via dall’Avana verso Vinales in bus – VIDEOCLIP n. 688

e finalmente il 10 novembre, dopo giorni, sono riuscito a schiodarmi dall’Avana; meta: la parte occidentale dell’isola di Cuba, e in particolare Vinales.

anche per questa sortita ho lasciato tutto il grosso del bagaglio alla base di partenza, in questo caso L’Avana, come faccio sempre piu` spesso, e mi sono accontentato dello zainetto vietnamita, riempito di meno che dell’essenziale – e cioe` laptop, ricarica della batteria della macchina fotografica, oltre alla medesima, spazzola per capelli, e un cambio di biancheria.

nota disgustosa: dimenticato il dentifricio con spazzolino… (…)

Vinales – non guardate a come e` scritto, perche` l’imperialistica tastiera anglosassone del computer di ripiego sul quale scrivo, quello comperato in Giappone dopo il forfait definitivo di quello italiano, impedisce di scrivere in modo ortograficamente corretto in ogni altra lingua europea, compreso lo spagnolo, per il quale servirebbe almeno quel segno che si colloca sopra la enne per attribuirle il suono che in italiano indichiamo con gn: dunque Vignales, almeno nella pronuncia.

patrimonio UNESCO.

– segue un accurato resocono delle vicissitudini della partenza,  che pero` il video ci risparmia, e si accontenta invece di darci le impressioni visive del primo allontanarsi dall’Avana lungo un’autostrada quasi vuota di traffico. –

comunque eccoci prima sull’autostrada (…), in un paesaggio cosi` vuoto e verde da fare impressione, se la stanchezza accumulata con la lunga passeggiata di ieri in riva al mare e sotto l’alterno sole non mi facesse sonnecchiare tutto il tempo.

LA NATURALEZA DI VINALES, CUBA – MY ROUNDTHEWORLD N. 134 – 651.

viaggio durato mezza giornata intera, peraltro.

e` la prima volta che penetro nell’isola e questo spiega perche` forse la fotocamera insiste un po’ troppo su alcune immagini.

del resto sono sempre stato attirato dalle riprese del movimento: documentare lo spostamento non e` un must nel resoconto visivo di un viaggio intorno al mondo?

ma, a rivedermi il video montato, e` altro quello che mi colpisce, e cioe` esattamente il contrario: a Cuba le riprese del movimento del bus nel paesaggio risultano invece straordinariamente statiche, per cosi` dire: non danno l’idea di un passaggio da un paesaggio all’altro, ma quello di un movimento apparente in una realta` sempre uguale a se stessa.

e` quasi un simbolo visivo della situazione irreale di fissita` nel tempo che Cuba restituisce al viaggiatore, ma mi chiedo meglio da che cosa dipende.

dal commento musicale dei Buena Vista Social Cuba, ChanChan, una delle canzoni cult che rappresenta l’essenza stessa dell’immobile anima cubana?

dalla consapevolezza di essere in un’isola tutto sommato abbastanza piccola, dalla quale nessun viaggio in autobus riuscira` a farci uscire e dalla quale si puo` sfuggire solamente via mare o per aereo?

oppure da una straordinaria omogeneita` del paesaggio di questa parte di Cuba?

sceglietevi la spiegazione che preferite oppure tenetele per buone tutte assieme.

quanto al video, credo che sia solo questa eventuale curiosita` per una Cuba sempre uguale a se stessa che puo` giustificare una frettolosa occhiata.

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