da Hiroshima a Tokyo, primo impatto con la citta` – my roundtheworld 59 3a parte -137

ecco direttamente gli appunti buttati giu` oggi pomeriggio in treno e solo un poco integrati, con una aggiunta finale, scritta piu` tardi all’ostello.

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13 settembre, shinkansen Hiroshima Tokyo

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il resto scivola via abbastanza liscio: in tram fino in stazione, la strada la conosco; e dopo il repulisti di ieri il package e` un poco alleggerito.

i shinkansen, cioe` i treni super-rapidi,  per Tokyo da Hiroshima si susseguono al ritmo abbastanza incredibile di uno ogni 20 minuti, considerando anche quel che costa il biglietto: come l’aereo, direi, ma molto piu` veloce, dato che le 4 ore di viaggio nelle quali attraverso mezzo Giappone, sono le stesse che la Lonely Planet consiglia di prendersi per andare all’aeroporto dal centro di Tokyo.

e lo shinkansen, il treno superveloce, e` indubitabilmente il protagonista di questo breve video

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ma anche del successivo, dedicato all’impressionante attraversamento di Osaka. ecco come lo descrivevo due anni fa, nello stesso post citato sopra, aggiungendo qualche altra considerazione:

sonnecchio sul treno guardando questo paesaggio incredibile: praticamente il Giappone e` una sola ininterrotta citta`, e` come se l’intera Valle Padana fosse urbanizzata, ma forse ancora di piu`.

sembra quasi che il Giappone sia il modello di vita alla quale eravamo indirizzati anche noi; ma dopo la grande crisi, che qui e` cominciata prima, il paese si e` stabilizzato.

perfetto, direi: ancora all’avanguardia, ancora un modello possibile del nostro futuro.

invece i lavatori di cervelli ci ripetono il mantra della crisi giapponese; ma chi l’ha detto che si deve crescere per forza?

qualcuno dira` che pero` il Giappone e` stabile perche` intanto crescono gli altri, e anche questo e` vero.

tuttavia l’idea di una civilta` industriale stabilizzata e benestante non mi pare affatto disprezzabile.

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fra poco arrivo a Tokyo, la aspetto quasi con paura: la Lonely Planet la descrive come una metropoli di 35 milioni di abitanti e li` dentro dovro` muovermi alla ricerca del mio particolare ago nel pagliaio.

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in realta`, mentre scrivevo quelle parole lo shinkansen stava gia` entrando in stazione, e ho fatto una corsa per riuscire a scendere!

bortocal 13 settembre 2014 alle 12:17 @ Krammer
mai augurio fu piu` azzeccato.
eccomi a Tokyo, che e` una vera sorpresa, sistemato in un ostello da 20 euri a notte, in compagnia in camera di un ragazzo americano di origine cubana e di due spagnoli.
grandi chiacchiere, perfino.
arrivo semplicissimo, Tokyo non e` Osaka, e feste di quartiere, buddiste credo, con piccole processioni nelle strade portando dei pesanti altarini, ma non ho visto inchini…

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che Osaka abbia dei problemi, che non sono quelli del Giappone, me lo conferma anche l’americo-cubano, che dice che e che e` una citta` stramba, ed e` vissuto qui due anni, e` tornato per via della ragazza giapponese, ma questa l’ha mollato giusto due giorni fa, e lui e` a terra, e direi che ha bisogno giusto di con/dividere con qualcuno il suo dolore.

arrivano infatti poco dopo gli altri due della camerata, due ragazzi spagnoli, e sento che glielo racconta anche in spagnolo, mentre uno si spoglia come mamma l’ha fatto e l’altro intanto fa cinguettare il computer.

mogli e cows dei paesi tuoi, traduco io il proverbio al cubano americano, scoprendo che si dice proverbe anche in inglese, e lui conferma che l’ha giurato, che la prossima la vuole targata USA.

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si`, ma Tokyo?

Tokyo e` una citta` solare, o almeno lo era molto oggi: ho imbroccato senza problemi ogni volta la strada, perche` la segnaletica e` chiara e scritta dappertutto anche in inglese, e in mezzora in tutto sono arrivato, due fermate di treno e tre di metro` dalla stazione e poi un quarto d’ora a piedi.

esco dalla stazione e ho davanti un ampio fiume e, a mezzo km circa, la torre Tokyo Sky Tree, alta quasi 650 metri, e ultimata da poco: bellissima.

ma quasi ancora di piu` mi colpisce un enorme corno dorato che esce da un edificio dall’altro lato del fiume.

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il videoclip mi pare il corrispondente esatto, in linguaggio visivo, di questi rapidi appunti.

non aspettatevi una visione completa di Tokio, ma soltanto qualche pennellata rapida di uno sguardo ironico su una citta` che risulta, a sorpresa, effervescente e bizzarra.

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gli ultimi appunti di due anni fa e le ultime immagini del video accennano al quartiere di Asakusa, dove sono andato a sistemarmi:

il quartiere dove sono andato a finire, Asakusa, era una volta, a leggere la guida, una specie di Montmartre giapponese, ma oggi non ha piu` aspetti trasgressivi, anche se mi pare che nella gente qualcosa sia rimasto.

la Guesthouse, ad esempio, si chiama Asakusa Smile, nonostante il receptionist anche qui un poco musone.

nello stesso tempo il quartiere non e` proprio elegante e ritornano i grandi cavi elettrici sospesi sopra la strada, come ad Hanoi.

ma ovunque c’e` leggerezza ed aria di festa, una specie di musica attraversa le cose e fa vibrare i colori.

e non e` solo un modo di dire, perche` ci sono delle piccole feste rionali con rulli di tamburi e danze quasi ad ogni angolo di strada; c’e` perfino, come accenno sopra, qualche processione allegrissima, con i portatori che ondeggiano al ritmo portando un grande altare dorato, e sembrerebbe di essere nel nostro meridione.

mangio in una di queste feste, spaghettini, bibita e granita di limone, tra grandi sorrisi di simpatia.

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ed ecco nel video le immagini, semplici, di me che esco dall’ostello Asakusa Smile, attirato dal rullo dei tamburi e riprendo la festa, dove la gente danza, parte in costumi tradizionali, parte negli abiti della globalizzazione.

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e` una musica che a noi pare tremendamente monotona, ma che probabilmente nasconde sfumature e sottigliezze che non siamo in grado di cogliere.

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e` certamente esagerato dedicare addirittura tre videoclip a questa semplice festa di quartiere di Tokyo (il prossimo sta per arrivare).

e` vero che Asakusa e` un po` la sua Montmartre, dice la guida, anche se molto decaduto.

pero` non c’e` proprio un’aria parigina.

ed e` certamente peggio che esagerato, semplicemente sbagliato, definire geishe tutte le giapponesi che si mettono il kimono – come sto facendo io – con i suoi fiocchi enormi da bambole di porcellana dietro la schiena.

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in particolare se queste donne in kimono sono un poco stagionate, dai.

pero` prendete il tutto come una specie di vaccino contro le troppe immagini di geishe vere e fascinose che ho esibito nei videoclip precedenti su Kyoto!

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insomma, che ci crediate oppure no, e io stesso faccio fatica a crederlo, la prima giornata pienamente non turistica di questo viaggio, e dove ho incontrato una cultura popolare viva e spontanea, e` stata oggi a Tokyo.

il mondo non finisce mai di stupirci, ma si viaggia proprio per questo.

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commenti:

il corno dorato che descrivi in cima all’edificio e’ lo stemma della birra hasachi, buonissima e molto diffusa in giappone,
a poca distanza c’e’ il tempio di Asakusa molto bello se non fosse per il lunghissimo viale delimitato da bancarelle che vendono paccottiglia.
ti consiglio di non perderti il centro congressi: architettura moderna con il tetto che e’ la carena di una nave.
a poca distanza c’e’ BIG CAMERA un edificio di 9 piani,tutto elettronica…. da vedere.
la sera nella zona ci sono tanti ristoranti naturalmente tematici, c’e` quello che fa solo tempura quello dello shabu shabu, ovvero ti portano carne e verdura tagliate finemente che tu puoi cuocere in una pentola di brodo bollente posta di fronte, poi ci sono le spaghetterie. provale i sughi sono buonissimi e gli spaghetti sono cotti al dente e te la cavi con 4 euri.
restando in zona, cioè’ ghinza, non perderti il viale principale con il grande magazzino mitsukosci, tempio del lusso e nei 2 piani inferiori dolce e salato di grande qualità’.
per acquisti ti consiglio poco più’ avanti nella stessa via matsuya eguale qualità’ ma molto più’ economico.

bortocal
e` fantastico viaggiare con una simile guida virtuale al fianco!
il tempio lo avevo gia` messo nel conto.
ma terro` conto anche delle altre tue indicazioni, purtroppo non di quella sul paese a nord di Tokyo, che rinvio a un prossimo viaggio, perche` a questo punto preferisco qualche assaggio della metropoli, che mi ha affascinato molto (a differenza di Osaka, dove domina una trasgressione forzata e un poco coatta, qui si respira una liberta` autentica).

edoardo 14 settembre 2014 alle 7:30
sei un osservatore acuto….!
fra osaka e tokyo c’e’ una rivalita’ banale ed un po’ coltivata.
ad osaka passano anche con il semaforo rosso.
se in tutto il giappone sono ordinatamente in fila sulle scale mobili a destra ad osaka la fila e’ a sinistra.
a tokyo buttare carta o mozziconi per strada e’ un insulto alla comunita’ ad osaka lo fanno
e via dicendo.
poi c’e’ la diatriba su quale citta’ sia più’ popolosa.un conoscente con orgoglio mi diceva che osaka di notte e’ più’ popolosa di tokyo perché’ in quest ultima finito il lavoro meta’ della popolazione torna a casa ad una distanza media di 100 km.
da notare che i cittadini di osaka ostentano con un orgoglio forzato la loro trasgressivita’.
questi a tokyo sono visti alla stessa maniera con cui noi lombardi vediamo i napoletani

edoardo 14 settembre 2014 alle 8:03
[…]  qui puoi provare il soggiorno in un ryokan, ovvero le locande in puro stile giapponese.
devi pero’ dormire sul futon, di solito non più’ spessi di 5 cm. […]

bortocal 14 settembre 2014 alle 13:49
devo ancora scrivere tutto il male che penso di Osaka, sto rimuginando il relativo post da giorni.
il fatto grave e` che fino a ieri pensavo che quello fosse il Giappone.
pero` devo dirti, forse smentendo le tue lodi, che a me Osaka e` sembrata nevrotica, piu` che napoletana, e di Tokyo mi restano invece impresse le grandi risate maschili: mai ho sentito uomini ridere cosi` spesso di gusto come a Tokyo.
Carlos, il cubano americano compagno di camerata, con cui ne ho appena parlato, dice pero` che dipende dal fatto che quelli di Tokyo sono troppo repressi, e allora bevono e dopo ridono in questo modo.

edoardo 15 settembre 2014 alle 6:10
il cubano ha perfettamente ragione…..!
i giapponesi bevono tantissimo.
la sera trovare ubriachi è la norma ma, da buoni giapponesi, non disturbano nessuno.
non bevono tanto il sake’, che e’ una bevanda da cerimonia, ma lo shiociu’ un distillato che puo’ essere di patata dolce, orzo, canna.
pensa che una pubblicità, riguardo quello distillato dalle patate, recitava che era la via più’ economica per mettere il cervello a nanna.
la dice tutta…!
lo vendono anche in bottiglioni di plastica da 2 litri al prezzo di circa 6 euri. ha, a seconda dei tipi, da 30 a 38 gradi alcolici.
i giapponesi sono soggetti ad uno stress pazzesco perché’ devono rendere al massimo qualsivoglia sia la loro occupazione. poi finito il lavoro devono magari farsi un paio d’ore di tragitto per tornare a casa.
hai notato quanta gente si appisola sui mezzi pubblici?

bortocal 15 settembre 2014 alle 6:52
si`, ho notato quanta gente si appisola sui mezzi pubblici, tra parentesi tra un pisolo e l’altro anche mio…
queste tue note sul Giappone sono preziose, purtroppo la logistica non mi consente piu` lunghi rimaneggiamenti, ma trovero` il modo di utilizzarle meglio, quando sistemero` questi appunti di viaggio un po’ meglio.

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nelle parti in neretto ho riprodotto la terza parte del post DA HIROSHIMA A TOKYO – MY ROUNDTHEWORLD N. 59 – 540.

e vi ho integrato questi altri post:

da Hiroshima verso Tokyo sul treno shinkanshen – VIDEOCLIP n. 370

Tokyo, primo impatto – VIDEOCLIP n. 371

Tokyo Asakusa, una festa nella notte – VIDEOCLIP n. 372

Tokyo Asakusa, vecchie geishe ballano nella notte – VIDEOCLIP n. 374

Tokyo Asakusa, balli nella notte – VIDEOCLIP n. 375

 

Una risposta a "da Hiroshima a Tokyo, primo impatto con la citta` – my roundtheworld 59 3a parte -137"

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