andando a Malibu` – VIDEOCLIP n. 517

il nome di Malibu non dira` niente di speciale a nessuno, a parte una certa suggestione fonetica esotica che esercita per pura assonanza.

ma tu guarda che cosa scrivevo…

santa ingenuita` da bortocal, che non guarda la televisione!

e infatti non e` niente di speciale: e` soltanto il primo comune a nord-ovest  di Los Angeles, che si trova lungo la costa, preceduto da un quartiere vero della citta` che si chiama Castellamare; ma Malibu in pratica e` e funziona come un suo sobborgo, anche lui, e infatti io ci arrivo con un autobus urbano (…)

e mi ci ha portato il fatto che l’ultima fermata (e prima altre due) dava – almeno nel nome – su un canyon.

il canyon era poi un semplice vallore arido e spoglio, ma di fronte c’era il mare (…)

Malibu e` (…) una localita` molto elegante: non si puo` dire neppure che abbia un vero centro, ed e` formata essenzialmente da una fila di ville che per chilometri fiancheggiano l’oceano, che stamattina era grigio per il cielo nuvoloso, ma che poi e` via via diventato azzurrissimo col riemergere del sole, permettendo di dire che i molti soldi spesi da uno dei super-ricchi che ci abita per consentirsi di vederselo schiaffato davanti alla grande finestra che da` sulla veranda sul mare sono stati impiegati bene.

la struttura di queste case ha un carattere univoco: tutte hanno un fronte strada della larghezza intera del pezzo di terreno su cui insistono.

sembrerebbe di essere tornati in Vietnam, alle sue case galleria, che sfruttano interamente l’area edificabile allungandosi rispetto al fronte strada per motivi fiscali, ma qui qualche scorcio permette di capire che all’interno non e` cosi` e che si e`ritagliato uno spazio per il giardino sui lati.

la motivazione quindi e` diversa, e potreemmo riassumerla sotto la voce sicurezza, che tuttavia non rende l’idea.

un cane che cerca di azzannarmi dal finestrino semi-aperto di una macchina elegante, che sfioro passando, e` un’altra manifestazione di questo stesso stato d’animo che si esprime nelle targhette che ogni casa espone, e certificano la ditta incaricata della sua vigilanza, e a volte sentenziano secchi “risposta armata” senza altri inutili amminicoli di pensiero.

sono costretto a camminare molto cercando un accesso alla spiaggia e solo dopo un paio di km mi rendo conto che il cancello tutto sbarrato che h0 lasciato 50 metri indietro meritava un esame piu` attento: i numerosi cartelli che lo riempiono di divieti infatti fanno trasparire anche che da li` si puo` effettivamente arrivare in riva al mare e uno dei due battenti cede alla pressione: un piccolo e stretto corridoio di sabbia porta agli scogli (…)

guardo per un po’ la vita agiata di qualche proprietario che esce dal suo giardino per mettere i piedi nell’acqua e un ragazzetto ricco che si esercita al surf che fara` da adulto: i cartelli No trepassing che annunciano al mondo la privata proprieta` di quei pezzetti di costa, mi fanno pensare di essere in Quarto potere, solo che la scena e` a colori.

poi mi stufo: le foto stanno uscendo orribili e mi convinco che mi hanno tirato un altro bidone con quest’ultima fotocamera, e invece e` proprio la luce che manca…

rientrando scopro un secondo accesso che non avevo notato, ma e` tutto chiuso a chiave.

SONO STATO A MALIBU – MY ROUNDTHEWORLD N. 105 – 604.

https://bortocal.wordpress.com/2014/10/17/sono-stato-a-malibu-my-roundtheworld-n-105-604/

il videoclip non parla molto dei temi del diario di viaggio dell’ottobre di due anni fa.

si sofferma invece su un tema trascurato dal resoconto, quella volta: Halloween, gia` preannunciato dai pupazzi che addobbano le ville sulla collina, e l’ossessione di morte che emana da questa civilta` americana.

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