Tahiti, il fiume Fautaua e le cascate – VIDEOCLIP n. 512

contrariamente al solito riporto un passo piuttosto lungo del diario di viaggio 2014.

e` una cronaca di quel che vedra` chi passera` al video, nell’idea di percorrere per tre minuti le selvagge rive del fiume Fautaua a Tahiti.

visto che il video, per parte sua, rinuncia quasi completamente alla narrazione e si accontenta di nuovo dell’incanto:

che non e` poi sempre troppo facile da trasmettere…

le notizie della Lonely Planet su questa vallata semplicissima sono molto vaghe e generiche, forse perche` consiglia di percorrerla con una guida, che sarebbe totalmente inutile: il sentiero e` uno solo e basta andare avantoi: nessun rischio di perdersi.

oltretutto qualche rado incontro sul percorso si fa ed e` facile farsi dare piu` conferme che indicazioni sul fatto che la cascata e` sulla strada, soprattutto gente che fa jogging, che mi pare sia una moda dilagata oramai in tutto il mondo, ma qui a Tahiti praticata forse ancora piu` che altrove, visto che la natura si presta: ma questi e` difficile fermarli per chiedergli qualcosa.

solo che a leggere la Lonely Planet arrivare alla cascata, non meglio descritta, e` faccenda di un attimo: qui invece non si vede la fine.

una coppia di francesi risponde che la cascata c’e`, tout a bout, in fondo in fondo; una spagnola sola ritorna indietro piuttosto sconsolata: e` arrivata ad un punto in cui il sentiero si immerge nel fiume impetuoso; le hanno detto che non deve passare il fiume, e c’e` un altro sentiero che va in alto a destra, basta che prenda quello, ma non lo ha trovato.

le dico che vado avanti a vedere: sono solo 5 minuti arrivare al guado, dice lei, e riprende la strada del ritorno.

poi arriva un gruppo di giovanotti locali, che sta pure scendendo: no, il fiume bisogna proprio passarlo, e tre volte, non ci sono alternative.

ecco dei sassoni sdrucciolevoli che scendono, ed eccomi sulla riva, davanti al guado che non sarebbe neppure troppo difficile, se le rocce non fossero cosi` scivolose; oltretutto ho scarpacce adatte alle passeggiate ma con le suole abbastanza lisce.

ma una coppia di giovani finlandesi arriva in questo momento dall’altro lato e guada il fiume senza difficolta`, senza togliersi le scarpe da ginnastica e con l’acqua a meta` cosce.

che invidia.

la cascata e` bellissima, dicono, alta piu` piu` di cento metri, e la Lonely Planet non vale niente.

io, quando sono passati, provo a togliermi scarpe e calze, ma i piedi umani nudi non sono stati pensati per le rocce bagnate…, un paio di slittamenti leggeri mi mette in guardia, quando sono gia` entrato per un paio di metri nel fiume.

desisto, piu` che per me, che al massimo me la caverei con un bel bagno nell’acqua solo un poco fredda, immaginando il titolo del post di domani: ho perso tutto, cadendo nel fiume: passaporto, carte di credito, bancomat, fotocamera e netbook nuovo, le schede con le foto e i filmati di tutto il viaggio.

impossibile, proprio il giorno che sto comperando un cellulare nuovo: immaginatevi quante risate in giro.

gradualmente rientro nei ranghi e riprendo la strada del ritorno.

non mi sento frustrato, pero`: la mia esperienza di Robinson l’ho fatta lo stesso, anche se il senso della misura ha prevalso.

ma ecco la spagnola che torna sui sui passi: ha nuove informazioni, cerchera` di passare il fiume.

o cribbio, e quindi io saro` proprio io l’unico a rinunciare all’impresa?

ma no, anche un grassone che faceva jogging ha fatto dietro front dove il sentiero diventava impervio.

aggiungo che, dopo essermi fermato a un baracchino borso strada asfaltata per una bistecca con le patatine e la Coca Cola, anzi due per la sete mostruosa, ecco un autobus che va a Papeete centro.

basta un cenno per fermarlo, secondo le informazioni del Centro Turistico.

e chi c’e` seduta in prima fila?

la spagnola, che e` arrivata alla cascata, anche se la strada era terribile, dice ed e` caduta tre volte nel ritorno.

secondo lei la cascata non e` bellissima, perche` e` chiusa in una valle troppo angusta.

pero` mi faccio mostrare le foto lo stesso, e anzi fotografo la sua foto sul cellulare.

quasi come se ci fossi andato di persona…

LA VALLE DI FUTUAUA E I MAHU: DUE TESORI NASCOSTI DI PAPEETE – MY ROUNDTHEWORLD N. 85 – 575.

https://bortocal.wordpress.com/2014/10/03/la-valle-di-futuaua-e-i-mahu-due-tesori-nascosti-di-papeete-my-roundtheworld-n-85-575/

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