la fallita partenza da Papeete – my roundtheworld 83 (1a parte) -105

ecco un post che non avrei proprio voglia di scrivere alle 5 di mattina, ma ho dovuto accendere il computer per sapere che ore sono e a questo punto tante vale che scriva.

questa e` la mattina infatti nella quale perdo il cellulare, probabilmente giusto al porto d’imbarco, ed e` questo che scombussola i miei piani, impedendomi di contattare l’ostello di Mo’orea e costringendomi al rientro dopo l’approdo nella nuova fantastica isola.

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. . .

ieri mattina, infatti, l’esordio di una giornata serena e limpidissima, giustamente destinata al mio trasferimento alla vicina isola di Moorea, e` stato guastato dalla perdita del cellulare.

mail mia:
Ho appena perso il cellulare, o mi e` stato borseggiato, vai a capire.
Il primo che ci riesce (la solita Sara?) dovrebbe farlo bloccare alla Fastweb di corso Palestro, e se possibile chiudere anche l’abbonamento.
Se qualcuno prova a chiamare, magari il prima possibile, mi dice anche se e` ancora attivo.
Uffa.
Datemi conferma , per favore, e baci a tutti.

sara:
Ciao,
Il tuo telefono non e` raggiungibile.
Provo a passare domani ma non assicuro di riuscirci.
Torna almeno tu… da questo viaggio…

mail mia:
ciao, sara, faccio di tutto per non perdermi anche io e non farmi rapire, spero di riuscirci.
ma cribbio o e` sfiga o e` imbranataggine al cubo: la cosa di oggi fra l’altro non riesco a spiegarla in nessun modo, salvo che per un napoletano in camerata a voler dar voce ai pregiudizi; ma come possa avere fatto non lo so.
a Fastweb per favore telefona domani.
non mi racconti niente di te…

* * *

ora, certamente su questo cellulare ho consultato l’ora, prima di partire dalla pensione, ma non so se lo abbia subito dopo appoggiato un momento sul tavolo assieme al computer e alla macchina fotografica, mentre sistemavo nel deposito della guesthouse troller e sacca grande, avendo deciso di partire col semplice zainetto, oppure se l’ho infilato al momento nella tasca della sgargiante camicia cambogiana, indossata per festeggiare l’occasione e assumere un’aria piu` turistica possibile, ai confini dell’Honolulu baby.

questa ipotesi sembra la piu` convincente; sta di fatto che sono uscito dalla pensione alle 9:30 per raggiungere il traghetto delle 10, orario comunicatomi da una delle tre donne che la gestiscono, e i tempi erano cosi` comodi che ho rinunciato a soddisfare l’impulso ripetuto di controllare lungo il tragitto che ore fossero, e quindi non sono in grado di dire se il cellulare lo avevo gia` perso oppure era con me.

alla stazione marittima ho consultato gli orari del traghetto Aremiti V, in concomitanza col quale partono su Moorea gli unici due autobus che percorrono la strada che fa il giro dell’isola, l’uno verso nord e l’altro verso sud: in queste isole la strada e` di fatto una sola (anche se a Tahiti, non piccola, ovviamente esistono alcune strade parallele fra loro in prossimita` della citta`, che tuttavia si ricongiungono tutte qualche chilometro dopo nell’unica litoranea).

avevo scelto per dormire un camping con dormitorio e bungalow al lato opposto del punto di sbarco sull’isola , quindi ad una trentina di km dall’approdo, e gli ho anche mandato una mail per sapere se ha posti liberi in dormitorio, senza ricevere pero` nessuna risposta prima di partire.

ho visto che il primo traghetto utile di Aremiti V era alle 16:30 del pomeriggio, ma un’altra compagnia partiva alle 11:30, quindi non avrei avuto la concomitanza del bus; ho fatto lo stesso il biglietto, scoprendo che aveva un costo insolitamente basso, attorno ai 10 euro, evidentemente essendo destinato piu` agli abitanti del luogo che ai turisti, e a questo punto ho cercato di controllare l’ora, scoprendo di non avere piu` il cellulare ne` in tasca ne` altrove nel mio bagaglio, dopo averlo ribaltato piu` volte, incredulo.

* * *
nessuna traccia neppure ai due sportelli dove ero passato: se lo avevo posato distrattamente sul bancone lasciandolo li` era gia` stato velocemente sottratto; grande gentilezza delle addette al primo sportello nel cercare di aiutarmi, atteggiamento scostante al secondo, dove era piu` probabile semmai che lo avessi lasciato.

ma per lasciarlo avrei dovuto toglierlo di tasca per controllare l’ora e questo non ricordo proprio di averlo fatto; del resto se ho compiuto il gesto al momento in cui mi sonmo accorto di non avere piu` il cellulare, e` impossibile che avessi fatto lo stesso gesto 5 minuti prima.

ma il ricordo di questi gesti minuti e` irrecuperabile: uno degli aspetti della vecchiaia e` l’incredibile aumento degli automatismi, e` questo che ti frega e ti cancella la memoria a breve termine: il fatto che fai tutto per abitudine e senza pensarci, in poche parole l’eccesso stesso di esperienza.

sono perfino tornato alla guesthouse per vedere se per caso lo avessi messo nella sacca grande, e invece no, neppure questo gesto senza senso si era verificato; insomma la sparizione e` rimasta inspiegata.<

* * *

ovviamente un episodio del genere deprime, perche` viene vissuto come segno di un declino mentale, che a pensarci bene dovrebbe avere puttosto manifestazioni ben piu` significative, e solleva inquietanti domande sull’opportunita` che una persona tanto distratta, per non dire semi-rimbambita, se ne vada in giro da solo a fare il giro del mondo…

ma insomma, a parte queste considerazioni ispirate alla disistima, che non aspettava altro, alla fine un cellulare e` un cellulare, mi dico; e` vero che mi sono persi i numeri del resto del mondo per continuare a comunicare, ma rimane pur sempre internet, e pazienza per chi mi chiamera` o lascera` messaggi che resteranno senza risposta e che si preoccupera` per nulla; cerchero` di avvisarlo via mail.

. . .

ma e` a questo punto che mi viene in mente che nel cellulare c’erano anche due- o tre-mila foto vietnamite fatte tra un guasto di una macchina fotografica e l’altra, e questa e` una vera sofferenza: del Vietnam mi resteranno, per incidenti vari, soltanto foto a macchie di leopardo, e intere giornate di esperienza resteranno legate soltanto alle fotografie mentali.

chissa` quanto ci vorra`prima che venga inventato un aggeggio che permetta di fare le foto direttamente col cervello, mi dico: quello almeno dovrebbe essere piu` difficile perderlo…

ma poi, dico, voi che rubate i cellulari: tanto ci vuole per un ultimo gesto di pieta`, di lasciare al derubato in qualche modo almeno la scheda che tanto voi non utilizzerete piu`?

* * *

in ogni caso parto, con molte incertezze, all’arrivo del traghetto: ma che ci vado a fare a Moorea senza sapere ancora se mi ci potro` fermare a dormire?

nel breve rientro alla guesthouse ho riacceso il pc e mi sono riconnesso a internet, ma ancora nessuna risposta, e ho pensato che anche al camping sara` come a questa guesthouse, che hanno il sito internet, ma non lo consultano, visti i costi.

resto in bilico fino all’ultimo momento, il biglietto fatto non e` giornaliero, ma valido per un mese, quindi potrei rinviare la partenza, ma l’idea di restare a tormentarmi la mente sul cellulare perso mi da` l’ultima spinta; ed eccomi su questo traghetto enorme potente, iper-veloce che gia` esce dal porto di Papeete a grande velocita` e punta diretto verso le cime aguzze di Moorea.

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto la prima parte del post LA FALLITA PARTENZA DA PAPEETE – MY ROUNDTHEWORLD N. 83 – 571.

e l’ho integrata con una piccola parte di quest’altro, invece inserito nel testo, all’inizio, in caratteri normali:
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