a San Diego, al Messico, a Tijuana – VIDEOCLIP n. 591

San Diego si profila lentamente, con la sua nuova periferia, ancora piu` assolata e in qualche modo piu` autentica di quella di Los Angeles, poi con le distese collinari di case di Old Town, e infine si fa conquistare con la discesa nella sua variopinta stazione  di Down Town.

dalla guida Routard (…) ho ricavato solo, imparandomela quasi a memoria, da una citazione fuori contesto che il modo piu` semplice di andare al Messico da San Diego e` di prendere un trolley (?) chiamato Linea Blu.

nel piazzale pieno di palme sormontato dalla cupola della stazione, variopinta di ceramiche tipicamente sud-americane, ci sono alcune linee tranviarie dagli squillanti vagoni rossi: da qualche parte ci saranno anche i vagoni blu, penso, in stato piu` o meno confusionale (chissa` perche` sul treno ho continuato a sonnecchiare…).

ma basta guardare meglio per vedere che in testa ai vagoni sta giusto scritto Blue Line, per cui non resta che salire, dopo un’ultima occhiata a questa citta` sistemata in una baia bella, anche se non scenografica come quella di Los Angeles, e che sembra oramai abitata solamente da latinos.

(…) servono 40 minuti e all’ultima fermata il confine messicano, annunciato da una bandiera che sara` lunga almeno 50 metri e alta 20, si profila indicato da un lungo ponte pedonale che scavalca il fiume che separa i due stati.

 

(…) e comunque, ecco una bella notizia: il visto turistico di ingresso per i primi 7 giorni e` gratis: (…) in fondo il Mexico e` facile…

anche se non ci sono le nuvole, al momento, con buona pace del povero Jannacci.

COME SAN DIEGO MI PORTA A TIJUANA – MY ROUNDTHEWORLD N. 118 – 629.

ma naturalmente il Messico a cui guardo oggi, dopo l’elezione di Trump presidente, lo vedo con occhi diversi: e il muro?

quello voluto da Clinton e Obama, che lui vuole soltanto completare?

per caso mi pare ora di riconoscerlo proprio nell’immagine che Youtube ha proposto per la presentazione del video.

in ogni caso quel muro lo si attraversa per superare il confine tra USA e Messico; ed e` impressionante, come si vede dalla foto dell’ingresso nel paese neo-latino.

un’opera immane come una avviata muraglia cinese che non salvo` l’impro dai mongoli o i semi-scomparsi limites romani, che non fermarono i barbari.

varcandolo sembra proprio di entrare nell’immendo carcere di una nazione meno sviluppata.

ma oggi non sono piu` sicuro che il carcere, dorato, non sia piuttosto quella luminosa California piena di miserabili abbandonati a se stessi che mi lascio alle spalle.

 

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