una partenza provvidenzialmente mancata – my roundtheworld n. 116 -67

28 ottobre 2014

05:29

uela jamaica!
sono a casa con la tonsillite!!!
sei ancora negli USA?
Rocco

parto tra un paio d’ore, mi hai beccato appena in tempo
ed esiste anche un blog per sapere dove sono e che mi succede, eh eh

in effetti è un po’ che non lo leggo!
io ho un poco di tossettina, ma sostanzialmente sto bene.
ma dove sei?

sono a Los Angeles, di ritorno da San Francisco.

WOW
che stupido potevo farti comprare qualche basso

a parte che ieri nel parco naturale dei puma mi si e` attaccata una zecca addosso e non so se devo preoccuparmi.

ah beh ti conviene andare a fartela togliere
e adeguatamente

l’ho tolta io

ahia
no buono
la testa l’hai tolta?
come hai fatto a toglierla?

non vedo piu` niente

l’hai immersa nell’olio per 15 minuti?

con le unghie

ma sei matto!
no guarda che è pericoloso
perchè se la togli così lei ha il tempo di infettarti con la sua saliva ecc ecc

se e` per questo me ne saro` accorto almeno due ore dopo
e che cosa devo fare adesso?

invece la devi stordire e poi toglierla

va be`, oramai e` fatta
semmai devo farmi curare in Messico

ti converrebbe appena riesci andare al pronto soccorso e farti dare il trattamento antibiotico
ad hoc

ok, vedro` come faccio a spiegarmi.

eheheheh
in messicano

in spagnolo!

non devi MAI togliere le zecche da solo
così alla cazzo

e secondo te la domenica pomeriggio a Los Angeles chi me la toglieva?

bastava immergerla nell’olio per 15 minuti
e poi estrarla con una pinzetta
veniva via come dal burro

olio? in California?

olio della automobili
eheheheheh

ah, ecco: l’unico olio che si usa qui

mi tocca insegnarti tutto!
come fai ad andare ad arvenino a vivere!

come? ci sono le zecche anche li`???? 😦

me ne sono presa una proprio ad agosto!
california! dovevo mandarti a comprare qualche basso per me

eh, adesso vado a fare colazione, se no mi saltano tutti i tempi

donuts, mi raccomando!

non ho capito, scusa

mangiati i DONUTS mi raccomando! le ciambelle
CIAMBELLE!!!!!!<
avvinghiato a qualche biondona di due metri
californian girls!
ehehehehe

taci, oramai e` troppo tardi.
volo di sotto.

CIAO baci

baci e buona salute a tutti!

05:45 (chissa` di quale fuso orario…)

* * *

erano comunque le 9:30 quando sono uscito dall’ostello con i miei bagagli: autobus da Santa Monica e poi navetta gratuita, e alle 11 ero all’aeroporto.

decisamente in anticipo per un aereo che partiva dopo le 3, ma meglio essere prudenti per ogni possibile inconveniente:  e il check in era gia` aperto al Terminal n. 2, e la gente gia` in coda.

sto continuando a pensare a questa chattata con mio figlio e sono sempre piu` preoccupato: la sfiga che perseguita il viaggio si e` trasferita dalle macchine fotografiche direttamente al sottoscritto?

quel che ho letto intanto nella sezione malattie della guida e` terrorizzante: queste zecche possono trasmetterti delle malattie che ti ammazzano!

eh eh, ecco mi dico perche` tutti questi segnali che mi consigliavano di tornare a casa.

comunque, non c’e` rimedio: devo prendere il mio aereo!

* * *

arrivo al mio turno allo sportello, carico sulla bilancia elettronica il bagaglio che finira` nella stiva: bene, kg 21,2, non e` cresciuto e dovrebbe passare (all’ultimo momento ci ho infilato la guida della California, oramai inutile).

ma…, un momento: l’impiegata mi sta dicendo che non c’e` nessun biglietto a mio nome

com’e` possibile? ho appena controllato la stampata delle tappe del viaggio, e risulta persino che e` un biglietto business (ho trovato la cosa molto strana, ma era nel pacchetto, evidentemente).

mi manda alla cassa biglietti e di nuovo il ticket non c’e`, neppure qui: e comperarne uno nuovo adesso costa quasi 400 dollari, cribbio.

questo poi non e` neppure un biglietto, vede? manca il numero; non puo` sentire l’agenzia?

mmm, in Italia sono le 8 di sera, non trovo nessuno. ma c’e` il wi-fi, qui?

certamente…

che stupido: certo che c’e` il wi-fi gratis in aeroporto a Los Angeles!

* * *

ed ecco che mi siedo in un angolo e faccio sul laptop quello che avrei dovuto fare ancora un paio di mesi fa, quando ho controllato il piano di volo e riscontrato che non coincideva con quello che ricordavo…: controllare!

invece la sfiducia nella mia memoria e` tanta che ho preferito pensare che mi ricordavo male io!

ed eccola la soluzione dell’enigma!

quello che ho stampato in mano e` solo una prima versione del viaggio, che poi e` stata cambiata:

il vero piano di volo e` un altro e non prevede nessun volo da Los Angeles a Citta` del Messico; come ricordavo, avevo previsto di fare il percorso via terra, lungo la Bassa California,

bellissima, dicono.

* * *

niente paura: l’aereo per Cuba e` lunedi` prossimo, ho una settimana di tempo per arrivare a prenderlo, il piano globale e` salvo: <

non dico che si possa seguire il progetto originario, ma basta variarlo di poco.

anzi, perche` non dirsi che l’errore ha procurato si` la zecca, ma da` adesso anche la possibilita` di curarla?

. . .

ho davanti due alternative, una volta scartato l’acquisto immediato di un biglietto aereo per il Messico:

andare direttamente alla stazione dei bus, cercando di ricordare bene dove e` senza confondermi con quelle di San Francisco 😉 

oppure tornare all’ostello, sistemarmi li` in vista della notte, e partire domani dopo essere andato a un pronto soccorso a farmi togliere quella maledetta testa della zecca che e` rimasta incistata nella mia mano, e adesso la si vede anche spuntare un pochino.

vedi che saggio che sono diventato? la seconda che ho detto!

e ritornare in bus rifacendo il percorso che pareva cosi` difficile due settimane fa, ora e` uno scherzo.<

anche se sbaglio a scendere e mi ritrovo nel parcheggio immenso, le fermate degli autobus le riconosco: sono li` in fondo…

e vedi che fortuna?

La Zecca americana… la vendetta

Quasi il titolo di un film 🙂 .
Dopo tutte le critiche al sistema economico americano.
In realtà volevi mettere alla prova il sistema sanitario americano.

da uno scambio di mail

. . .

un’altra mail, ancora all’oscuro di tutto, come tutti…:

Appena arrivato subito al lavoro con internet.
Sei proprio a Citta` del Messico, dove hai alloggiato?
Sei riuscito a fare foto dall’aereo? avevi un buon posto, anche piacevoli vicini, magari una donna o forse un uomo interessante?
Siamo ancora più vicini ma sempre a troppa distanza: meno 6 ore.
Forse sei ancora sveglio.

che dire se non che mi sento proprio ridicolo?

. . .

rieccomi alla reception dell’ostelloproprio non riesco ad andare via da questo posto, e spiego l’essenziale.

l’impiegata ridacchia e mi rida` la stessa camerata e lo stesso letto che ho lasciato 4 ore fa.

la ragazza mi da` anche l’indirizzo di una clinica universitaria qui vicina, con un Pronto Soccorso, e l’itinerario stampato da google per arrivarci.

guardi che dovra` pagare, mi dice.

lo so, e vado al negozio col bancomat interno qui vicino che e` l’unico che accetta la mia tessera, a prelevare altri 200 dollari, dato che di piu` non si puo`.

* * *

la prima cosa che mi chiedono, prendendomi i dati, e` se sono stato in Africa…

del resto e` proprio qui a due passi, a Beverly Hills, che un’attrice con l’esaurimento nervoso si e` appena inventata di avere preso l’Ebola.

sono nel cuore dell’epidemia occidentale piu` virtuale che sia mai esistita…

DSCF0951

. . .

poi lunghe lunghissime code: nel sistema sanitario americano i medici lavorano con grandissima calma.

alla fine mi stazionano nello studio di un dentista… boh!

verso sera arriva un medico cinquantenne sorridente e gentile.

spiego tutto, guarda con l’ingranditore la macchiolina nera in fondo alla piccola ferita che gia` si sta rimarginando, e poi ride e fa segno coi denti…

e` facile da togliere, dice, e scava, senza fare neppure troppo male, con un ago grossissimo, ed ecco che finalmente vedo uscire come un filo sottile quel paio di piccole mandibole assatanate.

e solo ora penso che, gravi malattie a parte, si sarebbero putrefatte dentro la mia mano, se non le avessi tolte e qualche infezione ci sarebbe stata comunque, mica sono di plastica!

serve un antibiotico? chiedo.

ma no, solo se dovesse vedere questi sintomi…

peccato che in inglese non li capisco proprio…

eccolo che esce sorridendo e mi dice di aspettare e torna dopo 5 minuti con la traduzione automatica.

eruzione cutanea, dolori articolari: il foglietto l’ho ancora qui, per ricordo.

dovro` preoccuparmi solo in questo caso.

ridacchiando provo a dire al dottore che di dolori articolari sono gia` pieno, con quei 30 chili di bagagli da trasportare…

. . .

esco.

in sala d’attesa un barbone nero, apparentemente piu` giovane di me, con una mano scossa da un parkinson violento…

e nessuno mi ha chiesto di pagare…

direi che il sistema sanitario americano e` calunniato, oppure si vedono gia` gli effetti della riforma Obama?

. . .

commenti:

Francesco Casale 28 ottobre 2014 alle 16:33
Piccola disquisizione sulle zecche (i proprietari di cani diventano per forza di cose esperti).
Se tiri la zecca è garantito che si rompe la sua mandibola nella tua pelle. Si deve ruotare la zecca fino a quando non si lacere la tua pelle, e la zecca si stacca. Nei negozi di animali vendono delle pinzette che ti aiutano a ruotare la zecca, ma non sono indispensabili. La mandibola della zecca e` poco resistente alla trazione ma molto resistente alla rotazione sul suo asse.
Il problema delle zecche non è solo il resti troncone di mandibola che ti resta sotto la pelle, quello con un pò ti tempo è probabile che viene espulso come una spina o si incista.
Il problema sono le potenziali complicazioni per i batteri di cui può essere portatrice la zecca, indipendentemente che sia stata staccata bene o male:

http://www.farmacoecura.it/malattie/malattia-lyme-zecche-foto-sintomi-durata-cura/
In Italia non c’è molto pericolo, ma nei paesi dell’ ex Est Europa è un problema.
Se ti può consolare mi presi una zecca nello Yosemite, la staccai male perchè all’ epoca ero inesperto, e non successe nulla.
Se usi olio, petrolio, calore o altre amenità ci stai mezz’ora e spesso non riesci a staccarla.
In bocca al lupo per il resto del viaggio.

bortocal 28 ottobre 2014 alle 20:27
grazie del link, francesco, e speriamo che non serva.
il problema delle zecche era molto grave in Baden-Wuerttemberg e i casi di malattie gravi trasmesse da loro ai gitanti nei boschi erano tutt’altro che rari.
speriamo che in California la situazione sia differente!
un abbraccio,e guarda che ti aspetto al prossimo giro del mondo fra due anni! 🙂

. . .

ho riprodotto, con piccolissime varianti, il post UNA PARTENZA PROVVIDENZIALMENTE MANCATA – MY ROUNDTHEWORLD N. 116 – 626.

la foto e` stata fatta qualche giorno prima lungo il percorso dell’autobus: ma mi pare vagamente in tema!

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3 thoughts on “una partenza provvidenzialmente mancata – my roundtheworld n. 116 -67

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