Luang Prabang, wat Nong Sikhoünmuang: preghiere e silenzi dei monaci buddisti – videoclip nn. 161 e 162.

del resto della giornata basterà dire che (…) mi vedrà ascoltare incantato (…) i cori dei monaci, che in qualcosa ricordano la magia del nostro gregoriano.

DA LUANG PRABANG A PHONSAVAN, LAOS NORD-ORIENTALE – MY ROUNDTHEWORLD N. 30 – 502.

oramai, già all’esterno del wat Nong Sikhoünmuang, quasi sconosciuto turisticamente, mi sono fatto prendere dal fascino del suono dei campanelli che proviene dall’interno e dalla curiosità.

e quindi non posso che entrare silenzioso (ed ora provo a portarci anche voi), cercando di non disturbare (tanto più che questa volta nessun cane viene a sdraiarsi sulla porta), e guardare, con l’occhio fisico naturale e con quello digitale, i monaci raccolti e alcune donne, in fondo alla sala sontuosa del tempio, che seguono le loro preghiere.

non saprei spiegare perché tutti gli esseri umani in fondo pregano in modo simile – è facile riconoscere i tratti comuni della preghiera -; ma nello stesso tempo, poi, ogni modo di pregare in ogni diversa religione ha qualcosa di proprio.

non è la prima volta ovviamente che assisto a qualche cerimonia religiosa di monaci buddisti, ma questa devo dire che ha qualcosa di speciale:

il buddismo birmano (tra l’altro di una corrente buddista differente e considerata più intransigente), aveva qualcosa di pagano nel culto delle foglie d’oro con cui si rivestivano le statue dei buddha;

il buddismo singalese mi è rimasto nel cuore (assieme alla mia prima scoperta della bellezza e grandezza dell’Asia) per il suo carattere popolare e il culto dei fiori;

il buddismo nepalese invece per la sua inseparabile mescolanza con l’induismo, che ne fa quasi una religione autonoma e speciale.

il buddismo laotiano, rispetto a quello birmano e dello Sri Lanka, mi pare molto più intenso e legato alla fisicità del corpo che prega: lo sento in qualche modo più interiorizzato.

e questo dipende anche da qualcosa di strano che ho visto soltanto qui: il fatto che per lunghi periodi i monaci pregano semplicemente col silenzio.

qui sento una religiosità più pura, più austera, più solenne.

c’è una immagine che riassume con forza questa sensazione, ed è quella del vecchio monaco che guida la cerimonia con una posa immobile, da dietro un vetro, assolutamente identico alla statua di bronzo che gli sta al fianco, di cui appare come una effimera e simbolica incarnazione.

come dire che in questo buddismo ciascuno di noi, in fondo, non è che un mero simbolo.

e questo potente insegnamento i monaci me l’hanno saputo trasmettere senza parole, come attraverso un fluido che passava dalla posizione dei corpi e dalla impostazione della voce soltanto.

se qualcosa è arrivato anche a voi, allora voi siete in questo momento davvero con me nel cuore stesso del Laos.

3 risposte a "Luang Prabang, wat Nong Sikhoünmuang: preghiere e silenzi dei monaci buddisti – videoclip nn. 161 e 162."

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