Venezia [Venice], California – my roundtheworld n. 107 -80

prima di proseguire con la cronaca della giornata di ieri devo aggiungere che, alla fine del mio pranzo tardivo a Chinatown, mi e` stato regalato un dolcetto che, aprendolo, ha fatto uscire un foglietto di carta, con una scritta in inglese:

Tra i fortunati, tu sei il prescelto. (con 5 numeri da giocare al lotto)

e adesso vediamo se e` vero, almeno.

* * *

al rientro in camerata tutti i miei compagni di stanza sono li`, anche se loro stanno preparandosi ad uscire e io invece no, sono gia` sazio: mi e` bastato passare a bere mezzo litro di limonata, per provare a digerire tutti quei gamberoni lessi di Chinatown.

e cosi` scambiamo due chiacchiere e ci conosciamo meglio, soprattutto con Juan, un ragazzo spagnolo di trent’anni che e` arrivato qui per fare il maestro di surf in Mexico (stadio n. 2, direi): con gli altri tre ragazzi francesi, piu` giovani, si riesce a comunicare, in questo caso, dato che uno di loro e` del sud della Francia e conosce lo spagnolo: quindi parliamo loro lo spagnolo e io l’italiano molto lentamente tutti e l’essenziale dei contenuti passa.

si crea un clima molto allegro e amichevole, in effetti, e io alla fine delle risate, dei racconti e delle confidenze, per la prima volta non mi sento affatto gli anni addosso, sono soltanto un coetaneo con i capelli bianchi, ma la mia sensibilita` e il mio modo di reagire alle cose e` troppo vicino al loro.

Juan poi ha bisogno di fare esercizio di italiano perche` qualche giorno fa ha conosciuto una ragazza di Pisa, si sono innamorati a prima vista e lui fa conto di rivederla presto, nel week end, quando lei verra` qui dal posto dove lavora, in una fattoria.

altre storie d’amore, eh? e io che le registro tutte ad una ad una, senza stancarmi mai.

* * *

basta, i quattro ragazzi escono per andare a mangiare, io mi metto a scrivere, e subito dopo la scena cambia completamente, perche` entra una coppia americana, bianca, sui quarant’anni, rumorosa e molto impegnata in una vivace discussione, alla fine della quale l’uomo esce e la donna mi chiede se parlo l’inglese.

oh my god, fa lei, quando io rispondo “un poco”, ma io non riesco a spiegarle che non deve preoccuparsi, tanto non sono in grado di seguire una conversazione di due inglesi che parlano in fretta.

comunque parliamo brevemente, e non so se lei stia saggiando il mio grado di conoscenza effettiva della lingua.

quando l’uomo rientra, pero`, la conversazione cessa immediatamente e lei fa finta di non conoscermi; mi rivolge la parola di nuovo solo quando lui esce ancora.

ma il secondo rientro dell’uomo e` definitivo ed ecco che si ritirano nel letto dell’uomo, dietro il mio (lei ha il letto di fronte al mio, invece): li sento parlottare e scambiarsi sdolcinerie, quindi mi precipito fuori (mi e` gia capitato di dover assistere a una scopata in diretta in un ostello di Sidney nel 2008 e non ho voglia di ripetere l’esperienza).

tanto posso scrivere altrettanto bene anche nella zona soggiorno.

* * *

passa un po’ di tempo ed ecco che  nel salotto comune arrivano anche gli altri camerati (in senso solo letterale): anche loro sono rientrati nella stanza da letto e si sono persuasi che era meglio starsene fuori e lasciare soli i due piccioncini: ovviamente ci facciamo delle belle battute alle loro spalle.

poi io scrivo a lungo e quando finalmente rientro per dormire i due non sono piu` nella camerata: non mi resta che addormentarmi.

* * *

mi sveglio all’improvviso nel cuore della notte: una figura scura e pesante si sta infilando nel mio letto furtivamente, vedo che il letto di fronte e` vuoto: dev’essere la donna, il letto era il suo, e pero` torna rapidamente di la`, come se si fosse sbagliata.

e io penso: col cavolo che ti sei sbagliata: stavi puntando al portafoglio nei pantaloni che sono qui vicino a me, e per un bel po` non mi addormento, preoccupato del tentato furto che immagino.

chi non  ha avuto dubbi, invece, e` il mio corpo, che ha accolto la sorpresa con entusiasmo fisiologico.

* * *

i dubbi li scioglie la luce del giorno, ma ne crea altri.

nel letto di fronte al mio effettivamente dorme una figura pesante e scura, che si tira anche il lenzuolo sulla testa, ma non in tempo per impedirmi di vere che ha un bel paio di baffi, e che si tratta di un nero!!!

dunque era lui la forma che aveva cominciato a stendersi al mio fianco stanotte, non ci sono dubbi!

e la coppia malefica?

sembra dissolta nel nulla, non dormono qui: ma allora che ci facevano ieri sera nella nostra camerata?

hanno cercato, riuscendoci, di farci uscire per setacciare la camerata e i bagagli?

non ho risposte: ho soltanto una domanda, e cioe` dove sta la fortuna?

* * *

oggi  – sto parlando del giorno successivo, il 17 ottobre – avevo deciso di andare a Venice, il quartiere di Los Angeles a sud di Santa Monica, lungo la costa, ma Juan mi ha fatto notare ieri sera che era giusto prevista una visita guidata gratuita proprio li`, organizzata dall’ostello, e che lui si era iscritto, quindi lo avevo fatto anche io.

ma stamattina lui era in crisi, perche` non riusciva a caricare il suo tablet; mi ha chiesto se avevo una riduzione, ma quando gliel’ho data abbiamo verificato che il problema era tutto nel suo cavo: a questo punto lui era un po` meno disperato ed e` uscito a cercarne un altro; io invece sono uscito per il bancomat (qui in California gli sportelli bancomat sono dentro i diversi negozi, e quello dell’ostello chiedeva una commissione di 5 dollari per un prelievo massimo di 100): morale della favola, nessuno dei due era presente alle 11 in punto, eravamo gli unici due iscritti, e probabilmente gli abbiamo fatto un regalo a mancare all’appello.

ma a questo punto un regalo lo ho avuto anche io, perche` mi sono reso conto della inevitabilita` del guasto delle apparecchiature senza le quali non riusciamo piu` a viaggiare: se il viaggio si prolunga il guasto diventa statisticamente inevitabile, anche per via dell’uso intendificato.

quindi non e` ne` l’Alzheimer ne` una sfiga speciale quella che mi ha perseguitato, ma solo una incidenza statistica piu` accentuata di normali contrattempi, in un viaggio piu` lungo del normale.

il vero problema e` che queste apparecchiature sono penetrate cosi` a fondo nel nostro cervello che un viaggio non sembra neppure piu` tale senza di loro, e perfino uno come me, che ha viaggiato per anni con l’unico sussidio delle sue gambe, oggi non si ricorda come si fa.

* * *

a Venice quindi decido di andarci da solo, a piedi e non in autobus (in fondo sono solo 5 o 6 km, e tutti lungo la spiaggia, per giunta)

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e quindi con tutto il tempo di fare le foto che voglio, di buttarmi sulla spiaggia a dormire, di farmi anche cogliere da un’onda a tradimento che mi inzuppa fino alle cosce, e di trovarmi un cagnetto ringhioso che, quando la padrona mi fa un sorriso e attacca  bottone, mi si attacca ai calcagni e solo per un miracolo non mi sbrega l’unico paio di calzoni semi-decenti che mi e` rimasto.

delle 88 citta` minori che compongono Los Angeles, Venice e` la quinta che vedo, dopo Santa Barbara (ovviamente), Malibu, Down Town e Chinatown, ed e` diversissima dalle altre ed una vera sorpresa, e valeva proprio la pena di fermarsi un giorno in piu` per vederla.

. . .

il video non racconta tutto quello che sta nel diario online, ma dice qualcosa di piu`, forse, che nel diario online non c’era.

e vale la pena di lasciarlo dire a lui…

. . .

per rendere l’idea di Venice partiro` da una immagine che la sintetizza: un enorme affresco in azzurro sulla facciata di una casa, verso l’oceano, che ri-attualizza la nascita di Venere del Botticelli: Venere e` in jeans, e senza conchiglia, cosi` che il gesto di tenersi una mano sul pube assume un significato che non e` affatto quello originario della pudicizia.

* * *

Venice, che inzia un paio di km dopo Santa Monica, ne e` la perfetta negazione: tanto questa e` yuppie, tanto Venice e` hippie: una sintesi perfetta della cultura degli anni sessanta e dei suoi strascichi e un trionfo dell’arte di strada.

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gli emarginati qui popolano il quartiere, ma nella loro variante creativa.

sembrano voler dimostrare e` che l’arte e` l’attivita` alla quale l’uomo si dedica dopo che ogni altra possibilita` e` venuta meno.

e tra gli artisti, i musicisti, i danzatori, i camminatori sui trampoli di strada  o i medici con la tuta verde che da un paio di ufficietti promettono assistenza per l’uso terapeutico della marijuana, direi che si trova davvero di tutto: l’arte con le lattine di cocacola riciclate, le teorizzazioni della forza mistica dell’astrologia, l’africano che riproduce sul posto gli idoli della sua cultura, i cultori di Marilyn, i fabbricatori di fiori di carta, i creatori di mostri paradossali montati con pezzi di ferro gettato, il vecchio africano che suona correndo sui pattini, le auto da dem0lizione colorate e affrescate, le case con gigantografie, la sinagoga ebraica col suo finto Chagall, ma per quanto devo continuare?

siamo nel regno del delirio creativo e gli emarginati, che si sono improvvisamente moltiplicati di numero, a Venice hanno preso, almeno apparentemente, il potere.

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. . .

quella che ho riproposto qui sopra e` la breve descrizione globale di Venice nel mio diario di viaggio 2014: nel video troverete solo una minima parte della descrizione.

ma mi sono reso conto che non aveva senso provare a spezzettarla per seguire il ritmo dei diversi montaggi video.

che saranno vari, lo anticipo: non potete aspettarvi altro che io abbia trascorso le ore di Venice nell’entusiasmo anche del fotografare.

rimediero` riducendo le presentazioni dei prossimi video a poche notazioni essenziali.

questo primo descrive il passaggio dalla spiaggia colorata ed hippie alle prime case della citta`, che del resto si affacciano spesso direttamente sul lungomare.

. . .

ecco diversi esempi di arte di strada per le vie di Venice, il sobborgo sbindone e trasgressivo di Los Angeles.

del video vi presento due versioni:

della prima mi e` stato comunicato il blocco per violazione del copyright, ma io riesco a vederla lo stesso, anche se in altri casi di simile blocco il video, invece, mi risultava muto.

quindi ho messo il link lo stesso, per capire se anche per altri il video si apre come con me .

del resto il mio account Facebook e` tedesco, il blocco mi e` stato comunicato in tedesco e potrebbe valere soltanto per la Germania,

dove le leggi che tutelano il diritto d’autore online sono piu` severe che da noi.

la seconda versione e` di ripiego,

usa musica registrata sul posto e ricavata da uno dei numerosissimi video You Tube su Venice.

che sono, per inciso, quasi sempre piu` belli del mio.

. . .

chissa` perche` durante il viaggio mi sembra sempre di fotografare e riprendere troppo,

poi quando sono qui ai montaggi mi accorgo invece di essermi limitato a piccoli spunti veloci, incapaci di costruire quasi sempre un discorso complessivo.

spero comunque che questo videoclip, tutto di riprese, riesca a dare una vaga idea del clima irripetibile che si registra a Venice,

il quartiere di Los Angeles inventato da un imprenditore oltre un secolo fa come initazione della nostra Venezia (per via dei canali), ed oggi diventato la riserva indiana della trasgressione californiana.

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* * *

su di loro – gli emarginati di Venice – mi ricordo questo dialogo con un tipico bianco benestante, che mi domanda di dove sono e subito dopo mi chiede se anche in Italia ci sono tanti homeless, senzatetto. 

effettivamente no, rispondo io e spiego che nella mia citta`, vicina ai 200.000 abitanti, ce ne saranno 20 o 30.

ecco, fa lui: il problema e` che qui il clima e` mite e poi vengono da tutta l’America.

in Italia ci sono forse delle forme di assistenza sociale maggiori, cerco di aggiungere.

ma a lui gia` squilla il cellulare e ha solo il tempo di concludere: qui la polizia fa una politica lassista: tutti dentro occorrerebbe metterli.

o America infelice e crudele!

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Los Angeles, Venice addio: ritorno dalla citta` alla spiaggia

il titolo e` soltanto un pretesto per raccogliere in qualche modo le ultime immagini di Venice, prima del ritorno a Santa Monica.

il bilancio complessivo dei quattrovideoclip dedicati a questo quartiere dei Los Angeles, o meglio a questa che e` una delle sue 88 citta` interne, e` di insoddisfazione.

le foto fatte con la nuova macchina fotografica comperata in loco appaiono quasi tutte di qualita` molto modesta:

la fotocamera e` di qualita` inferiore, i colori sono piu` spenti, i contrasti di luce gestiti con piu` difficolta`.

anche il fotografo ne e` influenzato per vie oscure e inconsapevoli e si concentra meno,

i tagli delle inquadratire sono piu` casuali e meno meditati, le foto adesso vanno ritoccate ad una ad una.

insomma, per dirla chiaremente, questo blog si trascina piuttosto stancamente, anche se e` ancora decisamente lontano dalla conclusione.

. . .

ecco il ritorno di pochi chilometri a Santa Monica da Venice lungo la spiaggia dorata quasi deserta, popolata soprattutto da gabbiani e cormorani.

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la camminata e` scandita dal passaggio quasi continuo degli aerei che dal non lontano aeroporto, verso sud, decollano verso l’occidente, cominciando la traversata dell’Oceano Pacifico.

si`, mi ritrovo questa volta nei miei passi lungo il mare, mentre il sole calante incendia i colori e anche il cuore.

. . .

la giornata del 17 ottobre si conclude esattamente dove era iniziata, sulla spiaggia di Santa Monica, e di nuovo mi fermo a godermi il tramonto da una prospettiva leggermente diversa.

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l’oceano incanta sempre e la modernita` che lo aggredisce da diverse parti non riesce a farne tacere la voce.

e questo, ve lo anticipo, non e` neppure l’ultimo tramonto che riprendero` da questo luogo, in questa Los Angeles che sta tentando di farsi percepire non piu` come la meta di un viaggio, ma come la mia vera casa.

* * *

ma la fortuna, allora, dove e` stata?

devo proprio giocarmi i 5 numeri al lotto?

ma se a Tahiti a cena c’era una lotteria continua trasmessa alla tv ed estraevano 12 numeri su 36 e non ne ho mai indovinato piu` di uno, quando riuscivo…

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto il post VENEZIA, CALIFORNIA – MY ROUNDTHEWORLD N. 107 – 606. e l’ho integrato con questi altri, invece inseriti nel testo in caratteri normali:

Los Angeles, da Santa Monica alla spiaggia di Venice – VIDEOCLIP n. 527

Los Angeles, Venice: dalla spiaggia alla citta` – VIDEOCLIP n. 528

Los Angeles, Venice: arte di strada – VIDEOCLIP n. 529

Los Angeles, Venice: musica e spettacoli di strada – VIDEOCLIP n. 530

Los Angeles, Venice addio: ritorno dalla citta` alla spiaggia – VIDEOCLIP n. 531

Los Angeles, da Venice a Santa Monica: la spiaggia – VIDEOCLIP n. 532

Los Angeles, tramonto sulla spiaggia di Santa Monica – VIDEOCLIP n. 533

3 risposte a "Venezia [Venice], California – my roundtheworld n. 107 -80"

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