sole e nuvole sull’Avana ufficiale – VIDEOCLIP n. 636

a proposito del montaggio di questi video sull’Avana, noto qualcosa di strano che non mi era ancora capitato per i 600 e passa che ho fatto finora: a parte i primi, ora trovo delle difficolta` a raccogliere foto e riprese attorno a precisi nuclei tematici.

in questo ho scelto di riferirmi a certi aspetti della retorica nazionalista e rivoluzionaria assieme che attraversa la citta` dell’Avana, ma senza riuscire a caratterizzarla veramente e senza neppure che si possa isolare questo aspetto dal contesto globale.

credo che alla fine questo significhi qualcosa: ed e` il carattere polimorfo e sfuggente di questa citta`, che e` troppo vitale per lasciarsi rinchiudere in una dimensione sola, qualunque essa sia.

e, alla fine, la sola realta` che davvero governa questi luoghi e` quella del sole, del cielo azzurro e delle nuvole che vi trascorrono, inessenziali, come a ricordare che tutto e` effimero e passa.

ecco, questa e` la vera, assoluta dimensione dell’Avana: la transitorieta` di qualunque cosa.

e spiega bene come la storia cubana sia un succedersi di dittature sovrapposte, accolte in fondo con indifferenza profonda.

perche` L’Avana e Cuba credono davvero solo alla sensualita` e alla piacevolezza della vita, alla musica e ai colori, e nessuna privazione della liberta`, nessuna poverta` riusciranno a togliergliele.

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4 thoughts on “sole e nuvole sull’Avana ufficiale – VIDEOCLIP n. 636

    1. dovrei fare un discorso complesso, e non so neppure se e` l’ora giusta.

      dalle conversazioni avute non pare, in genere, che i cubani abbiano un forte bisogno della liberta` politica, e del resto, anche se guardiamo all’Italia, quanti la vogliono davvero e ne sentono davvero il bisogno?

      certo, dovere avere paura di parlare con uno straniero perche` e` proibito e ci sono poliziotti in borghese che controllano non dev’essere troppo piacevole, ad esempio.

      e qui la mancanza di liberta` diventa gia` un fatto piu` quotidiano che entra direttamente nella vita personale.

      ma, come in tutte le dittature, il bisogno della liberta` si sente poco (ma qui meno ancora che nella Siria di Assad nel 2003, ad esempio): perche` l’uomo si adatta, e perche` non e` facile desiderare quello che non si conosce.

      ciao!

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