San Diego, aiutami tu! – my roundtheworld n. 117 -66


Ho letto: se ti facevi accompagnare da una badante, come la consideri, ti poteva essere utile. Occhiolino
Un abbraccio, quando ci vuole ci vuole.
Ciao.

da una mail appena ricevuta: quando si dice le gioie dell’amicizia, eh? 🙂

e poi chi mi dice che la badante non ci sarebbe cascata anche lei?
o magari che non avrebbe fatto errori anche peggiori in altre circostanze?
non era lei che continuava a dire via mail che l’aereo ce l’avevo il 23? 😦
🙂 🙂 🙂
se ho bisogno della badante, non faccio neppure il giro del mondo…

dalla mail di risposta.

ma la lotta contro la sfiga non e` ancora conclusa, evidentemente.

* * *

saluto all’ostello la reception dicendo che spero sia l’ultima volta che faccio il check out; l’autobus veloce da Santa Monica al Transport Center  e` puntuale alle 9:42.

ho controllato all’ultimo momento sul sito Amtrak: non c’e` nessun collegamento diretto via terra da Los Angeles a Citta` del Messico: bisogna andare a San Diego, di li` prendere un mezzo locale che in 20 minuti porta a Tijuana, in Messico, e poi cercare una linea da li`.

ma il percorso e` ancora tutto da organizzare, non ho ancora rinunciato all’idea di arrivare alla capitale dalla Bassa California con un traghetto intermedio: sei giorni dovrebbero ampiamente bastare, e semmai vorra` dire che Ciudad de Mexico la visito di ritorno da Cuba, anziche` prima, come pensavo.

la partenza per San Diego e` alle 11:15, quindi ce la dovrei fare.

* * *

infatti il bus rapido n. 10 arriva al Transport Center alle 10:45, ed e` stato davvero veloce ad arrivare dall’altra parte del centro di Los Angeles, grazie a meta` percorso in autostrada urbana. 

ed ecco fatto anche il biglietto: 30 euro circa, con lo sconto senior, non rimborsabile.

e l’addetta allo sportello farfuglia qualcosa da cui capisco solo di andare a sedermi, check in ed eleven.

(noi check in lo usiamo solo per gli aerei, ma qui si usa dappertutto per dire che si monta a bordo; e lo sapevate che passaporto si dice ID?)

siccome mancano 10 minuti alle 11, capisco che ci si imbarca alle 11 e vado a sedermi in sala d’aspetto.

poco dopo le 11 mi metto alla ricerca del bus e un’altra addetta allo sportello mi dice in modo un poco piu` chiaro che e` alla linea n. 11.

ma nel piazzale dei bus non ci sono corsie numerate, di bus ce n’e` soltanto uno chiuso, senza autista, gente che aspetta, ma non il bus per San Diego e un addetto alla vigilanza che non sa nulla; dentro neppure, e giro come una mosca cieca (ma senza ansia, i mesi di viaggio servono pure a qualcosa!), fino a che allo sportello delle informazioni Amtrak mi dicono che non si tratta di un bus, ma di un treno.

cazzo! quindi devo arrivare al BINARIO 11 e sono le 11 e 12.

(lo so bene, perche` all’ostello, sotto il letto, cercando cose perse da me, ho trovato un orologio, che giusto mi mancava, dimenticato li` da non so quanto, e me lo sono tenuto come risarcimento di tutto quello che ho perso io…: il viaggio come occasione di baratto casuale, chi lo avrebbe mai visto in questa luce…)

certo che l’idea che sia la stessa compagnia a gestire con le stesse identiche modalita`, la stessa sala di aspetto, lo stesso tipo di biglietti e lo stesso punto di partenza sia i trasporti su ferrovia che su strada e` davvero geniale!

e, giuro: in nessun punto del biglietto si specifica che si tratta di un biglietto ferroviario – l’ho appena riguardato girandolo da tutte le parti.

* * *

arrivo in cima alla banchina trascinando i miei carichi e con la lingua fuori che il treno sta giusto cominciando appena a muoversi.

stai giu`, stai giu`, mi dice il ferroviere, ma io penso al biglietto non rimborsabile e lancio agilmente come posso il bagaglio e mi tiro su; lui ha il buon senso di non fare come il ferroviere italiano che una volta, per una manovra simile, cerco` in tutti i modi di buttarmi giu` dal treno in corsa, lottando a lungo, come l’angelo contro Giacobbe. 

ma subito dopo mi fa un cazziatone che non finisce piu`, mentre io mi scuso ipocritamente come posso, accusando la mia scarsa conoscenza dell’inglese che adesso torna comoda.

ho fermato il treno per te, dovevi aspettare, fa l’omone con baffi e pizzo, e io guardo: davvero il treno si e` fermato e adesso riparte, dopo che lui chiama il macchinista per dirgli che e` tutto ok.

e anche questa e` l’America, ragazzi.

quella vissuta, non quella turistica, quella luci ed ombre, che ho cercato di descrivervi: col mio modo di vedere le cose, ma senza ideologismi.

* * *

entro sera dovrei essere nel Messico, sara` nel cuore della notte, per voi.

non so bene che situazione trovero` dal punto di vista informatico: qui sto scrivendo sul treno, che ha ovviamente la connessione internet gratuita.

DSCF5315

di fronte a un silenzio prossimo prolungato, che non mi auguro, avete due possibilita`: pensare che sono finito in qualche altro garbuglio, grande o piccolo, da cui non sono riuscito a cavarmela, oppure che connettersi e` difficile.

ma se sara` facile, vi tengo informati, giuro.

. . .

commenti:

bortocal 29 ottobre 2014 alle 2:58
commento ricevuto via mail:
Visto che hai internet nel treno preciso quanto segue:
Non ho mai conosciuto i voli intermedi ma solo quelli più importanti scritti da te in un post quando organizzavi e a questo punto non so neanche se erano quelli veri.
Accanto al prospetto, che ho da parte, del tuo programma ho aggiunto la data del 23 scritta da te in un altro post recentemente e se vuoi la conferma e la data del post faccio subito una ricerca.
Di solito non amo fare polemiche ma giusto per farti un po’ di compagnia. 🙂
Com’è questo treno, come i nostri o migliore?
C’è il ristorante o il napoletano con i panini?
Ciaoooooooo…….

bortocal 29 ottobre 2014 alle 16:47
anche io sto solo giocando, evidentemente. 🙂
ma insomma: come badante ti sei fidata ciecamente…
e una badante coi fiocchi questo non dovrebbe farlo… 😉

. . .

ho riprodotto, con piccolisime varianti, il post SAN DIEGO, AIUTAMI TU! – MY ROUNDTHEWORLD N. 117 – 627.

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3 thoughts on “San Diego, aiutami tu! – my roundtheworld n. 117 -66

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