Guilin, la Collina della Proboscide dell’Elefante – videoclip n. 95.

prima ancora di presentare il videoclip di oggi, sulla visita del 24 luglio scorso alla Collina della Proboscide dell’Elefante di Guilin, vorrei dire due parole sulla funzione che assume per me la fotografia in determinati momenti di contatto molto stretto con la natura, meglio se  esotica.

e` quel che mi avviene qui: la fotografia diventa una specie di supporto tecnologico che facilita la fusione cosmica; anche se mi rendo conto che si tratta di parole impegnative, forse troppo.

ma il mio modo di fotografare diventa per cosi` dire buddista e quasi una specie di meditazione che mi aiuta a trascendere me stesso come io.

il mio io non e` piu` dentro il mio corpo mortale, ma, attraverso la vista, l’udito, l’olfatto, tutti i miei sensi e la mia capacita` di immaginazione, scivola all’interno delle cose attorno a me, che  sento come altrettanto e forse piu` solidamente vive di me stesso.

in questo modo mi abituo all’idea che qualcosa di me possa esistere anche fuori del mio corpo, non dico in vista di una qualche sopravvivenza oltre la morte, che certamente non ci e` concessa, ma attraverso l’identificazione in vita in un ciclo vitale che non e` strettamente personale.

credo che questa identificazione in un tutto vitale che non e` personale sia una emozione molto intensa, oltre che una esperienza che e` quasi un esercizio a non avere paura di quella fine particolare che ci riguardera`, ma che non potra` annullarci del tutto se noi ci sentiamo parte di un tutto che ci sopravvivera`.

in questo video, questo modo riconciliato di vedere il tutto della vita arriva, alla fine, ad estendersi perfino alle manifestazioni non del tutto gradevoli del kitsch turistico cinese, che e` presente anche in questo parco e che riesco a cogliere, prima del nuovo blocco della macchina fotografica.

Mi incammino: un cartello stradale mi aiuta e mi do come meta però un parco successivo, cioè la Collina dell’elefante, che prende il nome da una altura sul grande fiume di Guilin, la quale ha una enorme grotta aperta sul suo lato sinistro, un arco naturale che le conferisce effettivamente la sagoma di un elefante, approssimativamente.

Questo significa che nel parco le riproduzioni degli elefanti in una lucida pietra grigia, che dev’essere del posto, abbondano ovunque.

Il parco è a salato pagamento, come tutto qui a Guilin; pago comunque e comincio una faticosa salita alla collina nell’aria che si va rapidamente riscaldando e che mi fa colare di un sudore inarrestabile, incrociando ben pochi ardimentosi; in cima vi è una torre antica, forse una rustica pagoda, ora quasi in rovina, e spingendosi oltre si arriva all’affaccio sul fiume, e di lì, passando sotto una breve galleria, si arriva ad affacciarsi sulla vista spettacolare del grande arco naturale.

Clic.

Un nuovo arresto della macchina fotografica, che stamattina funzionava: solo ripassando sotto la fresca galleria la camera appare in grado di scattare ancora una sola foto: peccato per l’inquadratura non perfetta.

Mi rimane il tempo di sbizzarrirmi fra salire e discese panoramiche che svaniranno rapidamente nella mia memoria volatile.

IL TRIONFO DELLA SERENDIPITY A GUILIN – MY ROUNDTHEWORLD N. 29 – 501.

3 risposte a "Guilin, la Collina della Proboscide dell’Elefante – videoclip n. 95."

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