indovina che cosa si e` rotto oggi a Chichen Itza? – my roundtheworld n. 143 -33

no, il sottoscritto oggi non si e` rotto affatto.

ha fatto il turista, ha prenotato un’escursione ed e` andato a Valladolid Messico, poi allo straordinario sito archeologico di Chichen-Itza (che significa alla bocca del pozzo degli Itza, cioe` dei maghi dell’acqua) e ad un senote nelle vicinanze (un senote e` un grande bacino d’acqua che sprofonda nel terreno sotto forma di enorme pozzo; ma e` inutile insistere nella descrizione perche` lo vedrete in fotografia qui sotto).

giornata stupenda, anche grazie ad una guida laureata in archeologia, che ha dato spiegazioni mai noiose e a volte anche curiose.

* * *

ad esempio, lo sapete perche` lo Yucatan si chiama cosi`?

perche` quando il primo conquistatore spagnolo ci arrivo` chiese al primo capo tribu` che incontro`: come si chiama questo posto?

e quello gli rispose nella lingua maya: non ti capisco: che suona appunto pressapoco Yucatan.

e il conquistatore se ne ando` sicuro che quello fosse lo Yucatan.

meraviglioso aneddoto sulla comunicazione, che sembra un borforisma, e invece e` storia.

e potrebbe ricordare il dialogo fra Polifemo e Odisseo (come ti chiami? nessuno), se l’equivoco fosse stato astuto e intenzionale, e Cortez avesse in seguito proclamato: e adesso dobbiamo andare a conquistare il Non-Lo-So; dove si trova esattamente e come e` fatto?

e invece questo non salvo` i Maya dalla conquista e dallo sterminio.

* * *

ma il fatto saliente della giornata e` un altro.

e consiste nel fatto che, dopo una serie di foto insulse del passaggio per la Cancun turistica fra mare e laguna,

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proprio mentre arrivavamo a Valladolid e mi preparo a foto piu` serie, la quinta macchina fotografica del mio viaggio si e` rotta sotto i miei occhi e senza nessun motivo apparente, se non che un paio d’ore prima era caduta a non troppa distanza da terra, ma continuando a funzionare regolarmente fino al momento saliente in cui doveva essere puntualmente sul pezzo.

e mica si e` rotta a caso, ma nello stesso identico modo nel quale si sono rotte la prima e la terza: blocco meccanico dell’obiettivo.

tanto che a questo punto non posso continuare a pensare che si tratti di semplice sfiga; evidentemente io le videocamere le maltratto troppo e si rompono per disperazione (come le donne della mia vita), in tempi piu` o meno lunghi a seconda della loro solidita` intrinseca: la prima, intesa come videocamera del viaggio, e` durata una settimana (appena uscita da 40 giorni di revisione in garanzia) e dopo la riparazione cinese per altre due settimane: la terza costava pochino ed e` durata tre giorni: questa e` durata un mese esatto.

inutile ogni tentativo di riattivarla mio e di due ragazzi venezuelani seduti sull’autobus vicino a me.

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Franklin, 26 anni, il piu` socievole dei due (l’altro era con la morosa e sembravano in luna di miele) mi ha consigliato di comprarne un’altra, ma a questo punto non esiste proprio: peggio per lo Yucatan, che restera` privo delle testimonianze del mio passaggio 🙂 .

come vedete, questa volta l’ho presa con piu` filosofia delle altre, non si viaggia fra tanti casini mica per niente…

Franklin comunque alla fine si e` impietosito del mio evidente disappunto e ha fatto un sacco di foto per me.

e poi me le ha anche mandate via mail.

* * *

ed ecco il paradosso: proprio il giorno che ho smesso di fotografare da qui alla fine del viaggio abbondo particolarmente di foto e faccio un post praticamente fotografico, grazie a lui.

adesso lo aspetto in Italia, al suo prossimo viaggio: promesso.

le foto sono di un tipo completamente diverso da quelle che faccio io, in altre parole in mezzo a questi posti stupendi ci sto sempre io.

meglio, cosi` tutti potranno vedere che sono in ottima forma e che il viaggio non mi ha fatto male per niente, tutt’altro.

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seguono alcune foto, in parte riportate nel seguito del post:

Valladolid, il convento fortezza di San Bernardino da Siena, dei Francescani

aerigianato maya

artigianato maya

la piramide-calendario di Chichen-Itza

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il cenote

Franklin ed io nel cenote, fotografati dal suo amico

gli amici venezuelani e alcuni guerrieri maya redivivi, fotografati da me.

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commenti:

bortocal 19 novembre 2014 alle 0:19
commento, acido, ricevuto via mail:
E bravo… visita alla piramide e bagno nel cenote.
Constatato che assomigli a Brad Pitt mi sembra giusto farti ammirare in splendida forma.
Una foto in primo piano indicativa; è così che ti senti rispetto agli altri che consideri piccini piccini proprio come quelli.
Dietro e in basso.

bortocal 19 novembre 2014 alle 0:20
ah ah, che autentica sciocchezza!
quella foto mica l’ho fatta io, non e` un selfie.
quindi, semmai, questo e` un modo con cui mi vedono alcuni.
(magari anche a cominciare da te 😦 )
spero soltanto che avessi voglia di scherzare…

bortocal 20 novembre 2014 alle 14:28
risposta via mail:
Speri bene, mi piace scherzare.

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dove sara` finito Franklin? (ritorno a Chichen Itza) – 315
11 settembre 2018 bortocal15

dove sara` finito Franklin, il ragazzo venezuelano che conobbi assieme ad una coppia di suoi amici, a Chichen Itza, nello Yucatan, quattro anni fa, durante il mio viaggio giro del mondo?
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vivra` ancora a Caracas oppure sara` fuggito, come piu` di un milione di suoi connazionali, da quel paese devastato da una crisi economica devastante che lo sta riducendo alla fame, verso gli stati vicini, Brasile, Colombia, Ecuador, che pero` adesso non vogliono piu` altri profughi?

noi che viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, noi che troviamo tornando a sera il cibo caldo e visi amici (sto citando Primo Levi), riusciamo anche soltanto a immaginare che non serva neppure una guerra feroce come in Siria da sette anni, ma basti qualche causa che definiro` misteriosa per esigenze di sintesi, per scatenare una inflazione che tende al milione per cento, che riduce il valore reale di uno stipendio comune a 6 euro, mentre un chilo di pollo costa 22 euro?

sono cose che non vogliamo neppure sapere perche` scuotono troppe certezze.

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i tre ragazzi venezuelani che fuorno tra i compagni di un viaggio organizzato Cancun – Chichen Itza – il cenote, dovevano essere abbastanza benestanti da permettersi un volo fino al Messico; ma gia` ricordo qualche accenno ad una situazione che coinciava ad apparire un poco precaria anche allora, a nessuno di noi comunque immaginava che potesse trasformarsi cosi` rapidamente in una catastrofe umanitaria che sta facendo del Venezuela la Siria dell’America Latina.

con gli stesssi effetti: rigetto, razzismo (tra latinos sud-americani!), paura dell’invasione.

paura di chi e` profugo perche` sentiamo, forse, che tutti siamo sul punto di un consimile crollo nella disperazione piu` completa.

la paura che attraversa i nostri giorni attraversati da un senso di catastrofe che e` sempre soltanto rinviato.

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e` il 18 novembre 2014, siamo sul pullman che ci ha portato a Valladolid (del Messico), all’interno e quasi a meta` della strada per Merida, che pero` non raggiungeremo.

la guida ci fa sostare davanti al piu` antico monumeto religioso cristiano del Messico, il complesso della chiesa di San Bernardino da Siena e del convento di Sisal.

la cosa che piu` colpisce e` come l’architettura interpreta ed esprime la vera natura del cristianesimo nel Messico in quel momento: infatti chiesa e convento hanno l’aspetto quasi militare di una fortezza chiusa: eccoli in fondo a un grande prato con delle specie di merlature, quasi, a tratti.

valladolid

ma da chi dovevano poi difendersi gli spagnoli nel cuore dello Yucatan, a trent’anni dalla conquista del paese in quel continente scoperto da poco dove gli unici  bianchi colonizzatori erano loro?

la cosa diventa chiara se si pensa che qui erano arrivati soltanto nove anni prima, nel 1543, e che nel primo tentativo di conquistare la citta` maya, che allora si chiamava Zaci, erano stati sconfitti; c’erano riusciti solo qualche anno dopo, e dopo avere distrutto completamente l’abitato indio, per prima cosa avevano costruito proprio questo simbolo del nuovo potere, prima ancora di cominciare a tracciare quel reticolo regolare di strade che e` la citta` moderna e che per larga parte era perfino proibito percorrere ai discendenti dei maya.

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ma Valladolid rimase india nel cuore, e infatti fu proprio qui che inizio` nel 1847 la cosiddetta guerra delle caste, che proclamo` l’indipendenza dello Yucatan:  i maya presero le armi contro la popolazione bianca e meticcia con l’intenzione, in alcuni luoghi realizzata, di sterminarli.

la guerra termino` ufficialmente l’anno dopo, con la reincorporazione dello Yucatan nel Messico, ma di fatto la guerriglia maya duro` fino al 1901.

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ecco dunque il significato storico di quell’edificio, davanti al quale Franklin mi fotografa col suo cellulare, ed e` l’unica immagine che ne riporto da quel viaggio: la mia fotocamera infatti improvvisamente si ritrova con l’obiettivo bloccato proprio poco pria dell’arrivo a Valladolid.

armeggiamo assieme in tutti i modi, perche` lui e` disponibilissimo ad aiutarmi; ma per e` inutile che​ Franklin si ingegni: appare tecnologicamente un esperto in confronto a me, ma non troviamo la via giusta per riattivarla.

del resto anche la successiva visita al centro di assistenza, al rientro in Italia due settimane dopo, non lascera` altra scelta che rottamarla.

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la tappa successiva della nostra escursione appartiene alla struttura canonica dei viaggi di gruppo: infatti consiste in un insulso centro commerciale, con una specie di architettura coloniale tipica, posticcia nel suo kitsch.

ma anche qui il vero colonialismo trionfante e` quello senza eroismi del mercato, che propone escursioni turistiche teleguidate ai punti di vendita: la negazione stessa del concetto del viaggiare.

pero`​ la sosta consente al  vostro blogger di farsi ritrarre nuovamente fotograficamente da Franklin, con tanto di maglietta neozelandese esibita col cartello trovato dal vivo in una zona di ripopolaento degli uccelli kiwi, a Wakatane, giusto per far sapere da quanto lontano e` arrivato fin qui.

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ma la tappa successiva e` Chichen Itza, il sito maya, ma anche tolteco, che con la sua piramide calendario a gradoni e` diventato forse il simbolo piu` famoso di quella cultura:

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Chichen Itza e` stata dichiarata Patrimonio dell’Umanita​` Unesco nel 1988 e inserita nel 2007 nella liste delle sette meraviglie del mondo moderno.

a proposito, visitando lei posso dire di averne viste sinora cinque: Petra, la grande muraglia cinese, ​il Colosseo e il Taj Mahal; mi ancano ancora, per il prossimo ipotetico giro del mondo Machu Pichu in Peru` e il Cristo redentore di Rio de Janeiro.

aggiungero` come fossero penne del pavone, di avere visto anche l’ottava meraviglia onoraria, le piraidi di Cheope, e nove delle altre 13 candidate (mancano all’appello personale l’isola di Pasqua, la statua della liberta` di New York, Stonehenge – ma potrei rimediare nella stessa maniera – e soprattutto la mitica Timbuctu` che credo non visitero` mai…

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la guida Lonely Planet spiega succintamente che Chichen Itza, che significa “Alla bocca del pozzo degli Itza”, cioe “dei maghi dell’acqua”, ​esisteva prima col nome di Tuuc Yabnai, cioe` di Sette… non sappiamo bene che cosa, come ci dicono delle cronache Maya.

​fu conquistata e costruita nelle forme e con i monumenti attualmente visibili a partire dal 600 dopo Cristo, in uno spazio molto grande, 3 km quadrati, cioe` 300 ettari (parlando da contadino), e poco prima del 1000 venne conquistata dal re tolteco di Tula.

qui allora si creo` una sintesi fra lo stile maya classico e quello tolteco, ma fu comunque una fusione delle due civilta` rivelatasi poco vitale.

gli archeologi hanno ricostruito che la citta` perse quasi ogni importanza poco dopo, anche se le cronache maya datano il suo declino al 1221, dopo una rivolta, e poi sopravvisse principalmente come centro di pellegrinaggi religiosi.

e quando gli spagnoli, dopo averla conquistata nel 1531, tentarono di farne la niova capitale dello Yucatan, fu una nuova rivolta maya a costringerli ad abbandonarla per sempre.

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la citta` ebbe dunque vita abbastanza breve, secondo i nostri parametri occidentali, ma questo e` fatto comune nell’America maya.

infatti i Maya non scoprirono mai la rotazione delle culture inventata nel nostro Medioevo ed erano costretti ad abbandonare le loro citta` quando si esauriva la fertilita` dei campi circostanti per lo sfruttamento agricolo intensivo.

questo era poi aggravato dalla totale carenza di corsi d’acqua che caratterizza quella penisola: che e` quasi totalmente piatta come effetto della caduta in quella zona dell’enorme meteorite che porto` – si dice – all’estinzione dei dinosauri e al livellamento totale del terreno per un raggio di ben piu` che un centinaio di km, a seguito dell’esplosione gigantesca provocata da quell’impatto di 66 milioni di anni fa.

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la guida ci aveva dato qualche spiegazione sulla storia del luogo sull’autobus, ma poi siamo stati lasciati liberi di aggirarci fra questi monumenti affascinanti a nostro piacimento:

ecco che si impone subito alla vista, appunto, la prima grande piramide a gradoni, sede dei riti per propiziare l’acqua, e dedicata Quetzalcoatl, il dio serpente piumato o Kukulkán, come lo chiamavano i maya.

e il tempio e` costruito in maniera tale che agli equinozi di primavera e d’autunno all’alba e al tramonto le ombre prodotte dal sole lo facciano apparire, il dio, mentre scivola, quasi vibrante nel suo piumaggio, sulle scalinate.

ma ecco il tempio dei guerrieri, che consiste pure in una seconda piramide a gradoni di stile tolteco, sede  sacrifici umani per ottenere l’acqua dagli dei,

ecco l’osservatorio astronomico, detto El Caracol, la chiocciola, per la sua forma,

ecco il piccolo tempio chiamato dagli spagnoli La iglesia, e dedicato al dio della pioggia.

ma anche semplicemente ecco il campo per il gioco della pelota, lo stadio per lo sport piu` popolare dei maya, lungo 166 metri e circondato da mura alte 12 metri, con pannelli scolpiti che rappresentano le squadre.

ed ecco il vincitore, rappresentato in un bassorilievo, che ottiene l’ambito premio: decapitato con sette fiotti di sangue, che escono dalla ferita e diventano serpenti, salvo uno che si traforma in un albero: metafora del sacrificio umano che ottiene la fecondita` della terra per la comunita`.

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il problema dell’acqua, dunque, che dipende in questa penisola senza fiumi dai cenotes, invece, enormi pozzi naturali, quasi caverne verticali, dove l’acqua si accumula.

anche Chichen Itza sorge attorno ad un antico cenote, che pero` non era visitabile quel giorno.

chi lo sa allora se a questo problema cosi` centrale per la sopravvivenza dei maya era collegata anche l’importanza del calendario di pietra che qui suggestivamente ricorda a tutti noi, invece, oggi la nostra insignificanza su questo pianeta.

i mesi dei maya duravano 20 giorni ciascuno, ed erano dunque 18: la piramide ha 9 gradini, e dunque ogni gradino rappresenta due mesi; si aggiunge sulla cima la piattaforma che corrisponde ai 5 giorni o 6 dei nostri anni bisestili che bisognava aggiungere per far quadrare i conti della nostra matematica mentale con la realta` delle cose.

grande dramma per gli umani matematizzare col calendario l’irregolarita` irriducibile della natura:

anche gli esseni, la setta ebraica che si insedio` sulle rive occidentali del Mar Morto fino alla distruzione di Gerusaleme nel 70 d.C., aveva inventato un calendario perfetto: il loro era di 52 settimane esatte distribuito in mesi 12, come le tribu` di Israle, e di 364 giorni.

questo consentiva di avere tutte le festivita` ad un giorno fisso anno dopo anno, compresa la Pasqua.

ma non sappiamo ancora come risolvessero il problema delle 35 ore, 48 inuti e 46 secondi che avanzano, ai giorni nostri almeno, perche` col passare dei secoli anche questa misura varia,

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non pensate che quella di sopra sia una divagazione inutile: se non vogliamo fermarci ad un fascino superficiale delle forme, occorre anche capire il significato che questo Castillo, come lo chiamavano gli spagnoli, aveva per chi lo costruiva: la sua indubitabile suggestione visiva dipende dalla potenza di uno sforzo mentale che i maya che lo costruirono facevano, per dare regolarita` numerica al mondo.

ma l’intero luogo e` una sintesi incredibilmente potente di suggestioni profonde, e una fonte, per il sottoscritto di una riflessione che non cessa di meravigliarsi sulle contorsioni mentali incredibili escogitate dalla mente umana e dalle diverse culture per tenere viva la fiammella di quella che chiamiamo civilta` e che non e` altro che il nostro amore per le nostre effimere e stravolte follie di gruppo, che il tempo cancella.

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ma per fortuna ecco l’ultima tappa di questo viaggio del 19 novembre, che restituisce alla bellezza e al piacere della vita che non si lascia corrompere dal pensiero: il cenote Ik Kil.

un luogo di un fascino tale che non trovo parole per descriverlo e lascio di dire la sua bellezza ad un’ultima foto fattaci dall’amico di Franklin: mi vedete immerso assieme a lui in quest’acqua meravigliosa, che vorrei dire divina come se fossi un antico maya.

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e bisogna credere alla sua potenza quasi sovrannaturale se ha avuto la capacita` di farmi vincere la mia quasi disumana avversione per ogni immersione da quando sono fuggito a stento ad un annegamento a undici anni.

si`, qui mi riconcilio, sotto queste volte stillanti ed oscure col liquido primordiale da cui tutti veniamo su questa valle di lacrime, ma anche di splendidi innamoramenti e di bellezza fugace.

ecco, guardo oggi la foto e mi domando che ne sara` stato di Franklin, amico di una mezza giornata turistica, nel cuore dello Yucatan, lui venendo dal tormentato Venezuela, io da Cuba, povera e un sonnolenta, ma serena,

mi doando che ne sara` a breve di me e di tutti noi.

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so benissimo di avere piu` che abusato gia` della pazienza dei lettori che su internet difficilmente hanno tempo per discorsi complessi, anche quando lo meriterebbero piu` di queste riflessioni estemporanee, a vorrei dire come e` nato questo post e ringraziare veronica, che me lo ha fatto scrivere.

sul suo blog lei ha cominciato a pubblicare dei resoconti di esperienze di viaggio, e il primo post e` stato dedicato proprio a Chichen Itza:  https://veronicaiovino.com/2018/09/05/messico-chichen-izta-e-i-cenotes/

foto splendide, che hanno risvegliato ricordi e nostalgie.

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veronica concludeva il post con questa domanda: E tu? Sei mai stato a Chichen Itza o hai mai visto un Cenote?😏

veronica sa essere irresistibile 😏 e ho risposto di slancio, senza immaginare di mettermi nei guai:

BORTOCAL15 settembre 5, 2018 alle 9:42 am
certo che ci sono stato! e sono stato addirittura in quello stesso cenote li`, vicino a Chichen Itza.
e adesso sono gelosissimo che non hai pubblicato il MIO resoconto, ahiaha
scherzo, un abbraccio lo stesso, dai… 🙂

VERONICA settembre 5, 2018 alle 11:35 am
Anche qui sei stato???? ma magari potessi scrivermerlo😍😍😍😍 quando vuoi e se ti fa piacere lo pubblicherei con tantissimo piacere… ho letto con entusiasmo i tuoi racconti sul giro del mondo… fammi viaggiare ancora😁😁😁

BORTOCAL15 settembre 5, 2018 alle 2:30 pm
ma il mio giro del mondo e` finito proprio col percorso Cancun – Ciudad de Mexico!
e` questo che mi ha portato a passare anche per Chichen Itza; ma tu non potevi saperlo perche` nella ripubblicazione finale dei racconti del viaggio li ho bloggati a ritroso, per dare al tutto la forna di un libro virtuale, e dunque sono all’inizio, quando non ci conoscevamo ancora – nel senso del blog, naturalmente :-).
fu proprio a Chichen Itza, prima di entrare nel sito archeologico, che si ruppe la mia quinta fotocamera di quel viaggio, comperata a Los Angeles, e decisi di non sostituirla piu` rassegnandomi al destino; pero` si e` salvata lo stesso qualche foto di quel giorno, fattami da un simpaticissimo gruppo di ragazzi venezuelani con cui avevo fatto amicizia.
comunque ecco il link al post di quel giorno; gli altri del viaggio attraverso lo Yucatan e il Messico sud- orientale sono nei dintorni… 🙂 :
https://maurobort48.wordpress.com/2017/10/18/indovina-che-cosa-si-e-rotto-oggi-a-chichen-itza-my-roundtheworld-n-143-33/

VERONICA settembre 6, 2018 alle 5:00 am
Noooooooo cosa mi sono persa😭😭😭😭 allora dovrò rimediare…più tardi appena torno dalla mia frenetica giornata lavorativa leggerò per volare lontano e rilassarmi😍
Buona giornata Mauro😍😍😍🌷🌷🌷🌷

VERONICA settembre 6, 2018 alle 5:02 am
Ps ho trovato qualcuno che mi batte nela distruzione di dispositivi fotografici e video🤣🤣🤣🤣🤣🤣🤣

BORTOCAL15 settembre 6, 2018 alle 5:11 am
non riesco a risponderti in coda al tuo commento, ma tanto lo ricevi lo stesso, il mio, anche da qui.
non ti sei persa e non ti perdi niente se non hai letto quel post (magari altri sull’esperienza messicana sono un po’ meglio): mi accorgo oggi, rileggendo, che rimasi cosi` turbato da questo nuovo colpo che praticamente non parlai d’altro e non dissi nulla ne` del sito archeologico ne` del cenote…
un bruttissimo post il mio, davvero…
– per la cronaca, ricomincia anche la lotta con wordpress per mandarti il commento…
potrebbe essere che la tua pagina, che wordpress mi dice not working, lazzarona! 🙂 – non accetta i commenti quando ci stai scrivendo sopra tu?
aspetto un po` e poi provero` a mandartelo per la quinta volta….

VERONICA settembre 6, 2018 alle 6:14 pm
Arrivatoooooo 🤣🤣🤣🤣 comunque ancora non ho avuto modo di leggerlo sono tornata solo ora a casa e sto ko😅 ma domani mattina ho tutto il tempo per leggere…e alle brutte puoi sempre raccontarmi del sito e del Cenote in un post speciale nel mio blog😁 Sarebbe fantastico😊
Buonanotte caro Mauro, a domani🌷

BORTOCAL15 settembre 6, 2018 alle 8:32 pm
lo sai che e` una buona idea? anche perche` allora non ne ho scritto praticamente nulla.
lasciami solo un po’ di tempo per rientrare psicologicamente in situazione.
ma poi come te lo mando il post? lo pubblico da me e poi tu lo riblogghi?
buonanotte anche a te, carissima Veronica!
– e clicca che ti riclicca, prima o poi anche questo commento partira` 😉

VERONICA settembre 7, 2018 alle 5:57 am
E’ un’ottima idea caro Mauro😊
Prenditi tutto il tempo per rientrare nel tuo viaggio e se vuoi me lo puoi mandare via e-mail così faccio un guest post altrimenti lo pubblichi nel tuo e lo ribloggo🌷😊

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il fatto e`, dunque, che non avevo affatto riletto il mio post, prima di citarlo; l’ho fatto subito dopo, rendendomi conto di quanto fosse deludente, visto che parlava quasi soltanto dell’incidente della fotocamera…

VERONICA SEPTEMBER 7, 2018 AT 6:05 AM
L’ho trovato molto molto divertente caro Mauro magari non avrai descritto nel dettaglio i posti ma le tue disavventure tecnologiche mi fanno sorridere perchè mi ricordano le mie con i cellulari🤣🤣🤣🤣
[…] Un abbraccio e a prestissimo🌷

bortocal15 SEPTEMBER 8, 2018 AT 9:13 PM
ecco, e` un post divertente perche` il racconto delle disgrazie fa sempre sorridere alle spalle del malcapitato.
e poi, visto che non mi faccio selfie, alla fine questa ennesima rottura della fotocamera e` stata effettivamente provvidenziale, col senno di poi, per dare finalente un volto al protagonista del bortoround, come era 4 anni fa, pero`, non dimenticarlo.
devo dire che l’occhio del fotografo notoriamente adatta la visione, che non e` per niente oggettiva, e qui Franklin che mi ha fotografato nella maggior parte dei casi mi ha un poco mitizzato e faccio un poco fatica a riconoscermi.
pero` pero` qualche parola di piu` su Chiche Itza avrei anche potuto dirla no? invece che parlare sempre di me.
ma e` vero che erano poi post scritti al momento e in seguito la mancanza di foto ha impedito di commentare meglio.
che dici? mi sforzo di reinventare un pezzo di post adesso? non e` facile rientrare in quel clima…

VERONICA SEPTEMBER 9, 2018 AT 9:18 AM
Se ti può consolare neanche io mi riconosco mai in una foto🤣🤣🤣 ecco perchè non amo farmi fotograre o peggio ancora farmi i selfie 🤣🤣🤣 ma mi rendo conto però che è anche bello dare un volto a chi sta dietro le parole😊
[…] Per il racconto lo sai che sarebbe un onore per me averti come special guest e poi sarebbe un modo per rivivere un’esperienza di vita unica… […]
Un abbraccio caro Mauro e buona domenica🌷

corpus05 SEPTEMBER 9, 2018 AT 6:31 PM
[…] l’integrazione del post la faro`, perche` Chichen Itza e` rimasto un buco nel racconto, e saro` molto contento se mi ospiterai sul tuo blog, meritatamente cosi` popolare. […]

Veronica SEPTEMBER 10, 2018 AT 5:17 AM
[…] Allora quando hai completato il tuo racconto su Chichen Izta batti un colpo😜
Buona giornata caro Mauro🌷

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e cosi`, eccomi qua, a postare la mia rievocazione che spero non abbia annoiato troppo, con la sua spropositata lunghezza, ne` veronica ne` i suoi lettori.

e comunque inseriro` anche questo post nella rievocazione su blog del mio viaggio, in coda al post che ho citato sopra…

https://maurobort48.wordpress.com/2017/10/18/indovina-che-cosa-si-e-rotto-oggi-a-chichen-itza-my-roundtheworld-n-143-33/

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il post riproduce questo:
INDOVINA CHE COSA SI E` ROTTO OGGI A CHICHEN-ITZA? – MY ROUNDTHEWORLD N. 143 – 664.
e questo, che presenta il video di You Tube, adesso inserito in questo post:
da Cancun a Chichen Itza in bus – VIDEOCLIP n. 730

ho aggiunto l’11 settembre, questo ulteriore post:

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nel post i miei ultimi giorni nel Messico (senza fotocamera) – VIDEOCLIP n. 731 si presenta un ulteriore video assemblato con alcune foto prese da internet sui siti del Messico visitati nei giorni successivi e si parla ancora di questo ultimo incidente alla fotocamera:

come appunto ho raccontato nel diario online di tre anni fa e` proprio all’inizio dell’escursione a ValladolidChichen Itza e poi ad un cenote che la nuova fotocamera acquistata a Los Angeles si rompe.

considerando quella rubatami a Hochimin City e quella cadutami in un fiume a Tahiti, e i tre guasti, a Guilin (Cina), Hanoi (Vietnam) e qui, appena fuori Cancun in Messico, decido di non acquistarne un’altra e proseguo il mio viaggio senza piu` fare video ne` fotografie.

qui, pero`, con un ultimo video un poco patetico, raccolgo le foto prese da internet con le quali ho corredato i post dedicati ai miei ultimi 16 giorni di questo viaggio:

gli altri post messicani che vengono velocemente riassunti da questo assemblaggio di foto spesso senza qualita`, sono questi:

ISLA MUJERES, L’ISOLA DELLE DONNE, MESSICO – MY ROUNDTHEWORLD N. 144 – 666

MESSICO PER SFIGATI – MY ROUNDTHEWORLD N. 145 – 669

TULUM (LE MURA), YUCATAN, MESSICO: LEMURI, IGUANE, PELLICANI E QUANT’ALTRO – MY ROUNDTHEWORLD N. 146 – 670

IL DIOS DESCENDENTE DEI MAYA: DELL’ALBA A TULUM, YUCATAN, E DI ALTRE FACEZIE – MY ROUNDTHEWORLD N. 147 – 672

ALTRE CABANAS E ROVINE MAYA A COBA`, YUCATAN – MY ROUNDTHEWORLD N. 148 – 674

COME ARRIVARE A MERIDA, YUCATAN, E PERDERCISI VOLENTIERI – MY ROUNDTHEWORLD N. 149 – 676

RUTA PUUC (LABNA`, XLAPAK, SAYIL), KABAH, UXMAL – MY ROUNDTHEWORLD N. 150 – 678

SAN FRANCISCO (DI CAMPECHE), MESSICO – MY ROUNDTHEWORLD N. 151 – 680

PALENQUE E IL CHIAPAS, MESSICO – MY ROUNDTHEWORLD N. 152 – 681

NO! NO! – MY ROUNDTHEWORLD N. 153 – 682

MALATTIE MESSICANE A VERACRUZ – MY ROUNDTHEWORLD N. 154 – 683

LE MIE ULTIME ORE NEL DELIRIO MESSICANO – MY ROUNDTHEWORLD N. 155 – 687

LE ULTIME CRISI DI PANICO DEL RIENTRO – MY ROUNDTHEWORLD N. 156 – 689

19 risposte a "indovina che cosa si e` rotto oggi a Chichen Itza? – my roundtheworld n. 143 -33"

    1. cara Nicoletta, grazie del commento. potrei dirti che questo viaggio non e` ancora finito, come non finisce il tuo fra le reliquie e le loro storie sconcertanti.

      nel senso che dopo averlo compiuto, per quattro mesi e mezzo da luglio a novembre 2014, poi l’ho rivissuto per tre anni montandone dei video che me lo hanno fatto ripercorrere momento per momento, e adesso sto dando la sistemazione definitiva a tutto questo materiale, che riassemblo, pubblicandolo a ritroso e facendogli assumere la veste quasi di un racconto continuato, o di una serie di racconti; e alla fine in questo modo il tutto sara` pronto ad assumere la veste di un libro, o di una piccola collana di libri, mentre mentalmente mi sto preparando ad un secondo giro del mondo.

      pensa che mentre scrivevo questo commento a te ho ricevuto una chiamata dalla Malaysia da un ragazzo indiano conosciuto qualche anno fa ovviamente in India, che si e` trasferito li` e che voleva sapere se davvero passero` anche in Malaysia, come effettivamente penso di fare la prossima volta, se mai ci sara`…

      e intanto che io fantastico cosi` sui miei viaggi, un augurio a te per le tue ricerche

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      1. Eh sì, i viaggi si godono tre volte: prima quando si preparano, poi quando si fanno e poi quando si ricordano e si mettono insieme le foto e le altre cose.
        Vedo che sei un viaggiatore indefesso. Ritieniti fortunato se puoi fare questi bellissimi viaggi. Secondo me non esiste niente al mondo che arricchisca come viaggiare, e vedo che per te è una scelta di vita, per lo meno in questa parte della tua vita. Purtroppo non è quasi mai possibile… e quindi approfitta fin che puoi. Ti auguro un grande successo con il tuo libro.

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        1. hai colto l’essenziale: e sono proprio i tre momenti diversi del viaggio che fanno in modo che un viaggiatore nato non smetta mai di viaggiare: l’unica differenza e` che nella fase 1 della preparazione e in quella 3 della rivisitazione si viaggia soltanto per qualche ora al giorno, mentre nella fase 2 del viaggio in atto si viaggia 24 ore su 24.

          purtroppo per ora ultimamente nella mia vita predomina la fase 3, anche per motivi un poco estrinseci, ma per fortuna la speranza di una nuova fase 2 non mi ha abbandonato.

          il mio libro, sai, restera` solanto virtuale o al massimo in e-book: del resto non riesco ad immaginare quasi chi riuscirebbe a sopportarlo tutto: in fondo la sua realizzazione sotto forma di blog e` la migliore, perche` permette qualche assaggio mordi e getta.

          a te forse non serve augurare successo per le tue richerche, perche` vedo che ne hai gia` parecchio, come meriti. 🙂

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  1. L’ho trovato molto molto divertente caro Mauro magari non avrai descritto nel dettaglio i posti ma le tue disavventure tecnologiche mi fanno sorridere perchè mi ricordano le mie con i cellulari🤣🤣🤣🤣
    E poi finalmente ho potuto vedere come sei fatto😁 è bello dare un volto a chi si cela dietro le parole, avvicina di più😉
    Un abbraccio e a prestissimo🌷

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    1. ecco, e` un post divertente perche` il racconto delle disgrazie fa sempre sorridere alle spalle del malcapitato.

      e poi, visto che non mi faccio selfie, alla fine questa ennesima rottura della fotocaera e` stata effettivamente provvidenziale, col senno di poi, per dare finalente un volto al protagonista del bortoround, come era 4 anni fa, pero`, non dimenticarlo.

      devo dire che l’occhio del fotografo notoriaente adatta la visione, che non e` per niente oggettiva, e qui Franklin che mi ha fotografato nella maggior parte dei casi i ha un poco mitizzato e faccio un poco fatica a riconoscermi.

      pero` pero` qualche parola di piu` su Chiche Itza avrei anche potuto dirla no? invece che parlare sempre di me.

      ma e` vero che erano poi post scritti al momento e in seguito la mancaza di foto ha ipedito di commentare meglio.

      che dici? mi sforzo di reinventare un pezzo di post adesso? non e` facile rientrare in quel clima…

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      1. Se ti può consolare neanche io mi riconosco mai in una foto🤣🤣🤣 ecco perchè non amo farmi fotograre o peggio ancora farmi i selfie 🤣🤣🤣 ma mi rendo conto però che è anche bello dare un volto a chi sta dietro le parole😊

        A me ha fatto piacere vederti ped esempio anche se tu non ti riconosci ma almeno ora ho un volto di riferimento😁

        Per il racconto lo sai che sarebbe un onore per me averti come special guest e poi sarebbe un modo per rivivere un’esperienza di vita unica…pochi al mondo possono vantare di aver fatto il giro del mondo😉

        Un abbraccio caro Mauro e buona domenica🌷

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        1. quanto al giro del mondo, proprio facendolo e incontrando altri che lo stavano facendo, ho smesso di considerarlo cosi` eccezionale; pero` certamente non credo che nessun altro ci abbia scritto su 170 post mentre lo organizzava, lo faceva e viveva i suoi ultimi sviluppi, o che qualcuno abbia mai montato 720 videoclip per descriverne, e sarebbero stati almeno 1.000 se le fotocamere non mi avessero tradito tante volte: questo si` lo reputo eccezionale, diciao, ma probabilmente ci sara` anche un termine psichiatrico piu` preciso per descrivere un comportamento simile… 🙂

          l’integrazione del post la faro`, perche` Chichen Itza e` rimasto un buco nel racconto, e saro` molto contento se i ospiterai sul tuo eritatatemnte cosi` popolare.

          domenica bella, trascorsa con una figla, genero e due nipotine, la maggior parte ddel tempo nell’orto….

          spero che anche la tua lo sia stata e ti auguro buona settimana.

          – ahahh, ma io non mi riconosco in quelle foto perche` sono uscito troppo bene, anche per gli standard di allora: il mio viso un poco successivo e molto in piccolo appare pero` nell’avatar del mio blog principale…, anche qui migliorandomi un poco, credo.

          sono sempre stato un uomo piuttosto brutto.

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          1. Ahahahahaha “termine psichiatrico” ha vinto😂😂😂 sei troppo forte Mauro😊
            Direi che senza dubbio detieni il record di videocamere rotte e post scritti 😁
            Io ho trascorso la domenica alle giostre con mio figlio e me le ha fatte fare tutte!
            Ho scoperto con mia grande gioia di non divertirmi così tanto da un bel po’ di tempo…adoro i bambini perchè hanno il potere di riportarti alla spensieratezza dell’infanzia ma questo credo tu già lo sappia con i tuoi nipotini😊
            Allora quando hai completato il tuo racconto su Chichen Izta batti un colpo😜
            Buona giornata caro Mauro🌷

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            1. scusami tanto, Veronica, ma questo commento mi era sfuggito, e rispondo – vedo – una settimana dopo.

              i miei nipotini sono arrivati a quota cinque, e l’ultima, Carmen, a sei mesi sa gia` dire mamma e papa`, o quasi, insomma, ma li distingue.

              temo che potra` essere chiacchierona come il nonno, da grande.

              e dico un viva anche alle giostre, che dopotutto sono il primo giro del mondo che fanno i bambini… 🙂

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                1. eccoti riapparsa. ci avevi abituato troppo di lusso con i tuoi post e commenti quasi quotidiani.

                  tutto bene?

                  la giostra è la più bella tra le metafore di vita…, dici.

                  o quasi, dai: il giro del mondo e` meglio 😉

                  pero` va bene per i bambini la giostra, come metafora: si va sempre avanti, ma tutto torna uguale.

                  curiosita`, avventura, a in fondo la sicurezza dell’eterno ritorno.

                  chissa` se Nietsche andava in giostra da piccolo… 🙂 🙂 🙂

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                  1. Caro Mauro hai ragionissima, queste ultime settimane sono stata sommersa dal lavoro ma ora il peggio è passato e tornerò a stalkerarvi tutti ahahahahahah

                    A proposito di giostre, mi è rimasta impressa la metafora di vita in un libro di Coelho (undici minuti) in cui lo scrittore paragona gli alti e bassi delle montagne russe al corso della vita….se ritrovo il passo te lo scrivo perchè è davvero bello ; )

                    A prestissimo caro Mauro e buona giornata!!!

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                    1. come forse avrai gia` visto, sono gia` riapparso sul tuo blog a commentare l’ultimo post: piu` presto di cosi`! 🙂 perche` sono stato anche a Isla Mujeres: un incanto…

                      bene per il lavoro, avevo captato che eri meno libera, ma meglio il lavoro che altro, no? soprattutto quando i problemi passano…

                      un abbraccio, cara Veronica.

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