Rotorua, il villaggio termale Whakarewarewa – VIDEOCLIP n. 440

il risveglio prevede una carburazione lenta (…) e la scelta e` la visita di un villaggio maori che sorge in mezzo a una solfatara, ma a due o tre km dal centro, e difficile da trovare, perche` non ci sono segnalazioni e la guida lo mette fuori carta.

sembra che la Nuova Zelanda si debba necessariamente girare o con auto a noleggio o aggregandosi a qualche costosissima escursione organizzata: io mi faccio un punto d’onore, invece, di continuare a girarmela in modo indipendente e a piedi.

non preoccupatevi che ci arrivo a Whakarewara, anche se un po’ scazzato, pardon, demotivato, da questo inizio un poco scomodo. (…)

ma appena pago i miei 35 dollari di ingresso (ho infatti scelto l’attrazione locale piu` economica!) e scopro il villaggio, e` una vera meraviglia e un entusiasmo.

le case maore, in realta` oggi modeste casette di legno dallo stile vagamente britannico, sorgono letteralmente in mezzo agli sbuffi gassosi e alle pozze vulcaniche, che vengono utilizzate in varia maniera, ingegnosamente: ad esempio, per cucinare delle squisite pannocchie di mais, per fare i bagni, per avere l’acqua calda a disposizione.

mitologia e utilizzo pratico si mescolavano nella cultura dei maori, qui rappresentata da una grande casa moderna scolpita della comunita`.

ma poi c’e` anche una chiesa, e uno strano cimitero, dove tutte le tombe sono fuori terra, perche` e` l’unico modo di preservare i morti dal calore che tutto consuma.

FUGA DA HAMILTON: L’INCREDIBILE ROTORUA, NUOVA ZELANDA – MY ROUNDTHEWORLD N. 72 – 555.

https://bortocal.wordpress.com/2014/09/23/fuga-da-hamilton-lincredibile-rotorua-nuova-zelanda-my-roundtheworld-n-72-555/

ma chi dovesse guardare il videoclip, che fa da contraltare a queste note di diario del 23 settembre di due anni fa, resterebbe colpito non tanto dalle cose descritte sopra (che non hanno trovato adeguata espressione fotografica, a mio parere), ma dalla musica scelta come colonna sonora.

musica? dira` qualcuno.

in effetti e` un canto di guerra maori, cosi` dissonante alle nostre orecchie, cosi` aggressivo e direi perfino cosi` volgare, da mettere a dura prova il nostro orecchio.

d’altra parte se canto di guerra era, doveva pure spaventare i nemici e far capire loro che razza di avversari si trovavano davanti.

nonostante tutto, il canto non impedi` ai colonizzatori inglesi di farsi strada e conquistare il paese.

e cosi` ecco anche un villaggetto come Whakarewarewa, in mezzo alle esalazioni gorgoglianti di gas…

che oggi e` un’attrazione turistica, d’accordo.

ma rimane pur sempre un modo per avvicinarsi alla cultura dei maori e al loro senso della musica.

e per capire come si trasformo` la loro cultura nella colonizzazione, creando dei nuovi modi di vita che fanno apparire quesi canti guerrieri un poco grotteschi e irreali.

buona visione (ma scommetto che nessuno, proprio nessuno, arrvera` alla fine dei due minuti di video… ;))

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