza espressiva che qui manca: la qualita` artistica era decisamente superiore.

. . .

oggi vi posso indicare qualche immagine di quel museo in questo mio video del 2010, che riassume una visita compiuta nel maggio di quell’anno:

. . .

uscendo e guardando alla citta` e alla sua immane ricostruzione, da un lato Hiroshima e` l’unica che ha una dimensione abbastanza umana (questa volta non mi sono ritrovato nella descrizione di edoardo che la presenta come un mostro proliferante, o forse mi sto abituando io?),

dall’altro colpisce la potenza con cui e` risorta dalle sue letterali ceneri e la violenza quasi della cancellazione della memoria, come manifestazione della vitalita` della citta`.

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eh si`, la memoria e` un peso, l’orrore della bomba e` quasi dimenticato, anche se qui lo si mantiene in vita per evitare che l’errore si ripeta,

ma che potenza dissuasiva puo` avere una violenza immane che e` stata seguita da violenze anche peggiori?

. . .

forse e` questa ripetitivita` ossessiva della violenza criminale di massa, assolutamente inutile, che ha quasi sminuito me mie emozioni qui?

non, non direi: non era l’emozione, che mancava,

ma forse la capacita` di raccoglierla in immagini, per esprimerla.

ma ecco un video sul museo, che e` molto piu` bello del mio:

. . .

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ed ecco semplicemente nel video di oggi quel che e` stato colto nella seconda parte della mia visita al museo di Hiroshima del 13 settembre 2014.

sono immagini strazianti, tra le quali le foto che ricostruiscono la storia di Sadako.

ve l’ho gia` raccontata.

(qui: https://maurobort48.wordpress.com/2016/04/17/hiroshima-videoclip-n-356

una bambina colpita dalle radiazioni della bomba, ammalatasi di cancro qualche anno dopo.

qui possiamo rivivere la sua lotta affidata alla speranza di riuscire a costruire 1.000 origami per sopravvivere…

pero`, in complesso le immagini di questo museo risultano oggi, a riguardarle, misurate e discrete.

come se una specie di pudore mi avesse fermato la mano…

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto la seconda parte del post DA HIROSHIMA A TOKYO – MY ROUNDTHEWORLD N. 59 – 540.

e vi ho integrato questi altri post:

Hiroshima, il parco della pace, Heiwa Kinen Koen, il Parco della Bomba– VIDEOCLIP n. 367

Hiroshima, il Museo del Memoriale della pace: la bomba – VIDEOCLIP n. 368

Hiroshima, il Museo del Memoriale della pace: la gente sotto la bomba – VIDEOCLIP n. 369

 

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