Auckland, il promontorio Okau e il ritorno di Santosh – my roundtheworld 70 -126

quando arrivo alla grande stazione a un chilometro circa dall’ostello per fare il biglietto di un breve percorso ferroviario che mi porti ad uno dei piccoli coni vulcanici su cui sorge la citta` e scopro che e` inattiva, che rimane aperta soltanto come edificio storico, ma che la stazione realmente in funzione e` incorporata nel grande centro trasporti a pochi metri da dove dormo, cambio il programma.

l’ultima parte della passeggiata di ieri, 18 settembre, nel tramonto nella zona nord-orientale di Auckland, lungo la baia di Hobson, mi ha lasciato delle immagini mentali cosi` poco convenzionali, ma cosi` vive, che oggi desidero provare a ripetere l’esperienza di ieri, anche se il tempo appare molto piu` incerto e il cielo piu` grigio.

decido di proseguire a piedi lungo la riva settentrionale del mare, per andare a visitare le baie che danno poi, ad oriente, sull’oceano, vorrei dire aperto, ma me lo impediscono le isole che si frappongono e il grande e basso vulcano Rangitoto formatosi 600 anni fa.

. . .

la camminata si prospetta lunga, forse una decina di km, ma scopro ben presto che ci sono gli autobus per tornare indietro, quindi la distanza globale non sara` poi maggiore di quella percorsa nei giorni scorsi.

gli scorci sulla skyline del centro di Auckland che viene progressivamente distanziato sono magnifici e gli squarci brevi di sole che si alternano a qualche scroscio di pioggia consentono delle foto meravigliose, che daranno un’immagine falsa e del tutto da cartolina di questa escursione.

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ah, i colori, i colori della Nuova Zelanda, con questa loro aria di domestica Polinesia…

un contrattempo mi ha riportato, in una lunga camminata, la mattina del 19 settembre, alla Hobson Bay, vista il giorno prima al tramonto, e poi oltre, lungo la costa orientale di Auckland.

la pioggia che a tratti mi investe non impedisce degli spettacolari squarci di sole sul mare.

* * *

si costeggia dapprima un ampio passante ferroviario che da` sullo stesso bacino chiuso visto ieri dal suo lato nord-occidentale,

poi si arriva ad uno spettacolare porto di panfili extra-lusso, oltre i quali si profila Devonport,

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che cosa ci sarebbe da aggiungere? che cosa da documentare ancora per tre interi minuti di video?

eppure in questo luogo io mi sono incantato…

. . .

poi si attraversa un lungo terrapieno che attraversa una baia rinchiudendola a sua volta; sul promontorio si affaccia l’ingresso vistoso di un parco di divertimenti che contiene fra l’altro l’acquario; mi interesserebbe, ma il prezzo sconcertante del biglietto di ingresso mi fa desistere, e dedico lo stesso budget ad un pranzo lussuoso a base di salmone, birra e gelato in un ristorante con vista sul mare.

la tappa successiva e` un promontorio in una posizione spettacolare.

aggiungo soltanto un dettaglio, a meta` tra il commovente e l’umoristico: la panchina su uno dei punti piu` panoramici del promontorio, dedicata alla mia mamma, dice una scritta, che amava questo posto.

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. . .

sul promontorio si sale verso il monumento memoriale di Michael Joseph Savage, primo ministro laburista della Nuova Zelanda, per la prima volta nella storia, negli anni della depressione, dal 1935 al 1940, quando mori` di cancro mentre era in carica, uno dei personaggi locali ai quali si deve forse il carattere piu` aperto di questo paese rispetto all’Australia:

chissa` quanti sanno o ricordano che la Nuova Zelanda fu il primo paese al mondo a concedere il voto alle donne nel 1893, quando era ancora una colonia inglese, ma dotata di autogoverno.

giusto per equilibrare quella grande scritta dell’epoca immediatamente precedente, vista ieri al museo, che diceva che l’istruzione per le donne e` un danno.

ma lo sguardo di Savage nella foto commemorativa in un pannello che introduce al monumento, per me che guardo l’immagine in bianco e nero,  e` inspiegabilmente di un azzurro intensissimo, come questo cielo straordinario che ho qui sopra la mia testa.

* * *

avevo parlato molto nel diario di viaggio online di due anni fa del memoriale del primo ministro progessista neozelandese degli anni Trenta, di Auckland, Michael Joseph Savage, ma sinora se ne sono viste ben poche immagini.

ed ecco ora svelato l’arcano.

vi si stava svolgendo un servizio fotografico per una coppia cinese, credo fosse per l’album di nozze.

che ha richiesto un videoclip a parte, concentrato su questo aspetto della lenta conquista cinese dell’Oceania, abbastanza pittoresco e per ora pacifico.

. . .

e` un cenotafio semplice, ma solenne, nel quale, al momento, risuonano delle note di musica cinese, mentre una coppia non piu` giovanissima di cittadini di tale paese posa per un servizio fotografico, lui in abito da cerimonia occidentale, lei avvolta in drappeggi rossi che vengono risistemati ad ogni nuova fotografia, e riconducono la mente al problema artistico del kitsch cinese e del suo significato culturale.

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potrei essere contento, se non fosse che poco prima, per fotografare degli uccelli nel prato mi sono arrampicato per un breve ripido tratto fangoso di una scarpata, ben sapendo che una caduta al ritorno sarebbe stata inevitabile; e infatti, quando gia` la discesa e` quasi tutta passata, quasi all’ultimo passo sul fango, lo scivolamento improvviso e senza rimedio mi riempie di fango mani, calzoni e giubbotto, e non serve fermarsi un quarto d’ora di risciacqui ai vicini servizi per ridurre il danno in maniera sostanziale.

e poco dopo, la pioggia tornata e una improvvisa stanchezza mi inducono a rientrare molto precocemente col primo autobus che passa.

* * *

ma qui finalmente, col tempo di mezzo pomeriggio davanti, rimescolando nell’immenso archivio della mia casella mail con gli 8.000 messaggi degli ultimi anni, mi viene in mente come ritrovare la mail di Santosh, il ragazzino conosciuto a Hyderabad nel mio secondo o terzo viaggio in India, che poi – ricordo – si trasferi` ad Auckland.

ora che scrivo ci ripenso e metto a fuoco meglio la cronologia, e mi aiuta il blog:

era il terzo viaggio,

il primo era stato nel Tamil Nadu nell’estate del 2005,

il secondo a Mumbay tra il dicembre di quell’anno e il gennaio 2006, e avevo iniziato il blog da pochi giorni e fu il primo viaggio con resoconti diretti online, ma non usavo ancora la macchina fotografica, ma soltanto la cinepresa, ancora analogica,

e questo terzo viaggio in India venne a maggio 2006, e anche lui produsse cronache per il blog e fu anche il primo in cui cominciai a fotografare, allora con molto senso della misura,

per cui andando qui, https://corpus0blog.wordpress.com/2016/06/11/465-golconda-vii-3-30-maggio-11-giugno-2006-bortolindie-25/, verso la fine del lunghissimo post, le si ritrova e si vede anche un’immagine di Santosh com’era.

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Santosh mi ha poi scritto per anni, dopo quella mezza giornata trascorsa con lui e tre sue giovanissime amiche a partire dal forte di Golconda.

. . .

scrivo quindi a Santosh due righe:

Hallo, my friend, I am in Auckland!!!
Can we meet here?
I hope it, write to me or send me a SMS at 0039 345…
see You soon

e Santosh mi risponde immediatamente…

Hi Mauro,
How you doing. Where about in Auckland you staying..
If possible please provide me your local contact now.
Thanking you,
Santosh.

* * *

insomma, senza farla troppo lunga col resto delle mail, eccoci al nostro appuntamento delle 8:15  pm, allora.

Santosh sembra invecchiato di vent’anni, e mi ritrovo davanti un signore di mezza eta`, grassottello come un maori, con qualche capello bianco addirittura;

lui invece trova un vecchio pensionato bizzarro e mattacchione, che ha perso intanto meta` dei suoi capelli.

avevo dato per scontato l’impatto del tempo, che si fa visibile quando ci ritroviamo davanti qualcuno al cui invecchiamento non abbiamo avuto il tempo di abituarci a poco a poco giorno per giorne e senza vederlo, ma non avrei mai immaginato che otto anni potessero essere un periodo cosi` significativo.

. . .

Santosh si e` intanto sposato con un matrimonio combinato dalla famiglia, mi dice, e c’e` come un velo nelle sue parole, come se fosse quel matrimonio a spiegare questo suo precoce appannamento: non ha figli, ancora, e mi mostra, grazie a internet, una foto della moglie, una piacente e prospera signora gia` quasi di mezza eta` come lui.

Santosh, che svolge due lavori, uno durante la settimana e uno nel week end, progetta di trasferirsi in Australia, anche se li` la vita e` piu` cara (piu` cara che in New Zealand? penso io)

e, siccome il mondo e` piccolo, anzi minimo, la sua meta e` Brisbane, che io conosco per esserci andato a trovare la mia prima figlia quando lavorava li`

e quindi gli prometto i link ai miei video su You Tube, per mostrargli figlie e citta`.

ci lasciamo con una promessa di rivederci ancora prima che io parta e quando tornero` ad Auckland, con la promessa di un invito a cena, per farmi conoscere anche la moglie.

* * *

ci lasciamo probabilmente entrambi con la malinconia del tempo inspiegabile che tutto trasforma e con la netta percezione di essere entrambi oramai persone del tutto diverse.

pensare che miracolo che per periodi altrettanto lunghi le coppie a volte restano insieme, trasformandosi in qualche modo in parallelo.

. . .

commenti:

edoardo 25 settembre 2014 alle 15:33
non ho mai visitato la nuova zelanda ma idealmente tramite il tuo racconto la vivo.
descrivi i luoghi quasi come simenon descriveva Parigi, dove ho vissuto 1 anno, al punto che leggendolo mi ritrovavo nei luoghi cari ed a volte ora scomparsi tipo il quartiere di Grenelle, abbattuto per far posto ad anonimi casermoni.

bortocal 26 settembre 2014 alle 11:17 · · Rispondi →
il confronto con Simenon, scrittore grandissimo ed essenziale, sarebbe imbarazzante, ma per fortuna ci hai messo un quasi…
da Simenon pero` credo di avere imparato che un luogo si descrive non accumulando i particolari, ma enucleando, come in una pennellata rapida, l’essenziale.

. . .

moselleorthodoxe 20 settembre 2014 alle 19:47
E’ un po’ invecchiato.

bortocal 20 settembre 2014 alle 20:44
un po’ tanto: tu, e naturalmente penso (a torto) anche io, non siamo mica invecchiati altrettanto… 😦

moselleorthodoxe 21 settembre 2014 alle 8:50
Appena un poco

bortocal 22 settembre 2014 alle 2:12
🙂
soprattutto tu… 😉

moselleorthodoxe 22 settembre 2014 alle 13:12
Di cervello, poi, io età mentale Otto anni :))))

bortocal 22 settembre 2014 alle 21:38
io non so la mia, ma decresce rapidamente… 😦

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto, con qualche ritocco, buona parte del post IL RITORNO DI SANTOSH, AUCKLAND, NUOVA ZELANDA – MY ROUNDTHEWORLD N. 70 – 553.

e vi ho integrato,  con diversi adattamenti, questi altri post, inseriti nel testo in caratteri normali:

la Hobson Bay di mattina, Auckland – VIDEOCLIP N. 418

il porto della Hobson Bay, Auckland – VIDEOCLIP N. 419

Okahu e il suo promontorio, Auckland – VIDEOCLIP N. 420

matrimonio cinese nel memoriale di Savage, Bastion Point, Auckland – VIDEOCLIP N. 421

Una risposta a "Auckland, il promontorio Okau e il ritorno di Santosh – my roundtheworld 70 -126"

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