San Francisco, il Palace of Fine Arts – VIDEOCLIP n. 553

ecco, al ritorno, che mi attira la vista di una cupola orientaleggiante che sporge dagli alberi, e all’inizio penso che possa far parte degli studi di Lucas, che le sono affiancati.

ma e` invece una autentica sopresa, totalmente taciuta dalla guida Routard, che riconosco soltanto in base alla cartina della citta` distribuita alla reception: si tratta dell’edificio costruito per una Esposizione intermericana del 1915, quando San Francisco si esibi` al mondo ricostruita in dieci anni dal terremoto.

la grandiosita` e il fascino di queste strutture classicheggianti, quasi sul punto di diventare rovine, perche` stranamente non piu` utilizzate dopo, sono davvero difficili da descrivere, e a sopresa restituiscono l’immagine imprevedibile di un’America gia` antica, una specie di frammento di Leptis Magna o di antico Egitto che silenziosamente si e` insinuato a fare da contraltare ai grattacieli, a volte bizzarri, che si vedono due o tre chilometri piu` in la`.

MERAVIGLIOSO! SAN FRANCISCO – MY ROUNDTHEWORLD N. 111 – 616.

https://bortocal.wordpress.com/2014/10/22/meraviglioso-san-francisco-my-roundtheworld-n-111-615/

solo una delle foto fatte quel giorno all’unico edificio rimasto della esposizione inter-americana del 1915 rende, e anche questa soltanto vagamente, l’idea delle dimensioni davvero ciclopiche di queste finte rovine classiche, poi diventate davvero rovine, e alla fine ricostruite, dopo essere state per qualche decennio sede di un importante museo scientifico fondato da un fratello di Oppenheimer, allontanato dall’insegnamento negli anni Cinquanta, che furono negli USA quelli della caccia ai presunti o veri comunisti.

ovviamente e` quella scelta a fare da copertina a questo post,  anche se tecnicamente lascia molto a desiderare.

la musica e` un pezzo di Charles Ives, il padre della musica classica americana, vissuto proprio in quegli anni, e contribuisce, credo, a riportare l’edificio nel suo tempo, gia` indicato dai notevoli influssi stilistici del liberty su un impianto di architettura accademica ancora ottocentesca.

dell’edificio ho saputo nei dettagli soltanto adesso, andandolo a cercare in wikipedia: a me pare che sia straordinariamente significativo per piu` di un motivo.

e` del 2015: la prima guerra mondiale e` ancora nella dimensione prevalente una guerra civile europea, anche se il potere dell’Europa d’allora era tale da farne una guerra combattuta in diversi continenti.

gli USA entreranno in guerra due anni dopo soltanto, in quel 2017 che ne vede uscire la Russia, con la sua rivoluzione d’ottobre, e ne determineranno l’esito, assidendosi come vincitori alla conferenza di pace e dettando i nuovi equilibri continentali.

due scelte cruciali che caratterizzano il successivo secolo americano.

che non e` un secolo breve, visto che dura 100 anni esatti, dal 1917 al 2017, e la presidenza Trump, se non sbaglio, ne segna la fine riconosciuta, per quanto inconsapevolmente.

questo edificio dunque e` costruito giusto alla vigilia dell’inizio di questo secolo americano, nel quale siamo vissuti sinora.

e la sua struttura lo rappresenta bene: e` ancora totalmente sotto l’influsso della coetanea architettura europea (potrebbe venire in mente, per un parallelo, la Stazione Centrale di Milano di pochi anni dopo, affetta da un simile gigantismo pseudo-archeologico): in sostanza gli USA non hanno ancora trovato un vero e proprio stile americano, come sara` soltanto pochi anni dopo, con l’invenzione dei grattacieli di Manhattan.

cosi` come la musica di Ives, innovativa e rivoluzionaria, appare qui ancora accademica, pur se attraversata da un entusiasmo sconosciuto alla coetanea musica del decadentismo europeo.

nello stesso tempo, il Fine Arts Palace e` attraversato anche da una malinconia che e` legata alla storia della citta`, alla sua drammatica distruzione, dal terremoto di un decennio prima, e alla sua strabiliante ricostruzione.

ma niente di tutto questo io sapevo aggirandomi in quel tramonto tra queste strutture imponenti.

ho letto che anche alcune scene di Vertigo di Hitchcock sono state girate qui: non le ricordo e non le ho ritrovate.

pero` mi piace immaginare di avere rivissuto le sue stesse impressioni, quando anche lui si sara` trovato davanti, abbastanza a sorpresa, questo grandioso e sconosciuto monumento.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s