la mia ultima giornata a Tokyo – my roundtheworld 65 (1a parte) -132

il 15 settembre e` la mia ultima giornata di un soggiorno a Tokyo che, in una sessantina di ore in tutto, mi ha permesso soltanto un assaggio molto superficiale della citta`.

ma forse proprio sentirmi dominato dall’imminenza del distacco, da un paese che mi ha affascinato e lasciato incerto, e da una citta` che non posso dire di avere conosciuto, mi induce a passare la giornata gironzolando qua e la` nella sua zona piu` centrale, senza darmi nessuna vera meta turistica.

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ma non pensate che sia stato tempo buttato.

ad esempio, riguardo oggi le foto e mi accorgo che ha un senso perfino la serie dedicata ai disegni molto semplificati che stanno sulle serrande dei negozi ancora chiuse, quando inizia, di prima mattina, la mia passeggiata.

e` una antologia concisa ed efficace dei temi dell’immaginario giapponese.

e cosi` si puo` dire delle merci variopinte esposte nei negozietti di una metropoli che si rivela ricca di angoletti retro`, dopo avere date tante prove di magniloquenza monumentale, anche iper-moderna e tecnologica.

insomma l’ozio non e` il padre dei vizi e il disimpegno che induce ad una passeggiata curiosa e negligente porta forse a una conoscenza piu` profonda.

ed ora lasciatemi esibire, ancora una volta, nella parte del saggio:

l’ozio e` il padre della noia, ma anche della curiosita`.

da questa nascono i vizi, indubbiamente,

ma anche, potenzialmente, la conoscenza.

sempre che la conoscenza non sia a sua volta un vizio.

. . .

come si vede, ho provato a ricostruire a quasi due anni di distanza la mia ultima giornata a Tokyo e in Giappone nella convinzione di non averne parlato due anni fa.

invece il diario di bordo aveva trascurato solamente le ultime ore del 14, uscito dal Museo Nazionale.

ho ritrovato il resoconto di queste ore scritto due giorni dopo, all’alba del 17 settembre, ora neozelandese, ma ancora il 16 settembre secondo il nostro calendario:

. . .

la mattina di lunedi` 15 settembre, infatti, ce l’ho per me, per continuare la visita di Tokyo, anzi avrei ancora piu` tempo, visto che l’aereo e` alle 18:30, ma un po` per l’ansia che mi contraddistingue, un po` per gli allarmismi della Lonely Planet che dice di prendersi almeno 4 ore per andare all’aeroporto, ma ne bastera` una o poco piu`, dato che la posizione in cui sono e` gia` strategica e sulla linea che porta a Narita, a 60 km dalla capitale.

preferisco restare nella zona dell’ostello, dunque, e gingillarmi in una passeggiata quasi senza scopo, se non fosse per la pagoda che domina la parte piu` vecchia del quartiere, e che e` poi la piu` importante di Tokyo.

quindi, consiglio mio se qualcun altro dovesse andare a Tokyo, e` di sistemarsi nel quartiere di Asakusa, decentrato, ma non troppo, comodo rispetto all’aeroporto (come ricorderete, anche all’arrivo da Osaka orientarsi mi e` stato facilissimo), ma soprattuto uno spaccato straordinariamente anticonvenzionale della immagine ufficiale di Tokyo e del Giappone, che abbiamo.

* * *

negozi di artigianato locale (sono ancora pentito della taccagneria che mi ha impedito di riempirmi il trolley di alcune straordinarie pantofole da samurai da regalare a figli ed amici: hanno il dito alluce del piede separato dal resto, sono scure, e fanno assumere alla gamba di chi le calza uno straordinario aspetto da zampa di dromedario).

un luna park casereccio che spara verso il cielo, ad emulare lo straordinario Sky Tree che, con la sua sagoma visibile da ogni parte, anche se cira a un chilometro di distanza, ha riqualificato esteticamente il paesaggio di tutto il quartiere, dato che si affaccia da ogni parte in mille combinazioni diverse di masse e colori.

degli alberghetti a prezzi abbastanza contenuti, alcuni anche in stile giapponese tradizionale, in vicoletti pittoreschi, ma puliti.

le mille decorazioni colorate, le facciate strane, a volte antiche e sopravvissute.

i negozietti di leccornie, dolci squisiti o spiedini arrostiti sul fuoco lento, che mangi lungo la strada.

la gente serena e cordiale.

. . .

be’, il fatto che non volessi dare un taglio turistico alla mia ultima giornata a Tokyo, il 15 settembre di due anni fa, non significa poi che abbia evitato il popolarissimo Senso-Ji (Ji significa tempio, se non ho capito male): e` il monumento principale, e anche un centro di animazione, della parte storica del quartiere di Asakusa, quella aldila` del fiume (rispetto al mio ostello).

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il fatto di poterne scrivere adesso per la prima volta, con calma, mi permette di saccheggiare le informazioni della Lonely Planet.

ma prima di tutto lasciatemi spiegare quei movimenti piuttosto strani che, nel primo videoclip che racconta la mia visita, vedete compiere ai fedeli che stanno attorno ad un grande braciere: gesti inconsueti nei riti buddisti d’oriente, a cui pure sono abituato.

la popolarita` del tempio nasce da un forma di superstizione.

come si vede, le superstizioni sono una parte ineliminabili delle religioni, perfino di una come il buddismo, che non crede in un dio personale, e che in fondo e` soltanto una forma di divinizzazione di una sublime filosofia.

questo dimostra che la superstizione, cioe` la visione magica del mondo, e` un bisogno ineliminabile della mente umana.

e questo bisogno si serve spregiudicatamente delle religioni per esprimersi.

le religioni del resto (tutte) si alleano con la superstizione per farsi largo nelle menti comuni e la santificano senza nessun riguardo con la presunta incompatibilita` che ogni superstizione dovrebbe avere con i suoi nobili principi.

in questo caso la superstizione vuole che gli incensi che escono dal grande braciere di bronzo davanti al tempio, sorvegliato da una statua corrucciatissima, facciano molto bene alla salute del corpo.

ed ecco che i fedeli agitano le mani e le braccia in quel modo un poco grottesco, per farne entrare il piu` possibile addosso e sotto i loro abiti, per portarlo in contatto col corpo, sotto le vesti.

. . .

commenti:

passoinindia JUNE 6, 2016 AT 8:43 PM
bellissima foto..

bortocal15 JUNE 7, 2016 AT 4:13 AM
vero?
talmente bella che l’ho scelta per il post, anche se in fondo e` un pochino fuori tema… 🙂

passoinindia JUNE 7, 2016 AT 5:19 PM
Niente è fuori tema se è bello.

bortocal15 JUNE 8, 2016 AT 5:31 PM
giusto!
tanto piu` che il tema vero e` la bellezza 🙂

passoinindia JUNE 6, 2016 AT 8:43 PM
e adoro gli incensi.

bortocal15 JUNE 7, 2016 AT 4:15 AM
sono contento che la foto ti sia piaciuta e ti ringrazio di questi commenti, che aiutano il blog a sopravvivere in quella che a volte sembra una ostinata quasi-solitudine.
anche io adoro gli incensi, al punto tale che possono farmi amare anche un rito religioso nel quale non credo 🙂

passoinindia JUNE 7, 2016 AT 5:20 PM
Dai che hai tanti fans! non mollare. E’ dura. Dillo a me! però alla fine è uno sfogo e un piacere. e un modo per imparare sempre qualcosa di nuovo. oltre che per viaggiare sempre.

bortocal15 JUNE 8, 2016 AT 5:41 PM EDIT
no, mollare non mollo, questa impresa (scusa il nome troppo solenne) la porto certamente a fondo.
anche perche` ho promesso a me stesso che il secondo giro del mondo reale inizia soltanto dopo che sara` finito questo online.
e non sono ancora arrivato a meta` del viaggio con i video… 🙂
i fan, dici? ok, pero` capisco che li sto mettendo a dura prova.
se guardi le visualizzazioni dei video su You Tube sono numeri da paura.
il canale nell’insieme non va troppo male, ma sono altri i video che richiamano il pubblico.
lo sai qual e` il video piu` visto in assoluto di questi del giro del mondo?
uno che si intitola – scusa la crudezza – Vomit on the bus (anche se il vomito non c’e` proprio), ma il mal d’auto in otto ore di tornanti nel nord del Laos era inevitabile.
il tuo blog e` bellissimo, e` un pozzo di notizie, di feste e di colori.
come ti dicevo, prima del secondo roundtheworld ci sara` il mio settimo (e temo ultimo) viaggio in India.
mi serviro` del tuo blog per prepararlo!
un abbraccio.

passoinindia JUNE 13, 2016 AT 6:13 PM
ciao caro Borto, scusa se ti leggo solo adesso. Mi fa tanto piacere sentirti. Dai, magari si fa un viaggio insieme!

bortocal15 JUNE 13, 2016 AT 9:40 PM
ho una ipotesi (ancora piuttosto incerta) di ritorno in India per gennaio-marzo, vorrei starci almeno due mesi…
ma so gia` che viaggiare con me e` pesantissimo, praticamente impossibile…
sono desolato nel dirlo, ma l’esperienza non mi permette di dire diversamente.
posso chiederti se hai visto i resoconti del mio secondo e terzo viaggio in India che sto ripubblicando dieci anni dopo?
anche per avere un assaggio del mio modo di viaggiare nel mio sub-continente preferito… 🙂
https://corpus0blog.wordpress.com/?s=bortolindie

passoinindia JUNE 14, 2016 AT 6:06 PM
caro Borto, dicevo per dire… Non ho visto i tuoi reportage. E’ un periodo un po’ impegnativo e il tempo manca sempre… ma prometto che lo farò.

bortocal15 JUNE 14, 2016 AT 8:23 PM
be’, io ci ho pensato sul serio : sarebbe bello viaggiare con un’esperta come te, magari per un periodo ben delimitato, prima che io diventi troppo pesante, come hanno riscontrato tutti…, prima che mi decidessi a viaggiare da solo…

. . .

be’, questa storiella e` diventata cosi` prolissa, nel suo carattere simbolico, che credo di poter rinviare ulteriori informazioni sul Senso-Ji al commento ad un prossimo video, dedicato ancora a lui, che non manchera`, dato che il resoconto ritrovato di queste ore, del 17 settembre, secondo il calendario neozelandese non dice praticamente quasi nulla di questo tempio:

la grande pagoda circondata da mille monumenti minori, alcuni antichi, altri recenti, con i loro riti, e le loro musiche di tamburi.

. . .

ed ecco il primo piacevole imprevisto della mia giornata non turistica del 15 settembre 2014 a Tokyo, ma che si va riempiendo di esperienze inattese, proprio perche` non programmata e affidata al caso.

qui e` una coppia, non proprio giovanissima, che riesco a riprendere davanti al grande tempio Senso-Ji, nei riti della prima parte del matrimonio.

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la sposa e` in bianco, come da noi, con un abito a strascico, ma con un copricapo del tutto originale per noi.

il marito, piu` o meno quarantenne, ad occhio, e` in abito da cerimonia, ma anche il suo e` un abito giapponese.

gli sposi vengono accompagnati da una prima sala a quella del rito con un grande ombrello rosso, sostenuto da un paggio molto alto in una lunga gonna azzurra.

attorno, i suoni rarefatti di percussioni molto esotiche per noi.

bello, semplicemente bello, o forse soltanto interessante – che forse e` perfino meglio…

quello che e` standardizzato e universale e` il rito delle foto di matrimonio.

ma poi, come si sa, anche la fotografia e` un’arte molto giapponese. 😉

. . .

ed ecco un matrimonio, con la sposa in abito sovrabbondante che forma come uno sbuffo enorme che la avvolge: bianco, anche se poi in Giappone e nel buddismo il bianco non e` anche il colore del lutto?

ed ecco lo sposo in un abito tradizionale, un kimono a righe nere e grigie: forse il matrimonio e` per finta, serve solo ad un servizio fotografico, visto il numero degli operatori e le attrezzature.

ma vengono a vederlo anche delle ragazze trasportate dai riscio` di strani uomini cavallo, ragazzi fasciati da calzoncini aderentissimi e con cappelli tradizionali, di cui non vi ho ancora parlato, ma bisognera` spiegarli meglio quando si trattera` di descrivere Kyoto.

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il grande cortile del tempio Senso-Ji di Tokyo, col suo avvicendarsi intenso di visitatori e di turisti, e` la sede preferenziale di alcuni spettacoli di strada.

questo mette in scena inizialmente la lotta di un samurai molto aggressivo contro un nemico invisibile.

poi il nemico si materializza sotto forma di un lenzuolo che apparentemente cammina da solo.

e alla fine emerge dall’incognito della sua dimensione quasi onirica, per diventare essere umano reale e iniziare una lotta aperta.

e` il primo samurai che la vince, e la conclusione sta in una specie di decapitazione mancata.

ma a questo punto il samurai si accorge che gli e` stata rubata la spada degna di Guerre stellari.

e i due contendenti si trasformano, con maschere contro l’inquinamento atomico, quasi in personaggi dei fumetti giapponesi.

sono i mesi disperanti delle immagini online delle decapitazioni islamiste, arrivate certamente anche in Giappone.

straordinario, e in un certo senso perfino sollevante, che qui si riesca a far sorridere sull’idea di tagliare la testa a qualcuno.

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. . .

ecco il breve resoconto ritrovato, scritto due giorni dopo in Nuova Zelanda:

uno spettacolino di due samurai senza costume che combattono umoristicamente una battaglia immaginaria, uno con una spada di plastica e l’altro con una spada solo mentale: e` uno spettacolo dove si accenna molto volte al taglio della testa, ma ogni volta ci si ferma e alla fine la pieta` prevale e il condannato e` risparmiato:

lo dedichiamo all’ISIS? forse i due attori ci hanno pensato.

. . .

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ed ecco, attraverso delle semplici foto, lo stesso spettacolo presentato nel video precedente.

forse e` perfino un poco piu` bello, cosi`, per la maggiore capacita` di sintesi dell’immagine fotografica.

ma bisogna avere visto il video precedente, per capirlo.

. . .

un altro spettacolo di strada, poco lontano, ma un po’ meno marziale del precedente.

potrei considerarlo il terzo, se mettiamo nel conto anche il matrimonio… 🙂

questo ha come protagonista una scimmietta acrobata, col suo addestratore.

certo, vedere scimmiette che saltano e recitano nel cortile di un tempio esce un poco dai nostri stereotipi sul Giappone, vero?

ma e` proprio questo che mi piace di questa mia ultima giornata a Tokio:

che sembra si siano dovute aspettare proprio le ultime ore per vedere emergere via un Giappone sconosciuto, che incuriosice ancora e invoglierebbe a prolungare il soggiorno, se solo si potesse…

qui poi e` difficile stabilire se e` piu` simpatica la scimmietta o l’addestratore.

dilemma sciocco, in fondo, a pensarci bene:

perche`, se l’addestratore della scimmietta ha addosso un’allegria contagiosa, e` logico che anche la scimmietta addestrata da lui sara` simpatica, no?

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. . .

ed ecco di nuovo il breve resoconto ritrovato, scritto due giorni dopo in Nuova Zelanda:

un altro spettacolino di strada in un angolino dell’ampio parco della pagoda vede come protagonista invece una scimmietta acrobata col suo giovane rozzo addestratore: la scimmietta si spaventa della difficolta`, parla sottovoce all’orecchio dell’uomo, lancia occhiate sgomente al pubblico che ride, e alla fine salta distanze incredibili, cammina sulle mani, sembra che rida e si diverta assieme al pubblico, e alla fine sembra piu` umana dell’addestratore stesso che la tiene legata con la corda.

* * *

ormai il pomeriggio incombe ed e` tempo per me di rientrare per prepararmi alla partenza

(forse un po’ troppo anticipato il rientro).

prima di dare l’addio a Tokyo ed al Giappone mi piace girovagare ancora nel parco del tempio Senso-Ji.

natura, antiche pagode, pesci rossi: tutto mi pare sintetizzare questo paese affascinante, ma scisso in due.

e difficile da capire come la mente di uno schizofrenico.

. . .

ed ecco il breve accenno nel diario ritrovato della giornata, scritto due giorni dopo in Nuova Zelanda:

scommetto che fate fatica ritrovarvi in queste immagini di Tokyo; e` stato cosi` anche per me : molto piacevole scoprire una citta` molto umana e festosa, tradizionale eppure modernissima, felicemente post-moderna.

lungo la strada del rientro all’ostello Asakusa Smile (che consiglio per ogni eventuale viaggio economico a Tokyo), ecco l’ultima mezzora trascorsa, oramai vicina alle ombre della sera, a riepilogare quasi tutti gli aspetti contraddittorii di questa citta` e del Giappone, fino a sostare in abbandono mentale e psicologico in un anonimo piccolo parco sulla riva del fiume.

e ancora una volta eccomi dentro una delle piu` grandi metropoli del mondo, ma assieme dentro una natura dalla bellezza accecante, sottolineata dai colori splendidamente malinconici dell’autunno.

ancora una volta, eccomi semplicemente nel fascino quasi senza tempo del Giappone, e nella voglia di ritornarci.

perche` solo qui capisci quanto elegante puo` essere la nostalgia.

. . .

il resoconto  della giornata, scritto due giorni dopo in Nuova Zelanda e ritrovato oggi, aggiunge qualche nota di colore, forse:

aggiungete, perche` non voglio risparmiarvi niente, che nel ritorno per il prelievo dei bagagli, ho scelto di attaversare un piccolo giardino minore, anche se antico, oggi destinato a parco pubblico, per niente pubblicizzato e bellissimo.

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e ho scoperto degli aironi selvatici, delle tartarughe acquatiche pigramente accomodate al sole sulle rocce, dei pesci enormi coloratissimi che sembravano consapevoli della loro bellezza indolente.

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insomma, innamorato di Tokyo, ma questo oramai lo avete capito, anche se meglio dovrei dire del suo quartiere di Asakusa.

e leggo ora del terremoto, per fortuna senza danni, che c’e` stato ieri, e che ho evitato per sole 24 ore – meglio dire: soltanto per 24 ore.

. . .

commenti:

redpoz 11 novembre 2014 alle 10:56
intanto mi segno la dritta sul quartiere di Tokyo, chissà che prima o poi riesca ad andarci…

bortocal 11 novembre 2014 alle 15:25
fai bene, a sorpresa una Tokyo un poco sbindona, e poi, che non guasta, anche economicissima, oltre che a due passi dal cuore della citta
)tastiera spagnola e comandi inglesi, chissa accento e apostrofi dove stanno nascosti.

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto, con qualche ritocco, una parte del post ERA JUNIO AD AUCKLAND, NUOVA ZELANDA – MY ROUNDTHEWORLD N. 65 – 547.

e vi ho integrato questi altri post:

il mio ultimo giorno a Tokyo: mattino – VIDEOCLIP n. 388

Tokyo, il tempio Senso-Ji – VIDEOCLIP n. 389

Tokyo, un matrimonio giapponese al tempio Senso-Ji – VIDEOCLIP n. 390

Tokyo, lo spettacolo di strada del samurai invisibile – VIDEOCLIP n. 391

Tokyo, lo spettacolo di strada del samurai invisibile, in fotografie – VIDEOCLIP n. 392

Tokyo, lo spettacolo di strada della scimmietta – VIDEOCLIP n. 393

Tokyo, altre immagini del Senso-ji – VIDEOCLIP n. 394

Tokyo, arrivederci! – VIDEOCLIP n. 395

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