Malibu`, Paul Getty – my roundtheworld n. 115 (parte 1) -69

basta una notte di riposo perche` l’umore si rimetta al positivo, ma bastera` perche` anche le cose si rimettano per il verso giusto?

sto ripensando, al risveglio, ai bei giorni passati a San Francisco, una citta`che credevo di conoscere dalle molte foto viste, e in effetti tutto di quelle foto ho ritrovato nello sguardo diretto; eppure l’equilibrio complessivo della San Francisco vista da me e` risultato diverso, e torno davvero arricchito di una conoscenza che mi pare piu` autentica, e magari e` soltanto piu` personale e casuale.

* * *

ma oggi voglio dedicare la giornata a Paul Getty, quel magro e un poco contorto pluri-miliardario in dollari che era personaggio abbastanza popolare in Italia negli anni Settanta, per l’amore che portava al nostro paese e che mal lo ripago`, col rapimento del figlio che viveva a Roma e perfino con la scena vagamente shakespeariana dell’orecchio parzialmente tagliato recapitato a domicilio per indurlo a cedere nelle trattative sul riscatto.

cosi` gia` allora l’Italia si faceva conoscere al mondo nella originalita` della sua cultura. 

bene, Paul Getty ha dedicato una parte enorme della sua cospicua ricchezza a creare, quando era in vita, uno straordinario museo di opere d’arte, e a questa istituzione che aveva fondato ha destinato dopo la sua morte un capitale enorme, per continuare le acquisizioni e lo sviluppo.

cosi` che oggi i musei intitolati a lui sono diventati addirittura due: la Getty Villa, per l’arte greco-romana, e il Getty Center, costruito di recente in un’altra zona della citta`, ma non troppo distante, per le raccolte artistiche dei periodi successivi.

* * *

ha richiamato la mia attenzione sul primo museo Francesco Casale in un commento, qualche giorno fa:

Il Museo Getty a Malibu merita.

e gli avevo risposto:

e tu pensa che ci sono andato a Malibu, ma senza neppure dare un’occhiata alla guida e quindi il Museo Getty me lo sono perso.

e infatti nel mio post su Malibu avevo addirittura scritto che non c’era niente da vedere, pensate che fesseria.

* * *

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per la verita` la Villa poi pare piuttosto lontana dalla vera e propria Malibu, che e` ben piu` in la` rispetto a Los Angeles, ma forse sara` nel suo territorio comunale, chissa`, tanto e` vero che la localita` dove si trova si chiama, letteralmente, Castellamare, e ci si potrebbe arrivare perfino a piedi, da Santa Monica, con una camminata neppure troppo tosta: in effetti poi io ho fatto a piedi il ritorno lungo la spiaggia: 5 o 6 km.

invece per entrare alla Villa si deve esibire il biglietto dell’autobus, dopo una prenotazione online che si rivela piuttosto complicata: solo alla fermata dell’autobus mi accorgo di non avere in mano un biglietto (gratuito) di ingresso, ma l’iscrizione al sito, che mi sono fatto stampare alla reception, e torno indietro a procurarmela.

sull’autobus poi trovo una giovane ricercatrice uruguayana che condivide le mie preoccupazioni, ma quando arriviamo, per separarci subito, dobbiamo si` salire alla Villa con un pullmino, ma questo e` il nostro ultimo obbligo: neppure gli orari della prenotazione vengono controllati e si e` liberi di girare ovunque come pare, anche io che sono arrivato con un’ora di anticipo.

io inizio col guardarmi un documentario in inglese sulla storia di questa istituzione e riesco a capirlo benissimo, grazie ai sottotitoli, e per il resto non ho problemi perche` all’ingresso mi viene dato materiale informativo in italiano.

* * *

la Villa, che era in origine una abitazione di Paul Getty, magnate del petrolio, e` un ambiente da miliardari, che trasuda lusso dappertutto e dove si aggira personale ben vestito, curato e gentilissimo, chiaramente anche ben retribuito, a perdita d’occhio.

sulla villa del miliardario Paul Getty, a Malibu, ai confini occidentali di Los Angeles, mi sono dilungato parecchio nel diario online 2014.

troppo lungo da riassumere…

basta il video.

e se vi capitasse di pensare che e` un video molto brutto che documenta uno straordinario monumento kitsch, per ora nei suoi aspetti peggiore, be’, avreste semplicemente ragione.

o almeno queste sono le mie reazioni oggi assemblando le foto.

. . .

l’edificio si propone come ricostruzione di una villa pompeiana, ma le statue nei giardini sono copie vistosamente approssimative e il tutto sembra un trionfo del kitsch cosi` smaccato che si ha persino l’impressione che una meta` degli oggetti esposti sia falsa.

dalla parte del diario di viaggio dedicata alla Getty Villa, ora che ne presento l’interno,  preferisco stralciare solo un piccolo passo, che mi serve a sottolineare il lato criminale di questa raccolta del magnate del petrolio:

autentico e` certamente il bronzo greco dell’Atleta di Fano, scoperto in mare – in acque internazionali, dicono quelli del museo – nel 1964 – e rivenduto a loro.

un caso evidente di esportazione clandestina di opere d’arte dall’Italia, come altri 51 pezzi, di cui il museo Getty ci ha finora restituito 40 pezzi, ma non il piu prezioso, questo appunto, che riporta se non a Lisippo in persona, almeno alla sua bottega.

di qui cause, contenzioso diplomatico e insomma una brutta storia che svela i retroscena torbidi di questo incredibile accumulo in California di opere antiche del Mediterraneo, parte vere e parte false, ma tutte rifilate a prezzi incredibili al magnate fondatore del museo.

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invece dei due kouroi arcaici che erano esposti uno e` stato tolto perche` risultato addirittura lavorato a macchina

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e l’altro, che sopravvive ancora, anche se con una scritta che accenna alla possibilita` che sia opera di un falsario, al mio colpo d’occhio risulta pure immediatamente tale:

per una anatomia indiscutibilmente moderna, cioe` meno schematica che nella statuaria greca arcaica,

per il tipo di marmo che non ha altri precedenti antichi,

per il particolare delle gambe apparentemente spezzate e ricomposte, ma la cui parte inferiore e` addirittura di un marmo leggermente diverso e piu` scuro.

. . .

una piccola nota a parte merita il commento musicale di questo videoclip, molto provocatorio e quasi insopportabile, che ho scelto volutamente per il video.

e` uno dei vari tentativi di ricostruzione della musica romana antica: tutti arbitrari, ovviamente, in buona misura.

ma questo mi risulta efficace perche` volevo creare un effetto sgradevole di straniamento e mettere un filtro pesante che ricordasse che questa messa in scena del museo, vagamente neoclassicistica, ma poi semplicemente pacchiana, e` una completa falsificazione della realta` artistica antica.

. . .

della enorme collezione archeologica ospitata nella Villa Getty di Malibu` a Los Angeles ho gia` detto tutto nel post precedente.

anche l’atleta di Fano di cui li` si parla, compare in realta` in questo secondo videoclip.

anche se poi nel testo di riflessioni dell’ottobre 2014 mi pareva di scorgere una certa connessione fra il kitsch californiano e quello dell’impero romano.

* * *

tuttavia non si puo` negare all’ambiente di esercitare nel suo insieme un fascino marcato.

e mi capita di pensare due cose.

la prima e` che, con questa sua creazione cosi` kitsch, e` molto probabile che Getty abbia davvero colto, piu` di mille studiosi accademici, la caratteristica principale dell’arte romana, che e` appunto quella di essere kitsch.

e dunque la sua ricostruzione di una villa romana e` piu` autenticamente romana delle rovine che ne rimangono.

se il kitsch e` la caratteristica dell’arte delle societa` conformizzate, dove all’artista non viene concessa liberta` creativa, come non accorgersi che questa idea dell’arte fu appunto creata a Roma, in particolare al tempo dell’impero?

molto a torto si parla di arte greco-romana, unificando due civilta` che dal punto di vista artistico muovevano da visioni totalmente differenti.

i romani assunsero l’arte greca come modello e la ripeterono copiandola: la continuita` esiste soltanto dal loro punto di vista di vincitori.

ma i greci antichi non avevano modelli artistici, ma semmai modelli mentali (vedi Lisippo): si trovi in tutta l’arte greca classica un solo caso di ricopiatura!

no, l’arte greca e` un’arte tutta e soltanto di originali, anche se spesso ispirati da modelli mentali similime puo` capitare che un’altra statua sia presa a modello, ma per essere ripensata, non copiata tale e quale.

sono i romani che si dedicano alla copia multipla di una stessa statua e sono loro che inventano l’idea stessa di copia, che e` il fondamento del kitsch: ma basta questo per porli in un orizzonte mentale alineo rispetto a quello greco.

la stessa incompatibilita` tra la liberta` greca e l’ossequio al potere dei romani.

* * *

la seconda riflessione ha una portata ancora piu` larga e riguarda la somma enorme che Paul Getty ha destinato a questa impresa, che solo un iper-plutocrate come lui avrebbe potuto realizzare, per quanti limiti essa possa avere agli occhi di un europeo colto e snob.

ecco – mi capita di pensare – che soltanto l’esistenza di diseguaglianze sociali cosi` marcate rende poi possibile (anche se non necessaria) la creazione di luoghi come questi e la ricerca della bellezza.

e allora come la mettiamo, caro bortocal, con la tua lotta agli iper-plutocrati, se davanti al primo iper-plutocrate concreto che ti trovi davanti e agli esiti delle sue azioni, vieni quasi preso da una specie di rimorso e quasi dalla voglia di una ritrattazione?

ma non e` questo certo il luogo per rispondere: il problema comunque e` ben posto e sara` tenuto presente in futuro.

* * *

gli esterni della Getty Villa sono indubbiamente la parte piu` scenografica dell’edificio ed anche quella che convince di piu` dal punto di vista architettonico, grazie al rapporto con una natura cosi` “mediterranea”, anzi proprio romana, da far superare il fastidio per il carattere posticcio dell’insieme che anche qui non manca di manifestarsi.

e` l’ultimo momento della visita e quindi anche l’occasione per un bilancio finale:

e` gia` il pomeriggio quando attraverso, come ultima tappa, l’orto delle piante tipiche del mondo romano e scendo nel grande atrio davanti ad una strada romana rifatta per aspettare il pulmino che obbligatoriamente deve portarmi fu0ri.

ho nella mente il finto teatro, i portici ricostruiti, la finta fontana ricopiata, gli originali di statue e qualche frammento di affresco e qualche pezzo strano che fa sorgere dei dubbi.

pero` ho anche nella mente che questo e` certamente il museo di arte classica piu` importante d’America e, se anche nella follia di Paul Getty c’era piu` l’ostentazione dell’uomo ricchissimo e senza limitazioni ai suoi desideri che il buon gusto dell’intenditore autentico, questo visita ha comunque molto di straordinario.

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. . .

commenti:

stefiblu AUGUST 27, 2017 AT 8:13 AM
Concordo pienamente con quanto dici!
Aggiungo…: il tuo blog è particolare ed interessante, mi piace!

bortoround AUGUST 27, 2017 AT 10:45 AM
grazie mille, per il primo e per il secondo giudizio.
la ricostruzione del viaggio e` un poco folle e fa piacere che ogni tanto qualcuno apprezzi!!!

. . .

nelle parti in neretto ho riprodotto, con piccoli adattamenti, la prima parte del post PAUL GETTY, SANTA MONICA, LE SUE MONTAGNE, LA ZECCA – MY ROUNDTHEWORLD N. 115 – 624., integrandola con questi altri post, che sono invece inseriti qui sopra nel testo in caratteri normali:

Los Angeles, Malibu`: la Getty Villa all’esterno – VIDEOCLIP n. 582

Los Angeles, Malibu`: la collezione della Getty Villa, parte prima – VIDEOCLIP n. 583

Los Angeles, Malibu`: la collezione della Getty Villa, seconda parte – VIDEOCLIP n. 584

Los Angeles, Malibu`, la Getty Villa: i giardini – VIDEOCLIP n. 585

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3 thoughts on “Malibu`, Paul Getty – my roundtheworld n. 115 (parte 1) -69

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