il volo da Tokyo, Giappone, ad Auckland, Nuova Zelanda – VIDEOCLIP n. 396

speravo di avere raccontato due anni fa qualcosa almeno del volo che mi ha trasportato nella notte tra il 15 e il 16 settembre dall’altra parte del mondo.

e invece anche questo racconto era rinviato a tempi migliori:

rinvio ad altro momento la stesura del post che avevo pensato con (…) il volo (…)

DA TOKYO ALLA FINE DEL MONDO – MY ROUNDTHEWORLD N. 63 – 545.

https://bortocal.wordpress.com/2014/09/16/da-tokio-alla-fine-del-mondo-my-roundtheworld-n-63-545/

e il racconto dell’arrivo ad Auckland era dedicato prevalentemente agli aspetti pratici.

ed ora, nella mia memoria, queste ore sono quasi completamente vuote.

del resto posso pensare di avere dormito o almeno sonnecchiato per una parte importante del tempo.

poi, grazie alle immagini riprese, ricordo la curiosita` sospesa per le prime immagini della stagione pre-primaverile della mia nuova meta, rispetto a quella oramai autunnale del Giappone.

per la prima volta nella mia vita, infatti, il volo su un percorso cosi` lungo, da durare in pratica una notte intera, avviene prevalentemente sull’asse dei meridiani, verticale rispetto all’equatore, e non su quello dei paralleli.

il che significa che il cambiamento di orario non e` forte e il jet lag non si fara` sentire molto.

devo spostare le lancette dell’orologio di tre ore soltanto, ma una non conta troppo, dato che e` dovuta all’ora solare neozelandese, che manca in Giappone, e dunque soltanto apparente: diciamo pure che e` linguistica, ma non fisica…

le nuvole basse, un po’ grigie, il cielo coperto.

sono alla meta centrale del mio viaggio, sia dal punto di vista temporale sia da quello geografico, e sono passato non soltanto all’altro emifero, ma ho anche abbandonato l’oriente e l’Asia con le sue culture millenarie.

qui comincia la seconda parte del viaggio, qui comincia l’Occidente, anche se lo raggiungo volando verso oriente.

e c’e` un bel po’ di eccitazione per questo.

anche se comincia un mondo che credo di conoscere un poco, visto che sono stato 6 anni prima in Australia e penso ancora alla Nuova Zelanda come ad una specie di sua appendice

e non come a un mondo nettamente distinto, pur se in una matrice comune, come invece si rivelera`. 

ma ora lasciatemi tornare con la mente alla mattina del 16 settembre 2014, cercare l’autobus di linea che porta a cadenze fitte e regolari dall’aeroporto al centro della citta`, correndo da ovest all’inizio lungo una costa frastagliatissima nella luce di un mattino nascente azzurrino.

ecco le prime immagini di una citta` moderna, ma non aggressiva.

ecco la fermata, scendo con troller e sacca sulle spalle: per fortuna l’ostello non e` troppo lontano; l’ho prenotato, economicissimo, alla cieca all’efficientissimo ufficio turistico dell’aeroporto.

non lo so ancora, ma sono nel centro della movida neozelandese…

qualche ragazzo ubriaco che si attarda sconnesso verso le sette di mattina dovrebbe pur mettermi in guardia…

ubriachi: sono due mesi che non ne vedo uno.

ma sono in Occidente, finalmente…

. . .

ma che cosa succede adesso?

dico adesso che scrivo…

capita che arrivo a rileggere il post successivo del mio diario di viaggio,

e ci trovo dentro giusto quei resoconti del 15 settembre a Tokyo e dell’arrivo ad Auckland che credevo di avere dimenticato di scrivere, dopo averli promessi.

bella storia: ora dovro` rivedere tutti gli ultimi post di questo blog sul 15 settembre, ahha.

. . .

intanto ecco come descrivevo il volo e il resto:

sono in debito del racconto dell’ultima giornata a Tokyo dell’altroieri,

e di qualche notizia piu` accurata dell’arrivo ad Auckland  in Nuova Zelanda:

temi diversi, che sembrerebbero meritare due post diversi,

ma che invece vorrei tenere insieme proprio perche` la stranezza di questo abbinamento e` la vera protagonista di questa mia esperienza

che, diciamolo, ha qualcosa di straordinario e fa persino un poco vacillare la mente. (…)

era gia` buio quando mi sono imbarcato;

in aereo ho dormito comodo, avevo due sedili vuoti di fianco a me, che avevo scelto il finestrino:

ma niente aiuta a dormire come i piedi che fanno male e la schiena indolenzita;

mi sono goduto l’alba un poco rosa un poco grigia con la linea spezzata di sotto della costa che a volte emergeva dalle nuvole. (…)

scriveva ieri refrain in un commento che il troppo viaggiare uccide la meraviglia,

ma io vorrei proprio sforzarmi di indicare che e` possibile il contrario,

e dunque non possiamo dare per scontato passare in poche ore non soltanto da un fuso orario ad un altro, aggiungendo ancora altre due ore alle 7 che gia` mi distaccano dal mondo reale delle persone a me care in Europa,

ma perfino da una stagione ad un’altra,

dall’autunno gia` mite e un poco nuvoloso di Tokyo, alla primavera incipiente della Nuova Zelanda, attraversata dal galoppo silenzioso delle sue nuvole sul mare e dal vento che anticipa la fioritura.

e` una grande meraviglia, invece, diciamolo.

ERA JUNIO AD AUCKLAND, NUOVA ZELANDA – MY ROUNDTHEWORLD N. 65 – 547.

https://bortocal.wordpress.com/2014/09/16/era-junio-ad-auckland-nuova-zelanda-my-roundtheworld-n-65-547/

non che si aggiunga molto al gia` detto, eh?

le aggiunte sono molto piu` significative per l’ultima giornata a Tokyo.

 

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