La Habana, il Castillo del Principe e il monumento a Gomez – VIDEOCLIP n. 663

passato uno strano, ma ricco monumento ottocentesco. – ma in realta` del pimo Novecento.

COME RECUPERARE UN BUDGET ALL’AVANA, MA RISCHIARE DI PERDERE LA TESTA – MY ROUNDTHEWORLD N. 128 – 645.

il fatto che la giornata del 5 novembre fosse principalmente dedicata alla soluzione di problemi pratici di budget spiega come mai nel lungo percorso all’Avana verso la banca abilitata a prelievi dall’estero, dalla mia nuova casa particulare nella Habana vieja, fino al quartiere piu` moderno del Verado, io abbia incontrato anche monumenti che appartengono certamente alla citta` meno turistica e forse anche abbastanza trascurabili in un viaggio piu` convenzionale. 

chi si sognerebbe infatti di dedicare qualche attenzione ai due monumenti che compaiono in questo videoclip?

il primo e` il Castillo del Principe, segnalato da un grande e imponente recinto nella pianta della citta`, ma assolutamente non visitabile e quasi neppure fotografabile, dato che e` trasformato in caserma perfettamente in funzione.

piuttosto colpisce la piccola giungla esotica e tropicale che lo circonda, peraltro in uno stato di scandaloso degrado ed abbandono.

non troppo lontano da questo, al centro di una specie di piazza, quasi ridotta a rotonda per il traffico, un retorico ed ampio monumento di cui allora non avrei saputo dire il significato; ma oggi sto viaggiando virtualmente in modo piu` informato e consapevole proprio attraverso questo revival di videoclip e so che e` destinato al generale Maximo Gomez, protagonista della lotta di indipendenza cubana dalla Spagna degli ultimi anni dell’Ottocento, assieme a Jose Marti`, cui e` dedicato il monumento piu` tardo e decisamente piu` moderno del video precedente.

comunque alla fine di questa lunga serie video dedicati alla citta` avrete un’idea molto precisa e non convenzionale dell’Avana, questo e` certo.

ma occorre anche rendersi conto che un viaggio attorno al mondo che dura quasi cinque mesi necessariamente perde via via l’impronta tipicamente turistica, dato che non si puo` fare il turista per mesi consecutivi, e assume sempre piu` volentieri quella di un occasionale soggiorno nei luoghi che ci ospitano, visti nella loro dimensione consuntamente quotidiana e senza lo straordinario esclusivamente ricercato in quelle visite mordi e getta che chiamiamo turismo.

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